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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


giovedì, 28 febbraio 2008

Giochi scozzesi

Alberi abbattuti alle Saline, due le ipotesi: cedimento strutturale o i giochi delle Highlands, con la gara di lancio dei tronchi.

Si affaccia anche un'inquietante terza ipotesi: un picco di onde elettromagnetiche dell'antenna delle Saline, dovuto alla contemporanea presenza di Guenci e dell'Assessore Mangialardi nella stessa zona della città.

Versioni contrastanti dal Comune, ma una sola certezza: quello che è stato tolto sarà restituito e in primavera, assieme alla pista di pattinaggio delle Saline, sarà inaugurato un nuovo filare di alberi.


La segnalazione di Carlo Montanari, presidente dell'ALA, dell'indiscriminato abbattimento di alcuni alberi che circondavano la pista di atletica delle Saline, ha gettato nel panico gli uffici comunali preposti al controllo del verde pubblico. Nessuno è riuscito a spiegare esaurientemente il fenomeno e le versioni si sono accavallate per ore, a seconda dell'ufficio contattato per le spiegazioni.

"Abbiamo avviato un gemellaggio con la città scozzese di Dunfermline" ha spiegato l'Assessore  al Turismo Luigi Rebecchini "ed era prevista una dimostrazione dei tipici giochi scozzesi, fra cui il lancio dei tronchi. Gli atleti non avevano gli attrezzi, fermi alla dogana, e hanno dovuto improvvisare".

Il cedimento strutturale sembra tuttavia essere l'ipotesi prevalente negli uffici tecnici. "Gli alberi erano vecchi e malati"  ha dichiarato un tecnico comunale "e il cedimento di uno ha creato un "effetto domino" sugli altri. Temiamo altri cedimenti nei prossimi mesi e per questo abbiamo deciso di spostare il previsto campo da golf pitch and putt direttamente al Cesano e di costruire l'impianto di squash indoor tutto intorno alla pista di atletica, per rafforzare l'apparato radicale e impedire altri cedimenti".

Nessun credito sembra godere la tesi che gli alberi siano stati inceneriti da un picco di attività elettromagnetica della contestata antenna delle Saline: "i valori di campo sono regolari"  ha dichiarato l'Assessore Ceresoni "abbiamo avuto solo un picco di CO2 dovuto al mancato apporto di ossigeno degli alberi abbattuti, a cui porremo subito rimedio con una Festa degli alberi organizzata per domani mattina".


Ovviamente si tratta di Cronaca Vera e vale per quello che vale. In realtà l'impresa esecutrice ha dichiarato che l'abbattimento degli alberi si è reso necessario per l'esecuzione dei lavori di collegamento fra le due piste, di atletica e pattinaggio, e per le infrastrutture di servizio (scarichi acque piovane, fossato ecc.) necessarie al buon funzionamento dei due impianti. L'abbattimento degli alberi era previsto e concordato con il Comune e gli alberi, una volta terminati i lavori, verranno rimessi a dimora (non proprio gli stessi alberi).
Considerando l'entità dei lavori (lottizzazione di ottanta appartamenti, pista di pattinaggio, pista ciclabile per il mare, tribune, spogliatoi) io non credo che l'impresa abbia voglia di sputtanarsi per alcuni alberi non sostituiti.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 28, 2008 19:43 | link |
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categorie: cronaca vera

mercoledì, 27 febbraio 2008



Anche questa è una forma di protesta






staccato da: Maddeche alle ore febbraio 27, 2008 22:42 | link |
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martedì, 26 febbraio 2008

La città degli equivoci


Un equivoco le dimissioni di Campanile. Il gigante buono della Giunta resta ben saldo al suo posto. In ogni caso gli sono state assegnate due stagiste di prima fascia e un ficus in ufficio.
Ma non sempre gli equivoci sono frutto di un equivoco. Il "disagio interiore" era l'oggetto della sua lettera al Sindaco.
E' il caos alle Poste: migliaia di cittadini scrivono al Sindaco per esprimere disagio.


La misteriosa lettera dell'Assessore Campanile indirizzata al Sindaco ha tratto in inganno tutti gli organi d'informazione della città. Abituati al ricambio primaverile dell'Assessore all'Urbanistica, giornali e siti web si sono lanciati sulla notizia senza precauzioni. Anche la Piaga di Velluto ha partecipato al banchetto mediatico: la notizia era troppo ghiotta per non rilanciarla.

E invece è stato tutto un equivoco, Campanile non è stato affiancato dai suoi colleghi di Maggioranza nel difendere le scelte dell'Amministrazione sul piano Cervellati e ha pensato bene di segnalare il disservizio con una lettera al Sindaco, per le opportune contromisure.
In particolare, l'oggetto del reclamo è stato il comportamento del Consigliere Roberto Mancini di Rifondazione, che non sarebbe intervenuto in difesa dell'Assessore mentre il Consigliere Roberto Paradisi inveiva contro le scelte dell'Amministrazione sul destino di Palazzo Gherardi.

Anche la destinazione di Palazzo Gherardi e le conseguenti polemiche sono equivoci, la verità era lampante, nascosta fra le pieghe del piano Cervellati, piegato in un cassetto per quattro anni.

Oggi questi equivoci sono utili per buttare fuori Rifondazione dalla Maggioranza. Non è bastato il non voto sulla Variante Arceviese o l'astensione sul bilancio per palesare una crisi latente da mesi. Il Partito Democratico ha sedici Consiglieri, il 50% del Consiglio. Una rappresentanza dei Verdi priva di spessore e disimpegnata garantisce un certo margine di sicurezza. Inoltre la necessità di spartire le cariche amministrative fra le varie componenti del Partito Democratico rende inevitabile un rimpasto, dove l'Assessorato al Turismo di Rebecchini potrebbe rappresentare la portata più grossa.

In postilla: anche Mancini due mesi fa mostrò disagio, quando venne abbandonato dai suoi colleghi di Maggioranza, in piena seduta consiliare, mentre tentava di introdurre con una mozione il concetto di razionalizzazione dell'attività amministrativa.
Una lettura del verbale di quella seduta è utile, soprattutto per un termine inserito nell'oggetto: "diserzione seduta" . Presentata dopo una settimana, la stessa mozione venne respinta dalla Maggioranza. Mancini non sporse reclamo al Sindaco per l'abbandono, perchè, per indole e attitudine, tende ad interiorizzare il suo disagio, ad elaborarlo e a trasformarlo in insegnamenti per il futuro.
Mai chiedere troppo ai colleghi di Maggioranza, si agitano e diventano sfuggenti.



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 26, 2008 21:56 | link |
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categorie: cronaca vera

lunedì, 25 febbraio 2008

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 25, 2008 23:09 | link |
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Pupazzo Gherardi

Compatto e come un sol uomo, sono andato a firmare la petizione del Comitato Salviamo i Classici contro la vendita di palazzo Gherardi. Ora ho l'ultimo libro di Camilleri e la consapevolezza che l'Opposizione a Senigallia è una condizione dello spirito. Avrei dovuto capire subito che si trattava di una trappola: non c'era nessun gazebo nella libreria Sapere.

La notizia su Vivere Senigallia è di quelle toste: avviata un'altra raccolta di firme contro la vendita di Palazzo Gherardi, dopo la raccolta di qualche anno fa, che evidentemente è andata persa. Impaziente di salire sul carro del vincitore (già 500 le firme raccolte, secondo il comunicato) e rintronato dalla tonante retorica del Consigliere Paradisi, nel pomeriggio ho raggiunto la libreria Sapere per portare il mio tributo alla cultura cittadina.
In realtà il mio livello culturale potrebbe occupare la cassetta della posta di quel palazzo.
Carducci non ha mai visitato una mia scuola, ma una volta a Torrette è venuto il direttore della Centrale del Latte di Ancona per ringraziarci di una scaffalatura che avevamo costruito nel reparto saldatura e che abbiamo donato alla centrale.

Il tributo, dicevo. Le ragazze della libreria non sapevano nulla della raccolta firme, non c'era nessun modulo da firmare, anche se ci hanno messo un certo impegno nel cercarlo, al punto che stavo per firmare una bolla d'accompagnamento. Avrei firmato qualsiasi cosa, anche un assegno in bianco, perchè l'imbarazzo è stato tutto mio, non sono abituato a entrare in un negozio e chiedere una cosa che non esiste.
Se entri in una libreria e vuoi fare un atto di civiltà, c'è solo una cosa che puoi fare: comprare un libro, cibo per la mente. Eccolo il tributo alla cultura.

Quanto alla raccolta firme ho scaricato il modulo dall'articolo su Vivere Senigallia e lo farò arrivare per posta al prof. Moraca.
Semplificazione amministrativa.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 25, 2008 22:41 | link |
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categorie: edilizia, cervellati

domenica, 24 febbraio 2008

Una proposta per l'Assessore alla Cultura Velia Papa
di Franco Giannini

All’ Assessore alla Cultura, Spettacolo e Promozione di Senigallia Dott.ssa Velia Papa

Gent.ma Sig.ra,

sarei sicuramente persona falsa se Le dicessi che “solo qualche volta” non sono stato concorde con le Sue iniziative, perché fino ad oggi, non certo per un punto preso nei confronti della Sua persona, non sono riuscito a sottoscrivere positivamente un Suo operato.
Ma forse ciò è dovuto in quanto Lei sente più il Teatro che le altre Arti, come  ad esempio la Pittura, insomma questioni di gusto!
Sono stato anche duro, a volte, nel commentare sui giornali Web senigalliesi i Suoi intenti organizzativi, anche se ritengo in modo sempre rispettoso e corretto come sono uso fare.
Questa mia doverosa presentazione non preannuncia una nuova contestazione, bensì una proposta, un suggerimento, che deve leggere senza il benché minimo sospetto di polemica o d’altro.

Vengo al dunque. Frequentando i corsi dell’Università degli Anziani, ho avuto modo di ascoltare i diversi docenti nelle loro singole specializzazioni.
Quello che più mi ha colpito è stato Maurizio Landolfi, non tanto per il programma da lui proposto, quanto per il coinvolgimento appassionato con cui ha trattato l’argomento: l’Archeologia e in maniera specifica I Piceni e la Tomba della Regina.

Non è una mancanza di riguardo nei confronti di Landolfi se non ho fatto precedere il suo nome da un dottorato, perché egli stesso ci ha riferito che, malgrado avesse desiderato di fare gli studi universitari, per diverse ragioni questa possibilità gli fu negata, ma, in compenso, ebbe, dice sempre lui, la fortuna di poter entrare a far parte, come funzionario, della Soprintendenza per i beni Archeologici delle Marche, cosa già questa che dimostra con quanto amore svolga questo suo impegno.
Tra le sue “scoperte” c’è, appunto, la Tomba della Regina rinvenuta in località I Pini di Sirolo, di cui ne parla con passione ma anche con una certa delusione, ed il cui perché sta tutto in questa risposta ad una domanda formulatagli: Da sempre chiede a gran voce una sede per valorizzare l’ immenso patrimonio delle oltre 2000 tombe restituite dalle necropoli picene e le nuove continue acquisizioni.
Risposta: E’ necessario reperire dei locali idonei, che non dovrebbero essere di metratura inferiore a 600-700 mq, dove conservare in modo razionale e sicuro i materiali in gran parte restituiti, in gran parte custoditi nei depositi del Museo di Ancona e che sarebbe auspicabile riunire nel Conero: in questa ipotetica sede, si procederebbe inoltre al primo intervento di manutenzione e di conservazione di un tesoro il cui interesse archeologico va visto anche come volano turistico.

Insomma, questo signore è alla ricerca di un “posto” in cui collocare parte di quel patrimonio scoperto, e questo è il solo prezzo che chiede.
Pensa Lei di poterlo aiutare, visto che Senigallia non dovrebbe essere priva di quei spazi richiesti ed inoltre estremamente interessata a delle esposizioni su aree (una a caso: La Rotonda) sempre alla ricerca di qualche idea nuova, interessante e soprattutto di natura prettamente culturale?
Sarebbe bello poter arricchire La Spiaggia di Velluto con un “museo” di parte delle opere Picene e Senogalliche di cui far sfoggio soprattutto nel periodo estivo.
Se la cosa può interessarle, o quantomeno per avviare un semplice dialogo esplorativo, penso che basti contattare la Presidente dell’ Archeoclub di Senigallia, la Prof.sa Mariella Bovini Triani, responsabile del corso di Archeologia dell’ UA, la quale avrà sicuramente piacere di metterla in contatto con il Sig. Maurizio Landolfi.
Io non conosco personalmente nessuno dei due, ma sarei ben felice, questo del resto è il mio obbiettivo, con questa mia di aver mosso quantomeno, come si usa dire, un po’ di “maretta” a Lei poi la conduzione del proseguo, se ci sarà !
La ringrazio anticipatamente per l’ attenzione fin qui prestatami nonché per il Suo eventuale interessamento, pregandoLa di voler accettare i miei più distinti saluti.

Franco Giannini

Per ulteriori informazioni:

I Piceni

Intervista a Maurizio Landolfi



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 24, 2008 17:39 | link |
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categorie: city bloggers

sabato, 23 febbraio 2008

La Cittadella degli Averi

Lo staff tecnico della Piaga di Velluto ha già elaborato il progetto per la Cittadella degli Averi, un affare immobiliare da quaranta milioni di Euro. Con Palazzo Gherardi ed ex Ghetto, Senigallia si avvia ad avere la prima enclave per ricchi dell'Adriatico.

Dopo la Cittadella dei Saperi si avvia un ciclo, che si chiuderà con il progetto della Cittadella dei Piaceri, la trasformazione della Rotonda in un bordello di lusso galleggiante, con collegamenti offshore alla Croazia e al mercato dei nuovi ricchi della Russia.
Entusiasmo in Confindustria, polemico il Sindaco di Montecarlo: "E il Gran Premio dove lo fanno? Alla curva della Penna?"


Quando abbiamo assunto l'incarico, la sfida era da far tremare i polsi: trasformare Palazzo Gherardi in un condominio per milionari, risolvendo il problema del posto auto, senza trasformare i Portici Ercolani in un garage per SUV.

Fortunatamente il Piano Cervellati ci è venuto incontro, con la proposta di riedificare l'ex Ghetto di Piazza Simoncelli nelle dimensioni originali. Con la fusione dei due interventi di riqualificazione abbiamo elaborato un progetto che prevede quaranta unità immobiliari di assoluto prestigio in pieno Centro Storico, con vista e approdo sul fiume, servite da un piccolo ma completo centro commerciale che si configura come promettente icona adriatica del lusso.

Gli indispensabili ottanta posti auto saranno ricavati dal già previsto parcheggio sotterraneo dell'ex Ghetto, collegato al "Complesso Gherardi" con due gallerie, la "Gherardi" e la "Simoncelli", che consentiranno anche di raggiungere il pontile sul Misa.

Dal Cayenne  al Pershing, con una rapida puntata da Bulgari per l'happy hour, reso possibile dai nuovi diamanti naturali solubili nel Martini. Questo lo stile di vita che si vorrà creare, per ripopolare il Centro Storico di Senigallia con una categoria sociale attualmente in gran spolvero: i ricchi.

il complesso "Gherardi - Simoncelli" ©  La Piaga di Velluto

Le soluzioni che servivano per realizzare la speculazione edilizia le ha fornite il Piano Cervellati, con le innovative idee del pontile sul Misa e del parcheggio interrato in piazza Simoncelli.
Altra grande risorsa è stata la planimetria 07A del Piano, indicante la proprietà degli edifici. Palazzo Gherardi non è indicato fra gli edifici di proprietà comunale e noi temevamo che vi fosse stato un errore nella compilazione della planimetria.
In realtà non vi è stato nessun errore: Palazzo Gherardi è stato considerato in vendita fin dal 2004, anno di redazione del Piano Cervellati. Tutto il dibattito di questi anni sul destino del palazzo è servito per fare un po' di democrazia, prima di attuare una decisione già presa da tempo.

particolare della planimetria 7A - in rosso gli edifici dello Stato, in verde gli edifici comunali, in viola gli edifici ecclesiastici

Dopo le Piramidi e il complesso Pieralisi, un'altra pietra miliare della speculazione edilizia sta per essere posata in città.
Il primo ha travolto con un'ondata di cemento l'ultimo tratto di spiaggia veramente libero del litorale e creato un ecomostro per cui siamo giustamente famosi. Il secondo, spacciato per un volano per l'economia, ha trasformato una villetta con giardino in centoventi appartamenti turistici, senza creare un solo posto di lavoro.
Il terzo intervento restituisce finalmente dignità alla speculazione edilizia. Costruire per speculare, ma nel quadro del grande progetto di recupero del Centro Storico.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 23, 2008 12:40 | link |
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categorie: edilizia, cervellati

domenica, 17 febbraio 2008

Non piove, governo ladro
Il Misa in secca

La siccità mette a nudo i vecchi argini del fiume.
Subito stanziati seicentomila Euro per riqualificarli. Saranno in marmo Portugal rosa con inserti in kevlar per farli galleggiare.
Polemico Ceresoni: "Macchè argini, quella è la più antica pista ciclabile della città".


Un inverno eccezionalmente siccitoso ci consente di scoprire il fondo del fiume. Un mucchio di detriti fluviali, all'altezza di via Mastai Ferretti, potrebbe celare le fondazioni del vecchio ponte romano, il più antico della città.



questi detriti fluviali potrebbero nascondere le fondazioni del più vecchio ponte della città

il vecchio argine del Rione Porto

il vecchio argine dei Portici Ercolani

Sulla vita che si svolgeva intorno al fiume e per altre notizie storiche sulla città, colgo l'occasione per segnalarvi "Il rione Porto - la punta di una stella" il magnifico lavoro dell'Arch. Margherita Abbo Romani, dell'Ing. Serena Staffolani con la collaborazione di Giorgio Pegoli. Lo potete scaricare gratuitamente in PDF (cinque minuti in banda larga) su librisenzacarta.it, assieme a numerose altre pubblicazioni.


Quella che oggi è solo curiosità per un fenomeno inconsueto potrebbe trasformarsi in disperazione la prossima estate per la probabile crisi idrica. Con questo sono due inverni consecutivi senza precipitazioni e la situazione delle risorse idriche potrebbe farsi drammatica.
Risparmiate l'acqua, perchè lassù, in cielo, l'hanno già risparmiata.





staccato da: Maddeche alle ore febbraio 17, 2008 20:07 | link |
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sabato, 16 febbraio 2008

La città delle Parole

Una città che non ha politiche per la casa e per l'occupazione e che aspetta che esplodano questi problemi. Per coprirli con le parole.

Questa l'immagine di Senigallia mentre si riqualifica addosso e si autoreferenzia, con un genio del marketing che cura la comunicazione dell'Amministrazione. Quello che ci ha venduto la "Città di lungo corso", il "recupero di pregio" e la "Cittadella dei Saperi".

E quando vi manca un marciapiede sotto i piedi e siete costretti a camminare in mezzo alla strada non protestate: il vostro "Asse di intervento" è diverso da quello dell'Amministrazione e non ci potete fare nulla. Ma non tutti hanno il consulente alla Comunicazione, e i risultati si vedono.


La notizia è straordinaria: piazza del Duca sarà riqualificata con la sostituzione delle giunzioni in acciaio fra le lastre di marmo della pista di pattinaggio. L'intervento, che costerà 124.000 Euro, si è reso necessario per motivi di manutenzione e sicurezza. La bruttezza della piazza ha nascosto il problema per anni, ma solo l'efficace opera di monitoraggio dei tecnici comunali consentirà alla cittadini di continuare ad utilizzare l'impianto sportivo in tutta sicurezza.

Un intervento "inizialmente motivato dalla necessità di provvedere ad una incisiva opera di manutenzione degli elementi architettonici deteriorati della pavimentazione e successivamente maturato nell'intento di elevare il livello di pregio dell'opera di restauro"  come recita la bizantina delibera della Giunta. Una sola cosa era possibile per elevare il livello di pregio del restauro: aspettare dieci anni, demolire, portare tutta la pavimentazione di marmo in discarica e rifarla secondo il progetto del Cervellati.


La pavimentazione di piazza del Duca in cocciopesto, nel progetto dell'arch. Cervellati

L'architetto Cervellati, avvezzo a misurarsi con i politici, tratta piazza del Duca a volo d'uccello, non si straccia le vesti, parte dalla Rocca per concludere che "se Piazza del Duca è quello che è, la colpa non può essere attribuita solo a chi è preposto alla salvaguardia del centro storico". Un altro bizantinismo per dire che quella piazza è un cesso e la responsabilità va divisa fra Amministrazione che non ha amministrato e Sovrintendenza che non ha sovrainteso. Se cercate le stroncature delle opere pubbliche nel Centro Storico sul Piano Cervellati perdete il vostro tempo, non sta bene maltrattare i clienti.

In realtà il retroscena di questa improvvisa riqualificazione è molto più complesso: poche settimane fa, a causa della nebbia, il pilota di un Airbus 320 ha scambiato piazza del Duca per l'aeroporto di Falconara, ingannato dai lampioni e dal riflesso delle giunzioni in acciaio del pavimento. Soltanto la prontezza di riflessi di una cameriera del Lab, che ha flambato un tavolino pieno di cocktail, ha evitato la tragedia. Il pilota si è accorto dell'errore, ha potuto riprendere quota ed è atterrato in tutta sicurezza sul Lungomare Alighieri. I passeggeri sono scesi dagli scivoli d'emergenza e hanno potuto raggiungere l'aeroporto di Falconara grazie ai bus navetta subito messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale.

Dato il ripetersi di simili episodi, l'Amministrazione ha stanziato i fondi per sostituire quelle temibili giunzioni con inserti in pietra d'Orsera, in pratica la pietra d'Istria, quella dei Portici Ercolani. E' inoltre previsto l'acquisto di una cesoia idraulica per tagliare rasoterra i lampioni della piazza e sostituirli con qualcosa che faccia luce senza offendere la vista.

Ma nel mese di gennaio è stata attuata una vera rivoluzione per piazza del Duca e zone limitrofe. Dopo quattro anni dall'acquisto da parte di un privato, l'impresa S.B. Costruzioni di Ripe, l'ex Politeama Rossini ha cambiato la destinazione d'uso, da culturale-ricreativa a commerciale-direzionale. La delibera della Giunta (la nr. 6 del 22/01/2008) non è stata pubblicata sul sito web comunale. Sicuramente si tratta di una dimenticanza, nessun dubbio, ma se non fosse stato per l'interrogazione (e relativa risposta dell'Assessore Campanile) del Consigliere Cicconi Massi, staremmo ancora qui a domandarci sul destino dell'ex Politeama. La mossa del cambio di destinazione, pur condivisibile, avviene in tempi sospetti, nel pieno dell'iter per l'approvazione del Piano Cervellati. Ma questo è solo complottismo, figuriamoci.


L'Assessore Campanile è un noto blogger senigalliese, risvegliato dal letargo grazie ad un articolo di Maria Teresa Bianciardi del Corriere Adriatico, involontariamente innescato dalla Piaga di Velluto e Didimi. Come blogger dovrebbe sapere che la comunicazione contorta e confusa andrebbe messa da parte, destinata alle segreterie dei partiti, che hanno degli efficaci automatismi per separare il grano dalla crusca. O per mescolarli assieme, alla bisogna.
Quando si espelle (non mi viene un termine migliore) un comunicato stampa destinato al pubblico con questi termini:

[...] Relativamente alla massimizzazione degli effetti positivi che tale intervento avrà sulla città antica non v’è dubbio che:
L’intervento contribuisce al recupero non solo funzionale, ma anche dell’immagine complessiva del centro antico di Senigallia, in un “luogo” fortemente caratterizzato dalla presenza di elementi significativi per l’intera comunità senigalliese restituendo all’uso una parte segnata da un lungo abbandono e dal conseguente accentuato degrado;
L’Amministrazione Comunale, con la succitata delibera G.M.n.6 del 22/01/08 ha subordinato la realizzazione dell’intervento alla sottoscrizione di un atto unilaterale d’obbligo da parte del soggetto attuatore con il quale lo stesso si impegna a verificare la fattibilità tecnico – amministrativa per la costruzione e gestione dei parcheggi nell’area adiacente alla ex G.I.L., su Viale Leopardi, per la massima potenzialità realizzabile, ovvero alla monetizzazione della dotazione dei parcheggi per un importo di oltre 640.000 euro. Ciò rappresenta un concreto e significativo momento di avvio della soluzione del problema parcheggi nel centro storico [...]


bisognerebbe porsi il problema di far capire:
A) eventualmente chi deve costruire i parcheggi adiacenti all'ex-GIL che già ci sono;
B) se il recupero di venti posti auto a servizio del centro storico rappresenta una svolta epocale per la soluzione del problema dei parcheggi;
C) se i parcheggi saranno interrati chi è quel pirla che si occuperà della loro costruzione, dato che più volte l'Amministrazione ha dichiarato che i parcheggi interrati sono antieconomici per costruzione e gestione;
D) se i parcheggi adiacenti all'area ex GIL saranno in parte destinati al personale del Comune;
E) se anche la soluzione prospettata al punto D rappresenta un "concreto e significativo momento di avvio della soluzione del problema parcheggi nel centro storico" oppure si tratta di un problema che ancora non si è posto;
F) cosa vuol dire "monetizzazione"

queste sono le domande che si affollano nella mente di un blogger quando legge il comunicato stampa di un amministratore - blogger. Fra colleghi ci si intende...


E per finire un po' di sano populismo, che in campagna elettorale non guasta mai: questa è una foto di via Verdi del dicembre 2006. Pedoni, ciclisti e bambini transitano nella strada, completamente priva di marciapiedi.
Dov'è il populismo in tutto ciò? Ah già, chissà quanti metri di marciapiede si costruiscono con 124.000 Euro?




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mercoledì, 13 febbraio 2008

Tutti a cena, senza se e senza ma

Venerdì dopodomani alle ore 20,30 è ancora prevista la Cena Priva di Significato.

Il locale lo sapete e se non potete venire (o avete cambiato idea) fatemelo sapere attraverso un commento non anonimo.

Questo è l'elenco dei partecipanti:

Quilly
Moglie Quilly (Consuelo)                                  
Piaga
Moglie Piaga
Sonia Abbruciati
Lucacecco (man@blog, chevitafè)
Malih (stracomunitari)
Jbom (meetup)
Lao Barucca (Mbuto)
Icarus (meetup)
Claudia Pallotta
Lorenzo Man (meetup)
Marco Scaloni (Popinga)
Andrea Scaloni (Popinga)
Gianluigi Mazzufferi (Popinga)
Patrizia Tardelli (tuttofare, nessuno)
Daniele Sole
Alice Pettinari (Aly's diary)
Bec
Ele84
Vale (AmandaKnox)
Lulla (SoniaBraga)
Gianluca Maracchini (asanguefreddo.it)
Franco Giannini (Brontolone 42)
Laura (Pacchiarotta)
Paolo Belogi (Pablo)
Manlio Didimi (didimi)




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domenica, 10 febbraio 2008

Io corro da solo

"Io corro da solo" è la nuova parola d'ordine degli italiani. Uno scatto d'orgoglio, una scommessa o la certezza dei propri mezzi, una sbirciata ai sondaggi e alle pieghe di una sciagurata legge elettorale, che ci farà stare al palo per almeno altri due anni. Un comportamento diffuso, quello che ci fa correre da soli, che porta consenso e rispetto, ma forse solo da parte di pochi intimi. Per gli altri ci sono modi più sicuri di ottenere il consenso.

Assieme a Yes we can, "io corro da solo"  è per il momento l'emblema della campagna elettorale 2008. Due affermazioni mutuate dalle situazioni contingenti, la prima copiando bassamente Obama e la sua America che vuole uscire dal periodo più grigio della sua storia, la seconda adattando il proprio pensiero alla legge elettorale vigente che premia i sondaggi a scapito dei programmi condivisi. Con le parole d'ordine siamo a posto.

Versatile e opportunista, il cittadino medio ha subito fatto proprio questo comportamento, adattandolo alle proprie esigenze.
"Io corro da solo"  ha detto un tassista romano al suo cliente. E l'ha lasciato a piedi.
"Io corro da solo"  con queste autorevoli parole l'arbitro Cannati ha giustificato il secondo rigore inesistente concesso agli ospiti, sul campo di Sutri (TE). Subito dopo è fuggito negli spogliatoi.

"Noi corriamo da soli"  ha detto Serge Latouche l'altra sera a San Rocco. La sua affascinante teoria della decrescita felice ha riempito la sala di gente, venuta per ascoltare un simpatico economista dell'800 e per trovare certezze. Quella che stiamo sbagliando tutto e che fortunatamente ci sono due milioni di persone nel mondo che ne sono perfettamente consapevoli. Grazie al passaparola fra vicini di casa e all'ottimo yoghurt autoprodotto, il messaggio della decrescita felice si diffonderà nel mondo e salveremo il pianeta.

Latouche non ha detto quando questo accadrà, ha detto solo di far presto, il pianeta ha risorse soltanto per altri venticinque anni, quindi spicciatevi con le vostre relazioni personali, specialmente chi va spesso in Asia. E non usate i soliti media per diffondere il messaggio: i media sono pericolosi, sono lo strumento che usano i cattivi per condizionarci. Fate una copia dei lucidi di Latouche, uscite di notte e portatevi dietro un proiettore a batterie, sarete più efficienti.

La decrescita felice di Latouche è una scommessa e un economista non dovrebbe mai fare scommesse, non sta bene scommettere su un pianeta che è nei pasticci. Gli economisti della crescita esponenziale non fanno scommesse, si muovono solo con la certezza del risultato minimo ottenuto nel breve periodo. I piedi per terra, forse è questa la differenza logistica fra le due teorie economiche. Fortuna che una "catastrofe pedagogica"  ci salverà. E' l'unica certezza che mi ha lasciato Latouche. Una Chernobyl, una crisi economica globale (questa la vedo dura, hanno differenziato gli investimenti) o una guerra globale. La certezza però è sulla catastrofe, non sulla salvezza del pianeta.

A Senigallia nuove misure a sostegno del voto

Incuranti di slogan e messaggi di speranza e riscossa, a Senigallia la Giunta Angeloni ha già iniziato la campagna elettorale. E lo fa nel modo più pratico e sicuro che si conosca: una pioggia di lavori pubblici. Perchè nonostante l'inconsistenza dell'Opposizione, in campagna elettorale bisogna prendersi tutti i vantaggi possibili. Rappresentati da nove milioni di Euro dalle sole casse comunali, la più costosa campagna elettorale nella storia della città, a beneficio del candidato (Mangialardi, Ramazzotti o Guzzonato) che riuscirà a spuntarla nel Partito Democratico.

Un milione di Euro per bocciodromi e centri sociali (serbatoi inesauribili di voto) e circa cinque milioni in rifacimenti di strade e marciapiedi, compresa la strada franata a Roncitelli, che da due anni costringe gli abitanti della frazione a fare i conti con un semaforo in aperta campagna.

Una montagna di denaro resa disponibile dagli straordinari incassi degli oneri di urbanizzazione, dalla vendita del territorio all'industria edilizia. Una montagna di denaro che può dare alla testa, se è vero che 130.000 Euro sono destinati al rifacimento della pavimentazione di piazza del Duca, quando ancora il destino della piazza è oggetto dell'approvazione del Piano Cervellati. O quando vengono destinati quasi 700.000 Euro per la riqualificazione del primo tratto di Viale IV Novembre, dall'Oviesse al semaforo della Penna, senza che vi sia menzione dell'indispensabile rotatoria della Penna, per eliminare un incrocio semaforico che ci rende tristemente famosi in tutta la riviera.

Un ipertrofico esercizio di opere pubbliche, con una caduta di stile che è sotto agli occhi di tutti in questi giorni: il rifacimento del marciapiede e del muretto del lungomare Nord. Il marciapiede è stato demolito per la riqualificazione e, visto che c'erano, hanno demolito e ricostruito anche il muretto in cemento armato, che al massimo necessitava di qualche ripresa di calce e della tinteggiatura. E' stato ritenuto molto più semplice ed economico raderlo al suolo, smaltire o recuperare il calcestruzzo (che è considerato un rifiuto riciclabile) e ricostruire il muretto in cemento armato. Saranno state fatte delle valutazioni ineccepibili per questa scelta, ma l'impressione di una città che fa una bandiera di sostenibilità, riuso e compatibilità ambientale è venuta un po' meno.



A confronto il vecchio e nuovo muretto del lungomare Mameli.
Trovate la differenza.

Un anno fa sulla Piaga di Velluto: Esponeteli ma con giudizio
il Consorzio CIR33 si affaccia timidamente in città e ci lascia perplessi. Oggi è ancora timido, ma i rifiuti in qualche modo vengono raccolti. E con i tempi che corrono non è poco.




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 10, 2008 23:38 | link |
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mercoledì, 06 febbraio 2008

Misure a sostegno dell'occupazione

Primarie del PD: rispettati i pronostici, è parità assoluta, il partito è spaccato a metà: eletti quarantadue delegati comunali, metà maschi e metà femmine.

Sulla consultazione il sospetto di brogli elettorali e di intimidazioni: le elettrici vanno a votare sempre in coppia e gli elettori lasciano sempre la tavoletta alzata.


Con la partecipazione di oltre milleduecento elettori, si sono svolte a Senigallia le primarie del Partito Democratico per l'elezione degli organi dirigenti locali del partito. Il concorso, per titoli ed esami, era aperto a tutti i candidati che si sono proposti, oltre centoventi, con solo un terzo dei posti disponibili.

Le teste di serie della città sono state assunte dalle assemblee nazionali e regionali nell'ottobre scorso, per mezzo delle liste bloccate, una misura di equità che ha garantito l'accesso alle graduatorie nazionali delle categorie protette, i professionisti della politica.

I posti rimasti vacanti nella graduatoria sono stati occupati da una massa di candidati, i cui nomi, per rispetto della privacy, sono stati rigorosamente tenuti segreti fino all'avvio delle consultazioni. Nessuno di loro ha potuto pubblicare un curriculum anche minimo, a tutti i candidati è stato tolto il cellulare e per scongiurare il pericolo raccomandazioni dell'ultima ora, sono stati tutti inseriti in un ticket maschio - femmina che ha garantito il rispetto delle pari opportunità e l'azzeramento dei requisiti preferenziali, quali spirito civico e di servizio, disinteresse e cura della cosa pubblica.

La scelta degli elettori è stata quindi agevolata in ogni modo, ma qualche equivoco è sorto sul contributo facoltativo di cinque Euro che veniva richiesto a sostegno del partito. Alcuni votanti hanno proposto di raddoppiare il loro contributo in cambio della possibilità votare due candidati a piacere, mentre altri elettori hanno chiesto un contributo al partito per andare a votare.

Tutte queste istanze sono state respinte dai presidenti dei seggi che hanno interpretato il regolamento nella versione più restrittiva: il contributo economico è rimasto volontario, ma la preferenza è rimasta obbligata.



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 06, 2008 19:20 | link |
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martedì, 05 febbraio 2008

Il Cervellati, questo sconosciuto

Fra le pieghe del Piano Cervellati, dove l'occhio dell'urbanista ha ceduto al dogma del suo "netto storico" ed è caduto anche lui nella trappola del Rione Porto, da sempre scambiato per una scatola di Lego.

Le tavole del Piano Cervellati pubblicate online (una vera gioia per gli occhi) nascondono alcune sorprese nel Rione Porto, che potrebbe vedere la scomparsa di quattro vie: via Corfù, via Scarpante, via Cipro e parte di via Rodi.

Il Rione Porto è stato per secoli la palestra di architetti e urbanisti. Il quartiere povero della città ha subito numerose trasformazioni nella sua travagliata vita. Arrivava l'architetto con carta bianca e radeva al suolo povere case, qui per costruire una porta alla città, là per allargare una via.

Gli ultimi che si sono cimentati nell'opera di reinventare il Rione Porto sono stati il Sindaco Angeloni e l'Assessore alle Riqualificazioni, Mangialardi. La loro "Città di Lungo Corso" non trova riscontri storici, è puro marketing urbanistico a buon mercato.
Buono per i gonzi che plaudono alla riqualificazione e alla chiusura pedonale di via Carducci, tentativo di struscio, flop commerciale, ghetto con tanto di catene e dogana, selva oscura, con un albero ogni tre metri, neanche fosse un vivaio. Con l'adozione delle telecamere di sicurezza e dell'impianto hi-fi, oggi anche studio televisivo. Tutto tranne quello che è sempre stato: un accesso del centro, un luogo di transizione, utile, perchè c'erano le botteghe tanto care al Cervellati (e che non esistono più) qualche artigiano, i parcheggi e tanta gente che ci viveva e ci vive.

Nulla di tutto ciò traspare nell'analisi del Cervellati, il suo problema sono le mura da riscoprire, il recupero della porta Lambertina, il ripristino della barriera murata, il rigore prospettico, gli edifici pettinati come soldatini. Se solo avesse svoltato l'angolo e si fosse affacciato in via Alessandria, avrebbe visto una schiera di case fatiscenti, probabile alloggio di qualche decina di invisibili. E si sarebbe domandato sui motivi del declino del Rione: l'abbandono, l'acquisto di interi isolati da parte di speculatori immobiliari che avevano un mercato immobiliare proprio, estraneo alla città e destinato agli immigrati, tutto tranne che esigenti in fatto di spazio e decoro e disposti a pagare senza far tante storie.

Ma il Cervellati vuole applicare anche al Rione Porto (che non nomina mai nella relazione, "ex quartiere dei pescatori" lo chiama) il suo "netto storico", la conformazione della città entro le mura che l'architetto bolognese ha individuato correlando le varie carte catastali dalla metà dell'800 fino al 1931. E' un lavoro tranciante il suo: un quinto del Centro Storico di Senigallia è rappresentato dal Rione, eppure solo via Carducci merita di essere inserita nelle tavole dei prospetti degli edifici. Tutto il resto non esiste, è disordine creato dal terremoto, va inquadrato in una riviera unica di edifici, nessun rispetto per abitudini, storie e relazioni che si affacciano dalle finestre e che domani potrebbero non poterlo più fare.

E' un lavoro su planimetria, nessuno dei tecnici è mai stato al Rione Porto a farsi una passeggiata, seguendo le viuzze  e le strade che ha disegnato il terremoto o scoprendo le piazzette aperte con l'abbattimento di una casa pericolante. Viuzze e piazzette che la gente del Rione vive e usa da ottant'anni, senza che nessuno si sia mai chiesto per qual motivo vi sia quel disordine urbanistico, utile a far circolare le persone, l'aria, a parcheggiare la macchina e a non soffocare in una riviera di case senza interruzione.

Questa planimetria mostra gli edifici (in rosso scuro) che potranno essere ricostruiti perseguendo il già insopportabile "netto storico". Via Corfù è destinata a scomparire, interrotta dalla possibile ricostruzione di cinque edifici, stessa sorte per via Cipro, per via Scarpante e la sua piazzetta, il Vicolo Corto della città, lunga dieci metri e che non appare neanche nelle mappe online. Via Rodi, oggetto di un intervento di riqualificazione urbana, finirà sul lungo Misa con un percorso pedociclabile, senza chiedersi come faranno, coloro che ci abitano, a usare l'automobile per muoversi.

Il Rione Porto nella tavola 10P del Piano Cervellati: in rosso scuro gli edifici che potrebbero essere ricostruiti. Via Corfu', via Scarpante e via Cipro potrebbero scomparire, mentre via Rodi potrebbe essere interrotta da un'area verde.

Via Corfu' nella vista dal piazzale della chiesa del Porto. Potrebbe essere interrotta da una serie di edifici.

Via Corfu' (a sinistra) e via Narente, al centro la sede della Croce Rossa. Questa prospettiva potrebbe scomparire.

Via Scarpante e la sua piazzetta. Potrebbe essere riempita con edifici.

Alcuni edifici di via Alessandria, a 10 metri da via Carducci. Chissà se anche qui si vuole recuperare la perduta magnificenza...

Via Carducci quando era l'accesso della città. Mai stata una piazza o un luogo di struscio.




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 05, 2008 22:46 | link |
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categorie: edilizia, cervellati

lunedì, 04 febbraio 2008

Aggiornamento per la cena

La Cena, che è rimasta senza definizioni, si terrà
VENERDI' 15 FEBBRAIO ALLE ORE 20,30 nel locale che sapete.


Eventuali nuove adesioni verranno raccolte fino a questa sera (la sera di lunedì 4 febbraio, non facciamo casini).

Per il momento siamo in 22, se arriviamo a 25 il ristorante non ci fa pagare la frutta, quindi affrettatevi.

Partecipanti:

Quilly                                      
Piaga di Velluto
Lucacecco
Leo Barucca (Mbuto)
Icarus (meetup)
Claudia Pallotta
Lorenzo Man (meetup)
Marco Scaloni
Andrea Scaloni
Gianluigi Mazzufferi
Patrizia Tardelli (tuttofare, nessuno)
Daniele Sole
Alice Pettinari
Bec
Ele84
Vale (AmandaKnox)
Lulla (SoniaBraga)
Gianluca Maracchini
Franco Giannini (Brontolone 42)
Laura (Pacchiarotta)
Paolo Belogi (Pablo)



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 04, 2008 09:42 | link |
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venerdì, 01 febbraio 2008

Tutti architetti con il Cervellati

L'architettura passione nascosta dei senigalliesi. La pubblicazione del Piano Cervellati sul web scatena una serie impressionante di comunicati stampa e il dibattito del bar si eleva. Tutti sentono il bisogno di dire la propria su un progetto urbanistico vecchio e già in parte disatteso.
Politici, sindacalisti, commercianti, ognuno prende posizione, anche se poi approverà quello che dovrà approvare.
La protesta degli abitanti del Centro Storico: "il Cervellati ha detto che abbiamo 75 metri quadri a testa, ma non ci ha detto dove sono".


Il piano Cervellati ed il suo "netto storico"  sono il nuovo enigma che appassiona la città. Gruppi di solutori più che abili si sono alleati per capire se il vero Centro Storico di Senigallia sia quello di Papa Pio IX o quello del catasto del 1931, con la città ridisegnata da un formidabile urbanista, il terremoto.
La questione non è irrilevante: c'è di mezzo la sciagurata riedificazione dell'ex ghetto ebraico e la cancellazione di piazza Simoncelli, che nel sentire comune è una piazza utile, dove parcheggiare la macchina e fare il mercato. Un senso di colpa serpeggia fra i cittadini: in cento anni nessuno si è accorto del "vuoto urbanistico".

La presentazione del Piano al pubblico da parte dello stesso Cervellati ha cancellato alcuni luoghi comuni che l'opinione pubblica si era creata in questi anni: "Piazza del Duca ha perso la sua monumentalità ed importanza per colpa di piazza Simoncelli"  ha detto il Cervellati durante l'incontro. L'impressione generale era che piazza del Duca avesse perso le sue caratteristiche per colpa dei campi da calcetto in marmo bianco e dei lampioni che sembrano degli spermatozoi sugli attenti.

Un altro luogo comune da rivedere è che non esistono parcheggi in Centro Storico: il Cervellati ne propone ben quattro interrati, tranne quello in Piazza Garibaldi, l'unico su cui l'Amministrazione Comunale, dopo aver affermato che i parcheggi interrati sono antieconomici, sta facendo dei sondaggi per verificarne la fattibilità.

In molti si sono accorti della probabile speculazione edilizia che si nasconde dietro le grandi manovre in piazza Simoncelli: la vendita di Palazzo Gherardi e la ricostruzione dell'adiacente ghetto con il parcheggio interrato, costituiranno una straordinaria occasione immobiliare per residenze di lusso in pieno centro, con indici di edificabilità da brivido, parcheggio privato e vista sul fiume, una cosa che l'industria edilizia aspettava da tempo, stufa di costruire microappartamenti negli orti.


L'interesse è puntato tutto su piazza Simoncelli, ma l'adozione integrale del Piano cancellerà anche tre vie cittadine, fra cui via Scarpante, un vero gioiello minimalista, la via più corta della città e anche un'altra piazzetta creata dal terremoto sarà riempita con delle palazzine. Anche questa è una bella sfida per i solutori più che abili.

Gli ultimi sviluppi vedono la richiesta, da parte dell'Opposizione, di una serie di dibattiti aperti alla cittadinanza e alle parti sociali sul Piano Cervellati, attraverso una mozione che sarà presentata in Consiglio.
La proposta è molto interessante, gruppi di psicologi la stanno esaminando per capire come sia possibile che una mozione che inizia con questa affermazione:

"Considerato che il Centro Storico della città, presenta oggi delle problematiche a cui l'Amministrazione Comunale non ha saputo dare soluzione in questi anni"

possa esser approvata dalla Maggioranza, che ammetterebbe di sostenere un'Amministrazione di incapaci. E per una Maggioranza che difende con le unghie e con i denti i suoi membri in palese conflitto d'interessi, ci sembra onestamente troppo.

Visto il buon successo che abbiamo raccolto la scorsa settimana con la lettera aperta, si era pensato di far finire tutto a tarallucci e vino.
Si sta organizzando una cena, in località e data segreta, fra i sottoscrittori della lettera aperta.
Per il momento aderiscono: la Piaga di Velluto, Quilly, Mbuto, Claudia, qualcuno di Popinga, Lucacecco (che porta due amiche, chissa?). Se vuoi partecipare all'evento, scrivi alla Piaga o a Quilly.

Se non vuoi partecipare all'evento perderai l'occasione di conoscere un branco di perfetti sconosciuti.




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 01, 2008 13:34 | link |
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categorie: cervellati

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