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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


domenica, 31 agosto 2008

Da Niccolò Rossi, esponente cittadino di Forza Italia, ricevo, con preghiera di pubblicazione, il testo della petizione di protesta contro l'abbattimento dei sedici pini in via Bari.

RACCOLTA FIRME CONTRO L’INGIUSTIFICATO ABBATTIMENTO DI ALBERATURE NELLE STRADE DI SENIGALLIA


Il giorno 4 agosto 2008 i cittadini di Via Bari sono stati svegliati dal rumore della motoseghe degli operai del Comune che stavano abbattendo tutti gli alberi presenti ai lati della strada. Una fatto di estrema gravità per le seguenti ragioni:

1)  Non era necessario abbattere tutte le piante, visto che il Dottor Agronomo incaricato dal Comune per verificare la salute e la stabilità delle essenze arboree, nella sua perizia, aveva prescritto l’abbattimento di solo 6 alberi su un totale di 16 presenti nella strada.

2)  L’amministrazione comunale, che oggi invia ai residenti una tardiva lettera di giustificazione, non ha mai discusso ed aperto un confronto con i residenti sulla possibilità del rifacimento del manto stradale e dell’eventualità dell’abbattimento delle alberature.

3)  I cittadini non sono stati nemmeno adeguatamente avvisati che si stavano per effettuare lavori di abbattimento o sistemazione della strada. Insomma il Comune di Senigallia ha adottato la tecnica del blitz per evitare qualsiasi protesta o osservazione contraria. Non possiamo accettare questo comportamento! Ed oggi, anche se il danno, totalmente irreparabile, è stato già compiuto, con questa raccolta di firme vogliamo:

1)  Esprimere tutto il nostro dissenso e la nostra indignazione per una decisione arbitraria ed ingiustificata, frutto di un atteggiamento autoritario assunto dall’amministrazione comunale.

2)  Chiedere all’Amministrazione Comunale di fermare qualsiasi ulteriore azione di taglio di alberature presenti ai lati delle strade urbane ed extraurbane della nostra città.

3)  Chiedere che il Comune ogniqualvolta vi sia la necessità di procedere all’abbattimento di alberi, compia una adeguata informazione a tutti i cittadini ed apra un effettivo e reale dibattito per trovare le soluzioni condivise e dal minor impatto ambientale.


scarica il modulo della petizione in PDF

Una sola domanda per il momento affolla la mia testolina: perchè per la riqualificazione di via Marche gli alberi sono stati tutelati, creando un gioiello cittadino con strada a senso unico, marciapiede pedociclabile ampio e funzionale e alberature imponenti, mentre in via Bari, una traversa di via Marche, gli alberi sono stati abbattuti proprio per tutelare strada e marciapiedi?

Quale delle due scelte è sbagliata, quella di via Marche o quella di via Bari? Quante possono essere le scelte che fa l'Amministrazione Comunale sul verde urbano?

la Piaga di Velluto ha già trattato l'argomento qui
sul taglio degli alberi in via Bari trovate altre informazioni qui

via Bari oggi
(putroppo non abbiamo la foto di prima del taglio)




staccato da: Maddeche alle ore agosto 31, 2008 10:27 | link |
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categorie: politica, senigallia, misfatteria varia

venerdì, 29 agosto 2008

La strage di Sant'Agostino

La città torna lentamente alla normalità dopo l'approvazione del Piano Cervellati. Le truppe ONU sono riuscite ad entrare in piazza Simoncelli, garantito il normale svolgimento della Fiera.
Dopo due giorni di clandestinità torna in edicola il Corriere Adriatico, con una redazione tutta nuova, una scolaresca della Pascoli.

Ancora focolai di guerriglia a Cesano e alle Saline, dove la popolazione è senza viveri per effetto di un'ordinanza del Sindaco che vieta di dar da mangiare al Consigliere Paradisi. Una videocassetta del Consigliere Mancini istiga alla rivolta le popolazioni di Borgo Bicchia e Vallone. Bombardata la collina del Cavallo, suo ultimo nascondiglio accertato.

Il comandante dei Caschi Blu: "Il teatro delle operazioni si va stabilizzando, presto avremo i gruppi tribali ad un tavolo di concertazione. Potranno presentare mozioni sotto l'egida ONU".


Settimana di sangue per Senigallia, l'approvazione del Piano Cervellati ha scatenato rancori e faide latenti, in un momento molto delicato per l'economia cittadina, quello della Fiera, che fortunatamente non ha risentito eccessivamente delle tensioni scatenate. Gruppi organizzati di Assessori e Consiglieri di Maggioranza hanno avviato una caccia all'uomo nelle frazioni minori, alla ricerca degli ultimi Consiglieri d'Opposizione rimasti in libertà.
Si teme per la sorte di un gruppo di turisti olandesi, che in cambio di denaro hanno tentato di portare le quattro mozioni di Mancini alla redazione del Corriere Adriatico di Fano. Bloccati e perquisiti alla Cesanella, sono attualmente detenuti nella cioccolateria del Maestrale e minacciati dalla carie.

In centro città la situazione si è stabilizzata nelle prime ore della giornata odierna, i Caschi Blu hanno occupato piazza Simoncelli, dopo furiosi combattimenti con un'impresa edile che aveva già iniziato la ricostruzione dell'Ex Ghetto.
La redazione del Corriere Adriatico è stata riaperta sotto la tutela ONU e potrà stampare una pagina locale, diffusa dalle edicole del centro.
Palazzo Gherardi, la cui demolizione era questione di ore, è stato sminato e dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Nella notte si dovrebbe raggiungere un accordo anche con il gruppo di architetti sbandati e senza scrupoli che lo hanno occupato per farne il progetto di riqualificazione.

Se la situazione nel nord della città si è stabilizzata, al quartiere Saline e a Marzocca regna il caos. Pulsioni e tensioni ancestrali sono venute a galla mettendo in difficoltà gli osservatori internazionali dislocati nell'area. Un gruppo di pensionati ancora attivi ha preso d'assalto il supermercato della COOP, rivendicando la restituzione di tutte le monete messe nel carrello negli ultimi dieci anni. Si tratta di parecchi milioni di Euro, ma il potente gruppo finanziario emiliano ha risolto la crisi promettendo l'introduzione della Carta d'Argento e della raccolta punti anche per i carrelli della spesa.

Nella zona smilitarizzata della pista d'atletica Mauro Guenci si è inaugurato da solo la nuova pista di pattinaggio realizzando subito quattro record mondiali. L'omologazione dei record è questione di ore, nell'attesa il vulcanico campione ha iniziato il giro del Tibet in pattini che toccherà tutti i quattordici "ottomila" in ordine alfabetico. "Porterò la mia solidarietà ai nepalesi"  ha dichiarato prima di partire "e gli regalerò la maglia con cui ho realizzato il record del giro del Molise in pattini".

Marzocca è tornata indipendente, nella cittadina balneare sono state indette le elezioni amministrative e sono stati avviati gemellaggi con Marzocchetta e Marcianella. "Un atto unilaterale che condanniamo fermamente"  ha dichiarato il Sindaco Luana Angeloni, dallo Studio Ovale della Rotonda "le istanze della cittadinanza vanno discusse in Consiglio Comunale, il luogo della mediazione e della partecipazione. Chi non è d'accordo può anche accomodarsi, la porta è quella".


staccato da: Maddeche alle ore agosto 29, 2008 18:57 | link |
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categorie: cronaca vera, senigallia

giovedì, 28 agosto 2008

Mozioni in fascia protetta

Espulsa in malo modo dal Consiglio Comunale, la discussione sul Piano Cervellati può continuare sulla Piaga di Velluto, in fascia protetta.
E si parte con uno scoop: in esclusiva pubblichiamo le quattro mozioni del Consigliere Mancini (PRC), quelle che hanno terrorizzato Sindaco e Maggioranza.
I lettori più sensibili ed impressionabili si fermino qui.


Mozione nr. 1 - Riedificazioni al Rione Porto

Commento: il Piano Cervellati prevede la ricostruzione di alcuni edifici al Rione Porto (viale Carducci e traverse) demoliti dopo il terremoto del 1930. Il fine è quello di recuperare il "netto storico"  del Cervellati, la città consolidata della metà del XIX secolo, desunta dalle sue ricerche cartografiche e dalla sua corrispondenza privata con Pio IX.

La ricostruzione degli edifici comporterà la chiusura di due vie del quartiere, via Corfù e via Narente, che da ottant'anni compongono il tessuto urbano del Rione Porto, fatto di strade, stradine, slarghi, piazzette e vicoli. Il quartiere è ormai consolidato, imporre il "netto storico" rappresenta un mero esercizio di ortodossia urbanistica.

Forse unico fra i Consiglieri, Mancini si è accorto del non trascurabile dettaglio che il Rione Porto è classificato dalla Regione come zona a rischio idrogeologico massimo (rischio 4) condizione che dovrebbe vietare la costruzione di nuovi immobili. Quella che a prima vista sembra una topica, è stata giustificata dal Cervellati con la convinzione che opere infrastrutturali successive (vasche di espansione ed altro) abbassino l'indice di rischio dell'area.
In genere le infrastrutture non sono necessarie per abbassare il rischio: anche la zona di via Tevere era a rischio 4, ma una variante apposita ha consentito ugualmente la nascita di un piccolo quartiere. Il Rione Porto è finito sott'acqua nel 1949 e nel 1976, il rischio idrogeologico è tutt'altro che aleatorio.

La mozione propone di eliminare dal Piano Particolareggiato la previsione di riedificazioni relative alla sola via Corfù e di avviare un percorso di partecipazione alle scelte con i residenti del quartiere.

Scarica la mozione in PDF

Altri dettagli sulla riedificazione del Rione Porto

Mozione nr. 2 - per la riqualificazione di piazza Simoncelli

Commento: la riedificazione dell'ex Ghetto ebraico di piazza Simoncelli è uno dei punti più controversi e dibattuti del Piano Cervellati. Tutti i protagonisti della vita pubblica (partiti, sindacati, associazioni, studiosi, cittadini) hanno espresso una loro posizione in merito, nella stragrande maggioranza contraria alla riedificazione.
Altro punto fermo del "netto storico" del Cervellati, che qui assume le caratteristiche di pertinace ricerca storica e retorica, la riedificazione dell'ex Ghetto, ha col tempo assunto le sembianze di un intervento di speculazione edilizia, complici una serie di equivoci sulla proprietà di Palazzo Gherardi, ancora proprietà comunale, e sulla sua presunta vendita all'asta, mai nettamente (e convincentemente) negata dall'Amministrazione Comunale.

Anche il Cervellati ha candidamente ammesso di aver classificato il pubblico palazzo come proprietà privata, su errate indicazioni dell'Ufficio Urbanistica, che, in quanto ufficio, non ha un nome e un cognome. E tantomeno responsabilità.

La Piaga di Velluto ha pubblicato un avveniristico progetto (elaborato dal suo centro studi), in cui Palazzo Gherardi ed ex Ghetto diventano un unico supercondominio di lusso, con i garage direttamente sotto piazza Simoncelli. Un'ipotesi costruttiva tutt'altro che peregrina.

La mozione, dopo aver ricordato gli usi civici di piazza Simoncelli (solo chi non vive a Senigallia può considerarla un "vuoto urbanistico") fra cui parcheggio, mercato, mostre e fiera, chiede che venga avviato un progetto di riqualificazione della piazza, lasciandola di pubblico utilizzo. Pensate solo a dove potremmo parcheggiare le macchine del Summer Jamboree.

Scarica la mozione in PDF

Mozione nr. 3 - destinazione culturale di Palazzo Gherardi

Commento: anche la destinazione di Palazzo Gherardi ex sede del liceo Classico Perticari, ha scatenato il dibattito cittadino. Sulla cartografia a corredo del Piano Cervellati il palazzo è classificato come proprietà privata, pur essendo ancora pubblico ed oggetto di un lascito testamentario del conte Gherardi, finalizzato ad utilizzi educativi. Il palazzo (circa 2000 mq) è oggetto di appetiti immobiliari. Una parte, dove si trovava la vecchia sede del PCI, è già stata venduta ad un chiacchierato gruppo immobiliar - sanitario, con una operazione che ha fatto sussurrare allo scandalo. Sussurrare perchè la querela sull'argomento potrebbe essere istantanea e tranciante.

Numerose le proposte per trasformarlo in un polo culturale, fra cui quella del Gruppo Società e Ambiente, che proponeva di utilizzare una parte degli oneri di urbanizzazione derivanti dall'area ex Sacelit per ristrutturare il palazzo, in posizione importante e centrale, lasciando all'area fronte mare (oggetto di faraoniche destinazioni culturali) un ruolo più marginale.

Nella mozione si richiede di dichiarare il palazzo come patrimonio indisponibile della città, di modificare la sua classificazione da "privato" a "specialistico - civile" e di destinare parte dell'edificio a museo permanente dedicato a Mario Giacomelli, neanche sembra che Senigallia sia la sua città natale. A Corinaldo per Maria Goretti hanno fatto molto di più.

Scarica la mozione in PDF

Mozione nr. 4 - sostegno alla residenzialità popolare nel Centro Storico

Commento: uno degli obiettivi del Piano Cervellati, forse il più trascurato dall'autore in successivi interventi, è quello del ripopolamento del Centro Storico, la cui popolazione residente assomma a sole 2000 unità. Il Centro Storico si va spopolando, un trend che sembra irreversibile, siamo passati dai seimila abitanti degli anni '50 ai duemila scarsi di oggi. Il Centro Storico è ricco di case abbandonate o fatiscenti, destinate alla locazione estiva o completamente sfitte.

Neanche un sociologo alcolizzato vi dirà mai che per ribaltare il trend basta la buona volontà o l'impeccabile analisi dell'urbanista di grido. Ripopolare il Centro Storico significa metter mano agli incentivi per il recupero degli alloggi, che gli stessi alloggi devono avere caratteristiche popolari ed economiche, vincolati alla residenzialità permanente, ad evitare che si coprano d'oro affittacamere estivi.

Lo stesso ERAP potrebbe essere coinvolto: a Senigallia si sta distinguendo per la costruzione delle Torri Gemelle in piazza d'Armi (con soli 16 appartamenti) per la cancellazione di un'area verde alla Cesanella (44 appartamenti) e per il tentativo abortito di trasformare la Tribù dei Piedi Neri (villa Aosta) in un esperimento architettonico, coinvolgendo nelle spese quarantatrè piccoli proprietari che hanno lavorato una vita per pemettersi una casa decente e che non hanno alcuna vocazione per l'architettura.

La mozione propone che il 50% delle nuove aree edificabili del Centro Storico siano destinati ad edilizia residenziale pubblica, intervento dell'ERAP o ad edilizia agevolata per le prime abitazioni, impegnando la Giunta ad attuare un programma di attuazione fattivo e fattibile, senza esperimenti.

Scarica la mozione in PDF

Per concludere: scusate la lunghezza dell'articolo, ma sulla Piaga di Velluto non cè nessuno che ci dice di "smammare".




staccato da: Maddeche alle ore agosto 28, 2008 19:38 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, senigallia

mercoledì, 27 agosto 2008

Il contributo di Roberto Curzi

Il Consigliere dei Verdi Roberto Curzi ha lasciato un commento, articolato ma sintetico, sugli atti politici che hanno preceduto la seduta del Consiglio Comunale di ieri.
Come è successo altre volte il suo è un contributo utile a far chiarezza, al contrario delle fontane di retorica che si sono aperte nei vari comunicati stampa che hanno affollato il web ieri sera.
La sua scelta di commentare sulla Piaga di Velluto mi lusinga, non capisco perchè continui a farlo, probabilmente per stare fuori dalla canizza dei comunicati stampa, in cui dozzine di Consiglieri si sono affollati per dire la loro, con esiti spesso contrastanti.

Va bene che questo blog non è un organo informativo e quindi la cosidetta "proprietà intellettuale" è del suo curatore, ma l'ho sempre trovato interessante, disincantato e portatore di elementi di conoscenza reale, non così oggi e mi dispiace, questo resonto al di la delle sfumature satiriche racconta un'altra giornata, non quella vissuta ieri in consiglio.

Ci sono dei precedenti che vanno messi in fila.
Il venti luglio durante la conferenza dei capigruppo il presidente propone una data per la discussione del piano verso la fine dello stesso mese.
L'opposizione dice no, ci vuole piu tempo per approfondire la pratica e comunque va discussa come unico punto all'ordine del giorno perchè la pratica è complessa (ricordo che è in discussione in 2° commissione dalla fine di gennaio).
Il presidente si riserva la decisione e alla fine opta per il rinvio.
Alla successiva Conferenza dei Capigruppo si propone la data del 26 agosto, la maggioranza apppoggia la proposta, per la minoranza non va bene e non si spiega tutta questa fretta. Il presidente si riserva di decidere e alla fine invia le convocazione per il 26 con il piano come unico agomento in discussione.
Fatto questo, come molti di noi e di voi si prende qualche giorno di ferie.

Durante tale periodo il Vice Cameruccio convoca una nuova conferenza utilizzando l' articolo del regolamento che gli attribuisce le funzioni di presidente in assenza del titolare e informa che (guarda il caso) sono giunte in questi giorni 7 mozioni da discutere in consiglio a firma di consiglieri della minoranza.
La maggioranza conferma la propria posizione, la minoranza ritiene le mozioni propedeutiche all'approvazione del piano, il presidente vicario si riserva la decisione.
Alla fine arriva la nuova convocazione che fa slittare la discussione del piano al punto 8 dell'odg. (in pratica come minimo dopo la fiera), decisione legittimata dal regolamento anche se a mio avviso politicamente scorretta.

Arriviamo alla giornata del 26, la maggioranza propone l'anticipo della discussione del piano come il regolamento consente, e lo vota.
Ma la minoranza (non tutta) non ci sta e impedisce il proseguimento della seduta, lo fa la mattina e alla ripresa dei lavori, il pomeriggio, lo fa con le urla e con i megafoni.
Alla fine la maggioranza non può fare altro che fare la maggioranza e vota la pratica così come è, riunciando ai numerosi emendamenti preparati, alla discussione in aula e alle motivazioni del voto.
Ora la domanda è: Chi ha impedito lo svolgimento del processo democratico? rispondete come credete.

Per finire qualche flash sulla giornata:
Note positive
1) Il piano è stato adottato, avremo modo in fase osservazione di migliorarne alcuni aspetti accogliendo le questioni che in questi mesi la città ci ha posto
2) La non partecipazione alla deriva eversiva dell'opposizioni di alcune persone che stimo e rispetto.
 
Note negative;
1)L'offesa fatta all'aula del consiglio e alla città
2)L'aria pesante che scesa sul consiglio, speriamo di poterla migliorare con l'aiuto di tutti
3)Gli eccessi e i moti di violenza, verbale e non, che non sono mai giustificabili

Note comiche;
1)Il capitombolo di Mangialardi
2)Gabriele Cameruccio, uomo mite e in generale persona seria con il megafono i mano come fossimo allo stadio
3) Il Dott. Massaccesi che fa il gesto dell'ombrello al sindaco, ma lui è un vero genio,una istituzione, per carità non me lo toccate.

Scusate per l'invadenza.

Roberto Curzi - Consigliere Comunale dei Verdi

 

staccato da: Maddeche alle ore agosto 27, 2008 12:36 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, senigallia

martedì, 26 agosto 2008

Clamoroso al Comunale

Fra insulti e aggressioni la Maggioranza si approva addosso il Piano Cervellati. Negato ogni esercizio di democrazia, sfiorata la rissa, insultata l'Opposizione, aggredita una troupe della CNN, intervenuti i Vigili Urbani. Tutto questo per approvare il Piano che dovrebbe fare più bella la nostra città. Impresa ardua, dopo quello che abbiamo visto oggi.

Che la discussione del Piano Cervellati non fosse una seduta tranquilla del Consiglio Comunale lo si era capito di prima mattina, quando la maggioranza con un colpo di mano ha ribaltato l'ordine del giorno della seduta, mettendo la discussione di mozioni ed emendamenti all'ultimo punto dell'ordine del giorno.

Memori dei nove secondi per ogni intervento concessi nel marzo scorso per l'approvazione della Variante Arceviese, i Consiglieri di Opposizione hanno iniziato subito a protestare, intralciando lo svolgimento della seduta e utilizzando un megafono, nel vano tentativo di far discutere mozioni ed emendamenti al Piano o almeno di intralciare lo svolgimento della seduta.

Con bulgara sicumera la Maggioranza ha proseguito il suo cammino, limitandosi agli adempimenti minimi previsti per la discussione in aula, cercando di portare a casa il risultato, l'approvazione del Piano senza se e senza ma.

Dopo quattro anni di riposo in un cassetto, il Piano Cervellati è stato approvato in una manciata di ore, con sedici voti favorevoli sui sedici necessari (compreso quello del Consigliere Monachesi) e un assurdo esercizio di autocrazia, che ha trasformato la Sala Consiliare in una palestra per buttafuori, quando l'Assessore Volpini, un mite e sportivo medico di famiglia, ha travolto i suoi colleghi di Giunta per aggredire fisicamente il Consigliere Cicconi Massi, reo di utilizzare il megafono per disturbare la votazione.

Immediatamente si è scatenato il finimondo fra i banchi, con insulti pesantissimi fra le parti a cui ha partecipato anche il Sindaco, che è andata ad insultare il Consigliere Mancini in un violento alterco a cui voleva porre rimedio l'Assessore Volpini, tentando di aggredire anche il Consigliere di Rifondazione. Volpini è stato portato via a forza, mentre in aula si sono visti i Vigili Urbani, in formazione antisommossa. Una cosa che non succedeva dal novembre 2006, con l'incursione del Mezza Canaja in Consiglio.

Già, il Mezza Canaja, li hanno massacrati per un vigile urbano caduto a terra, oggi a finire per terra è stato Mangialardi, travolto da Volpini, chissà se nei prossimi giorni ci sarà un comunicato stampa di condanna per l'episodio.

Il Piano Cervellati è approvato, tutto quello che si è tentato di dire in questi mesi su piazza Simoncelli, Rione Porto e Palazzo Gherardi è diventato carta straccia. Persino un primo esperimento di trasparenza e partecipazione, la pubblicazione del Piano online, non è servita a nulla. Dozzine di comunicati stampa emessi da associazioni, partiti, sindacati, studiosi e comuni cittadini si sono persi durante una sciagurata seduta del Consiglio in cui ha vinto il più forte, come nella giungla.

Potevano stupirci con effetti normali, ma ancora una volta non ci sono riusciti.


Di seguito pubblico l'immediato comunicato stampa che mi è pervenuto dal Consigliere Mancini, sulla Piaga di Velluto c'è posto per tutti, senza prendersi a sediate:

Senigallia, 26 agosto 2008. 

DICHIARAZIONE 

Potremmo definire “arrogantocrazia” quanto abbiamo oggi visto in Consiglio Comunale, dove è stata rappresentata una nuova puntata di una azione di governo sempre più basata sull’arroganza e la prepotenza.

Le mozioni su Palazzo Gherardi, Piazza Simoncelli, Rione Porto e case popolari, da me presentate, che nell’ordine del giorno precedevano la discussione del Piano Cervellati  e che sarebbero state utili e qualificanti per il Piano stesso (verso il quale non siamo in toto contrari), con un colpo di mano della maggioranza sono state rinviate a fine seduta, annullando così la loro efficacia e mortificando il contributo che con esse il Consiglio, l’opposizione ed il sottoscritto avrebbero potuto esprimere.

E’ seguito poi un gran parapiglia, durante il quale le opposizioni (me compreso) hanno protestato con forza e la maggioranza ha provveduto ad approvare senza discussione alcuna o emendamenti il Piano (con pure due tentativi di aggressione verso i consiglieri di minoranza Cicconi Massi e me da parte dell’assessore Volpini, mentre il Sindaco apostrofava chi non era d’accordo con lei col titolo di “fascisti” e “squadristi”).

Così, al di là di alcuni aspetti positivi del Piano, la maggioranza ha votato di costruire, tra l’altro, un palazzo in Piazza Simoncelli e di riempire con appartamenti tutti i “vuoti” che oggi sono le vie traverse del Rione Porto e, inoltre, di destinare Palazzo Gherardi alla residenza e di lasciare il tutto nelle mani del mercato, che è libero – come si sa – solo per chi ha tanto denaro.

Certamente una maggioranza, una Giunta ed un Sindaco, che non hanno la capacità di sostenere un confronto di idee su questi temi sono certamente arrivati alla frutta anche perché, non discutendo, impediscono che si manifesti l’ampio dissenso vivo nella maggioranza stessa.

Mentre un sindaco in genere dovrebbe essere il garante della democrazia di tutti i cittadini, a Senigallia abbiamo questo Sindaco che esprime solo una parte del suo partito e della sua maggioranza.

E’ ora che vada a casa.

Roberto Mancini




staccato da: Maddeche alle ore agosto 26, 2008 19:09 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, centro storico, senigallia, cervellati, clamoroso al comunale

domenica, 24 agosto 2008

Per una volta Ilvo Diamanti su Repubblica non parla di partiti, sondaggi e intenzioni di voto.

Parla di urbanistica. Tutto da leggere. Poi farsi un giretto alla Striscia di Gaza - Cesano e vedere se non ha ragione.


staccato da: Maddeche alle ore agosto 24, 2008 11:03 | link |
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sabato, 23 agosto 2008

"Le borghesie urbane sono sempre più di sinistra. E i ceti popolari sono sempre più di destra. Ogni tanto mi chiedo se non sto frequentando troppi giornalisti, professori, urbanisti, architetti, scrittori. Avrei bisogno di frequentare idraulici".

Da non perdere, l'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Michele Serra.



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venerdì, 22 agosto 2008

Economia & Mercati

Aspettando Milano Expo 2015

Innovazione e risparmio: alla Fiera Campionaria presentata la prima centrale nucleare a protoni invertiti, che trasforma le scorie nucleari in prodotti per la casa e il giardinaggio.
Gregorini: "Passi da gigante anche nel comparto bomboloni".
Ceresoni:"Viabilità in tilt, risultato sorprendente, in forse la Fiera di Sant'Agostino".

La 18ª edizione della Fiera Campionaria di Senigallia si apre all'insegna dell'innovazione e dell'high tech, al servizio della casa e delle aziende. Dopo alcuni anni sottotono, la manifestazione rompe gli indugi e presenta una serie di innovative soluzioni per la vita di tutti i giorni, fra cui la già citata centrale nucleare condominiale, la piscina asciutta, ottenuta per mezzo di un ologramma, che consente un notevole risparmio d'acqua e il condizionatore invernale, per stare freschi in casa anche quando fuori nevica.

Anche l'offerta culturale della Fiera è di grande livello: si è aperta la caccia all'ultima edizione del Testo Romagnolo, rilegato in brossura e illustrato da Forattini, best seller di riferimento di ogni fine estate. Il percorso culturale si dipanerà anche nella gastronomia, con il ristorante kafkiano, dall'imbarazzante ed ermetico menù e la Taverna di Emingway, specialità carne africana, dove l'avventore dovrà abbattere la sua ordinazione a fucilate.

"Nella gastronomia siamo all'avanguardia" ha commentato Silverio Mesturini, general manager dell'area nord della Fiera "primi al mondo abbiamo il fast food equo e solidale"  un'anteprima assoluta che il giovane manager svela con malcelato orgoglio "dove il cibo viene preparato nei paesi di origine e spedito per posta aerea, basta solo ordinarlo qualche giorno prima". Anche nel segmento di mercato del bombolone si preparano grandi novità: "Grazie al nuovo olio OGM di coltivazione biocompatibile, saranno sufficienti soltanto 800 grammi di bombolone e due bicchieri di Cointreau per ottenere un incremento delle fibre Actinen-A, quelle che hanno consentito a Bolt i suoi straordinari primati in atletica leggera".


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categorie: cronaca vera, senigallia

mercoledì, 20 agosto 2008

Grand Hotel Fagiùlin



La Piaga di Velluto ha potuto visionare il progetto ex Sacelit - Italcementi. Un cambiamento epocale per Senigallia, restano poche certezze, la ciminiera e la posizione del mare. Rispettata in pieno la volontà della Città, compresa quella di un hotel a cinque stelle e sette piani, il Fagiùlin, omaggio alla memoria storica del porto.


Nei giorni scorsi è stato ufficialmente presentato il progetto dell'area ex Sacelit-Italcementi, universalmente considerato uno dei motori dello sviluppo prossimo futuro di Senigallia.
La visione integrale del progetto dell'Architetto Portoghesi è per il momento destinata ad un pubblico d'elite, albergatori, categorie economiche e sindacati.

Una copia del progetto è giunta in maniera del tutto fortuita presso la redazione della Piaga di Velluto, perchè una sua presentazione è avvenuta durante un incontro conviviale al ristorante della Lega Navale e le ventiquattro tavole che compongono il progetto sono state simpaticamente usate per servire le orate al cartoccio, un'attenzione in più che ha riscosso un notevole successo.

Successivamente la copia del progetto è finita nella frazione organica dei rifiuti e, grazie agli accordi di collaborazione esistenti fra la Piaga di Velluto ed il CIR33 (ci inoltrano tutti i documenti interessanti che trovano tra i rifiuti),  ha potuto raggiungere il terrazzo della redazione per un indispensabile periodo di decantazione e spurgo.

La visione del progetto è una delizia per gli occhi: è tutto estremamente dettagliato, sono persino indicati i prezzi minimi delle consumazioni nei bar e le tariffe del baby park. Pur in un quadro di estrema linearità e semplicità, alcune scelte architettoniche del progettista sembrano affrettate ed illogiche e saranno sicuramente oggetto di successive rettifiche. Salta subito agli occhi la scelta di posizionare l'ippodromo accanto all'impianto di tiro al piattello, con al centro il kamikaze  dell'Acqua Park con funzione di separatore. Una scelta adottata per evitare lo spostamento della linea ferroviaria e l'interramento della vecchia darsena. La rinuncia al cinodromo è stata la conseguenza di questi compromessi, un punto dolente del progetto.

I centottanta appartamenti previsti nell'intervento saranno in realtà pochi, un nuovo concetto dell'abitare si farà strada a Senigallia, quello dell'extreme modularity, la flessibilità portata all'estremo. Doppi servizi che non si possono usare contemporaneamente, garage a targhe alterne, balconi con vista condivisa e vani cucina con angolo cottura, ottenuti ricavando uno scomparto nel portoncino d'ingresso.

Una serie di soluzioni avveniristiche che consentiranno di ottenere un impatto ambientale degli appartamenti praticamente nullo durante la stagione invernale, con una favorevole media ponderale dell'impatto su tutto l'arco dell'anno solare, lasciando irrisolta la questione dell'ora legale, durante la quale gli appartamenti dovranno essere lasciati vuoti e puliti.

Anche le soluzioni adottate per il centro culturale multifunzionale saranno all'avanguardia: scartata la banale ipotesi della sala bingo con test d'ingresso in cultura generale, i progettisti hanno introdotto un nuovo concetto di spazio culturale dove il pubblico diventa protagonista ed interprete. Ad esempio il teatro avrà dieci posti a sedere e un palcoscenico in grado di contenere cinquemila persone. Lo spazio espositivo sarà privo di ingressi, lasciando che l'immaginazione del visitatore crei liberamente tendenze, stili e nuove forme d'arte. Sull'onda dell'arrembante Nothing Art  newyorkese, si supera la fase di presentazione dell'opera d'arte per arrivare direttamente al buffet, vero motivo d'interesse.

La sfida dell'intervento sull'area Sacelit - Italcementi si muoverà secondo queste linee, ora la parola passa alla città, che dovrà mostrarsi capace di accettarla. Non è il momento di scappare, anche perchè da una parte c'è il mare, dall'altra c'è la ferrovia e in mezzo c'è un hotel che ha prezzi proibitivi.

la vecchia sede dell'Hotel Fagiùlin a Marina Vecchia



staccato da: Maddeche alle ore agosto 20, 2008 06:49 | link |
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sabato, 16 agosto 2008

Farò outing: il Summer Jamboree mi sta sui coglioni.

La città mi diventa impraticabile, provo disagio per i figuranti e quello che era un fenomeno culturale di nicchia è diventato una carnevalata.

Mio nipote: "Le ragazze escono di casa soltanto per sfilare, cosa che fanno tutto l'anno, ma durante il Summer Jamboree prima di farci all'amore le devi smontare".

La città si riempe di coglioni che per esprimere personalità devono mettersi un pezzo di ferro con le ruote sotto al culo.

So bene che è una cosa che fa bene al turismo, ecc., ecc., ma io appartengo a una categoria che vede nel turista una minaccia. Non me ne vanto ma nemmeno me ne vergogno.


staccato da: Maddeche alle ore agosto 16, 2008 18:12 | link |
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venerdì, 15 agosto 2008

Il Mezza Canaja occupa la Ex-GIL.

Conflitto istituzionale o ricerca di una nuova sede?

Messo a soqquadro l'Ufficio Urbanistica: sottratte tutte le concessioni edilizie, si ferma l'economia cittadina. La Cesanella sparisce
dalle carte geografiche, Marzocca ottiene l'indipendenza.

Polemiche sull'ordine pubblico, la Polizia
si giustifica: "Dal Comune hanno chiesto un nostro intervento al palazzo della Nuova Gioventù e nessuno di noi sapeva dove fosse".


Nella mattinata di ieri una delegazione del centro sociale Mezza Canaja ha fatto una pacifica irruzione negli uffici comunali della Ex-GIL.
Gli uffici sono stati ispezionati a lungo e al termine della visita si è svolto un breve incontro fra il proprietario dell'immobile, l'Assessore Mangialardi e il portavoce del centro sociale, Nicola Mancini.

"Come sede è prestigiosa e centralissima"  ha commentato Mancini al termine dell'incontro "ma la proprietà ci ha chiesto di subentrare anche nelle pendenze, due milioni di Euro, una cifra che non possiamo permetterci". Una decisione irrevocabile, si direbbe, ma l'Amministrazione Comunale è ancora possibilista: "Il Mezza Canaja è una realtà in espansione"  ha dichiarato Mangialardi "ma questi ragazzi hanno bisogno di visibilità e di una sede prestigiosa, centrale. Vedrete che troveremo un accordo".

Il sopralluogo alla Ex-GIL è stato anche l'occasione per protestare contro la speculazione edilizia e le politiche della casa del Comune di Senigallia.
I ragazzi del Mezza Canaja hanno trattato l'argomento in un breve dibattito con gli impiegati dell'Ufficio Urbanistica, che hanno dato le dimissioni in massa e hanno avviato una cooperativa di autocostruzione, rilasciandosi una concessione edilizia per la costruzione di quattrocento appartamenti al Cesano.

La delegazione del Mezza Canaja ha lasciato il palazzo della Ex-GIL alle ore 11 e ha pacificamente aderito al mercato cittadino del giovedì, l'unica espressione popolare che trova d'accordo tutta la città.



altre foto le trovate qui e qui


staccato da: Maddeche alle ore agosto 15, 2008 06:46 | link |
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categorie: edilizia, cronaca vera, senigallia

giovedì, 14 agosto 2008

Un corteo di mezza estate

Il Comitato Versus Complanare non va in ferie e invade pacificamente la città. Un buon successo di partecipazione, circa trecento persone, che hanno sfilato da Borgo Ribeca a Piazza Roma. Accoppiate inedite: Rifondazione con Mezza Canaja e metà Coordinamento Civico, Marcantoni e Corinaldesi.

Prime conquiste del Comitato: per mezz'ora abbiamo avuto via Po e via Rossini senza traffico in pieno giorno, una cosa che non accadeva da cinquant'anni.



il corteo sfila in Via Rossini

Supportato da un grande dispiego di uomini e di mezzi dal CSOA Mezza Canaja, il Comitato Versus Complanare e non solo... ha portato in piazza Roma trecento manifestanti con l'unico intento di fermare l'attuale progetto della Complanare.

il corteo sfila in via Po

Diverse le motivazioni degli aderenti, ma tutte contro la Complanare. Oltre al blocco dell'attuale progetto richiesto dal Comitato, abbiamo il riavvicinamento alla base sociale espresso dal nuovo corso di Rifondazione Comunista e la severa critica alle scelte che hanno portato alla Complanare, espressa ieri da Fabrizio Marcantoni.

L'appoggio alle istanze presentate dai comitati cittadini del CSOA Mezza Canaja, completano il quadro di una manifestazione che l'Amministrazione farebbe bene a non sottovalutare, ad evitare che il malumore espresso scateni una guerra fra poveri dei cittadini, fra i favorevoli e i contrari alla Complanare, tutti vittime di cinquant'anni di scelte urbanistiche sbagliate.

Errori per cui nessuno ha mai chiesto scusa alla cittadinanza e che hanno portato a una scelta che potrebbe rivelarsi un ennesimo errore: costruire una strada dove nelle altre città si aprirebbe una pista ciclabile, perchè i problemi di mobilità li hanno risolti in altro modo.

Mancini (PRC) e Marcantoni (Coordinamento Civico)
adesioni trasversali

il corteo alla rotatoria dell'Ospedale

il corteo sfila in via Rossini

il raduno finale in piazza Roma, di fronte al Municipio

comunque vada c'è un risultato:
via Po deserta in pieno giorno



staccato da: Maddeche alle ore agosto 14, 2008 00:28 | link |
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categorie: senigallia, vita cittadina, complanare

domenica, 10 agosto 2008

Polizze ad personam

Il Comune di Senigallia si assicura contro gli errori amministrativi. E' il panico in Borsa, si prevede un lunedì nero, con il crollo degli assicurativi e dei bancari. Tremonti: "Una jattura, li avevamo pregati di non farlo, siamo già in recessione".

La Giunta Angeloni fa quadrato: "Non avevamo scelta, la polizza prevedeva una card con sconti per palestre e cinema, un'offerta irripetibile".

La protesta dei pensionati, con un minuto di silenzio durante la vigilanza dei cantieri: "A noi contribuenti chi ci assicura?".

La notizia della polizza cautelativa del Comune di Senigallia per gli errori amministrativi ha fatto rapidamente il giro della città, tramite il passaparola, l'organo d'informazione ufficiale dei senigalliesi.

In realtà una polizza di Responsabilità Civile viene stipulata tutti gli anni dal Comune di Senigallia, a tutela di amministratori, Consiglieri Comunali e funzionari che ne fanno richiesta.
L'importo del premio assicurativo complessivo varia da 4.000 a 7.000 Euro circa, è a carico dei beneficiari e viene anticipato dal Comune di Senigallia, per evitare che si debba fare una colletta e poi c'è sempre quello che non ha gli spiccioli.

Quella di assicurare i propri dipendenti contro gli errori amministrativi e contabili è una prassi perfettamente giustificabile e piuttosto diffusa, sia nel pubblico che nel privato. Un geometra che guadagna 1.500 Euro al mese è ugualmente in grado di compiere errori per migliaia di Euro e ha pienamente diritto a tutelarsi.

La novità di quest'anno è l'assenza della determina del Dirigente fra i documenti pubblicati sul sito online comunale.
Nel comunicato stampa del Coordinamento Civico si parla di una polizza responsabilità amministrativa contabile colpa grave, mentre nel sito web comunale è riportata (solo il titolo, non il testo) una determina (la nr. 2008/000718 del 27/06/2008) riguardante il "premio polizza R.C. patrimoniale - COLPA LIEVE - amministratori e dipendenti - periodo 30/06/2008 - 30/06/2009 - MARSH SPA Roma.

La differenza sta fra quella "colpa lieve" e quella "colpa grave", e nel fatto che se c'è un'altra determina del Dirigente (quella "grave") non è riportata sul sito web comunale, una cosa che accade con una certa frequenza.

Nel caso che questa determina esista, e, come afferma il Coordinamento Civico, in gran parte sarà a carico del Comune, sarà interessante vedere l'ammontare del premio. Ovvero quantificare in soldoni la differenza fra una piccola cazzata e una grossa cazzata.

La consultazione di atti e delibere nel sito web comunale è un'attività non semplicissima. Se vi interessa potete iniziare da qui e poi seguire il vostro istinto da internauti. Vi troverete in un mondo fatto di delibere di Giunta, ordinanze, determine e verbali del Consiglio Comunale.
Qualche volta si possono fare degli scoop soltanto leggendo una delibera di Giunta ignorata da tutti. Quando si ricordano di pubblicarla.


staccato da: Maddeche alle ore agosto 10, 2008 10:39 | link |
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categorie: cronaca vera, senigallia

sabato, 09 agosto 2008

Tutti in ferie tranne i boscaioli

L'Assessorato alle Devastazioni colpisce ancora: trasformare un'opera utile e meritoria, la riqualificazione di una strada, in un insensato scempio di alberi e nella fiera della motosega.

Mangialardi: "Certe decisioni sono dolorose ma necessarie e conviene prenderle quando sono tutti in ferie. Occhio non vede, cuore non duole".

Via Bari, zona Piano Regolatore, non sarà più la stessa per decenni. Ha perso i suoi splendidi alberi, abbattuti da un branco di incompetenti che non hanno voglia di trovare soluzioni.

Un altro pezzo di Senigallia che ci lascia, altre persone che dovrebbero tornare a far danni a casa loro. Una volta c'erano i Verdi per queste cose, non che facessero molto, ma ora siamo completamente senza difese.


Il quartiere del Piano Regolatore ha due caratteristiche, è la zona più tranquilla della città ed è quella con le alberature più imponenti, un autentico patrimonio cittadino che andrebbe salvaguardato e tutelato.


La riqualificazione di via Marche, eseguita due anni fa, aveva rappresentato un ottimo compromesso fra la salvaguardia delle alberature e la costruzione di un ampio marciapiede ciclabile, lasciando alle auto il transito in senso unico. La via è percorsa continuamente da pedoni e ciclisti e anche i bambini vanno a scuola in tutta sicurezza. Sembra di stare in Svezia.

via Marche

L'esperienza positiva non è servita a nulla: qualche giorno fa una banda di teppisti (non c'è altra definizione, mentre li cercano in spiaggia loro colpiscono altrove) prezzolati dall'Ufficio Tecnico comunale, ha raso al suolo tutti gli alberi di via Bari, ben sedici pini di grandi dimensioni, dispensatori di ombra e frescura, ossigeno e bellezza.

via Bari dopo il taglio degli alberi

Le persone povere di spirito considerano gli alberi del Piano Regolatore una calamità: le radici spaccano i marciapiedi, l'asfalto si deforma e la strada si riempe di buche. La risposta dell'Amministrazione è ondivaga, non c'è nessuna programmazione sul patrimonio del verde urbano, le decisioni si prendono di volta in volta, dipende da chi si trova nella stanza dei bottoni in quel momento.

E in questo momento nella stanza dei bottoni c'è il maschio alfa  della Giunta, Maurizio Mangialardi, l'uomo che seppellisce progetti e pianificazioni sotto colate di cemento, taglia dubbi ed obiezioni con la motosega e si riunisce soltanto con il suo cellulare, l'unico contatto che ha con la Città.
Da più parti viene indicato come il futuro Sindaco di Senigallia.
Dio ce ne scampi, vale anche per i non credenti.

Una parziale riqualificazione di via Pescara (parallela di via Bari) ha tutelato e messo in sicurezza gli alberi, tagliando le radici superficiali e ricostruendo i marciapiedi danneggiati. La foto di via Pescara ci consente di vedere come doveva presentarsi via Bari prima della strage di alberi.

via Pescara, parzialmente riqualificata tutelando gli alberi
così doveva essere via Bari, prima dello scempio

La riqualificazione di via Marche, dopo una lunga e dolorosa trattativa con il Gruppo Società ed Ambiente, ha salvaguardato gli alberi e ora la strada si presenta come un fiore all'occhiello della città.

Ma nel caso di via Bari si è preferito agire di nascosto, un rapido taglio secco in pieno agosto, quando siamo tutti distratti dalle ferie, nell'illusione che i cittadini in transito non si accorgessero di nulla, tutti presi ad evitare le buche su strade e marciapiedi.
La scelta del taglio secco è stata presa sicuramente per motivi di cassa: il lavoro di riqualificazione si semplifica, si pianteranno nuovi e stentati alberelli (che negli anni richiederanno centinaia di ore di lavoro per le necessarie cure) e fra trent'anni via Bari tornerà come l'originale. Non ci resta che stare a vedere, ma intanto mandiamoli tutti a casa. Così, sulla fiducia.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 09, 2008 08:12 | link |
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mercoledì, 06 agosto 2008


Candle for Tibet

http://www.candle4tibet.org/
la più grande protesta luminosa del mondo a Senigallia

Giovedì 7 agosto a partire dalle ore 20.30 davanti alla Rotonda a Mare di Senigallia, in Piazzale della Libertà, veglia pubblica in solidarietà del popolo tibetano.


Senigallia, insieme a Roma, Milano, Trieste e Vicenza, in Italia, sarà uno dei numerosissimi luoghi al mondo in cui persone sensibili al tema dei diritti umani si incontreranno liberamente e pacificamente per accendere le candele che porteranno con sé in segno di protesta contro la violazione dei diritti umani in Tibet (l'elenco delle località nel mondo dove si terranno veglie pubbliche:  http://www.candle4tibet.org/en/vigils).

La vigilia dell'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino sarà l'occasione per manifestare tutti insieme con una veglia collettiva che si terrà in contemporanea con il resto del mondo: l'accensione generale delle candele è prevista per le 21 ora locale.

Si prevede che non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

I bloggers senigalliesi credono fortemente in questa iniziativa, per questo hanno deciso di portarla a Senigallia.

Confidiamo nella partecipazione della cittadinanza e degli ospiti della città di Senigallia.

Chi non potrà partecipare alla veglia pubblica è invitato comunque ad accendere una candela il 7 agosto alle 21, ora locale.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 06, 2008 20:58 | link |
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categorie: senigallia

lunedì, 04 agosto 2008

Una questione di misura

La protesta degli ambulanti in spiaggia: "Quel carretto è troppo basso, posso vendere solo minigonne".
Una passeggiata in riva al mare per vedere come funziona il commercio ambulante, croce e delizia della spiaggia.
Una cronaca molto parziale: conosco gente che va al mare solo per fare shopping e una posizione iperlegalista non sarebbe tollerata.

Il 2008 è l'anno della tolleranza zero. Ma solo a Senigallia.
Bouzekri: "A Giulianova e Jesolo puoi portare un carretto grosso come una roulotte, qui a Senigallia qualcosa di molto simile al carrello del supermercato".


L'altro giorno l'invito di Mohamed Malih, autore di Stracomunitari è stato stringente: "Gli ambulanti sono in rivolta, non li fanno lavorare, i controlli sono continui, tutti i vigili con il metro che vanno a prendere le misure ai carretti e fioccano le multe. Vogliamo organizzare un incontro con l'Amministrazione per cambiare qualcosa". Il mio tradizionale realismo mi ha portato subito ad avvisarlo che siamo ad agosto, il Paese è chiuso per ferie e l'unica cosa che può cambiare ad agosto è il meteo, da sereno a temporali sparsi.

Ma l'occasione è utile per  fare un giro sul bagnasciuga e vedere gli ambulanti al lavoro, l'anno scorso lo volevo fare da solo un giretto, se mi accompagna Mohamed perdo meno tempo con le presentazioni.

Quest'anno il Comune di Senigallia ha voluto fare le cose in grande con gli ambulanti: regolamentazione, controlli, misure per i carretti e grande movimento, devono spostarsi ogni volta che fanno una vendita.
Le misure del carretto sono il problema principale: concordate fra il Comune, un legale rappresentante degli ambulanti e un venditore di biancheria, prevedono un carretto lungo 150 cm, largo 100 cm e alto 110 cm. Il problema è l'altezza, i vestiti appesi al bordo del carretto finiscono tra la sabbia e si rovinano, spostare un carretto con cinquanta vestiti appesi è problematico e si finisce per diventare stanziali. Vendere solo minigonne può essere una soluzione, ma si perde il mercato delle vecchie babbione.

Bouzekri con il suo carretto quasi a norma

Nessun tipo di copertura può essere applicato al carretto: i vestiti rimangono al sole per tutto il giorno e si scolorano, senza neanche vedere la lavatrice. Gran parte dei carretti sono irregolari, fuorimisura, e ho potuto fotografare quello che mi è stato indicato come il carretto prototipo da spiaggia: alto un metro e ottanta e con il tettuccio. La merce non si rovina, l'ambulante è contento e applica gli sconti.

il prototipo di "carretto perfetto" secondo gli ambulanti

La multa prevista per il carretto irregolare è di oltre mille Euro, ma Mohamed è onesto e me lo dice: quasi nessuno la paga. Qualche giorno fa i vigili hanno fatto un blitz a Marina Nuova per prendere le misure ai carretti, consentendo a qualche abusivo senza carretto una rapida fuga. La spiegazione di Khalid è presto detta: "Il sequestro della merce è operazione lunga e complicata, i vigili preferiscono prendere le misure ai carretti, che non scappano di sicuro". Khalid mi mostra la sua multa e si dice convinto di pagarla "entro 60 giorni". Il carretto di Khalid ha quattro prolunghe che lo rendono alto qualche decimetro in più: "la settimana scorsa non sono stato abbastanza svelto e mi hanno multato. Ci vorrebbe un sistema per alzare e abbassare con una leva, chissà...".

Fra gli ambulanti vi sono due toscani che frequentano Senigallia dal dopoguerra. Non li disturbo più di tanto perchè hanno da fare, vendono biancheria e c'è gente che viene in spiaggia per farsi il corredo: "Questo è l'anno peggiore che io ricordi, ci stanno facendo la guerra, se non ci vogliono più lo dicano, troviamo un'altra città, la gente è con noi".

ambulanti toscani, veterani di Senigallia

Già la gente, gli stessi che sbraitano per la legalità a tutti i costi e che quando vanno in spiaggia diventano pecorelle, ma con la borsa tarocca di Prada. Sono dozzine di persone, di fronte al bar Cesare, ci sono quattro carretti che fanno affari d'oro. Tre - quattromila Euro al mese di guadagno, d'estate, poi si sverna in Marocco o in qualche fabbrica a paga sindacale, in attesa che torni di nuovo l'estate.

Altro giro, altra corsa. Marina Vecchia, di fronte all'hotel Bologna, dieci metri di spiaggia libera e quattro ambulanti con carretto, due nella versione base e due nella versione lusso. Qui incontriamo Mustapha, una faccia stranota, un ambulante di quelli con una coscienza di classe ed un curriculum. Il suo carretto è nella versione lusso, alto, cappottina di tela, ruote comfort, manca solo l'aria condizionata.
Mustapha è un decano nel settore, il carretto nella versione base proprio non gli va giù, ci tiene all'immagine, la sua clientela è affezionata ed è disposto ad andare ovunque per portare avanti le sue ragioni: "La merce si rovina, la gente non compra i vestiti sporchi di sabbia o sbiaditi, qui c'è concorrenza, la scelta è tanta, non puoi farti trovare con la roba rovinata".

I controlli ci sono stati? "Sì, sono venuti a misurare, hanno fatto le multe, ma gli abusivi, quelli sfruttati, quelli che vendono roba tarocca non li disturbano, preferiscono multare noi per cinquanta centimetri di carrello in più".
Mustapha ha i modi giusti, l'immagine è impeccabile per lavorare in spiaggia, ma riuscirebbe a vendere con la stessa disinvoltura ferramenta o automobili. Lo nomino testimonial per un filmato su Youtube, sembra che in vita sua non abbia fatto altro.

Nei prossimi giorni è prevista un'iniziativa degli ambulanti sulla questione del commercio in spiaggia. La regolamentazione è partita con grande ritardo, dopo una lunga permanenza in Commissione Consiliare. Ora gli ambulanti cercano di correre ai ripari e di far modificare almeno le misure del carretto, ancora c'è tutto il mese di agosto da fare, il più redditizio, ma se si trovano i vigili in spiaggia tutti i giorni rischiano lo stress e per le signore villeggianti non c'è niente di peggio di un ambulante stressato.

Mustapha al lavoro

un ambulante vecchio stile

alcuni venditori irregolari

un permesso di commercio ambulante
quest'anno ne sono stati rilasciati ottanta

una contravvenzione per carrello fuori misura

Mohamed Malih con Khalid



staccato da: Maddeche alle ore agosto 04, 2008 19:56 | link |
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sabato, 02 agosto 2008

La Complanare?
Un falso mito

La Giunta Angeloni fa a pezzi la Complanare. Da "Opera Strategica per la Mobilità" a "Strada Interquartieri" durante una sola conferenza stampa.

Mangialardi: "Sarà poco più di una strada di campagna, forse non verrà neanche asfaltata". Mea culpa del Sindaco: "Forse non abbiamo saputo comunicare la portata dell'Opera, ma ci stiamo organizzando: il prossimo numero del periodico comunale avrà in allegato un campione di asfalto".


Continua l'opera di trasparenza ed informazione dei blogger senigalliesi. Sul sito di Gaspatcho è disponibile il video integrale della conferenza stampa in cui la Giunta ha presentato l'approvazione definitiva del progetto della Complanare da parte dell'ANAS.
Un lavoro magnifico, ottenuto con una sola telecamera appoggiata ad un tavolo. I praticanti giornalisti prendano nota. Così si lavora.

Un video piuttosto lungo (43 min) che vale la pena di una visione integrale, per apprezzare le straordinarie doti di manipolazione dell'Assessore al Turismo per Caso, Campanile, e la devastante suoneria del suo cellulare.
Anche la corrusca espressione di Mangialardi e Ceresoni (che hanno macinato chilometri fra i residenti dei Borghi nel tentativo di recuperare voti persi) e l'approccio del Sindaco (sempre più insofferente sull'argomento e bisognosa di ferie, dopo una visita al parrucchiere) sono finiti definitivamente nel web.

Ma la visione del video è utile anche per apprezzare la confidenza esistente fra giornalisti ed amministratori (nessun codice deontologico lo vieta, si dirà) e l'assoluta mancanza di domande pertinenti, caratteristica tipica di quasi tutte le conferenze stampa. Nessuno dei giornalisti presenti ha mai visto il progetto della Complanare (questo lo si evince dalle domande) e, pazientemente, Mangialardi ha dovuto riepilogare tutte le uscite previste, una cosa nota già dal dicembre 2006.

L'unica novità rilevante scaturita dalla conferenza stampa sul progetto è che l'accesso all'area artigianale di via Po avverrà direttamente dallo svincolo di uscita per via Po della Complanare. Una modifica aggiunta all'ultimo momento, per evitare la famosa "rampa condominiale" uno dei lati più comici della Complanare, ammesso che ne abbia.
Quella della intersezioni a raso sugli svincoli è una pratica sconsigliata nei manuali di costruzione strade, in alcuni casi vietata, ma stiamo parlando della Complanare, non certo di un'Opera di quelle serie.

Altra novità è stato un declassamento complessivo della Complanare che si è materializzato lentamente durante la conferenza stampa. L'Opera strategica si è via via trasformata in una strada urbana interquartieri, non destinata all'attraversamento della città, ma a distribuire il traffico all'interno di essa. Una strada urbana con il limite di 50 km/h. I membri del Comitato Versus Complanare sono serviti: stanno facendo un gran baccano su quella che sarà poco più di una strada di campagna, simile a via Cellini o alla strada delle Saline. Se lo sapevano prima neanche stendevano i lenzuoli.

In un eccesso di onnipotenza, il Sindaco si è assunta il merito di aver "fortemente voluto"  l'apertura del casello di Montemarciano, nonostante le opposizioni di qualcuno, non meglio identificato. I cittadini di Montemarciano ringrazieranno, ma il fatto che la Variante di Gabella sia già predisposta da dieci anni per accogliere il casello è sfuggito a molti.

Così come è sfuggito a molti (giornalisti compresi) il fatto che la Complanare non interesserà la frazione del Cesano, che continuerà ad avere il traffico sulla Statale e che con solo 1300 metri di Complanare in più avrebbe potuto agevolarsi di un alleggerimento del traffico. Perchè la Complanare non sia prevista nell'unica frazione in cui nessuno avrebbe protestato (non vi sono centri abitati vicino all'A14 al Cesano) resta un bel mistero, un'ipotesi potrebbe essere quella di interessi immobiliari rilevanti fra la ex SCAC e la Striscia di Gaza. Quelli sì che sono "strategici".

La Complanare resta un argomento triste per la città, il comitato Versus Complanare continuerà la sua battaglia, la Giunta Angeloni continuerà per la sua strada, anche a costo di perdere qualche migliaio di voti. La grande maggioranza dei senigalliesi è convinta che l'opera risolverà il problema del traffico e nessuno sembra interessato al sacrificio degli abitanti dei Borghi.
Per risollevarci il morale, ascoltiamo l'ultima domanda della conferenza stampa: "E al nome della nuova strada non ci avete pensato?"  Mangialardi non ha risposto, ma la risposta era facile: "Complanare. Come cazzo vuoi che si chiami?"



staccato da: Maddeche alle ore agosto 02, 2008 12:17 | link |
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categorie: cronaca vera, senigallia, complanare

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