domenica, 29 giugno 2008
I Verdi: "Un nuovo Piano Regolatore".
Il Sindaco: "Prima finite quello vecchio".
I Verdi chiedono un nuovo Piano Regolatore. E, viste le possibilità di ottenerlo, lo fanno nel posto più appropriato: il convento delle Grazie.
Un mini-convegno su un nuovo Piano Regolatore per Senigallia è stata l'ennesima occasione per mettere troppa carne al fuoco, parlare di tutto lo scibile esistente e perdere di vista l'oggetto principale. Che era il Piano Regolatore.
Agricoltura ragionevole, nuove tecnologie, idrografia etica, diritti del paesaggio, ricerca energetica, mobilità alternativa, archeologia consapevole, tutti gli argomenti sul tavolo in un arco temporale di sei ore, in un afoso venerdì di giugno e con un meteo burlone che ci aveva promesso una rinfrescata.
Incapace di coraggio, ho fatto una scelta vigliacca e ho raggiunto il convegno dopo cena, sulla tavola rotonda. Più che rotonda, rettangolare, dato che eravamo ospiti di un buio corridoio del chiostro, in un precario esercizio di austerità che ho trovato consono allo stato attuale dei Verdi e della Sinistra in generale.
Quello che era successo in precedenza l'ho letto sul Corriere Adriatico tra ieri e oggi, due mezze pagine che confermano la quantità degli argomenti trattati. In realtà gran parte dello spazio e dell'interesse se lo è portato via il professor Bertolini, con un excursus storico sui Piani Regolatori della città, promuovendo quello del 1931 e bocciando quello del 1975.
Personalmente ritengo il terremoto del 1930 il migliore urbanista che ci sia stato a Senigallia, perchè ha aperto delle strade nella zona di Viale Carducci, soffocata da tutti i suoi edifici ordinati come soldatini e perchè ci ha consegnato la spianata del quartiere Piano Regolatore 1931, la zona più bella della città.
Il Piano del 1975, adottato per forza, era già vecchio e superato dagli eventi nel 1976, l'unica previsione che ha azzeccato è quella relativa all'imponente patrimonio immobiliare che si voleva raggiungere: oggi abbiamo 8-10.000 appartamenti vuoti e sfitti, un numero in continua crescita, mentre l'immigrazione dalle campagne alla città che il PRG 1975 prevedeva, e che avrebbe fatto raggiungere a Senigallia una popolazione di oltre 100.000 abitanti, si è trasformata in immigrazione dalla città ai comuni vicini, a causa dei prezzi stellari degli appartamenti.
Un PRG che indicava con accuratezza tutte le aree di completamento della città e le zone di espansione, senza curarsi di mobilità e qualità della vita, questioni che sono emerse in seguito e che oggi rendono un nuovo Piano indifferibile.
Un Piano che abbia come estensore non solo un architetto, ma anche un sociologo, un esperto di mobilità e di nuove tecnologie, perchè un PRG oggi non deve solo regolamentare l'edilizia, ma curare infrastrutture e sistemi, logistica e servizi, perchè, anche se non si posa un solo mattone, Senigallia ha bisogno di strutturarsi e completarsi, riacquistare un tessuto di residenti e di attività produttive. E trascurare quella maledetta economia immobiliarista deviata che ci ha trasformato in una città di affittacamere.
Mobilità, problema casa, aree verdi, qualità della vita e della progettazione, sono tutte questioni emerse nel dibattito, per voce del Gruppo Società Ambiente, il MeetUp, il Mezza Canaja, il Movimento Lento Ciclabile, l'Associazione Confluenze e il Comitato Versus Complanare. Tutti segnali che sono emersi dalla base civica a cui i Verdi fanno riferimento. Segnali che non dovrebbero passare inosservati.
Il più grande
sabato, 28 giugno 2008
L'Ente Provincia ha le ore contate
L'abolizione delle Provincie ultima frontiera della modernità. Dove la politica ha voluto fallire, preferendo il perpetuarsi di utili incarichi politici, ci provano i cittadini. Che falliranno ugualmente, ma vuoi mettere la soddisfazione d'aver lanciato un segnale?
Nel pomeriggio di oggi, sabato 28 e di domani, domenica 29, dalle ore 16 alle ore 20, in Piazza Saffi, una squadra di bloggers senigalliesi allestirà un banchetto di raccolta firme per una legge d'iniziativa popolare finalizzata alla soppressione delle Provincie.
La notizia in sè non è devastante: tutti sembrano volere la soppressione di questo inutile Ente, a destra e a sinistra si fanno calcoli su quanto risparmieremmo in termini di burocrazia, logistica e rappresentanza politica. Le cifre si avvicinano a quelle di una Finanziaria di quelle toste (15-20 miliardi di Euro) ottenuta gratuitamente e senza sacrifici da parte del cittadino, del lavoratore, dello studente e dell'anziano. Dicono che Gratis sia morto, ma in questo caso non è vero.
La politica non riesce ad intraprendere un credibile percorso di avvicinamento a questa riforma, in realtà l'Ente Provincia è un'istituzione utile per collocare a riposo politici trombati, mezze calzette e giovani che devono farsi le ossa ma che non hanno futuro.
Tenere in piedi un Ente governato dalla politica per asfaltare e tenere in sicurezza alcune strade, fare la manutenzione delle scuole superiori, controllare i cacciatori e pulire i corsi d'acqua, è una di quelle cose che ci distingue in Europa, da dove ci guardano come se fossimo scimmie dello zoo.
La Provincia non ha poteri legislativi, al massimo può emettere ordinanze o delibere, farti la multa se l'accesso di casa tua sulla strada non è in ordine o se hai abbattuto cinque merli invece dei prescritti quattro. Far gestire tutte queste attività (per cui servono geometri, operai e guardiacaccia) dalla politica non ha alcun senso, è sufficiente trasferire le competenze alla Regione o ai Comuni, che sono perfettamente in grado di far fronte.
Fra le tante iniziative di Tremonti, vi era un abbozzo di razionalizzazione delle Provincie, il taglio di quelle che hanno le aree metropolitane (Roma, Milano, Napoli ecc.) e lo stop all'istituzione di quelle nuove (numerose le città candidate che voglio mettere le mani nel piatto) per raggiungere un consistente risparmio di risorse pubbliche. E soprattutto per intraprendere un percorso virtuoso che, Finanziaria dopo Finanziaria, smembri questa fonte di sprechi. Missione fallita quella dell'economista delle Alpi, ma non ci potevamo aspettare molto da uno che tassa banche e petrolieri con il preavviso di tre mesi, presta i soldi all'Alitalia invece di venderla al mercato nero e reintroduce la tessera annonaria di povertà.
Tornando alla Provincia, qui trovate le delibere dell'ultimo anno della Giunta Provinciale di Ancona. I grandi temi globali delle rotatorie stradali, delle aste fluviali, delle lottizzazioni e dei ripopolamenti ittici vengono dibattuti politicamente qui e non altrove, ma non chiedetevi se una rotatoria può essere di destra o di sinistra, perchè è circolare, abbraccia tutte le posizioni. E se una cosa non può avere connotazioni politiche, non si vede cosa c'entri la politica.
Soltanto ieri la Presidente Casagrande Esposto prospettava alla Giunta di Senigallia l'auspicabile spostamento della linea ferroviaria adriatica, un cavallo di battaglia che tira fuori nelle occasioni che contano. Già due anni fa ne parlava. A suo avviso, lo spostamento della ferrovia ha buone possibilità di essere realizzato, si veda lo spostamento dell'asse ferroviario di Falconara. Ma si veda anche che se deraglia un treno in mezzo alla raffineria di Falconara, la relativa palla di fuoco potrebbe arrivare in Croazia o a Rimini, mentre se deraglia un treno a Senigallia investe il salotto di qualcuno, falcia gli ombrelloni dei bagni Bruna e finisce in mare.
E le FFSS, se non hanno insormontabili problemi di sicurezza non si muovono. Per loro è sufficiente spostare la linea a Falconara e chiudere i passaggi a livello per ottenere lo standard di sicurezza e accedere a fondi e finanziamenti. Ma affermare che si chiede lo spostamento della ferrovia fa fino e non impegna, quasi quanto chiedere la pace nel mondo.
Firmiamo fiduciosi per l'abolizione delle Provincie. Anche il meteo è favorevole, la giornata è nuvolosa e l'umidità è intorno al 300%. Una cappa oppressiva, più o meno come l'Ente Provincia.
Ulteriori informazioni qui.
Un anno fa sulla Piaga di Velluto: Provincia Spa , un contributo di idee rimasto lettera morta.
giovedì, 26 giugno 2008
Zapatero in finale
Europei: la Spagna vola alto e va in finale. Sconfitta la Russia per 3-0.
Fredda reazione di Putin: "Ci faremo valere altrove". Chiuso il gasdotto siberiano mentre il petrolio schizza a trecento dollari al litro.
Per festeggiare Zapatero vara una legge che consente la procreazione assistita alle suore conviventi. Deboli proteste nel mondo cattolico: "Aspettiamo almeno la finale".
Telefonata di congratulazioni di Berlusconi al collega spagnolo. Il contenuto della conversazione è già a disposizione delle migliori Procure.
Una triste Italia licenzia Donadoni, sembra certo il ritorno di Lippi, ma si affaccia l'ipotesi Giovanni Rana, sponsorizzato da Bossi: "E' un uomo del Nord-est che saprà ben rappresentarci nel mondo".
Licenziato in tronco Salvatore Bagni. I suoi commenti distraggono gli arbitri, spaventano i giocatori e fanno crollare gli ascolti. Al suo posto un colonnello dei Carabinieri. "La gente ha bisogno di sicurezza dove meno te lo aspetti" è stato il commento di Maroni.
lunedì, 23 giugno 2008
Estate seri
La Piaga di Velluto è in ferie, l'ondata di gran caldo miete vittime ovunque, figuriamoci cosa può fare di un blogger da strapazzo.
Ciò non toglie che quando la Luisa mi invia un pezzo, le rotative ripartono alla grande.
SIAMO TUTTI CRIMINALI?
di Luisa Del Grande
Questa mattina sono andata alla Banca delle Marche, la sede centrale, quella, per intenderci, splendidamente insediata in piazza del Duca. Ci tengo a precisare che non è la mia banca, ma quella di mia madre, infatti ero andata per svolgere una commissione per lei.
Ora, all'ingresso, MI SONO STATE PRESE LE IMPRONTE DIGITALI!!! Una voce metallica e ostile mi ha comunicato, una volta chiusa dentro la bussola, che se volevo entrare in banca, dovevo appoggiare il mio personalissimo pollice su uno scanner con luce rossa per il rilevamento. Nulla da eccepire sulla tecnologia, degna della serie televisiva CSI. Alle mie rimostranze, una volta entrata e schedata, un personale asettico e bene addestrato mi ha riferito che è per la sicurezza.
La sicurezza di chi? Considerando la Cirio, la Parmalat, i bond argentini, i mutui americani, i derivati, Geronzi, Fazio, Unipol, Banca di Lodi, qui se c'è qualcuno che deve chiedere le impronte per la propria sicurezza, ebbene quella sono io! Ora non mi verrete a dire che si può sventare una rapina con una semplice impronta digitale. Si potrà risalire al rapinatore, ma per quello bastano le telecamere perché se il signore è schedato lo si rintraccia, se il signore non è schedato anche una impronta digitale serve a poco. Non che io sia contraria all'utilizzo delle impronte digitali, tutt'altro. Dispostissima a farmi prendere le impronte digitali in nome della sicurezza dello Stato, ma devono essere le forze dell'ordine a farlo, non una banca.
Una volta avuta la mia impronta, associarla con il mio volto e il mio nome è un gioco da ragazzi, la banca in questione si sta creando un personalissimo archivio dati tramite la schedatura di tutti i clienti e non clienti che hanno la sventura di entrare in quella struttura. E il Garante della Privacy dov'è? Forse a Rapallo tra cene e qualche ballo? Lo Stato mi ha dato un documento, si chiama CARTA DI IDENTITA', i signori della banca possono chiedermela se vogliono accertare chi sono, ma le impronte digitali non sono una loro competenza. Un po' come il discorso delle intercettazioni: non ho nessun problema se mi intercetta un giudice, io non ho niente da nascondere, ma se mi intercetta Tronchetti Provera della Telecom allora la faccenda è diversa.
Ci sono organismi che devono avere il compito di indagare, intercettare, schedare, ma sono agli ordini dello Stato e non possono essere sostituiti da aziende private con fini poco chiari. Se tra i lettori di questo blog c'è qualcuno esperto di leggi o di Costituzione, vorrei sapere le mie rimostranze sono fondate o se sono io che sono troppo sensibile su certi argomenti tipo la libertà personale e cosette simili.
Ah! Tanto per intenderci, la mia banca è Banca Etica, vi comunico che ora anche a Senigallia c'è un banchiere che svolge tutte le funzioni bancarie, ovviamente tutte... tranne quella di prendervi le impronte digitali!
Che dire di questa novità? Io, per non sapere nè leggere e nè scrivere mi sono andato a rispolverare un Bucchi d'annata:

martedì, 10 giugno 2008
Europei, ma non per tutti
Secca sconfitta degli Azzurri con l'Olanda: 3-0, segna anche Van Basten.
Donadoni: "Sconfitta bruciante, non ci sono scusanti: l'erba era scivolosa".
Pacato commento di Berlusconi: "Umiliazione per l'Italia, la Svizzera dovrebbe fare ammenda, raccogliere le sue cose e uscire dalla UE".
Clamorosa protesta anti CT degli esclusi, De Rossi, Cassano e Del Piero. Dopo il fischio finale hanno giocato per venti minuti da soli, perdendo ugualmente 2 a 0.
Per gli appassionati: rivedere Van Basten, una gioia appena mitigata dalle tre legnate che ci ha rifilato.
sabato, 07 giugno 2008
Complanare Civica si ferma qui
La raccolta firme per la petizione Complanare Civica non si farà. I motivi sono vari, fra cui un disinteresse complessivo della Città sulla problematica, la nascita del Comitato Versus Complanare le cui istanze hanno il diritto di precedenza e una generale carenza d'informazioni sulla Complanare a cui non potrebbe rimediare nemmeno la CNN.
Ultimo motivo di fondo è che perdere non piace a nessuno e raccogliere trecento firme sarebbe una sconfitta.
La petizione la pubblico qui: ha già raggiunto i Consiglieri Alessandro Cicconi Massi e Roberto Mancini, il Vicesindaco Ceresoni e un altro centinaio di persone. Molti hanno mostrato interesse e, pur fra qualche distinguo, adesione. Per un successo occorrevano il doppio delle adesioni e almeno duemila firme, cose dell'altro mondo.
Oggetto: Petizione Cittadina
La Città di Senigallia nel contesto dei lavori previsti per la costruzione della terza corsia dell'Autostrada A14, ha proposto ed ottenuto la costruzione di una strada affiancata all'A14, la Complanare, finalizzata all'alleggerimento del traffico urbano e di attraversamento, che attualmente coinvolge il centro abitato del capoluogo.
La costruzione di tale Opera comporterà un notevole danno ambientale in due quartieri della città che saranno attraversati dalla Complanare, Borgo Cortellone e Borgo Ribeca.
La grande maggioranza dei cittadini è consapevole del fatto che la Complanare rappresenterà una valida soluzione al problema del traffico, ma è ugualmente consapevole che tale soluzione porterà dei problemi in due quartieri della città, ai cui abitanti è richiesto un enorme sacrificio, in termini ambientali ed economici, considerata la mole e l'invasività dei lavori previsti.
Alla luce di queste considerazioni, i sottoscritti cittadini richiedono che si adottino le seguenti misure atte a ridurre l'impatto della Complanare sui due quartieri:
1) la trasformazione di una vasta area di circa 7.000 mq fra via Camposanto Vecchio e via XXVIII Settembre in parco urbano, a parziale risarcimento dei danni ambientali subiti dal quartiere di Borgo Coltellone.
L'acquisizione del terreno, che il PRG classifica come edificabile, dovrà essere fatta con idonei meccanismi urbanistici. Quest'area è l'ultimo lembo di terra libero in una zona che negli ultimi venti anni ha visto una disordinata e pesante espansione edilizia;
2) l'istituzione di una variante urbanistica nelle aree di Borgo Ribeca e Borgo Coltellone in cui si ponga uno stop alla costruzione di nuovi edifici nelle aree di completamento per i prossimi dieci anni.
I due quartieri, sommersi dalla speculazione edilizia, avranno dieci anni di tregua per consolidarsi con infrastrutture e servizi. Ovviamente saranno ammesse le ristrutturazioni e i piccoli interventi. Se le due aree dovessero essere comprese nella Variante Corinaldese, se ne richiede lo stralcio per l'introduzione della variante di moratoria;
3) l'istituzione di una Commissione tecnico - amministrativa per la valutazione dei danni che saranno subiti dai residenti nelle loro proprietà.
La costruzione della Complanare comporterà delle gigantesche opere di ancoraggio sotterranee per la galleria artificiale, pesanti ed invasivi lavori di stabilizzazione su via Po e sbancamenti con mezzi d'opera di grandi dimensioni. Buona parte del patrimonio edilizio dei due quartieri è vetusto e costruito con materiali poveri: questa Commissione, composta da tecnici del ramo, introdurrà una tutela tecnico-legale unica e trasparente nei confronti dei cittadini che dovessero essere danneggiati. Tutti i cittadini danneggiati nelle loro proprietà dovranno avere una tutela legale minima garantita dal Comune;
4) la riqualificazione e la regolarizzazione di via Cupetta in tutta la sua lunghezza, dall'Area Verde di Borgo Ribeca a via Camposanto Vecchio.
Da tempo i residenti lamentano la pericolosità di quella che, col tempo, da stradina di campagna si è trasformata in strada urbana di grande traffico, un bypass per le ore di punta. Priva di marciapiedi e parcheggi e poco illuminata, è divenuta una delle strade più pericolose della città;
5) la sistemazione della rete fognaria delle acque piovane di Borgo Ribeca.
Da anni i cittadini del Borgo lamentano degli allagamenti in occasione dei violenti acquazzoni, perchè la rete fognaria su via Corinaldese è rimasta sottodimensionata con il Borgo che ha triplicato le sue dimensioni;
6) la piantumazione di idonee essenze arboree nell'area antistante il depuratore.
Si tratta di un'area di circa 5.000 mq, non edificabile, in cui l'intervento richiesto rappresenterebbe un efficace filtro alle emissioni maleodoranti del depuratore e costituirebbe un valido contrasto alle emissioni del traffico veicolare;
7) il vincolo di non edificabilità sulle strade di supporto alla Complanare che verranno costruite.
A Senigallia è prassi diffusa che ad ogni nuova strada si accompagni una lottizzazione. Parallela a via Po è prevista la costruzione di una strada lunga circa 500 metri per l'accesso all'area artigianale esistente. Che questa strada (o altre) non diventino l'occasione per fare nuove speculazioni edilizie.
domenica, 01 giugno 2008
Pensieri sparsi sul Cervellati
Il Consiglio Grande fa il suo esordio a Senigallia. Subito emerge la prima istanza della Città: mancano le sedie. Lo dice il termine stesso, quando un Consiglio è grande, anche il luogo che lo ospita deve esserlo.
L'aula del Consiglio Comunale è stata teatro l'altro giorno del Consiglio Grande sul Piano Cervellati. Circa centocinquanta cittadini hanno partecipato, in una sala che per due terzi è destinata ad ospitare quaranta persone soltanto, i membri della Giunta e i Consiglieri.
Il risultato sono state due ore in piedi per i più sfortunati, con i commessi comunali che si ingegnavano a trovare sedie ovunque, arrivando ad offrirmi una di quelle cardinalizie nella Sala della Giunta, troppo comode, io sono uno che russa e avrei disturbato la seduta. L'istituzione del Consiglio Grande risale al 1991, ma quello di giovedì scorso era un esordio assoluto, al punto che il suo regolamento è ancora provvisorio.
Chiedere ad una città che cosa ne pensa del Piano Particolareggiato del Centro Storico e chiedergli di farlo in fretta è impresa improba. Ai ventidue relatori iscritti sono stati assegnati dieci minuti di tempo, qualcuno ha sfondato il limite alla grande, qualcun altro è stato dentro ai tempi, ma per quello che aveva da dire gli bastavano tre minuti. Il risultato è stato un grandissimo interesse per i primi (diciamo) dieci interventi e un interesse vago e di circostanza per i restanti. Anche perchè una buona parte degli interventi verteva sulla crisi economica strisciante e sulla necessità di rivitalizzare un Centro Storico un po' malconcio, fatto di vasche e mojito, di happy hours e partite a calcetto dei bambini in piazza del Duca, ma poco altro.
Il motivo è presto detto: il Piano Cervellati si presta ad un grandissimo equivoco, quello di essere considerato uno strumento politico - economico per il rilancio del Centro Storico di Senigallia. Nulla di più sbagliato: il Piano Cervellati è uno strumento tecnico - urbanistico per il governo edilizio del Centro Storico. Uno strumento che esalta la monumentalità e l'importanza di una città turistica che affonda le sue radici dal '500 al '700 e che attua un recupero di questa tradizione nella facciata di opere pubbliche (piazza Manni, Foro Annonario, ma non piazza del Duca) ma che nell'edilizia di tutti i giorni se ne dimentica, lasciando vuoti e sfitti, destinati alla locazione estiva, centinaia di appartamenti in palazzi fatiscenti il cui recupero è oneroso ed antieconomico.
Questo equivoco nasce da un vuoto, che si crede di poter riempire con il Piano Cervellati: quello nascosto nella programmazione economica della città, quello che consente l'edilizia di rapina ma non gli incentivi al recupero, quello che, mentre noi ci scannavamo per avere il Cityper appena fuori le mura storiche, a Fano e Jesi ha consentito un convincente recupero edilizio del Centro Storico. A metà degli anni '90 nel centro storico di Fano si contavano oltre quaranta cantieri di immobili in ristrutturazione. A Jesi, negli anni '80 è partita una poderosa campagna di incentivi che ha consentito il recupero (scoordinato e puntuale quanto volete) di un gran numero di immobili.
Mentre le nostre ultime Amministrazioni si dilettano con i "recuperi di pregio", "gli assi d'intervento", le "ricuciture", la "città di lungo corso", le altre città avevano già attuato un recupero diffuso e condiviso ed ora pensano ad altro. Noi, concentrati sul nostro ombelico, siamo ancora indecisi se pensare che una città turistica debba avere un Centro Storico degno di questo nome o debba avere una tangenziale che ci porti dal Duomo alla Rocca in un minuto con aree di parcheggio davanti ai negozi più interessanti.
Guardiamoci in giro: quando facciamo i turisti ci piacciono i Centri Storici pedonali, non quelli aperti al traffico e con le auto buttate su ogni piano orizzontale.
Fidiamoci del Piano Cervellati, adottiamolo, emendiamo l'insensato colpo di testa della riedificazione di piazza Simoncelli e sulla privatizzazione di Palazzo Gherardi. Si può fare benissimo, senza cassare tutto il Piano, come ha proposto di fare il Coordinamento Civico. Chiudiamo un occhio sull'altra riedificazione del Rione Porto, che è una zona a rischio idrogeologico 1, impossibile la riedificazione di edifici, e adottiamo tutto il resto.
Cervellati ha visto giusto: abbiamo un bel centro storico, se lo facciamo più bello rispondiamo alla vocazione turistica che dovrebbe caratterizzarci. Lo sviluppo economico lasciamolo ad altre proposte, il Piano Cervellati non c'entra niente.
Superati dalla realtà
"La satira oggi funziona meno" è l'amara conclusione di Corrado Guzzanti, il più grande comico (?) italiano vivente, nell'intervista a pagina 50 di Repubblica.
"Non c'è nulla d'eversivo, rara è l'efficacia. I fatti e le personalità politiche sono così eclatanti che rincorrerli con la parodia è meno forte di quello che fanno già loro."
Come non dargli ragione quando leggi del Vicesindaco di Treviso, Gentilini, che dichiara guerra ai cani di razza non italiana?
O quando il Ministro della Difesa Ignazio La Russa propone i campi estivi militari per i giovani?
Perchè, vigliacchi noi, lo abbiamo sdoganato, altrimenti avrei detto che vuole rifondare gli Avanguardisti. Ma sono ancora in tempo.