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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


domenica, 29 aprile 2007

Come vantarsi d'aver preso un bidone*

Parte il nuovo sistema di raccolta rifiuti a Marzocca. Prendere un bidone è diventata una cosa di cui vantarsi con i vicini. I cittadini, costretti ad arrangiarsi, protestano, ma il sistema funzionerà, perchè la città sta scoprendo una grande risorsa: i pensionati.

"Il passaparola sarà il media prediletto del CIR33" questa la parola d'ordine dei tecnici del Consorzio, quando hanno presentato nelle assemblee pubbliche il nuovo servizio di raccolta rifiuti. "Più che altro è un passa all'ufficio a ritirare i bidoni e fatti spiegare come funziona" questa la risposta in sintesi degli abitanti di Marzocca, sorella minore di Senigallia, primi testimonial del nuovo servizio. "Siamo accerchiati" sbotta Armando, ferroviere in pensione "da Falconara ci inquinano e da Senigallia ci trattano come produttori di rifiuti e non come cittadini. Ma ci stiamo organizzando, nelle frazioni siamo abituati a subire l'inefficienza".
Fra gli abitanti il malumore è evidente, il personale del CIR33 ha consegnato i bidoni a chi era presente in casa lunedì, mentre gli altri hanno ricevuto solo un volantino che li invitava ad andarseli a prendere al Centro Sociale. Vedere persone in giro per le strade con i bidoni colorati è diventata la norma. Qualcuno, spaventato dai colori troppo "acidi", li ha decorati col decoupage. Gli inquilini dei numerosi condomini di Marzocca hanno anche dovuto risolvere il problema di dove piazzare i bidoni, senza nessuna assistenza da parte del Consorzio, che si è limitato a rendere disponibile una persona nel Centro Sociale. I bidoni non possono essere messi sul suolo pubblico, ma il personale del CIR33 non può entrare nelle aree private. Moltiplica questo problema per mille unità immobiliari e scoprirai che forse dovevi partire un mese fa per organizzare il servizio.
Tutto questo ha favorito la nascita di un nuovo tipo di cittadino modello, "il conferitore", quello che si incarica di esporre correttamente i bidoni e soprattutto quello che spiega agli altri cosa devono fare con i rifiuti.
Armando è un conferitore e sta già pensando di organizzare un comitato. "Quella del conferitore è una missione: mentre sei lì che mangi arriva la giovane mamma del terzo piano con i pannolini della creatura per chiederti dove deve metterli. Trattenendo un conato di vomito (che dovresti mettere nella busta dell'organico) gli spieghi che deve metterli nel contenitore grigio, non differenziabile, ma soprattutto devi spiegargli che oggi è domenica e i pannolini glieli ritirano venerdì, fra cinque giorni, durante i quali dovrà controllare l'evoluzione del "prodotto" della creatura, e dovrà gestire un piccolo laboratorio di biologia in condominio. Non hai idea di quante parolacce conosca una giovane mamma".
Armando è solerte, riceve il pubblico nel pomeriggio e tiene dimostrazioni pratiche. "E' incredibile quanti tipi di rifiuto esistano e quanto sia facile sbagliare"  racconta, mentre toglie un vecchio lampadario dal bidone del vetro "ma quello che mi spaventa è il fatto che stanno portando via i vecchi cassonetti e ancora non siamo pronti, non siamo preparati". Le proteste non si limitano alla disorganizzazione dei primi giorni, è soprattutto la raccolta dei rifiuti organici che preoccupa: "raccolgono questo tipo di rifiuto solo due volte a settimana, tre d'estate. Finché ci metto i tovaglioli di carta e le ossa di pollo passi, ma se al martedì mangio il pesce e cambio la lettiera al gatto e la prima raccolta utile avviene di sabato, me lo spieghi cosa diventa casa mia in quattro giorni? Se porto il sacchetto di sotto, nel bidone condominiale, poi chi li sente gli altri? E se teniamo tutto insieme al sole nel bidone condominiale, pannolini, lettiere del gatto, assorbenti e avanzi di pesce, ti rendi conto di che razza di bomba chimica andiamo a fare? Abbiamo già comprato un estintore, ma non basta..."

* Pubblicato sul Corriere Adriatico di domenica scorsa, 22 Aprile.
anche qui si parla di CIR33


staccato da: Maddeche alle ore aprile 29, 2007 09:11 | link |
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martedì, 24 aprile 2007

EDIZIONE STRAORDINARIA
Clamoroso al Comunale

Con un colpo a sorpresa la Giunta presenta un super emendamento al Piano Regolatore durante il dibattito sulla Variante Arceviese. Quasi dimezzato l'indice di edificabilità delle aree di completamento (art. 16/a - zona BR1) in tutto il territorio comunale. Passa da 0,86 a 0,5 mq/mq. L'emendamento è firmato da diciassette Consiglieri di Maggioranza. Rabbiosa reazione della Minoranza. La seduta è ancora in corso e probabilmente durerà fino al mattino.

Una vivace discussione sulla Variante Arceviese si stava completando, quando, verso le ventidue, si è diffusa la notizia di un particolare emendamento che sarebbe stato presentato dalla Giunta. Alle 23,40 ha preso la parola il Sindaco per un intervento conclusivo sull'argomento, prima di passare alla discussione dei numerosi (oltre venti) emendamenti presentati. Tutti i Consiglieri, data la tarda ora, pensavano ad un rinvio della seduta, quando gli è stata consegnata la stampa del super emendamento della Giunta sugli indici di edificabilità.

Immediata la reazione del Consigliere Cameruccio, che ha stracciato il foglio in mille pezzi e si è subito attaccato al telefono per richiamare qualche collega che si era defilato. Nelle file della minoranza si è registrato il finimondo, con urla, contestazioni e l'immediata richiesta di rinviare la discussione degli emendamenti alla seduta di questa sera. La Maggioranza è rimasta compatta nelle reazioni, ad esclusione del Consigliere Bacchiocchi, che ha preso la parola per condannare l'emendamento, con toni per lui inconsueti. Mai visto un Bacchiocchi così alterato. Oggi pomeriggio alle 15,30 terrà una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni.

La richiesta della Minoranza di rimandare la seduta ad oggi viene messa ai voti e ovviamente respinta. Nella Maggioranza c'è il timore che la giornata prefestiva di oggi possa fare qualche brutto scherzo sul numero legale. A questo punto la Minoranza chiede di potersi riunire per preparare dei subemendamenti da discutere nella notte. La riunione dura quasi un'ora e un'altra mezz'ora viene persa in questioni procedurali, visto che la Minoranza chiede insistentemente di ricominciare dalla discussione generale sulla Variante. In pratica applica, ed è nel suo pieno diritto, l'ostruzionismo, sperando di ottenere un rinvio. Durante le discussioni sulla procedura ci sono stati robusti battibecchi fra Cicconi Massi e Silvano Paradisi e fra Monachesi e Castriota, ma questo è colore locale. Alle 03,30 la seduta è ancora in corso, dato che sono in discussione e votazione gli emendamenti.

L'emendamento presentato dalla Giunta in pratica riduce a quasi la metà la superficie degli immobili che possono essere costruiti nelle zone di completamento, quelle aree della città che sono edificabili, ma non rientrano in una lottizzazione o in una variante al PRG. Se fate un giro per la città, noterete che vi sono degli enormi edifici costruiti in minuscole aree dove vi era un orto o al massimo un campo di patate o una ridente villetta che è stata rasa al suolo per costruire un condominio di otto appartamenti. Le aree di completamento edificate fino ad oggi, con l'indice a 0,86 sono i peggiori esempi di speculazione edilizia che potete trovare in città. Autentiche miniere d'oro per l'industria edilizia, in particolar modo turistica, ma anche emblemi di una città invivibile.

Si potrà criticare la Giunta per aver fatto un colpo di mano poco partecipativo, dato che l'idea di questo emendamento è di poche settimane fa, circoscritto alla Giunta e solo qualche giorno fa è stato presentato alla riunione di maggioranza. Tuttavia se l'emendamento avesse avuto un iter "pubblico" non sarebbe mai arrivato in Consiglio Comunale. La lobby della rendita fondiaria non avrebbe mai consentito una sua presentazione.

L'emendamento è corredato da una premessa di due pagine molto esplicativa, il miglior documento di urbanistica che abbia mai letto. O forse il più soddisfacente. In ogni caso oggi lo pubblico. L'approvazione di questo emendamento dovrebbe essere accompagnata da una, spero prossima, riforma del regolamento edilizio comunale.

Chi avesse ancora qualche dubbio su cosa rappresenti l'indice di edificabilità di 0,86 può andare qui, oppure qui.


staccato da: Maddeche alle ore aprile 24, 2007 03:18 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, edilizia, senigallia, clamoroso al comunale

martedì, 17 aprile 2007

Il terzo segreto di Senigallia


Assieme all'utilizzo della Rotonda e al destino dell'ex Politeama Rossini, il terzo segreto di Senigallia è quell'inquietante manufatto in legno e mattoni che si trova all'ingresso del porto, Lungomare Mameli. Un oggetto inutile ed ingombrante, che ancora non ha trovato un nome nell'immaginario collettivo della città. Il "turigliatto" o il "tesoretto" potevano essere valide alternative. Ma ora, grazie ad un architetto catalano, il "manufatto" ha trovato un posto nella storia dell'architettura. Levatevi il cappello, diventerà un bar.

Una generazione di turisti della domenica lo conosce alla perfezione, migliaia di persone l'hanno misurato a lunghi passi e milioni di loro si sono chiesti a cosa serva. Non è un pontile, non è un monumento, non è un ormeggio o una banchina del porto. Non ci si può andare in bicicletta o pattini perchè ci sono le scale. Non porta da nessuna parte diversa da quella di partenza. Non è costato nulla perchè figurati se una cosa così inutile l'abbiamo anche pagata. Sotto ci tengono le barche a vela, ma per quello bastava una rimessa. Il fatto che si trovi su una "spiaggia attrezzata"  contribuisce a renderlo incomprensibile. Qualcuno ha proposto di rimuoverlo assieme alla flotta di pescherecci in costruzione. Una specie di offerta speciale: ti facciamo lo sconto sulle navi, basta che ci liberi da quell'arnese.
Il dibattito sul manufatto è rimasto aperto per qualche mese, anni fa. Comitati di pensionati si sono formati per analizzarlo e dargli un senso, poi più nulla, è caduto nel dimenticatoio e ora versa in condizioni di abbandono, perchè il legno ha bisogno di manutenzione e quando una cosa non serve a nulla ce ne dimentichiamo.

Fortunatamente esistono i concorsi di idee, ma soprattutto esistono i concorsi di problemi. Il manufatto è stato iscritto a un concorso di problemi europeo, dove l'idea da affrontare era: "Trasformarlo in un bar". Al concorso sono stati presentati centinaia di problemi di grande rilevanza, ma quello del "manufatto di Senigallia" ha colpito in particolar modo la giuria.
Il problema di che farne è sembrato subito attinente all'idea di trasformarlo in un bar, con delle sedute lungo il pontile e una terrazza panoramica di circa ottanta mq che darebbe un senso al tutto. Nell'area del porto non ci sono bar aperti al pubblico oltre a quello del Club Nautico, che è riservato ai soci. Anche il bar "Fagiulin"  ha dovuto cedere il passo al nuovo che avanza. Gli altri bar si trovano sulla spiaggia, ma non c'è nessun luogo di ristoro per chi volesse farsi una passeggiata al porto, attività che inizia in primavera e finisce in autunno inoltrato, con le prime folate di bora.

L'idea è di un architetto e designer catalano, Constante Paradès, specialista nel recupero e valorizzazione di strutture inutili, inventore della macchina per spegnere i fiammiferi e padre della proposta di trasformare il palazzo dell'ONU a New York in un resort  di lusso sul fiume Hudson. "Mi trovavo a Senigallia per caso"  ha dichiarato il brillante architetto iberico "e ho scoperto che la vostra città è una vera miniera di strutture inutili, inutilizzabili e sovradimensionate . Parlo della Rotonda, del teatro La Fenice, dell'ex Politeama Rossini. Non avete un Centro congressi espositivo ma avete una miriade di edifici che non si capisce bene a cosa servano. Avete il problema del traffico e dei parcheggi e poi destinate a uffici comunali un enorme palazzo in Centro Storico, la ex GIL, invece di decentrare i servizi, sfruttare la vicina zona direzionale del Molino e destinare la ex GIL ad attività commerciali miste che attirino investitori nel Centro città. Quello del "manufatto" è un problema minore in confronto, e la soluzione è semplice: metteteci un bar, una struttura leggera per coprirlo e date ai turisti la possibilità di bere qualcosa mentre guardano il mare. Si riempirà di gente e diventerà un punto di ritrovo per un lungomare un po' anemico".




































staccato da: Maddeche alle ore aprile 17, 2007 18:56 | link |
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domenica, 15 aprile 2007

Una Giunta al tappeto


Primavera di sangue per la Giunta: Palazzo Gherardi dichiarato patrimonio dell'Umanità, i Verdi hanno riscoperto la loro mission e si sono accorti che un Centro Storico vivace ma disordinato e inguardabile, è uno dei motivi degli eccessi di alcool fra i giovani. Un circolo di Forza Italia o della Libertà sta aprendo in ogni condominio e già si pensa ad una regolamentazione delle convention. Su tutto incombe lo spettro delle elezioni provinciali e la paura di perdere sta forzando la mano dei DS: già venduta la nuova sede di Piazza del Duca e le prossime riunioni del direttivo si terranno nel cantiere di Ponte Portone: "una sede prestigiosa, un luogo simbolo della città".


Con una mossa a sorpresa l'ONU ha dichiarato Palazzo Gherardi patrimonio indisponibile dell'Umanità, un intervento in extremis che ha sorpreso l'Amministrazione con le buste delle offerte in mano e le caparre già investite per i lavori in Piazza Manni. Lo storico edificio continua a riservare sorprese per i suoi estimatori: fra alcuni fusti di materiale radioattivo e uno stegosauro imbalsamato sono state rilevate tracce del Piano Cervellati, l'antico strumento urbanistico che avrebbe dovuto regolare gli interventi edilizi nel centro storico. Gioiosa reazione del noto architetto bolognese: "ero sicuro di averglielo consegnato".  Immediata la reazione di ConfBotteghe alla sensazionale scoperta: "è una cosa vecchia, risale al 2004, ma oggi la città ha bisogno di ben altro". In ogni caso il prezioso reperto verrà riconsegnato al suo creatore in una cerimonia che si terrà questa estate alla Rotonda, nel corso di RAMInchiate, il festival delle occasioni mancate.

Nel frattempo i Verdi hanno denunciato il disordine architettonico delle strutture provvisorie nei vari locali del Centro Storico, che sembra essere diventato una fiera dell'arredo urbano, ma che ha benefici effetti per il turismo, dato che centinaia di esercenti stanno arrivando da tutta Italia per farsi un'idea su come arredare il proprio locale. Per il momento la protesta ha consentito l'istituzione di tre commissioni permanenti sull'arredo urbano, la Pampero, la Ceres e la Bacardi, ciascuna composta da ventiquattro membri, che effettueranno una quotidiana ricognizione attiva sul territorio, testando i vari locali.

La rinascita della destra cittadina passa anche attraverso l'apertura di nuovi circoli, sia culturali che politici. Moltissimi destinati alla chiusura per carenza di personale, ma molti altri destinati a lasciare una rilevante impronta culturale, come la scuola di retorica, istituita per formare la futura classe dirigente di destra. Per la preparazione alle elezioni provinciali sono stati organizzati una serie di toga party a sorpresa, un vero must  per gli aspiranti candidati, che dovranno sostenere una prova orale sul pensiero eracliteo, di cui fortunatamente sono rimaste poche tracce. Su tutto incombe il minaccioso arrivo di Renato Farina, previsto per sabato prossimo, in una simpatica rievocazione delle Crociate che si terrà a Palazzo del Duca. In occasione dell'evento e a puro scopo precauzionale la comunità straniera della città ha avviato un censimento dei propri membri.

La creazione del Partito Democratico non decolla neanche a livello cittadino. Non c'è intesa fra DS e Margherita, che, superata la fase della "fusione fredda" stanno tentando la strada della fusione immobiliare, con esiti incerti. "Noi abbiamo una prestigiosa sede in Centro Storico"  ha dichiarato un membro della segreteria DS "loro hanno una serie di fatiscenti locali piano terra, rimesse umide e malsane dove per fare politica occorre una vera vocazione. Con la mozione Gabetti abbiamo tentato un approccio costruttivo, ma i segnali che riceviamo non sono incoraggianti". Nessuna replica ufficiale dalla Margherita, che al momento si è limitata ad affidare ad un geometra una ricognizione tecnico - politica sulla fase costituente e ha contattato un'agenzia immobiliare per una mediazione di alto livello.
 


staccato da: Maddeche alle ore aprile 15, 2007 08:33 | link |
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mercoledì, 11 aprile 2007

Testimone di un fatto mai avvenuto

Qualche giorno fa è morto Mustapha Benchami, un barbone marocchino che viveva nei giardini della Rocca. La notizia della sua morte non è stata rilevata in alcun modo dagli organi di informazione e io ne sono venuto a conoscenza tramite il normale cicaleccio cittadino, quel rumore di fondo che spesso è più tempestivo di qualsiasi agenzia di stampa. Pensando di aver capito male ho chiesto subito ragguagli in proposito a Roberto Mancini, Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista, che sapevo coinvolto nella vicenda.
Io ne volevo fare un bel pistolotto per l'informazione cittadina, dopata da dozzine di comunicati stampa ma incapace di rilevare la morte di un uomo, fosse anche l'ultimo degli Ultimi, ma ho rinunciato quando Roberto Mancini è andato oltre le quattro righe che gli avevo chiesto e mi ha inviato un preciso resoconto della triste vicenda che vi inoltro direttamente, un pezzo di cronaca cittadina.

Nei giardini della Rocca vivono da tempo, comprendendo pure Mustapha, tre persone: due uomini – entrambi nordafricani – e una donna, forse olandese o danese, particolare che non ricordo bene, così come non ricordo i loro nomi, tranne quello di Mustapha, appunto. Ho avuto occasione di conoscerli l’estate scorsa, nei giorni della Fiera, quando ho dato una mano nella cucina della Cooperativa La Terra e il Cielo. I due uomini, la pelle del viso scura, tipica degli alcolisti cronici, tutti i giorni, a pranzo e a cena, si presentavano alla porta sul retro della cucina, senza mai entrare, e chiedevano qualcosa da mangiare e da bere.
Mustapha era il più simpatico e, con un fare un po’ da furbetto, non si limitava ad una richiesta generica di cibo, ma indicava con precisione i piatti che gradiva, più il vino - ovviamente, mostrando, sornione, di essere certo che lo avremmo accontentato.

Ho saputo, poi, che i tre sono stati più volte oggetto di attenzione sia da parte dei Servizi Sociali del Comune che della Caritas, ma senza esito positivo, nel senso che non sono stati disponibili ad assumersi quegli impegni necessari  per essere accolti in forma duratura presso il dormitorio della Caritas. Il rispetto degli orari, la rinuncia a bere e altro ancora, sono stati impegni mantenuti dai tre per non più di un paio di giorni; poi hanno sempre preferito restare sulla strada, dove comunque qualche soldo per bere si tira su.
Non so se sia stato tentato un intervento di altro tipo, una strategia intermedia, graduale, che non li mettesse di fronte all’obbligo immediato di smettere subito di bere come condizione imprescindibile per ricevere assistenza (e questo sarebbe un punto da approfondire).

Venendo alle ultime vicende, martedì 27 marzo ho ricevuto due telefonate, di Mohamed Malih e Abdallah Manyani (rappresentanti della comunità straniera senigalliese) che mi hanno chiesto di interessarmi a questo caso: era morto un ragazzo marocchino (Mustapha non aveva quarant’anni) e il Comune avrebbe dovuto fare qualcosa, entrare in contatto con la comunità musulmana di Senigallia e cercare di contattare la famiglia.
Ho girato subito la richiesta all’Assessore Volpini che mi ha assicurato il suo interessamento (il giorno dopo, in Consiglio, gli ho ripetuto l’invito aggiungendo che nel frattempo c’erano stati contatti con la famiglia e col sindaco del suo paese di residenza). Venerdì 30, nel pomeriggio, mi telefona di nuovo Mohamed per dirmi che Mustapha era stato seppellito senza alcuna comunicazione, né alla famiglia né all’Associazione Multietnica né al Centro di Cultura Islamica, e ciò aveva sollevato un certo risentimento tra loro.
Telefono di nuovo a Volpini, che si imbestialisce perché non erano state seguite le indicazioni che aveva impartito e mi ricorda, comunque, che le leggi che si applicano in queste situazioni sono particolarmente stringenti e severe; vuole, però, vederci chiaro e mi farà sapere. Ma ormai è tardi e domani è sabato e poi c’è la domenica: tutto chiuso; se ne riparla lunedì. Tra sabato e domenica, comunque, ricevo altre telefonate da connazionali di Mustapha, tutti risentiti ma garbati.
Capisco di aver sbagliato a delegare all’Assessore: se fossi andato di persona, forse le cose sarebbero andate diversamente.

E così, lunedì mattina telefono al Dott. Mandolini (sotto la cui competenza ricadono i servizi cimiteriali) e poi a Mohamed, che mi informa dell’arrivo del padre di Mustapha: ci vediamo tutti alle 11 presso l’ufficio, appunto, di Mandolini.
Dopo i saluti (è presente anche Kaium, il Consigliere straniero aggiunto), saliamo e ci incontriamo col Dirigente che spiega, con molta precisione e chiarezza, le leggi italiane che regolano la materia. Tutti sono d’accordo che è vero, finora non c’erano contatti, ma da oggi le situazioni così delicate devono essere gestite insieme. Poi si passa ai fax spediti in Marocco ed alle risposte che giungono complete di firma e della copia della carta d’identità della moglie (perché Mustapha aveva moglie e un figlio).

Usciti, andiamo ai Servizi Demografici e poi allo Stato Civile, dove raccogliamo altri documenti e cortesia da parte dei funzionari, disponibili ad accelerare i tempi. Sono ormai le due del pomeriggio, usciamo dagli uffici della ASL con altri documenti; al padre di Mustapha non resta di partire con i suoi amici per Bologna, dove c’è il Consolato del Marocco che deve rilasciare il visto per l’ingresso nel paese della salma. La riesumazione è prevista per mercoledì 4 aprile. Ci salutiamo con affetto.

Mercoledì mattina piove a dirotto. Ce la faranno lo stesso? Giovedì, verso le 14, mi telefona Abdallah: sarebbero contenti se anch’io fossi presente. E così vado al cimitero, dove l’operazione è già cominciata. Mustapha è stato sepolto sottoterra; quindi, occorre un certo tempo per tutta la faccenda, compresa la chiusura della bara di legno dentro un’altra di zinco, saldata, e poi messa dentro un altro cassone di legno. Aspettando, parlo con quelli che conosco meglio e Omar mi dice che un certo fastidio è derivato anche dal fatto che la sepoltura non era stata collocata in una zona del cimitero riservata ai mussulmani; ad Ancona c’è, ma Senigallia no.

Nel frattempo è arrivato il furgone dell’impresa che porterà Mustapha all’aeroporto di Bologna per il volo verso Casablanca. A casa sua, dal giorno in cui è giunta la notizia, tutti i parenti aspettano e il raduno non può essere sciolto se non dopo la celebrazione dei funerali. Ci salutiamo ancora, tante le strette di mano; il padre ringrazia il Comune di Senigallia ed anche me.

staccato da: Maddeche alle ore aprile 11, 2007 18:08 | link |
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domenica, 01 aprile 2007

Alla vostra destra nuovi comportamenti sociali, a sinistra Piazza Manni

Qualcosa si muove in città e le nuove tendenze vengono tutte da destra. Nuove istanze e nuovi comportamenti si fanno strada sotto lo sguardo bovino di una classe dirigente di sinistra poco avvezza al confronto, ancora meno alle novità. Fra piove governo ladro, richieste di dimissioni e ispezioni a sorpresa, i ragazzi terribili di destra impazzano ovunque, con caterve di errori e vagonate di populismo a buon mercato. Ispirano simpatia come le briciole nel letto, ma riempono le pagine dei giornali e un giorno, chissà,  faranno anche opposizione.

Tutto è iniziato con la polemica del Coordinamento Civico sugli emolumenti al Sindaco: una falsa partenza, la prima volta hanno ricevuto una orgogliosa e autobiografica risposta da Luana Angeloni, che è anche riuscita a farla diventare una polemica sessista. Al secondo tentativo i ragazzoni dell'opposizione hanno fortunosamente incrociato le minacce a Paradisi, una bolla di sapone che gli ha consentito di sviare l'attenzione sull'argomento del Sindaco. Perchè quando la Angeloni riesce a svoltarla sulle pari opportunità è un vero asso, ci passi da fossile maschilista anche se sei il fidanzato di Emma Bonino.

Ma la polemica col Sindaco è stata la prova generale di un nuovo fenomeno sociale che si sarebbe presto manifestato in città: le dimissioni. Dopo le pressanti richieste di dimissioni rivolte dai ragazzi terribili all'Assessore Velia Papa e al Presidente della III Commissione Marco Berardinelli, ci sono state subito le prime vittime: vigili urbani, professori, commercianti, amministratori di condominio e parroci, con il caso limite di un geometra che è stato sfiduciato da un gruppo di pensionati perchè impediva la visuale in un cantiere.
Un fenomeno sociale che avanza, i cittadini hanno subito preso esempio dalla politica e affinato le strategie: le dimissioni non si chiedono nè si pretendono, ma si offrono come alternativa all'esclusione civica. Non importa che la richiesta di dimissioni sia motivata o condivisibile, purchè sia ferma e perentoria, possibilmente accompagnata da evidenze di tipo etico o giuridico, espresse con una grammatica almeno plausibile.

Le motivazioni possono essere le più svariate, contravvenzioni inique, parcelle esorbitanti, interrogazioni a sorpresa o richieste di valori bollati. Chi non è in grado di richiedere le dimissioni di qualcuno si è affrettato a tentare di ricevere una richiesta di dimissioni, perchè anche essere dimissionari è diventato un must.
Un amministratore di condominio ha convocato un'assemblea alle quattro del mattino, ricevendo diciotto richieste di dimissioni, tutte respinte per irregolarità formali. Un parroco è stato sfiduciato da centinaia di fedeli perchè durante un'omelia si è scagliato contro l'istituto del fidanzamento definendolo: "una pratica relativistica mai regolamentata, un'occasione per consumare rapporti preventivi". Le richieste di dimissioni sono rientrate quando il sacerdote ha organizzato e scandalosamente arbitrato una partita di calcetto fra coppie tradizionali e conviventi, con vittoria dei primi per 18 a 0.

Ora i tempi sono maturi per il lancio di un altro comportamento sociale, anche perchè la richiesta di dimissioni ha fatto presto il suo tempo, centinaia di lavoratori si sono messi in aspettativa e non c'è più nessuno che osi dirigere il traffico o aggiustarti la macchina. L'ultima tendenza è l'ispezione scolastica a sorpresa e la riscoperta dei classici. Dopo il blitz del Consigliere Paradisi a Palazzo Gherardi e le polemiche sulla nuova sede del Liceo Classico Perticari, tutte le scuole hanno preso delle adeguate contromisure, garitta con bidello di vedetta e fornitura extra di penne rosse ai professori, che hanno riscoperto l'antico piacere dell'interrogazione a sorpresa e della nota in condotta. Un gruppo di genitori inferociti ha chiesto la chiusura mattutina del bar del campus scolastico, il bullismo è scomparso in favore delle prove di virilità e il greco è stato adottato come seconda lingua facoltativa in tutti i POF. La reazione fisica è stata introdotta alla prima ora di lezione e a fine anno si svolgeranno i saggi di ginnastica che dureranno tutto il mese di luglio.

A sinistra per il momento si guarda con ansia il calendario: dopo Pasqua c'è la kermesse dell'inaugurazione della rinnovata Piazza Manni, con la sua temuta stella a cinque punte, ma soprattutto inizierà la campagna elettorale per le elezioni provinciali e tutto dovrebbe ritornare al suo posto, con i cittadini che torneranno a svolgere il ruolo che gli è proprio: quello di votanti.

staccato da: Maddeche alle ore aprile 01, 2007 22:42 | link |
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