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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


giovedì, 29 marzo 2007

Oggetti smarriti in spiaggia

Nei giorni scorsi è stata rinvenuta, nel tratto di spiaggia fra le Piramidi e la foce del Cesano, un'etichetta riguardante dei campioni di sondaggi geologici. Il committente del sondaggio è un geologo della Provincia di Pesaro di cui ho omesso il nome.
Come ricordato qualche giorno fa, il Piano delle Aree Costiere prevede che l'area ospiti un parco fluviale, dato che si tratta di uno degli ultimi tratti di litorale ancora non urbanizzato.














A sostegno di ciò voglio riportare un paragrafo tratto dalla Relazione descrittiva (paragrafo 4.1.3 - pag. 11) del Piano delle Aree Costiere (disponibile qui):

"La valle fluviale del Cesano, che si estende in profondità nel territorio collinare, presenta tuttora caratteri di notevole naturalità, pienamente percepibili nella fascia a valle della ferrovia, nella quale il fiume, non costretto da elementi artificiali di contenimento o di attraversamento, divaga con larghe volute fino al mare, passando dalla vegetazione fluviale alle sabbie del mare.Per questa area si prevede sempre parco litoraneo naturalistico, in cui gli interventi ammissibili sono quelli di recupero ambientale, necessari soprattutto nelle aree di connessione tra la foce e le urbanizzazioni adiacenti con il duplice fine di aumentare l’estensione dello spazio naturale e contemporaneamente di renderlo permeabile e accessibile ai percorsi di lungomare che qui si concludono. Nell’area tra la ferrovia e la statale il parco può invece essere attrezzato con attrezzature scoperte per il tempo libero e lo sport."

Personalmente non ho mai visto fare dei sondaggi geologici in un'area destinata a parco, ma in un'area destinata a cemento i sondaggi si fanno, eccome.

Credo che si stia muovendo qualcosa in direzione del famoso "pontile di alaggio", il secondo ed inutile porto di Senigallia. Perchè inutile l'ho già spiegato.
Faccio appello agli Amici della Foce del Cesano perchè controllino quello che succede nel cortile di casa. Marco Giardini dovrebbe attivarsi nei confronti della Provincia, non so in che misura, veda lui.


Nel Consiglio Comunale di ieri, i Consiglieri Roberto Mancini del PRC e Marcello Mariani dei Verdi hanno rivolto due interpellanze verbali a Mangialardi sull'argomento.
Nel primo caso Mangialardi ha risposto che si tratta dell'iniziativa di un privato di concerto con la Regione.
Nel secondo caso Mangialardi si è riservato di rispondere a Mariani per iscritto, dato che il Consigliere verde ha chiesto rassicurazioni sull'inesistenza di qualsiasi progetto di un secondo porto a Senigallia.

Entrambi i Consiglieri si sono ripromessi di presentare un'interrogazione scritta su quella che ormai può essere definita la questione "porto del Cesano".

staccato da: Maddeche alle ore marzo 29, 2007 12:08 | link |
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sabato, 17 marzo 2007

Non fate cultura, fate divulgazione
Svoltate a Destra, è tutto più semplice

Una cultura di destra non serve, perchè la Destra è tradizione e conservazione. Un'identità di destra esiste e ce l'abbiamo tutti, quando è ora di pranzo citofona dall'interno. A Palazzo del Duca un assertivo Veneziani risolve una volta per tutte i problemi culturali della Destra. Da oggi essere conservatori e tradizionalisti è moderno. Riconoscere i propri limiti di pensiero è un esercizio intellettuale e cedere ai propri bisogni primari è l'ultima difesa verso il nuovo che avanza e potrebbe inciampare. Se avete dei dubbi su questo fate attenzione: siete già a sinistra.

Il dibattito su "I nuovi barbari e la Destra che non c'è"  è stato un bel successo, seguito da un pubblico numeroso, immerso nella magnifica cornice della Sala del Trono di Palazzo del Duca. I relatori si sono espressi in un italiano impeccabile, senza rinunciare a citazioni colte e ardite conclusioni sulla cultura del '900. Scoprire di non dover essere costretti a ricercare una propria cultura è un risultato tutto sommato appagante: se fossi un commentatore di destra chiuderei qui il mio articolo e andrei a giocare a biliardo, soddisfando le mie priorità di Uomo.

Dato che sono un commentatore di sinistra e un cagadubbi assoluto non mi posso fermare qui. Il dibattito è stato un buon successo, ma soprattutto Marcello Veneziani ha ottenuto un grandissimo successo personale riuscendo a portare a Senigallia Roberto Paradisi, il Consigliere Comunale più colto d'Italia, che, con la sua breve introduzione, ha dato prova di una profonda cultura classica, una grande oratoria e una notevole capacità divulgativa.

Introdurre il più brillante e conosciuto giornalista di destra è compito improbo e Paradisi parte subito pigiando sul tasto comico: a Senigallia non c'è libertà di espressione e di opinione e fare opposizione è pericoloso. Detto da lui che a giorni alterni occupa le pagine dei giornali con i suoi interventi e che per due giorni ci ha fatto piombare nell'emergenza democratica per colpa di un quindicenne armato di pennarello, è onestamente comico. Fortunatamente in ogni intervento c'è sempre una seconda parte in cui si possono recuperare gli errori fatti nella prima. E qui Paradisi snocciola una formidabile serie di dotte citazioni, le tragedie greche, Sofocle e quella poveretta di Antigone, il latino come lingua madre, il termine dicotomia usato una decina di volte e i classici greci rivoltati come calzini.
L'attonito pubblico della Sala del Trono rimane un po' smarrito: se questo è l'intervento introduttivo al relatore principale, cosa accadrà quando parlerà Veneziani?

Quando parla Veneziani non accade nulla, il suo tono è tranquillo, i suoi termini semplici e le sue idee chiare. Veneziani conosce il suo pubblico, sà che è inutile spaventarlo con troppi riferimenti culturali oppure pungolarlo esponendo delle tesi tutte da dimostrare. Conviene rassicurarlo il pubblico, con una serie di affermazioni che compattino il gruppo e creino identità. Personalmente mi aspettavo qualcosa di meno pratico e più esaltante, invece ho assistito ad una sconfortante lezione di antropologia culturale. Il pensiero di Destra non esiste, perchè non ha necessità di appalesarsi. E' sullo sfondo, con una manata togli quello di sinistra e quello che resta è tutto di destra.

Il problema principale e che quasi nessuno ammette volentieri di essere di destra. E' un problema fino ad oggi irrisolto. Introdurre il principio dell'esclusione è una valida soluzione. Tutti coloro che non dichiarano esplicitamente di essere di sinistra sono di destra. Un perfetto meccanismo di silenzio - assenso. Non esiste percorso inverso perchè la Destra è arrivata prima, dato che ha al centro l'Uomo, nucleo primogenito, con i suoi bisogni primari e le sue istanze individuali. La Sinistra arriva dopo, quando l'Uomo è aggregato, ma non in una famiglia, estremo confine difensivo della Destra, ma nella massa della Società, quell'indistinto coacervo di pulsioni differenti che ci costringe a confrontarci con gli altri, a metterci in discussione e ad uscire dal nostro giardinetto fiorito per sentire cosa diavolo vuole l'Altro.

Essere di destra vuol dire preservare tradizione e conservazione, il nucleo della civiltà fino ad oggi espressa. La Destra non ha bisogno di una sua cultura, ma al massimo di divulgazione. Tutto quello che poteva esprimere lo ha espresso, ora deve soltanto conservare e difendere quello che è stato ottenuto. Quando esprimiamo le nostre istanze più semplici e primordiali siamo di destra, non è neanche necessario saperlo o affermarlo, è così e basta. Quando ci confrontiamo con le nuove istanze, che quei sei miliardi di rompipalle che ci accompagnano continuano a tirar fuori, allora siamo di sinistra.

Il pubblico ascolta tutto ciò con imbarazzante compostezza, nessuno si agita e nessuno ha un cenno di dissenso. Le parole di Veneziani scorrono fluide e suadenti, un sottofondo che in pochi minuti diventa indistinto e distrarsi è inevitabile, il divagarsi obbligatorio. Sono le priorità dell'Individuo e questa volta cedo. Le figure grottesche del soffitto a cassettoni della Sala mi ispirano un tentativo di interpretazione del pensiero di Veneziani.

Fare la cacca è di destra. Un gesto semplice, una grande soluzione. Non c'è dibattito, confronto, confusione: sei tu e il tuo cesso, o un qualsiasi luogo purchè appartato, perchè farlo in pubblico è di sinistra, condividi l'esperienza, ti confronti su dimensioni e peso, ti metti in discussione. Fare la cacca è un gesto semplice, ha una sola soluzione, è un gesto unilaterale, non ci sono sorprese, nulla torna indietro, non è mai successo. L'alternativa è la rinuncia, ma per tradizione e consuetudine ce l'hai sempre fatta e ce la farai anche stavolta.
Farsi un frullato è di sinistra, perchè apre un dibattito (mela o carota, zucchero o yoghurt?) perchè è ricerca e soddisfazione di un bisogno non elementare (la mela puoi anche mangiarla a morsi) ma soprattutto perchè farsi un frullato può scatenare un problema che dovrai risolvere in bagno, facendo qualcosa di destra. Qualsiasi cosa farai avrà una conseguenza e un finale a destra.
La vita è semplice, quando è di destra.

Mi scuoto appena in tempo dall'astrazione per ricevere un'altra mazzata in fronte: Papa Ratzinger può essere definito l'intellettuale di riferimento di questa Destra che non ha bisogno di una base culturale ma di un lampione ogni tanto per vedere la strada. Possibilmente acceso il lampione, ma anche spento va bene, ci vai a sbattere e capisci che devi cambiare strada. Forse il Fascismo è stato soltanto un lampione spento.
La CEI è il salotto buono della cultura di destra e la strenua difesa della tradizione di questo Papa deve diventare il punto di partenza. O forse il punto di arrivo, non è ben chiaro, ma che importanza ha? Se il mondo cambia di continuo lo farà senza il loro appoggio. Dio, Patria e Famiglia sono i valori di riferimento e quando si hanno dei punti così fermi un movimento culturale può essere controproducente, dovesse succedere qualcosa...

Tutta la stima che avevo per Veneziani finisce sotto i colpi delle sue affermazioni e me ne dispiaccio. Il fatto che in extremis ammetta onestamente che una classe dirigente di destra non esiste non aggiunge nulla di nuovo. Fortunatamente non usa il ritornello della congiura giudo - pluto - massonica o la congiura delle Coop per giustificare la carenza di cervelli a destra. Ma se una parte della società non deve avere una sua cultura perchè preoccuparsi se non esprime una classe dirigente?

Il resto dell'intervento di Veneziani pesca nell'arsenale un po' logoro del vetero-becero, la sinistra si occupa più dei gay che della classe operaia, la TV è spazzatura diseducativa, la famiglia che cambia è un'invenzione dei gay e tutta la cultura espressa dal '900 è di destra, Pasolini buonanima compreso.
La parità dei diritti, i diritti dei lavoratori e i diritti universali sono tutte cose successe mentre la Destra non sapeva cosa faceva la Sinistra, altrimenti le cose sarebbero andate in modo ben diverso, verrebbe da aggiungere dopo aver ascoltato il suo intervento.

Veneziani conclude e si avvia il dibattito, istituzione tipicamente di sinistra. Prima che ciò avvenga l'Onorevole Ciccioli prende minacciosamente la parola e io abbandono la sala assieme a Mbuto, mio compagno di sventura.
Tornando a casa a piedi mi assale la voglia di trovare qualcuno di destra e chiedergli se conservazione e tradizione saranno sufficienti a risolvere i problemi del Pianeta e del suo equipaggio di sei miliardi di Individui pensanti. Ci rinuncio subito, perchè mi sentirei rispondere che diecimila anni fa, quando loro gestivano la Terra, le cose erano molto più semplici e le soluzioni a portata di mano.

Foto di Luca Borella presa da Vivere Senigallia. Grazie.


staccato da: Maddeche alle ore marzo 17, 2007 21:47 | link |
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categorie: stanco dibattito

domenica, 11 marzo 2007

Due sottopassaggi fanno un porticciolo
Dove si parla di due sottopassaggi, di scelte frettolose e di un porto che ancora non c'è, ma ci sarà e di un porto che già c'è ma non si capisce bene a cosa serva.

Il sottopassaggio è la migliore alternativa al disastro ferroviario (C. Rubbia)

Il 7 febbraio 2007 un gruppo di attoniti Consiglieri Comunali di Senigallia fu messo brutalmente di fronte ad una scelta: con un preavviso di sole ventiquattr'ore dovevano dare il via libera alla soppressione del passaggio a livello di via Mamiani, ottenendo in cambio un goffo sottopassaggio pedonale condominiale e un antichissimo sottopassaggio condomiale alle Piramidi del Cesano.
Nessun elaborato era stato preparato per loro, non avevano potuto visionare il progetto, unico conforto nella scelta erano le parole dell'Assessore all'Urbanistica, Gennaro Campanile: "L'opera che stiamo per realizzare è di assoluta importanza per la città con conseguenti migliorie della viabilità. Il progetto prevede la soppressione dell'attuale passaggio a livello in via Mamiani, per fare spazio alla realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale e ciclabile. Un novità importante per il traffico e il collegamento con il mare e con l'area Sacelit, anche e soprattutto nella prospettiva della riqualificazione dell'area, che per di più sarà realizzata senza alcun costo per il Comune come da accordi assunti con la Rete Ferroviaria Italiana".

Le parole dell'Assessore all'Ottimismo fecero breccia nel cuore dei Consiglieri che approvarono in massa il progetto. Persino un Consigliere dell'opposizione votò a favore, forse pensando che votando contro avrebbe cancellato Senigallia dalla rete ferroviaria italiana. C'era confusione nell'aria, ma sempre più spesso in Consiglio Comunale arrivano delle pratiche che devono essere approvate in fretta e furia pur giacendo dimenticate per mesi. Una pessima abitudine che mostra quanto sia considerato l'organo democratico più importante della città.

Il futuro sottopassaggio ciclopedonale di via Mamiani chiude di fatto l'unico attraversamento a raso della ferrovia di Senigallia, impedendo definitivamente l'accesso dei trasporti eccezionali (le barche Pershing) al porto, dove c'è tutta una piccola economia che con queste barche ci lavora. E difatti immediate sono state le proteste della CNA che ha visto nella chiusura del varco l'ennesima perdita di commesse per l'economia cittadina, che sembra non aver ancora deciso a cosa serva il porto.
Fra l'altro il sottopassaggio ciclopedonale ha un gravissimo difetto: scarica i pedoni dalla parte sbagliata della Statale, lato mare, costringendoli ad attraversare sulle strisce pedonali per raggiungere il centro città o il lungomare, in uno dei punti più congestionati, alla faccia delle millantate "migliorie della viabilità". Nei paraggi del sottopassaggio non c'è e non ci sarà mai alcun parcheggio di interscambio e quindi il traffico pedonale sarà prevalentemente composto dai residenti del complesso ex Sacelit per raggiungere il centro storico. Con buona pace per "l'opera di assoluta importanza per la città".
Considerando che a questo progetto ci hanno lavorato cinque tecnici delle Ferrovie, non vi lamentate se i treni viaggiano in ritardo. Inoltre sembra che il progetto iniziale del sottopassaggio, che portava i pedoni direttamente sul lungomare, sia stato accorciato e modificato su richiesta dell'attuale proprietario dell'area ex Sacelit, che ancora non ha presentato un progetto definitivo di riqualificazione, ma che certo non vuole avere le mani legate da un sottopassaggio progettato da qualcun'altro.

Ricapitolando: finisce la possibilità di accesso dei trasporti eccezionali al porto, si perdono commesse di lavoro, il nuovo sottopassaggio è monco e sarà sottoutilizzato. E questi sono solo alcuni dei problemi.

L'altra grande opera che si è sbloccata con il voto del Consiglio Comunale è una specie di reperto archeologico che giace vicino alle Piramidi del Cesano (quella è tutta una zona archeologica). Un sottopassaggio mai completato, iniziato negli anni ottanta che, nella parte più critica, il monolite posato a spinta sotto ai binari, ha già vent'anni. Come soluzione per la mobilità è un po' misero: qualsiasi volume di traffico possa portare andrà tutto a finire contro lo stretto budello rappresentato dalla Terza Strada.

Pur avendo dimensioni adatte per i mezzi pesanti, è un sottopassaggio che non porta da nessuna parte se non al parcheggio delle Piramidi, pertanto anche questo può essere definito un sottopassaggio condominiale. E anche qui le tare non mancano: raccordato con una semicurva alla rotatoria del Maestrale, il sottopassaggio vanta una bella corsia ciclopedonale che si interrompe bruscamente nel passaggio sotto ai binari, dato che il progettista di allora non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno l'uomo si sarebbe spostato a piedi o in bicicletta. Pertanto ciclisti e pedoni dovranno correre per una decina di metri evitando di essere travolti dalle auto in transito.
Ecco cosa succede a comprare le opere di seconda mano.
Il cantiere di questo sottopassaggio attualmente procede a rilento, sembra che siano finiti i soldi, voglio sperare che il computo metrico di questa opera non sia quello degli anni '80, un'altra incompiuta in città sarebbe intollerabile.

Ma a tutto c'è rimedio, specialmente per i problemi di viabilità: si fanno nuove strade, specialmente fronte mare. Andando a spulciare attentamente la "Variante di tutela e valorizzazione della fascia costiera", approvata nel 2005 e pubblicata sul sito del Comune, si troverà che nella frazione Cesano è prevista la costruzione di una stradina litoranea, che, partendo dai campi da tennis delle Piramidi raggiungerà in un batter d'occhio il lungomare del Cesano, dove un'altra strettoia impedirà definitivamente l'accesso ai mezzi pesanti, se non si vogliono demolire una decina di case fronte mare. Altri cento metri di lungomare in una zona dove gli scempi edilizi si sprecano e che per anni è stata la palestra di architetti e assessori impazziti.

Nella stessa Variante urbanistica, l'area compresa fra le Piramidi e la foce del Cesano è destinata a Parco litoraneo naturalistico, una zona di tutela necessaria per l'ultimo scampolo di litorale naturale che ci è rimasto. Ma anche qui bisogna leggere bene: nella relazione generale non è citato, ma nella relazione geologica allegata e nel parere della Provincia è citato un "previsto pontile di alaggio" e "attrezzature di servizio caratterizzate da piccole costruzioni in legno" (pagg. 72 e 81 del pdf). In pratica al Cesano potrebbe sorgere un pontile di alaggio che altri non sarà che un nuovo porticciolo turistico, quello che è stato nei sogni di molti amministratori e politicanti locali di Senigallia e Marotta. Non ho idea di come si riuscirà a "domare" la foce del Cesano che si sposta continuamente, ma sono sicuro che qualche migliaio di tonnellate di buon cemento ci riescano.
Alla faccia del parco!

Temo che questa volta l'opera si farà, perchè i terreni sono stati acquisiti e con la chiusura del varco ai mezzi eccezionali del porto di Senigallia, qualcuno un giorno si alzerà in piedi e avanzerà la proposta del porticciolo al Cesano "per non perdere le commesse della nautica di lusso".

L'unica speranza è che la Regione Marche consideri l'opera inutile come ha già fatto per il porto turistico di Falconara.

In conclusione: quelli che sembravano due innocui sottopassaggi utili alla viabilità si riveleranno due anatre zoppe, ma in compenso avremo un centinaio di metri di lungomare in più al Cesano e il tanto agognato porticciolo turistico nella foce del fiume.
 

Il porto di Senigallia, che nel frattempo è oggetto di una riqualificazione da milioni di Euro, per merito di queste assurde e frettolose scelte perderà una parte delle sue potenzialità economiche e sarà declassato a porticciolo turistico e di piccola pesca.
Un'altra fetta della nostra economia che se ne va e lascia il posto al cemento.

Si ringrazia Mancio per la collaborazione

staccato da: Maddeche alle ore marzo 11, 2007 15:58 | link |
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