Cronache plausibili da Senigallia (AN). Astenersi perditempo.
La Piaga a sostegno dei cittadini.
Bollino Blu, il cittadino si difende.
In questi giorni c'è grande confusione sul Bollino Blu, la certificazione del controllo di rendimento di combustione degli impianti termici, che diverrà presto obbligatoria. I cittadini sono disorientati dalla gran massa di informazioni che arrivano in forma di comunicati stampa, sedute del Consiglio Comunale, interrogazioni, polemiche, repliche ecc.. L'Amministrazione Comunale ha promesso una massiccia campagna informativa, ma per il momento non c'è chiarezza sugli obblighi del cittadino e i controlli da parte delle Autorità.
La Piaga di Velluto ha tastato il terreno ed è in grado di offrire ai suoi confusi lettori una prima soluzione al problema: il Bollino Blu precauzionale, per evitare che scattino improvvisi controlli alle caldaie per iniziativa di qualche zelante funzionario comunale e il cittadino si faccia trovare impreparato.
Come utilizzare il Bollino Blu precauzionale:

Cedroni - Uliassi, chi scende e chi sale.
E' sconcerto in città dopo l'assegnazione di due sole stelle nella Guida Michelin alla Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni. La notizia ha costituito argomento di discussione nella odierna riunione in Giunta. Nulla è trapelato su eventuali iniziative e contromisure per rilanciare l'immagine della città dopo la clamorosa bocciatura. Delusione e amarezza sono trapelate a fine riunione per bocca dell'Assessore al Turismo, Luigi Rebecchini: "Abbiamo sempre considerato Cedroni uno chef a cinque stelle. Evidentemente i francesi non hanno ancora digerito la sconfitta ai Mondiali."
Dal canto suo Moreno Cedroni non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha continuato a testa bassa la sua incessante ricerca del gusto "il Maestro ha intrapreso un percorso che lo porterà al perfetto abbinamento del pesce con i suoi accessori" ha dichiarato Gregorio Manauri, suo biografo ufficiale "dopo le presine in cachemere per adagiare i tonnetti, ci sarà spazio per materiali hi-tech, foglie in Goretex per i gamberoni di Malacca e salsicce di tonno pinne gialle confezionate in Lycra 10 denari, elastica ed invisibile. Tutto questo in attesa della prossima estate, quando i riferimenti letterari avranno la parte del leone nel menu."
Per uno chef in crisi di gradimento un altro Maestro di cucina raggiunge i vertici del successo. Ospite assieme a Vissani del salotto di Bruno Vespa, Mauro Uliassi ha potuto far conoscere al grande pubblico la sua inimitabile cucina, con una serie di proposte che hanno trasformato una trasmissione spesso seriosa ed ermetica in un atelier del gusto e della proposta sorprendente. Uliassi non ha voluto rilasciare dichiarazioni durante i preparativi per la registrazione della puntata, mentre Leandro Garbassi, suo addetto stampa, ha tracciato a grandi linee le proposte dello chef senigalliese per il prossimo Natale: "dopo la negazione del condimento affermata con i trancetti di testola marinati in acqua piovana, è il momento della negazione degli ingredienti, che divengono valori esistenziali, scelte di vita. Il piatto esce dalla sua dimensione di mero alimento e afferma la sua appartenenza al background di chi lo adotta: per questo Natale proporremo le zanchette all'alloro guarnite con strass Swarowsky, numerate una ad una, da portare con disinvoltura nelle occasioni di festa."
Già pubblicato sull'argomento: Ramingusto: Cedroni - Uliassi, scontro finale
Può essere etico un buffet a mezzanotte?
Libri elettronici e libri di carta: è guerra di cifre.
La Piaga oggi vola alto. Basta politicame locale a associazioni dissociate, al Centro Sociale Saline ieri sera si è parlato di editoria e nuovi media. Questa volta hanno fatto le cose in grande: buffet a fine dibattito e i sardoncini scottadito della mia cena hanno trovato compagnia, ma solo a mezzanotte.
In una specie di Uno contro Tutti, Antonio Tombolini, in proiezione editore elettronico, ha presentato l' e-book e le sue possibili applicazioni. E' stato assalito con criterio, verrebbe da dire, ma andiamo con ordine.
Radunare quaranta amanti del libro con un orario preciso è difficile: c'è sempre qualcuno che deve finire un capitolo e arriva in ritardo. Durante l'attesa la parola che sento pronunciare più frequentemente è "giga" seguita da "tech", non si parla di letteratura ma di tecnologia, stasera. Finalmente il maxi schermo è on line e si comincia. L'imputato Tombolini (simplicissimus.it) presenta il suo prodotto, l' e-book, assistito da un entusiasta Mazzufferi che lo fa girare per la sala come se fosse un'icona sacra. Nel mezzo secondo che l'ho avuto davanti al naso, ho potuto leggere la parola "preambolo", preambolo a cosa non lo saprò mai. L'oggetto è bello e sembra pratico, ma l'impressione iniziale è quella di assistere una presentazione della Stanhome, infatti solo dopo novanta minuti Tombolini svela al pubblico di essere un editore di contenuti accessibili tramite l' e-book, forse pensava che tutti lo sapessero, ma non aveva fatto i conti con me. L'importazione dell' hardware non gli interessa, non è la sua mission. Tutto sbagliato, tutto da rifare.
L'intervento di Marcantoni, l'unico libraio di Senigallia, è di prammatica, sulle prime sembra distratto, in realtà stà prendendo le misure al suo avversario. Anche Luca Conti stà sul generico, parla delle sue attività e non si intromette, due dibattiti al giorno sono cose che ti stroncano. L'intervento del professor Scriboni rimette ordine nell'Universo: la letteratura su carta non verrà soppiantata dall' e-book, i due sistemi conviveranno e ognuno avrà un suo linguaggio. Dieci minuti, un intervento di rara bellezza e ampiezza.
A guastare tutto ci pensa Leonardo Badioli, sempre più somigliante a Tyson, sempre meno a Dario Fo. Con un lunghissimo monologo, il cui contenuto mi sono perso per strada, ha attaccato l' e-book da tutte le parti, ottenendo due risultati: far girare le palle a Tombolini e farsi sollecitare platealmente dal moderatore, un ragazzo sveglio e dinamico, uno che capisce quando il dibattito verte sull'ombelico del relatore.
La replica di Tombolini ha finalmente scosso l'ambiente, finalmente si è visto uno scazzo a due microfoni aperti, lui e Marcantoni se le sono date di santa ragione e io, ancora intorpidito dall'intervento di Badioli, per un attimo ho avuto l'impressione di assistere ad un dibattito televisivo fra Ricky Tognazzi e Patrizio Roversi, vestiti allo stesso modo per aumentare la confusione, che si scannavano su quanti resi abbia e quanta carta sprechi l'editoria tradizionale. Ognuno tirava fuori le sue cifre e parlava al suo microfono.
Avrei voluto alzarmi e chiedere alla ragazza che mastricciava sul PC di andare su Google a cercare le cifre ufficiali, ma vedendo un ragazzo vicino a me beatamente addormentato nonostante il casino, mi sono reso conto della portata dell'argomento e ho desistito.
Il resto è storia, Tombolini ha sbagliato interlocutori, gli organizzatori dovevano invitare un editore, non un libraio che i libri li vende. Di editori ce ne sono quattromila in Italia, vuoi che uno non si liberava per venire?
Candido Cannavò, il mio autore di riferimento, dice sempre che Recoba non deve correre a coprire la fascia. Un artista, un autore, non deve confrontarsi con la praticità, altrimenti finisce il gioco che lo lega a chi ne subisce fascino e genio. Le mie migliori letture le ho fatte al cesso e con il tempo quei libri hanno assunto un carattere loro, una loro personalità, un odore che li rende oggetti unici, al di là del contenuto. Condividerei l'entusiasmo di Mazzufferi se trovassi un manuale di potatura sull' e-book, ma non un romanzo di Conrad. L' e-book avrà un suo futuro nella didattica e nella manualistica, come è giusto che sia.
Il dibattito si conclude, anche perchè siamo rimasti in pochi ed è mezzanotte. L'unica strafica presente ci ha abbandonato dopo mezz'ora, forse ha sbagliato serata, forse cercava la scuola di ballo. E' stata una serata utile, ho appreso tanto e in particolar modo ringrazio Luca Conti, che mi ha spiegato a cosa servano le Creative Commons, anche se non condivido le sue teorie sui motori di ricerca: essere il primo della lista su Google quando si cerca il termine "Luca" vuol dire essere cercati da un deficiente. Anch'io con "piaga" arrivo fra i primi posti, ma non voglio esser trovato da uno che ha le piattole.
Ho gradito il buffet, un'attenzione in più che dovrebbe trovare maggior diffusione e tornando a casa sono passato nel mio circolo culturale, il Matt Bar, sulla Statale. La sala videopoker era stracolma, tutta gente che una volta giocava a carte: qui la rivoluzione elettronica si è già compiuta.
Nei commenti di Vivere Senigallia un ragazzo del Mezza Canaja ha chiesto la pubblicazione integrale del comunicato che è stato distribuito ieri sera in Consiglio Comunale.
Adoro fare informazione alternativa on line e non mi faccio sfuggire l'occasione. Ridigitato con l'ausilio delle più avanzate tecnologie, ecco il comunicato. Eventuali errori sono opera mia. Se mi autorizzano la prossima volta faccio la sintesi.
2006: ODISSEA PER GLI SPAZI SOCIALI
All'attenzione della Giunta comunale, dei Consiglieri comunali, degli organi di stampa e dei cittadini tutti.
Il 30 settembre il Mezza Canaja avrebbe dovuto abbandonare il locale delle ex colonie ENEL. Avrebbe dovuto abbandonare le mura che per un anno e mezzo hanno perimetrato l'unica esperienza di autorganizzazione e d'autogestione sociale e politica presente in città da più di due anni.
Proprio per questo, da molto tempo, era stato avviato un tavolo di trattative tra alcuni partiti della maggioranza comunale - Verdi e PRC - e noi, al fine di identificare un nuovo spazio per le attività del centro sociale.
Da parte nostra è stata sempre garantita la disponibilità ad abbandonare l'attuale struttura. Garanzia naturalmente proporzionale alla disponibilità della Giunta comunale di metterci a disposizione un altro spazio adeguato alle attività svolte in questi due anni.
Una sola cosa teniamo a ribadire in questa sede: i patti erano chiari e da parte nostra sono stati rispettati.
Il primo ottobre abbiamo cessato di utilizzare l'ex colonia ENEL dichiarandoci disponibili ad uscirne definitivamente appena ci fosse stato proposto e poi ufficializzato un nuovo spazio.
Questo però non è mai avvenuto perchè il posto comunemente identificato per ospitare la futura sede del Centro Sociale, cioè la struttura dell'IRAB in via delle Caserme, non era di gradimento ad alcune componenti della maggioranza di questa città. In primis alla Margherita.
Una decisione questa, che nella sostanza ha bocciato irrevocabilmente l'unica soluzione legale attualmente disponibile e praticabile.
E' per questo che dopo un mese di inutile attesa e non trovando alcuna risposta da parte delle Istituzioni, il Centro Sociale Mezza Canaja ha deciso di tornare in occupazione. Scelta, quest'ultima, imposta dalla necessità di far ripartire le attività portate avanti dal Centro Sociale e dalle realtà che al suo interno operano quotidianamente. L'Ambasciata dei diritti che, tramite lo sportello legale gratuito, la consulenza e i corsi di italiano, opera con i migranti che attraversano e vivono questa città ma che sono sempre più spesso messi ai margini ( anche grazie a progetti comunali quali l'ormai tristemente noto "legalità ed integrazione nel Rione Porto" ).
Il cineforum, le serate culturali e musicali, le presentazioni di libri e i dibattiti ( che hanno visto in questi anni la presenza di personaggi quali Giulietto Chiesa e Haidi Giuliani).
Lo skate park che è ormai diventato un luogo d'incontro di decine di giovani e giovanissimi.
Tutto questo è l'espressione diretta e viva del bisogno di avere uno spazio di socialità libero, autonomo, indipendente ed orizzontale. Uno spazio della città e nella città, che dia la possibilità ai tanti giovani e meno giovani che lo vivono quotidianamente di condividere la propria esperienza, di praticare i propri desideri.
La nostra situazione rientra però in un malessere più diffuso. Malessere riferito, da una parte ad un clima di pesanti attacchi ai danni dei Centri Sociali da parte di governi di centro sinistra nella Regione Marche, e dall'altra in una campagna diffamatoria ed intollerante portata avanti a livello nazionale dalle forze di centro destra.
Malessere anche riferito all'andamento della pianificazione delle politiche sociali e giovanili di Senigallia. Dalla presunta vendita dell'immobile pubblico attualmente utilizzato dall'Associazione "La Stanza", alla ormai cronica crisi economica che versa sul Centro di Aggregazione Giovanile "Bubamara", e su tutti gli altri luoghi che comunque rimangono sempre appesi alla logica ricattatoria della precarizzazione del proprio futuro.
E' giunto il momento di ribadire che i soldi pubblici spesi nella promozione della autogestione ed autorganizzazione giovanile sono soldi spesi bene poichè prevedono una risposta ai bisogni provenienti dal basso, dalle fasce di popolazione che maggiormente hanno bisogno di sperimentare ed "agire" luoghi, iniziative, progetti e desideri. Sono luoghi in cui si può partecipare, dove si può intervenire attivamente per incidere nel proprio tessuto sociale, attraverso l'arte, l'aggregazione, le posizioni e punti di vista politici, gli eventi culturali, ecc..
E' divenuto insopportabile immaginare che le uniche possibilità di aggregazione, conoscenza, incontro, arricchimento culturale, espressione politica ed artistica, siano quelle benevolmente elargite dall'alto e legate alle prassi istituzionali come, ad esempio, i partiti, la chiesa, i bar, i disco pub, le discoteche, le attività, gli eventi estivi, i centri commerciali e i grandi magazzini. Non possiamo pagare tutto, anche il tempo libero, lo scambio e le interazioni sociali.
Ad ennesima dimostrazione di ciò, vi è la Festa dei Giovani tenutasi recentemente all'Ipercoop, la stessa azienda che, indirettamente, controlla l'ex SICA e che ha appena licenziato duecento lavoratori.
Ci sembra anche importante ricordarvi che tutto ciò non rientra minimamente in quello che è il programma sul quale questa maggioranza è stata eletta e ha avuto mandato di governare da parte dei cittadini. Programma che recitava testualmente: "occorre dare continuità ad una politica attiva che dia spazio all'autonomia, al protagonismo e alla partecipazione dei giovani e degli adolescenti". E ancora: "particolare attenzione dovrà essere rivolta a tutte le esperienze in atto di aggregazione giovanile presenti nel territorio, valorizzandole e promuovendone l'autonomia ( vista anche come autogestione di spazi) e la capacità di iniziativa (gruppi spontanei, centri giovanili, oratori....)".
Nessuno di noi si sente deluso dal proprio operato. Semplicemente perchè governi amici non ne abbiamo mai avuti, ma una domanda ci sorge spontanea: tutte queste belle parole che fine hanno fatto?
Questo non vuol dire sparare a zero su ogni cosa fatta dalla Giunta, anzi, vanno riconosciuti i meriti di chi si è sempre speso in questo senso ( non ultimo l'Assessore Ceresoni, o partiti quali i Verdi e Rifondazione Comunista ). Ci chiediamo, però se questo percorso è realmente condiviso dall'intera maggioranza o le parole scritte nel programma sopracitato erano le classiche promesse fatte in campagna elettorale per accaparrarsi qualche voto in più?
Il Centro Sociale Mezza Canaja oggi è qui per avere delle risposte.
Chiediamo pertanto a questa Giunta un incontro pubblico, da tenersi in questa sede e in tempi brevi, sul futuro del Mezza Canaja e sulle scelte politiche che questa maggioranza vorrà compiere per rispondere alle esigenze che provengono dal mondo sociale e giovanile.
E' giunta ormai l'ora che partiti come DS e Margherita, ma anche lo stesso Sindaco Angeloni, si esprimano in maniera chiara, pubblica e formale.
E' giunta l'ora che ci diciate se l'esistenza del Mezza Canaja, pur nelle differenze e nelle divergenze, è una ricchezza per questa città o un mero problema di ordine pubblico.
E' giunta l'ora che questa amministrazione faccia chiarezza politica sul ruolo che vuole tenere nei nostri confronti, soprattutto sulla disponibilità e sulla volontà politica di costruire insieme un percorso pubblico, comune e condiviso che porti all'individuazione di uno spazio idoneo, nei limiti del possibile, alle attività da noi svolte in questi due anni.
Pensiamo che il Mezza Canaja, i partiti che con noi si sono sempre confrontati, e tutti i cittadini di Senigallia - sia quelli che ci amano sia quelli che ci odiano - meritino delle risposte; risposte chiare e pubbliche.
CSOA Mezza Canaja
Il post è piuttosto lungo, se mi crea problemi sul blog dovrò cancellarlo. Chi vuole copi e incolli.
Il Mezza Canaja interviene in Consiglio.
Interrotto il Consiglio Comunale, che per un'ora non ha potuto nuocere alla città. Pacifica invasione dei ragazzi del Mezza Canaja, che hanno concordato un incontro pubblico con il Consiglio per la soluzione del problema delle nuova sede. Composta reazione dei Consiglieri che hanno accordato un incontro dei capogruppo con una delegazione del MC. Dopo la riunione i ragazzi hanno letto un comunicato conclusivo e lasciato l'aula in perfetto ordine. Imponente schieramento delle forze dell'ordine (che sapevano tutto) attorno al Municipio: rapinate cinque gioiellerie del Centro storico.
Quello che poteva essere il Consiglio Comunale più noioso della storia, si è trasformato in un simpatico evento che ha visto protagonisti i ragazzi del Mezza Canaja e i Consiglieri, austeri e riservati custodi del governo cittadino, che hanno partecipato con entusiasmo al piacevole diversivo. L'alternativa era quella di far tardi per seguire i prolissi e inutili interventi dei colleghi sul programma di bilancio. Questa era l'atmosfera alle 17,00 quando uno Schiavoni in gran forma, ammoniva i suoi colleghi sulla necessità di perseguire l'efficienza della macchina comunale, seguito da un Bacchiocchi provocatorio, preoccupato per i sedentari impianti sportivi della città, mentre richiedeva un'interruzione dei lavori per consentire ai capigruppo della maggioranza di emendare il nulla, contestato dal solo Paradisi che il caffè lo aveva già preso.
Nel frattempo si erano fatte le 18,00 e una cinquantina di ragazzi del Mezza Canaja si erano radunati nel portico del Municipio. "La Digos ha già telefonato" stava dicendo Nicola Mancini, leader del gruppo. In effetti le forze dell'ordine erano al corrente dell'iniziativa e avevano chiamato per accertarsi sulle intezioni dei manifestanti.
L'obiettivo dei ragazzi era quello di parlare direttamente col Sindaco, che nel frattempo aveva fatto chiamare due Vigili Urbani e fatto chiudere il portone del Consiglio. Una buona parte dei Consiglieri ha mangiato la foglia, mentre gli altri, che non a caso sono Consiglieri, continuavano a pascolare per la sala come al solito.
Probabilmente qualche accordo dell'ultimo secondo ha consentito il pacifico ingresso dei manifestanti nella Sala del Consiglio. Tutto è avvenuto con un tempismo eccezionale e, mentre Cicconi Massi stava esponendo il suo intervento, è stato interrotto da un simpatico megafono, assolutamente inutile in una sala che quando esprimi un pensiero ti sentono tutti. Piuttosto che sentire Cicconi Massi e il suo programma dei parcheggi rosa e del bis alle mense scolastiche, i Consiglieri hanno ascoltato di buon grado la lettura di un lungo comunicato del Mezza Canaja, che fortunatamente è stato distribuito in forma cartacea, dato che l'utilizzo di quel megafono è stato il più grave atto di violenza della manifestazione.
In sintesi i ragazzi del Mezza Canaja chiedono che la maggioranza politica si esprima chiaramente nei loro confronti, rispettando la volontà espressa nel programma dell'Amministrazione di sostenere le forme di aggregazione e partecipazione dei giovani. Chiedono inoltre una risposta senza equivoci alla necessità di avere una sede in affitto senza doverla occupare e passare per i "cattivi".
Il presidente del Consiglio Silvano Paradisi ha accordato una riunione dei capogruppo con i rappresentanti del Mezza Canaja, che è durata circa mezz'ora durante la quale ha regnato la massima tranquillità nella Sala, al punto che la cosa cominciava a farsi noiosa. Fortunatamente la riunione è finita e Nicola Mancini ha letto un comunicato nel quale il Consiglio si è impegnato a una seduta pubblica avente per oggetto le rivendicazioni del Mezza Canaja. Dopo la lettura del comunicato i ragazzi hanno abbandonato la Sala Consiliare in perfetto ordine. Convincere i Consiglieri a ricominciare la seduta sugli indirizzi di bilancio è stato più complicato.
Nelle foto dall'alto in basso: i ragazzi del MC fanno il loro ingresso nella sala, con loro anche il terribile megafono - grande tranquillità fra i Consiglieri durante la riunione con i capogruppo - i ragazzi del MC lasciano il Municipio
Non andate ai convegni: la Piaga ci va per voi
Il piccolo samurai di Ostra Vetere
Trovare un economista a Destra è difficile come trovare un comunicatore a Sinistra. Tremonti è un tributarista e la differenza si vede tutta. Quando è stato licenziato come Ministro dell'Economia da Fini, il suo posto è stato preso da un tecnico, Siniscalco, perchè nessun esponente di AN poteva essere un sostituto credibile. E così, quando il Circolo AN di Senigallia mi organizza un "convegno" sulla Finanziaria, con la presenza del senatore Mario Baldassarri, il padre di Quadrilatero Spa, l'occasione è troppo ghiotta: sabato 18 novembre, ore 17,30, Auditorium San Rocco, si entra in azione.
Trattandosi di un incontro di post fascisti il mio abbigliamento si adegua: giacca e cravatta, capelli corti e pizzetto italobalbo per l'eventuale dress selection. Una frase mandata a memoria per l'eventuale think selection, considerando il curriculum di Baldassarri e Ciccioli è probabile che si tenti di selezionare il livello accademico almeno nelle prime file.
Nulla di tutto ciò: alle 17,20 nella sala ci sono dieci persone, me compreso, sembra che ci siamo ritrovati lì per effetto di una smagliatura spazio - temporale e soltanto la presenza del Consigliere Girolimetti sul palco sembra avere un senso. Col passare dei minuti si crea un ovvio sentimento di cameratismo fra il pubblico, mano a mano che arriva gente, ma, all'ora prevista per l'inizio, tutte le menate sui treni del Duce che viaggiano in orario se ne vanno al diavolo e con quasi mezz'ora di ritardo e la totale assenza dei relatori di punta, qualcuno prende la parola.
Le mie preoccupazioni per l'abbigliamento erano infondate: in sala ci sono una settantina di persone, poche camicie nere, un mio vicino di casa che non credevo fosse e una buona percentuale di donne, comprese alcune strafiche, segno che la Santachè non è una meteora, sta lasciando un segno. Sul palco i relatori rappresentano il sottobosco politico nostrano, al punto che Massimo Bello, il piccolo samurai di Ostra Vetere, uno dei responsabili di questa bufala, piazzato al centro dei relatori appare come un gigante della politica. Le prime notizie sono avvilenti: l'onorevole Ciccioli non potrà essere della partita perchè impegnato alla Camera per la Finanziaria, mentre il senatore Baldassarri arriverà in ritardo a causa dei suoi impegni istituzionali. Solo a Senigallia si poteva organizzare una manifestazione contro la Finanziaria mentre gli onorevoli che dovevano intervenire sono impegnati a votarla.
Non potendo e non sapendo parlare di economia, i relatori la buttano sui temi locali: Girolimetti, che sta invecchiando nel Consiglio Comunale di Senigallia, attacca una tiritera di mezz'ora, verbosa e monocorde, che anzichè esaltare gli animi li assopisce e l'applausetto finale è più liberatorio che altro. Col secondo relatore, il prestante Consigliere Regionale Silvetti, si cambia decisamente passo, finalmente apprendo che tutti i nostri problemi economici sono dovuti alla congiura pluto - giudaico - massonica aggiornata ai nostri tempi grazie alle COOP, che ancora esiste la maggioranza silenziosa ridotta al silenzio dai media di sinistra e che il quadrilatero non è più nei testi di geometria ma nelle Marche. Visto che lui omette di spiegarlo, ricorderò che Quadrilatero è quel teorema che consente ad una società che ha come unico socio lo Stato (51% ANAS 49% Sviluppo Italia) di fare un mucchio di debiti per costruire delle strade e di pagare questi debiti pianificando l'urbanistica del territorio dove costruisce, cosa che spetterebbe agli Enti locali, mentre allo Stato spetterebbe solo il compito di costruire le strade che servono. La finanza creativa alla massima potenza, una cosa che nemmeno Tremonti dopo una sbornia di trielina riuscirebbe a pensare. E il padre di tutto ciò (1,2 miliardi di Euro da raccattare dal nostro territorio con questo sistema) è il senatore Mario Baldassarri, il grande assente di questa sera.
L'intervento di Silvetti consente distrazioni, dato che gli argomenti trattati li ho studiati a scuola quando abbiamo fatto il Ventennio e mi posso guardare un po' attorno. Vicino a me siede Floriano Schiavoni, il contrappeso a destra di Ivano Sbrollini, accanto a lui Fiore Bittoni che annuisce selvaggiamente e dietro di me l'incredibile sosia perfetto di Giorgio Almirante. Rimango sbalordito dalla somiglianza e fingo una cervicale per osservarlo più volte. Lui si accorge di queste attenzioni e mi lancia uno sguardo interrogativo, chissà quante donne ha cuccato con quella faccia, non vorrei che mi scambi per un gay, non mi troverei nel posto giusto. Sul tavolo dei relatori Massimo Bello guarda nervosamente orologio ed ingresso, Baldassarri non arriva, si sta facendo tardi e a lui tocca l'intervento che dovrebbe introdurre l'ospite d'onore, lo deve tirare per le lunghe e non è cosa facile con i due argomenti che tratterà, quelli per cui è considerato il massimo esperto mondiale: Ostra e Vetere.
Nel frattempo Silvetti ha finito il suo intervento e l'applausetto questa volta rivela un certo malumore: il pezzo grosso non arriva e queste sono cose che non dovrebbero accadere, ordine ci vuole!
L'intervento di Massimo Bello inizia con due colossali sparate: "amministrare Ostra Vetere prosciuga tutto il mio tempo e tutte le mie energie" e "non è il caso di parlare di Finanziaria adesso, c'è poco tempo e ancora il percorso non è chiaro...". Un brivido attraversa la sala, o meglio, gli astanti impietriti: ma allora perchè siamo qui? La risposta è arrivata nell'ora successiva, durante la quale Bello ha parlato di Ostra Vetere, di quanto sia difficile amministrarla, reperire risorse, mantenere bassa la tassazione, fare iniziative culturali, promuovere il turismo e difendere dall'assalto delle Giunte rosse un paese di tremilaseicento abitanti, che fino a ieri se ne stava sonnacchioso e tranquillo con le chiappe poggiate sui colli, e oggi, suo malgrado, è diventato il trampolino di lancio di un ambizioso e tenace politico di provincia. Un grande comunicatore Bello, soltanto oggi ha pubblicato cinque comunicati stampa su Viveresenigallia.it, sappiamo tutto quello che succede ad Ostra Vetere, conosciamo uno ad uno i suoi abitanti che si sono divisi fra quelli che vogliono le strade senza buche e quelli che vogliono Riccardo Muti a dirigere la banda cittadina in piazza.
Dopo un'ora e soprattutto dopo aver sentito la barzelletta su chi si salvi fra Prodi, Padoa Schioppa e Bersani a bordo di un aereo che precipita, che per oggi ancora non avevo mai sentito, decido di abbandonare la sala. Sono le 19,40, lo stomaco ha citofonato e mi sto chiedendo se sia consentito, in una manifestazione di AN, alzarsi ed andarsene mentre il relatore parla, quando mi accorgo che le ultime file si sono svuotate. Ratto come la folgore getto il cuore oltre l'ostacolo e raggiungo l'uscita. Fuori sta piovendo e si è formato un capannello nell'atrio. La base è scontenta, la delusione è palpabile, la Finanziaria passerà, l'ombrello è rimasto a casa, la cena è pronta. A ognuno le sue priorità.
Il nuovo corso Telecom: avviati i lavori di Ponte Portone.
Il Sindaco l'aveva detto: "l'avvento di Guido Rossi a Telecom è un grande passo avanti: un uomo che ha fatto vincere uno scudetto all'Inter sarà in grado di far spostare le fibre ottiche a Ponte Portone" e difatti, dopo solo tredici mesi dalla chiusura del ponte, lo spostamento delle fibre ottiche dentro il nuovo cunicolo sta avvenendo in questi giorni.
Per i lettori meno abili ricorderò che il ponte è stato chiuso al traffico con due mesi di anticipo, nell'ottobre 2005, per consentire a Telecom e Multiservizi lo spostamento o il taglio dei sottoservizi collegati al ponte.
La Multiservizi ha tagliato due tubazioni di acquedotto e due di gas metano nella prima settimana di chiusura, mentre la Telecom ha dapprima prescritto la costruzione di una nuova cameretta interrata per modificare il tracciato delle fibre ottiche e successivamente ha mantenuto il tracciato inalterato rendendo la nuova cameretta inutile. Tutto questo ha influito pesantemente sull'andamento dei lavori, considerando che il gigantesco nuovo cunicolo che dovrà ospitare le fibre ottiche è stato spostato e modificato più volte negli ultimi mesi, formando una specie di barriera artificiale sull'operatività stessa del cantiere.
Fra le varie giustificazioni avanzate sulla lentezza dei lavori, lo spostamento delle fibre ottiche non è mai stato citato, e questo è molto strano, considerando che a distanza di tredici mesi dalla chiusura del ponte abbiamo ancora in piedi il vecchio cunicolo e i due vecchi piloni del ponte che lo sorreggono e che tutto ciò dovrà essere ancora demolito prima di gettare le travi prefabbricate del nuovo ponte.
Le previsioni sono di gennaio-febbraio 2007 per la consegna del ponte alla cittadinanza e spero che questa volta ci sia una inaugurazione parecchio sotto tono.
La Piaga segue Ponte Portone come un figlio: qui e qui altri articoli.
Una necropoli etrusca sotto Piazza Garibaldi.
La straordinaria scoperta fatta con i sondaggi del georadar. Ceresoni: "un falso storico clamoroso, è soltanto una necropoli dei Piceni".
La prima giornata di sondaggi geofisici nel sottosuolo di Piazza Garibaldi si è conclusa con un sostanziale pareggio: il 50% dell'area monitorata è occupata da una necropoli etrusca o picena, mentre la parte rimanente ospita i resti di un villaggio di pescatori del Mesolitico. I tecnici non hanno rilevato alcuna traccia del parcheggio sotterraneo per duecento auto che rappresentava l'obiettivo della ricerca.
Dopodomani, venerdì, si svolgerà la seconda ed ultima giornata di ispezioni radar, dopo la pausa di riflessione per l'analisi approfondita dei dati raccolti e soprattutto per consentire lo svolgimento del mercato settimanale.
La città ha reagito bene alla chiusura della piazza e del relativo parcheggio, il più grande e il più caro del Centro Storico. Molti automobilisti hanno potuto riscoprire il piacere di cercare un parcheggio qualsiasi e finalmente si sono visti i primi parcheggi rosa, realizzati da alcune intraprendenti mamme.
Pochi interventi dei vigili urbani per il controllo del traffico: la maggior parte si sono presi un giorno di ferie perchè non sapevano dove parcheggiare. Qualche problema di intasamento c'è stato nella tarda mattinata, quando alcune scolaresche sono state portate a vedere piazza Garibaldi senza auto nè bancarelle.
In definitiva un generale clima di consenso ha accolto la novità della piazza chiusa al traffico: per venerdì è stato organizzato un torneo di bocce e una partita a calcio fra commercianti fissi ed ambulanti, chiuderà la giornata un concerto di Deborah Velluto accompagnata da I Mosconi. L'incasso della giornata sarà devoluto all'Amministrazione Comunale per finanziare una seconda "Giornata del Georadar" che si svolgerà in primavera.
Ditelo alla Piaga
Piccoli capannoni crescono
All'improvviso mi si appalesa un lettore utile, uno di quelli che leggono un blog fino in fondo, ne fanno un'analisi ragionata, ci trovano un paio di imprecisioni e ti inviano un report completo e gratuito per email. Grazie Giacomo per le segnalazioni, guarda anche nel template se trovi qualcosa di sbagliato e, nel caso, inviami lo script per le modifiche.
Grazie soprattutto per la segnalazione di un capannone in costruzione su via Cellini, una delle strade più trafficate di Senigallia, in cui saranno alloggiate circa venti attività commerciali e artigianali, fra cui un supermercato.
Da più parti si segnala la necessità di decentrare le attività commerciali per decongestionare il traffico cittadino, ci abbiamo aperto pure un Forum cittadino, ma lo sfruttamento intensivo di ogni frustolo di territorio non conosce soste. Se "l'attuale" Piano Regolatore del 1975 prevede che un'area sia destinata al terziario commerciale artigianale, quel terziario si costruisce, mostrando totale indifferenza a quanto sia cambiata la città, in mobilità ed urbanistica, negli ultimi trent'anni.
A venti metri da uno degli incroci a raso più pericolosi della città, quello fra via Cellini e Via del Molinello (percorse rispettivamente da 12.193 e 3200 veicoli al giorno) sorgerà un nuovo incrocio a raso, a servizio di questo nuovo centro commerciale, in cui transiteranno (e da cui sbucheranno) un gran numero di veicoli, anche pesanti, data la presenza di attività artigianali e di un supermercato.
Nessuno dei due incroci può essere trasformato in rotatoria, ma entrambi si troveranno molto vicini (meno di 100 metri) alla maxi rotatoria prevista per l'uscita della Complanare, creando uno dei punti più congestionati della città, alla faccia della mobilità modulare ed intelligente. Fra l'altro sembra che l'accesso alla nuova lottizzazione sarà particolarmente angusto per la prescrizione di preservare i pilastri in muratura del vecchio cancello, dal valore storico archeologico inestimabile. La sicurezza stradale viene subito dopo.
Guardate la foto e immaginatevi un TIR di surgelati che deve entrare o uscire da quell'incrocio.
Primo Forum cittadino per la mobilità urbana.
La parola d'ordine è "metodo partecipativo" e ieri il primo Forum cittadino per la mobilità urbana, inserito nel contesto di Agenda 21, il software italiano per la gestione del ciclo mensile irregolare, ha potuto esplicare tutte le sue potenzialità di partecipazione democratica. Detta così sembra facile, ma cominciamo dalle sedie: quelle del Centro Sociale delle Saline sono discrete, non segnano culo e schiena e consentono all'utilizzatore la massima libertà di posizione. Qualcuno dei presenti ha colto questa possibilità e ha partecipato al Forum direttamente dalla vicina pizzeria.
Il programma è sontuoso: saluti dal Sindaco, interventi di due Assessori, Mangialardi e Ceresoni, il Pupo e il Secchione della Giunta e ben cinque tecnici che ci relazioneranno sullo stato attuale e futuro della mobilità cittadina. Nessuno di loro è arrivato in ritardo per via del traffico e questo è già un segnale positivo. Oggi si fa sul serio, altro che la viabilità del Borgo Bicchia, oggi tutti i nodi vengono al pettine e i marinai in coperta.
Nonostante le premesse il Forum inizia male, perchè alle 16,45 il Sindaco non c'è e Ceresoni sta introducendo gli argomenti da dibattere, con quella sua tipica enfasi che induce nel pubblico la sensazione che il traffico non sia un problema, ma un buon motivo per ritrovarsi e fare una chiacchierata alle Saline. Accanto a lui un accigliato Mangialardi scruta i numerosi notebook schierati sul tavolo ma quando è il suo turno non si fa pregare due volte e presenta il suo cavallo di battaglia contro il traffico: la Complanare. In attesa di tale Opera si farà il possibile per limitare i danni. Qui finisce il suo contributo al Forum e mentre Ceresoni si insedia come presidente, Mangialardi si divide fra la necessità di ricevere il pubblico nell'ufficio del custode e il controllo dei dati del traffico sul computer.
La presentazione del regolamento del Forum gode del momento di massima attenzione da parte del pubblico, perchè nessuno vuole sbagliare e fare la figura di quello che non ha capito. Gli anonimi sono esclusi dal dibattito che proseguirà anche virtualmente per e-mail: pertanto come Piaga mi sento escluso e non lascio il Forum solo perchè sono incastrato fra cinque persone e darei troppo nell'occhio. Siamo già in ritardo con la tabella di marcia quando scatta il momento degli esperti e un simpatico geometra dell'Ufficio Strade ci sommerge con una valanga di dati riguardanti i flussi del traffico di Senigallia, con l'ausilio di una corposa presentazione di Power Point, il programma più utilizzato da chi ha problemi relazionali. Qualche testa inizia a ciondolare sotto il flusso di dati e le uniche immagini che ho ben chiare sono una specie di elettrocardiogramma che illustra lo stato attuale della incompleta ciclabilità cittadina e lo scarso utilizzo dei parcheggi disponibili al Piano Regolatore, forse perchè quella zona è un labirinto con strade larghe due metri e parcheggi a portafoglio.
Provato da una tale messe di dati il pubblico ha bisogno di un momento di riflessione e a questo provvede il rappresentante della ditta Bucci che officia (è il caso di dirlo) una lunga omelia sul trasporto pubblico urbano. L'interesse crolla e si forma un vuoto al centro della sala, mentre nell'ufficio del custode si materializza una riunione sindacale abusiva. Soltanto Mangialardi rimane incollato al suo notebook: ad un certo punto si fa scuro in volto e intuisco che la partita a FreeCell non va più tanto bene.
Sotto la conduzione di Ceresoni nessuna incertezza minaccia il programma dei lavori, ora si parla di inquinamento acustico e la riunione sindacale all'esterno si è trasformata in un happy hour, con scoppi di risa e pacche sulle spalle. Giurerei d'aver sentito stappare un prosecco. Quando l'architetto incaricato di elaborare il PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano) inizia il suo intervento siamo rimasti in quaranta, i più motivati, o forse i più stanchi, incapaci di alzarci con dignità e raggiungere con passo fermo l'uscita. Il mio vicino sonnecchia e sto pensando seriamente di applicargli un cerotto nasale, non respira bene e forse ne dovrebbe parlare col suo medico, invece di partecipare ai forum.
Sono le 19 abbondanti quando lascio la sala con la speranza di piluccare qualcosa di avanzato dal buffet: non è avanzato nulla, non c'è mai stato nulla e le mie son solo traveggole da ora di cena. Due alternative mi si prospettano: il dibattito del Forum o la pizzeria a pochi passi. Sono un Anonimo escluso dal Forum, ma un pezzo di pizza a pagamento non si nega a nessuno.
Lunedì sport
Napoli - Juve, la partita della nostalgia. Lippi: "Con Maradona e Moggi sarebbe stato un altro match."
Diplomatico Moratti: "Brutto vedere una grande a questi livelli, il Napoli meritava ben altro."
Ancelotti denuncia complotti contro il Milan, nessuna dichiarazione di Galliani che lascia Bergamo nascosto dal naso di Tassotti.
Ancora riposo per Adriano: questa settimana sarà presente solo all'inaugurazione del Canalis di Riccione.
Gol di Ventola nel ko al Milan: "Forse ora l'Inter si accorgerà di me."
Mancini tassativo: "Campioni d'inverno quest'anno o mai più."
Manteniamo alto il tono delle polemiche: le sedie dell'Auditorium San Rocco sono scomode.
Oggi un fatto privato. Le sedie dell'Auditorium San Rocco sono scomode se sei alto più di uno e sessanta e pesi più di cinquanta chili. Dopo un po', non sapendo più come sistemare le gambe, ti chiedi se c'era un buon motivo per consegnarti a quella tortura. Il buon motivo c'era ieri sera, con Fulvio Grimaldi, l'ex guerrigliero catodico che ha lasciato la RAI nel 1999, con mostruosa coerenza, per contestare i bombardamenti su Belgrado e, scomodo come un letto pieno di briciole, ha scompigliato un po' di carte su Liberazione, fino al licenziamento del 2003.
Attualmente è un reporter indipendente sui teatri di crisi, in perenne lotta contro l'informazione ufficiale, si autoproduce e gestisce un blog, Mondocane. Per me restano indimenticabili le sue previsioni del tempo, le uniche che ti davano l'impressione che contro il maltempo si potesse far qualcosa.
A Senigallia ce l'ha portato l'Associazione Italia - Cuba, che ha un Circolo molto attivo a Senigallia, nei box dello Stadio. Arrivando in Piazza Garibaldi l'ho incontrato di fronte all'Auditorium ma non l'ho salutato temendo uno scambio di persona: mancava ancora un quarto d'ora abbondante all'inizio dell'incontro e l'ospite deve arrivare sempre con un certo ritardo, a costo di aspettare mezz'ora imboscato in macchina. Invece lui aveva già parcheggiato lo zaino sul palco e aspettava pazientemente quei maleducati convinti che il quarto d'ora canonico di ritardo sia un diritto inalienabile dell'Uomo.
Per darmi un tono impegnato mi sono presentato con una copia de Il Progresso, un giornale che non si trova ovunque, fa tanto didattica politica e tiene lontani i postulanti. Infatti avevo una fila tutta per me, vicino a qualche ragazzo del Mezza Canaja, che ogni volta che li incrocio mi chiedo perchè si scateni tanto nervosismo attorno a loro. Forse perchè al Mezza Canaja una birra costa 50 cent, una questione di mercato.
Dopo una breve introduzione Grimaldi ha presentato America reaparecida, un documentario autoprodotto piuttosto autarchico ma efficace, perchè, a prescindere da quello che si pensi di Cuba, fa piacere vedere uno spaccato di un'America che non vuole esser più il "cortile di casa" degli Stati Uniti. L'effetto filmino matrimoniale ha reso indigeribile il primo impatto, poi la colonna sonora sudamericana mi ha fatto ballare sulla sedia e ho finito per essere in completa sintonia con quanto vedevo.
All'altezza del Brasile sono uscito con le ginocchia tutte ammaccate, la Repentaglia IV e il gerarca Barbagli mi attendevano, quelli sono fascisti e non tollerano ritardi. Per essere uno che si è presentato con Il Progresso sottobraccio non ho fatto una gran figura, svicolando bassamente prima del dibattito, ma una domanda gliel'avrei fatta volentieri a Grimaldi: se Chavez non avesse il petrolio la sua rivoluzione l'avrebbe fatta lo stesso?
La protesta dei cittadini di Roncitelli: "Abbiamo chiesto strade decenti e la sistemazione del Borgo, ci hanno offerto i parcheggi rosa e ci hanno installato un semaforo".
Una frazione dimenticata, Roncitelli, un lembo di terra a Nord ovest di Senigallia, vittima di un isolamento accentuato dalla frana che si è portata via metà della strada di collegamento col capoluogo. Se ne parla poco di questo isolamento, non è un argomento che smuova coscienze o voti.
Come Piaga potevo ignorare il problema, ma il mio fornitore di conigli abita a Roncitelli e l'ultima volta che ci siamo visti, prima di sfilarmi sessanta Euro dalle tasche ha parlato volentieri dei problemi della frazione. Giuliano Di Caprio, parente del più famoso Lanfranco, vive da sempre a Roncitelli, in Borgo San Giovanni, la strada principale. E' un pensionato delle Ferrovie e ha un voto di eccellenza nell'allevamento dei conigli, ma soprattutto ha la lingua lunga e glabra, da uomo che ha visto una bella fetta di mondo e ne può parlare.
"Qui ci hanno considerato sempre un bagaglio di voti, in occasione delle elezioni si vede un sacco di gente, si fanno le opere, si sistemano le strade, eccetera. Ora siamo in mezzo al guado, le prossime elezioni sono lontane e quella frana che ha sbriciolato la strada che ci collega a Senigallia fra poco compie un anno" e qui Giuliano si ferma, ha lavorato nelle Ferrovie in Nord Italia, cosa sia una frana lo sa bene "quelli dei Lavori Pubblici hanno detto che si è trattato di un evento imprevedibile. Una cazzata, sono quindici anni che quel tratto di strada ha cominciato ad abbassarsi e io non ho mai visto una frana rientrare da sola. La Provincia se ne stava occupando a modo suo, ma poi ha svenduto la strada al Comune e all'Ufficio Tecnico sapevano benissimo che c'era una frana in corso, ma hanno aspettato che si portasse via mezza strada prima di mettere i pali di sostegno. Ora il Sindaco dice che ci vorranno duecentomila Euro per rimetterla a posto, ma dove ce l'hanno questi soldi?"
Vi risparmio la tiritera che Giuliano mi ha fatto sui soldi spesi per la Rotonda e i Corsi in centro città, sull'ICI e sui cittadini di serie A e B, ma una breve panoramica sui problemi della frazione è d'obbligo. "Hanno messo un semaforo per regolare il traffico sulla frana, una volta era simbolo di progresso, ma ora? dentro alla frana ci passano i tubi del gas e dell'acqua, sono in acciaio ma se si schiantano? rimaniamo senz'acqua e senza gas? e se capita con la neve sul tetto? qualche tempo fa gli Assessori parlavano della riqualificazione del Borgo, qui è una zona di completamento, ci stanno costruendo le case, ma la frazione è rimasta a cinquant'anni fa, dopo tante insistenze del Centro Sociale il Comune ci ha costruito una baracca per tenere il materiale delle iniziative, ma nel minuscolo giardino della Scuola, così i bambini hanno meno spazio per giocare, ce l'avranno avuto un metro di terra da un'altra parte? mio nipote va all'Università e studia anche su Internet. Ha chiesto l'ADSL e gli hanno detto che la può avere con il satellite, una presa per il culo, ma in qualche frazione il servizio è arrivato, avevano il santo in Paradiso..."
Basta. Giuliano Di Caprio sta diventando un piantagrane e persino i conigli sembrano insofferenti. Gli consiglio di trasferirsi a Scapezzano, avrà gli stessi problemi, ma con vista mare, e lo saluto, la prossima volta i conigli li vado a prendere a Castel Colonna, quelli sono fieri del loro isolamento.
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