martedì, 30 settembre 2008
Io Penso Positivo
Il bilancio del Comune non corre rischi, i trasferimenti compensativi dallo Stato a Senigallia per i mancati incassi ICI sono una felice realtà.
I derivati americani sono un ottimo investimento e le banche falliscono perchè non si trova più un toner di buona qualità.
La prima affermazione è dell'Assessore al Bilancio del Comune di Senigallia, Michelangelo Guzzonato, in una dichiarazione rilasciata oggi al Corriere Adriatico. La seconda è dell'ufficio finanza globale della Piaga di Velluto.
La dottrina economica di riferimento è la stessa: il Pensa Positivo.
"La partita (fra il Comune di Senigallia e il Governo) è finita pari - rassicura Michelangelo Guzzonato, assessore al Bilancio - il governo ha garantito un trasferimento per coprire i mancati introiti derivanti dall'abolizione dell'ICI sulla prima casa, quindi per il bilancio non cambierà niente da questo punto di vista".
L'edizione di oggi del Corriere Adriatico ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai cittadini in ambasce per il bilancio comunale. Molto più fortunata di Torino, Firenze e di altri 8000 Comuni italiani, Senigallia già gode della seconda rata dei trasferimenti compensativi del Governo per l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, poco meno di un milione di Euro.
Sicuri come i derivati finanziari americani, i soldi sono pronti e la nostra piccola realtà può guardare dall'alto in basso il Presidente dell'ANCI, Dominici, Sindaco di Firenze, ridente cittadina d'arte della Toscana, che il 24 settembre ha rilasciato questa drammatica dichiarazione:
"Senza un correttivo delle prossime ore i Comuni rischiano il fallimento" dopo la notizia di un ennesimo rinvio del Governo al decreto sui trasferimenti compensativi dell'ICI sulla prima casa.
leggi la dichiarazione
O di Chiamparino, Sindaco di Torino, piccola realtà operaia del Nord Ovest (dichiarazione del 29 settembre 2008, ieri):
"Senza un trasferimento dallo Stato corrispettivo in cifre all'Ici sulla prima casa i Comuni rischiano di passare dall'incertezza finanziaria al disastro"
leggi la dichiarazione
Forte delle sue entrature presso il Governo centrale, Guzzonato potrà permettersi anche di rassicurare i suoi colleghi dell'ANCI, che in una riunione del Direttivo dell'associazione, prevista per il 2 ottobre a Roma, hanno messo all'ordine del giorno proprio il mancato trasferimento di fondi dallo Stato per coprire il buco ICI nei bilanci dei Comuni.
La tattica messa in campo da Guzzonato si è rivelata vincente: l'ANCI ha chiesto al Governo una seconda tranche di trasferimenti per una cifra colossale, 1,2 miliardi di Euro per tutti gli 8102 comuni italiani, mentre il Comune di Senigallia ha richiesto soltanto 950.000 Euro per il suo bilancio. In un momento di vacche magre per la finanza pubblica, il Governo ha sicuramente accolto la richiesta di Senigallia e staccato l'assegno, mentre ha deciso di temporeggiare per le esorbitanti richieste di tutti gli altri Comuni italiani.
Ecco il testo integrale delle dichiarazioni di Guzzonato al Corriere Adriatico, non faccio il link perchè funziona raramente, una peculiarità del sito web del Corriere.
(Si noterà che non vi è nessun accenno da parte di Guzzonato alla delibera approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale nel dicembre 2005 -e mai attuata- sulla revisione degli indici catastali, che ci consentirebbe di moltiplicare le entrate ICI delle seconde, terze e quarte case, un risarcimento alla città da parte della speculazione edilizia. Ma siamo fiduciosi, pensiamo positivo).
dal Corriere Adriatico di oggi, 30/09/2008
L’assessore Guzzonato: “Già versata una prima tranche, questa partita si è chiusa in pareggio”
Ici, lo Stato copre il buco. Due milioni al Comune
SENIGALLIA - Lo scoperto da 2 milioni di euro, provocato dai mancati introiti dell'Ici sulla prima casa,verrà rimpiazzato da fondi statali. Nessuna brutta sorpresa quindi per i contribuenti, che non assisteranno ad un aumento di altre imposte per far quadrare il bilancio. Lo Stato ha restituito in parte, e per il resto provvederà quanto prima, la cifra tolta al Comune con l'abolizione dell'Imposta comunale sugli immobili per la prima casa. L'Amministrazione comunale può tirare un sospiro di sollievo e lo stesso potranno fare i senigalliesi, che non dovranno mettere mano al portafogli per nuove richieste che non arriveranno.
“La partita è finita pari - rassicura Michelangelo Guzzonato, assessore al Bilancio -, il governo ha garantito un trasferimento per coprire i mancati introiti derivanti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, quindi per il bilancio non cambierà niente da questo punto di vista”.
Parte dei fondi promessi sono già andati all'incasso. La cifra complessiva ammonta a circa 2 milioni di euro - precisa l'assessore -, a giugno abbiamo già ricevuto una prima trance da circa 950.000 euro e la seconda, dello stesso valore, ci verrà versata nel mese di novembre. Prima dell'abolizione della tassa i contribuenti erano 18.141 con un gettito per le casse comunale di 1.701.000 euro, che saliva a 1.969.000 euro considerando anche i 268.000 euro versati per le pertinenze. Figuravano anche 2.902 casi in cui i contribuenti giovavano di una detrazione superiore all'imposta, per motivi tra loro diversi. La finanziaria del 2008 aveva inoltre previsto, prima del taglio sull'Ici applicato dal governo Berlusconi, un altro assestamento con un abbattimento dell'1,33% sull'imposta per la prima casa.
Per il bilancio del Comune di Senigallia questo avrebbe comportato una perdita di 915.000 euro. Avrebbe, ma così non è stato, perchè la stessa finanziaria prevedeva di restituire la cifra tolta al Comune dai minori introiti. Lo stesso che poi è accaduto con il mancato incasso dell'Ici sulla prima casa. A conti fatti le casse comunali non subiranno contraccolpi da questa manovra che, almeno per l'anno in corso, ha portato un beneficio ai proprietari di un'abitazione. Per il futuro si vedrà. Per quest'anno siamo a posto così - conclude Michelangelo Guzzonato -, per il prossimo anno staremo a vedere. Bisognerà vedere cosa deciderà la nuova finanziaria. Chi continuerà invece a versare l'imposta comunale sugli immobili, anche per la prima casa, saranno i proprietari delle ville di lusso di cui se ne contano 51 nel territorio senigalliese. Tassa che continuerà a pagare ovviamente anche chi possiede più di un'abitazione intestata a proprio nome. Risolta positivamente questa che poteva sembrare una grana, non di poco conto per il Comune, l'assessorato guidato da Guzzonato è adesso al lavoro per impostare il bilancio di previsione per il 2009.
sabato, 27 settembre 2008
Lezioni di democrazia e lezioni di stile
La fotografia più famosa del 2008 è stata utilizzata per tappezzare la città di manifesti. Una scelta vincente, la foto è di straordinaria intensità, il gesto del Sindaco è forte ed emblematico, non privo di una certa geometrica solennità. L'eleganza simmetrica degli arti farebbe la felicità di un ginnasta, gli occhi socchiusi mostrano un'ispirazione superiore o una forza interiore che nessun argomento della Minoranza avrebbe potuto scalfire.
la foto originale di Andrea Cesanelli
Lo sguardo di sfida del Presidente Paradisi sembra rinforzare il gesto, pur astenendosi dal replicarlo, per marcare una diversità culturale che si coglie nei piccoli gesti, quelli che non si fanno. La presenza sullo sfondo di un collaboratore tecnico del Comune, contribuisce ad attualizzare il momento, renderlo vivo, sfumando il perentorio invito del Sindaco in un background urbano, rendendolo un gesto di uso comune, a scuola, nel lavoro, negli affetti. Un piccolo gesto che apre un mondo di sentimenti, che mette a nudo la nostra essenza, al di là di ogni ipocrisia. Un gesto utile, quando non abbiamo tempo per esplicarci e soprattutto quando nulla ci tange degli astanti.
La foto del manifesto è stata un ottimo veicolo mediatico, senz'altro più di cento comunicati stampa. I promotori dell'iniziativa, alcuni gruppi di Opposizione Consiliare, l'hanno resa ancor più efficace, taroccandola leggermente rispetto all'originale, rendendola più immediata e fruibile. Il gesto assume maggior risalto con la cancellazione del soggetto sullo sfondo, facendogli perdere la sua urbana confidenza e il suo background culturale, mentre il Presidente Paradisi assume sembianze minacciose, acquistando parte della massa corporea del soggetto cancellato.
il manifesto dell'Opposizione
il soggetto sullo sfondo è sparito
Anche il resto del manifesto è piuttosto efficace: l'unico appunto si può fare sui puntini di sospensione sulla parola "culo", entrata da tempo nel parlato del Consiglio Comunale.
Il mio grande maestro di giornalismo, Nereo Rincolvati, soleva dire: "La parolaccia va usata per intero, i puntini di sospensione le tolgono forza e credibilità, la fanno sembrare l'uggiolio di un cane. E un cane non dice parolacce".
Con quel piccolo ritocco fotografico, la denuncia del manifesto si è rafforzata e il messaggio di un Consiglio Comunale senza regole e senza democrazia è passato, l'obbiettivo della campagna è stato raggiunto, a Senigallia non ci sono regole, non c'è democrazia.
Tuttavia se nel Consiglio Comunale si possono infrangere tutte le regole, quando si rientra nella società civile le regole vanno rispettate, soprattutto se hanno un costo zero.
Pubblicare sui manifesti una fotografia scaricata da internet senza chiedere il permesso al suo autore e senza citarlo nella pubblicazione dell'Opera è una violazione del diritto d'autore. Una mancanza tutto sommato veniale, ma, se compiuta da coloro che quotidianamente si ergono a difensori della morale pubblica, dell'etica politica e, soprattutto, dell'integrità culturale, la mancanza diventa grave, imperdonabile.
L'autore della foto è Andrea Cesanelli, giovane blogger senigalliese, fotografo dilettante, di recente diventato "uomo ovunque" nella vita cittadina. Il suo blog Foto Senigallia è uno dei preferiti da Google quando si ricerca il termine "Senigallia", ma Andrea è un ragazzo modesto e si sarebbe accontentato di una minuscola etichetta sul manifesto: "Foto di Andrea Cesanelli". Per saperlo bastava leggere VivereSenigallia.
Chi frequenta il web sa che il materiale fotografico o scritto è reso generalmente disponibile con l'unica avvertenza di citare sempre l'autore. Questa è una regola aurea universale, ignorata da chi frequenta il web solo quando gli segnalano che c'è qualcosa di utile da prendere.
Consiglieri del Coordinamento Civico, del Popolo delle Libertà e del Gruppo Misto, c'è ancora tempo per rimediare e per scusarsi, basterebbe un comunicato stampa o un'email a Cesanelli o una scatola di cioccolatini.
Ma non fate un manifesto: rischiereste di combinare altri guai.
martedì, 23 settembre 2008
Soldi facili
Il Tesoretto di Senigallia
In attesa dei probabili trasferimenti dallo Stato, le finanze comunali boccheggiano. Il federalismo fiscale tarda ad apparire e quella che era una bella risorsa, l'ICI, è stata amputata da uno sciagurato atto di governo.
Una sola strada si prospetta per le esauste casse comunali: una pioggia di contravvenzioni. Ma non tutto è perduto, le potenziali entrate ICI delle seconde case di Senigallia farebbero la felicità di ogni bilancio, se solo venisse attuata una Delibera del Consiglio Comunale approvata all'unanimità nel dicembre del 2005 e ignorata dall'Amministrazione da quasi due anni.
Un'Amministrazione che non esita a svendere il territorio quando si tratta di incassare gli oneri di urbanizzazione, ma che quando si tratta di equità fiscale sembra dimenticare gli indirizzi del Consiglio Comunale.
L'antefatto è poco noto: Floriano Schiavoni, uno dei pochi Consiglieri Comunali che meritano il silenzio in Sala, ne ha fatto un cavallo di battaglia, una battaglia di equità fiscale. Il cavallo è rimasto nella stalla e per la battaglia le polveri si sono bagnate. L'Opposizione preferisce cavalcare altri cavalli, anche perchè quello dell'ICI, l'unica forma di federalismo fiscale esistente, è un cavallo azzoppato, fa perdere voti.
Nel dicembre del 2005, Schiavoni presentò in Consiglio un ordine del giorno in cui chiedeva l'aggiornamento degli estimi catastali nel territorio del Comune di Senigallia. Un aggiornamento da farsi in tempi rapidi, dodici mesi, che avrebbe portato un riequilibrio dell'imposta ICI a carico dei proprietari di prime e seconde case in tutto il territorio comunale.
La sua denuncia era solida, tangibile, tutt'altro che ideologica: il proprietario di una comune casa in un quartiere qualsiasi della città (Borgo Molino) pagava l'ICI quasi raddoppiata rispetto a quella del titolare di un appartamento di Villa Pieralisi, condominio fronte mare, uno dei più esclusivi della città. In soldoni, considerando l'aliquota ICI del 2005, 260 Euro contro 180. E' vero, a Borgo Molino sono meglio serviti dall'Autostrada e sono pieni di centri commerciali, ma gli manca l'aria di mare e i locali notturni, cose che a Villa Pieralisi abbondano.
Il motivo di questa insensata disparità fiscale è presto detto: i valori catastali degli immobili di Senigallia sono rimasti ancorati alle stime di settant'anni fa, quando le case fronte mare erano abitate da modesti pescatori ed operai e il valore catastale della zona lungomare non era condizionato dalle poche villette esistenti. Negli ultimi cinquant'anni l'espansione edilizia del lungomare non ha conosciuto soste, il valore degli immobili è centuplicato, ma le rendite catastali sono rimaste quelle degli anni '30, aggiornate del minimo sindacale, ma non certo del loro effettivo valore immobiliare.
Una casa di pescatori trasformata in residence da 6.000 Euro al metro quadrato ha potuto mantenere il suo status di bicocca (e pagare la relativa imposta ICI) dato che, negli anni, nessuno si è mai chiesto se vi fosse la necessità di dare un'aggiornata al valore della proprietà. Il Comune di Senigallia non l'ha mai fatto.
In sua vece, obbligatoriamente e in forza di legge, ha provveduto l'Agenzia per il Territorio, che ha diviso il territorio comunale in sette zone catastali con lo stesso criterio con cui si potrebbe dividere un tronchetto al cioccolato, senza guardare dove sta il ripieno, la mollica e la parte che si è bruciata in forno. Una casa della Cesanella è stata equiparata ad una villetta fronte mare, perchè la divisione della torta, pardon del territorio, è stata fatta senza considerare il reale valore degli immobili e delle zone in cui sorgono, ma usando la squadra e il pennarello. Un lavoro da geometri, di quelli che non si schiodano dall'ufficio se non per comprare le sigarette.
In quella seduta del Consiglio Comunale la proposta di Schiavoni, limpida e superpartes, ottenne un'approvazione unanime, con l'unica macchia di un emendamento che, proposto dal puntiglioso Consigliere dei Verdi Marcello Mariani, chiedeva di far slittare l'avvio dell'aggiornamento di dodici mesi, all'inizio del 2007,dato che la macchina comunale non era in grado, per mancanza di risorse e mezzi, di far fronte al gravoso impegno di decidere quali siano le aree della città più redditizie.
Facendola semplice (come Schiavoni mi ha suggerito in un colloquio notturno) basterebbero un paio di geometri e agenti immobiliari attorno ad un tavolo per risolvere tutto. Facendola difficile, sarebbe bastato affidare l'incarico ad uno studio tecnico, il cui onorario sarebbe stato ampiamente ripagato dai milioni di Euro che il Comune avrebbe incassato in più facendo pagare l'ICI in base all'effettivo valore degli immobili. Che effettivo non è mai, ma ci si avvicina, il resto è alea di mercato.
L'emendamento di Mariani (attualmente Assessore Provinciale all'Ambiente, buon per noi) mise in realtà una pietra tombale sulle buone intenzioni di quel voto unanime. Dall'inizio del 2007 (periodo in cui sarebbe iniziato l'accertamento) nulla è accaduto, un appartamento residenziale fronte mare paga la stessa ICI di una casa alla Cesanella e un appartamento delle Saline continua ad essere equiparato al suo omologo del lungomare, con buona pace di equità fiscale, perequazione e bilancio comunale.
Da fantascienza l'ulteriore bastardata che si potrebbe intentare nei confronti di centinaia (forse migliaia) di proprietari che hanno preso la residenza nella loro casa al mare per pagare l'ICI ridotta, come prima casa, e che ora si trovano a non doverla pagare più, dato che è stata abolita. Un bell'accertamento di residenza, due Vigili Urbani che li vanno a cercare, che guardano se ci sono i panni stesi, se la cassetta delle lettere viene svuotata e se i consumi di acqua e gas procedono come dovrebbero, se la casa fosse abitata tutto l'anno. Fatto l'accertamento, scoperto il furbetto, si torna a fargli pagare l'ICI, come è giusto che sia. Col valore catastale aggiornato.
Dovremmo ricordare quella delibera del 2005 quando, a breve, in Consiglio si scanneranno per aumentare o diminuire di mille Euro la quota d'esenzione dell'Imposta Comunale sul reddito, per rastrellare poche migliaia di Euro, mentre in giro ce ne sono milioni da riscuotere. Basta volerlo.
il verbale di quel Consiglio Comunale lo trovate qui
l'Ordine del giorno di Schiavoni è il nr. 9
sabato, 20 settembre 2008
Castelvolturno: la rabbia degli immigrati devasta la città.
Città nel terrore, danni per milioni.
Strage di Camorra: uccisi sei immigrati.
martedì, 16 settembre 2008
Una poltrona per due
Torna il Consiglio Comunale a Senigallia, crollo di ascolti in Champions League. Un folto pubblico, due Vigili Urbani, dozzine di fotografi e telecamere da una parte, sempre meno Consiglieri dall'altra. Ennesimo abbandono in massa dell'Opposizione, che non riesce a spostare di un millimetro la rilevante massa del Consigliere Monachesi.
Dopo i megafoni è il turno dei manifesti, lo "smammate" del Sindaco diventa un fenomeno di costume e sostituirà la raccomandata per i licenziamenti in tronco e le separazioni coniugali.
Prosegue inarrestabile la fortunata carriera politica di Ilaria Ramazzotti: dopo aver scalzato Fabrizio Chiappetti nel turnover della Margherita, viene eletta membro della II° Commissione. E' il crollo verticale delle competenze in Urbanistica e Lavori Pubblici, nelle sedute della Commissione sarà introdotto un nuovo supporto multimediale: una scatola di Lego.
Con pochi argomenti all'Ordine del Giorno, l'odierna seduta del Consiglio Comunale ha visto il pienone di pubblico e giornalisti. Dopo la furibonda rissa del 26 agosto si erano create le aspettative per una replica. Aspettative che sono andate in parte deluse.
L'Assessore Volpini, protagonista in negativo della scorsa seduta, si è prescritto una dose massiccia di tranquillanti ed è tornato al consueto torpore vigile che caratterizza la sua presenza in Consiglio. Il Sindaco ha evitato di fare gesti per tutta la seduta, per chiamare un commesso gli ha inviato un SMS. L'Assessore Mangialardi è rimasto incollato per tutta la seduta alla sua sedia, abbandonandola solo per ignorare volutamente e smaccatamente l'ennesimo tentativo del Consigliere Mancini di presentare la sua mozione sul Rione Porto.
Gran parte della seduta si è svolta sulle questioni procedurali: i Consiglieri di Opposizione hanno preferito partecipare in piedi al dibattito. Fra il pubblico si era sparsa la voce che si tenessero pronti ad un nuovo round, in realtà stavano manifestando contro la presenza del Consigliere Monachesi, che, passato praticamente alla Maggioranza, continuava ad occupare uno scranno dell'Opposizione, creando problemi di sovraffollamento e disagio interpersonale. La richiesta verbale di un suo spostamento dall'altra parte dell'emiciclo è stata respinta dal Presidente Paradisi, con la motivazione che dovrà essere inoltrata per iscritto. Un avviso di sfratto a tutti gli effetti.
La risposta di Paradisi ha consentito ai Consiglieri d'Opposizione di tirare fuori i manifesti preparati per l'occasione: una gigantografia del Sindaco nel suo gesto politico più famoso, vista in anteprima in Consiglio e destinata alle pubbliche affissioni. La mossa successiva è stata l'abbandono della seduta, lasciando da soli i Consiglieri Bittoni e Monachesi, curiosamente vicini di banco, che sono rimasti a contendersi la poltrona di capogruppo del Gruppo Misto che, in quanto tale, dovrebbe accogliere Consiglieri provenienti da tutte le direzioni.
La discussione fra i due è servita a evidenziare un vulnus (in senso buono) nel regolamento del Consiglio: il Gruppo Misto attualmente ha come capogruppo Bittoni, dell'Opposizione, e quattro membri, due di Maggioranza e due di Opposizione. L'elezione di un nuovo Capogruppo senza il consenso di quello attuale non è automatica, occorrerà una modifica del regolamento. Una penosa questione regolamentare che mi ha messo sonno e che probabilmente sarà risolta con un lancio di dadi.
Il resto della seduta del Consiglio si è svolta come tradizione con i soli membri della Maggioranza presenti, la sostituzione di Bacchiocchi con Ilaria Ramazzotti nella II° Commissione è stato il punto più rilevante, e la seduta per me si è interrotta improvvisamente dopo l'ennesima bocciatura della mozione Mancini sul Rione Porto. Si era fatta ora di cena e lo stomaco come sempre si era attaccato al citofono.
domenica, 14 settembre 2008
Senigall Valley
Un altro polo turistico - alberghiero si affaccia in città. Senigallia si ribella e chiede un altro polo qualsiasi, basta che funzioni anche in caso di maltempo e in bassa stagione.
Subito accolta l'istanza della città, sull'onda del successo del CERN di Ginevra quello delle colonie ex - ENEL sarà un polo scientifico di ricerca sulla materia primordiale: "Ricostruiremo la molecola del silicio e la replicheremo in oltre ottanta appartamenti" ha dichiarato il capo progetto, l'Assessore Mangialardi.
Ceresoni: "Torneremo indietro nel tempo, alla formazione delle prime dune in spiaggia e ricostruiremo le cause della loro sparizione: cabine, ombrelloni, lettini".
L'annuncio di un ennesimo polo turistico - alberghiero destinato a rilanciare le sorti della città, ha scatenato la rabbiosa reazione dei cittadini, stanchi di un anno intero passato a parlare di espansione edilizia in una città fatta di quartieri dormitorio e seconde case.
Il notevole interesse suscitato dall'esperimento del CERN a Ginevra, si è trasformato in una diffusa necessità di ampliare i propri orizzonti, accedere alla conoscenza in modalità popolare e aperta a tutti.
Ma se la scelta della città dev'essere quella del turismo a tutti i costi, qualunque esso sia, la libera iniziativa turistica sembra essere diventato il nuovo orizzonte dei gruppi più organizzati. Un gruppo di pensionati ancora attivi ha occupato il Mezza Canaja e recintato la spiaggia antistante con la cannucciaia, creando il primo stabilimento geriatrico autogestito. "Occupiamo la spiaggia prima che lo facciano i residence" recita un comunicato di Nello e Dino, i due leader del movimento.
Due relitti dell'ex Navalmeccanico sono stati varati da un gruppo di cannisti abusivi del porto canale e ormeggiati in banchina. Ospiteranno "la Baldigara" e "la Zanchetta", ristoranti di pesce a prezzi popolari.
L'Amministrazione Comunale, da sempre sensibile alle istanze provenienti dalla città, ha convertito la destinazione d'uso del polo turistico ultimo arrivato in un polo scientifico di ricerca molecolare. Nella relazione scientifica allegata all'intervento urbanistico, la ricostruzione della duna costiera diventa uno degli obbiettivi prioritari:
"L’attuale studio propone un disegno unitario per le tre colonie che prende origine dall’immagine delle dune sabbiose, dal disegno che le “onde” di sabbia creano sulla spiaggia. I segni morbidi e sinusoidali ridisegnano l’area di progetto creando percorsi e spazi organici che rimandano all’immagine naturale che un ambiente costiero può presentare..."
Alla luce di questa relazione, la costruzione di oltre ottanta appartamenti turistici e di un hotel alto quindici metri, appare come un obbiettivo secondario. I palazzi in realtà avranno la funzione di trattenere la sabbia per evitare che si disperda nell'entroterra.
"Uno dei protagonisti della materia, il silicio, che accompagna il pianeta da miliardi di anni, nel complesso residenziale della colonie Ex- ENEL avrà una tutela ampia e completa" ha dichiarato Silvano Bosco Margiotta, presidente della FederPiastrelle, presentando il progetto "partiremo dal Caos delle origini e ricostruiremo la materia mattone su mattone. Dove il CERN ha usato il suo acceleratore noi useremo le nostre betoniere, con un abbattimento dei costi e impensabili risultati nella trasformazione della materia. La vendita delle barriere molecolari in calcestruzzo sarà una misura collaterale per rientrare nei costi che comporta tale progetto".
la molecola del silicio nel caos primordiale
da cui proviene (simulazione grafica)
la molecola del silicio riordinata e
trasformata dalle betoniere (simulazione grafica)
L'esperimento del CROSTA (Centro Ricerche Operativo Silicio Trasformato in Appartamenti) durerà tre anni e le prime betoniere entreranno in funzione nel 2009, con la costruzione delle prime barriere molecolari vista mare, destinate ad impedire che il prezioso elemento abbandoni la spiaggia e raggiunga una dimensione parallela e reticolare, quella esistente fra ferrovia e statale.
venerdì, 12 settembre 2008
Settembre Nero
Giorno 13: matrimonio di una cugina di mia moglie che si è già sposata al CaterRaduno. In assoluto la sposa più bella. Non mi è bastato dirglielo apertamente per essere esentato dal suo matrimonio in chiesa. Eppure i messaggi li avevo lanciati tutti.
Giorno 20: cena dei bloggers, ma sono reperibile. E in quel giorno il Leviatano si abbatterà su di me. E io mi sarò fatto sostituire da un incapace.
Giorno 21: cresima di una ragazzina proveniente da una dimensione parallela che è riuscita ad entrare nella mia vita sfruttando una modalità random. Su questo Universo non ci sarebbe mai riuscita.
Giorno 28: battesimo di Matilde, 30 giorni, in pratica una figlia adottiva.
martedì, 09 settembre 2008
Daremo risposte.
Ci sono domande?
Oggi l'esperimento del CERN. L'acceleratore di particelle di Ginevra fornirà risposte sulle origini dell'Universo.
Contro il panico da fine del mondo il rassicurante messaggio del capo progetto Lou Cypher: "Il vostro pianeta non correrà alcun pericolo, l'orizzonte degli eventi è chiaro. Dimostreremo l'esistenza delle particelle di Hobbs, o dei frammenti di Linz, o dei residui di Brooke. In ogni caso nulla di commestibile".
Destinato a fare ordine nelle teorie del Caos, l'esperimento del CERN ha già prodotto notevoli ricadute economiche: in Europa Occidentale milioni di lavoratori hanno ritirato tutti i loro risparmi e si sono messi in ferie a tempo indeterminato. Le teorie catastrofistiche di alcuni scienziati dissidenti hanno colpito l'immaginario collettivo e a nulla è servita l'installazione degli estintori lungo i ventisette chilometri dell'acceleratore.
"I sistemi di sicurezza adottati sono ridondanti e polivalenti, il rischio zero è stata la regola guida dell'intero progetto" è stato il polemico commento di Lou Cypher in una breve nota diffusa alla stampa in risposta alle voci sulla pericolosità dell'esperimento "abbiamo costruito un acceleratore circolare per avere la massima sicurezza. Cosa c'è di più sicuro di un anello? La fede nuziale è forse una catenina? E i cerchi magici? Perchè non li fanno quadrati? Perchè non funzionano, è dimostrato scientificamente."
Eventuali buchi neri che dovessero formarsi durante il lancio dei fasci di protoni "dureranno pochi microsecondi e al massimo potrebbero inghiottire una berlina di medie dimensioni, prima di estinguersi in una palla di fuoco di alcuni trilioni di gradi, sufficiente per vaporizzare un'isola come la Sicilia, fortunatamente distante migliaia di chilometri dal luogo dell'esperimento".
Il cunicolo dell'acceleratore, rivestito in una lega di tantalio, kevlar e pannolenci, avrà la funzione di assorbire eventuali ricadute di particelle cosmiche esterne, che potrebbero vanificare l'esperimento. Compito degli scienziati nei mesi successivi all'esperimento, sarà quello di analizzare e filtrare i dati per reperire le particelle di Higgs, esistenti ancora solo a livello teorico, elementi primordiali che si trovavano nell'Universo immediatamente dopo la sua creazione.
"Faremo ordine nel Caos" prosegue la nota del capo progetto "ricostruiremo l'attimo del Big Bang attraverso le uniche testimoni e protagoniste, le particelle di Higgs. Sapremo se vi erano alternative alla nascita dell'Universo e, se c'erano, perchè non hanno avuto successo. Chi ha fatto la scelta? E perchè? Aveva un piano B? E' stata fatta una valutazione costi - benefici? Dove sono i dati? L'unico evento certo è l'esplosione iniziale, a cosa è servita? Per coprire qualcosa o qualcuno? Abbiamo un Universo in continua espansione, ma il bilancio energetico è penoso. Queste particelle hanno enormi responsabilità, meglio per loro se non le troviamo".
giovedì, 04 settembre 2008
Piazza Grande
Il Piano Cervellati tiene ancora banco nel dibattito cittadino. La presentazione dell'ennesimo polo turistico - alberghiero, giacente da mesi nei cassetti, non è servita a distrarre l'attenzione dai punti più discussi del Piano.
Con una mossa scorretta e sforbiciando a man bassa, la Piaga di Velluto riporta tutte le dichiarazioni contrarie alla riedificazione dell'ex Ghetto che è riuscita a trovare. Questo ed altro per salvare piazza Simoncelli dal cemento. Da ritagliare ed incollare.
Stefano Schiavoni, capogruppo consiliare DS (ora PD), comunicato stampa, 29/06/2006:
(...) "ricostruzione di spazi vuoti: se il ripristino/ricostruzione risulta opportuno in tutti quei casi in cui si interviene su parti mancanti o pericolanti o per eliminare il degrado e per riqualificare la città, più difficile ci appare il ripristino di nuovi volumi su aree divenute da molto tempo spazi pubblici, pensiamo a Piazza Simoncelli, a Via Armellini e parte del rione Porto" (...)
Ettore Coen, rappresentante della comunità ebraica di Senigallia, dichiarazione, 12/01/2008:
(...) “Motivare la nostra contrarietà è facile -afferma Ettore Coen, della comunità ebraica- il piano Cervellati prevede la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 1930 mentre la demolizione del ghetto ebraico iniziò nel 1848 sotto il pontificato di Pio IX, quindi il vuoto che si è creato in piazza Simoncelli non è stato provocato da una calamità ma da una precisa volontà dell'uomo. La ricostruzione del ghetto sarebbe un falso storico. Condividiamo l'intento del piano Cervellati di ricostruire gli edifici nella loro antica munificenza ma questo non ha nulla a che vedere con il ghetto” (...)
(...) "Dal saccheggio del 1799, quando molti ebrei fuggirono trucidati ed altri scapparono, la nostra comunità non si è più ripresa e per noi quel vuoto lasciato in piazza Simoncelli rappresenta meglio di ogni altra cosa una comunità che non c'è più”. (...)
Ettore Baldetti, insegnante, ex Assessore alla Cultura, articolo, 16/01/2008:
(...) "avendo letto la proposta del “Piano Cervellati” di prevedere una zona edificata nella piazza Simoncelli, dove insisteva fino alla metà dell’Ottocento il ghetto degli ebrei, avverto il dovere civico di comunicare il mio disappunto" (...)
(si consiglia la lettura integrale dell'intervento del prof. Baldetti, poche righe articolate e di rara efficacia)
Manfredo Coen, Comunità ebraica Ancona, dichiarazione, 17/01/2008
(...) "Sono assolutamente contrario alla previsione di ricostruire il ghetto ebraico in piazza Simoncelli - afferma Manfredo Coen, ex consigliere della Comunità ebraica di Ancona - questo significherebbe cancellare la memoria storica di quello che accadde quando il ghetto fu abbattuto per una precisa volontà umana" (...)
CSOA Mezza Canaja, comunicato stampa, 25/01/2008
(...) "pensiamo che in realtà Piazza Simoncelli non sia un vuoto, ma che essa abbia assunto la sua funzione di luogo della memoria, e che quindi non ci sia la possibilità di ricostruire il ghetto" (...)
Stefano Schiavoni, capogruppo consiliare PD, dichiarazione, 31/01/2008
(...) "Come Partito Democratico sosteniamo la visione urbanistica del piano Cervellati ma solleviamo forti perplessità sulla previsione di ricostruzione del ghetto ebraico - afferma il capogruppo Stefano Schiavoni - la città avverte l'esigenza di mantenere la memoria di quello che è accaduto in quel luogo, rispetto anche alla vicenda storica che, sotto il pontificato di Pio IX, portò alla decisione di demolire il ghetto. Per noi quel vuoto, che l'architetto considera un vuoto urbanistico da riempire, deve invece restare tale per quello che rappresenta" (...)
Ettore Coen, dichiarazione, 11/02/2008
(...) "Credo che la soluzione migliore per ricordare quello che ha rappresentato per secoli piazza Simoncelli è arrivata dal contributo dell'archittetto Diamantini che già da tempo ci ha prospettato l'idea di un rifacimento della pavimentazione della piazza, con sampietrini bicolore - aggiunge Coen - un selciato che ridisegna la planimetria dell'antico ghetto ebraico. Questo sarebbe il modo migliore per rendere testimonianza del nostro passato" (...)
Giovanni Sergi, responsabile del dipartimento regionale Urbanistica di Forza Italia, dichiarazione, 26/02/2008
(...) "Riscoprire attraverso una appropriata campagna di scavi e studi archeologici i documenti delle fasi edificatorie sedimentatesi nel sottosuolo in questi due millenni significherebbe fare finalmente luce sulla storia urbana di Senigallia dall’età romana al Millequattrocento, periodo di cui abbiamo poche conoscenze a causa dell’assoluta scarsità di documentazione storica. Forza Italia richiede quindi che l’Amministrazione comunale di Senigallia rinunci all’attuale previsione di costruire nuovi edifici e un parcheggio sotterraneo nell’area di piazza Simoncelli, previsione che risulta assolutamente incompatibile con la tutela e la valorizzazione degli importanti beni culturali contenuti nel sottosuolo" (...)
Lanfranco Bertolini, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008
(...) "Voglio solamente suggerire dei temi, non sono tutti, ma un tema importante ad esempio che il Piano non affronta a fondo è sicuramente quello delle piazze e fra queste inserirei anche la Piazza Simoncelli, cui si è fatto riferimento prima, acquisita ormai come spazio urbano, in un certo senso, quindi da non considerarsi suolo da edificazione, ma neanche da considerare spazio per parcheggi, sia chiaro." (...)
Remo Morpurgo, rappresentante Comunità Ebraica, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008
(...) "Il Piano propone la ricostruzione del ghetto. È bene dire chiaramente che la Comunità Ebraica di Ancona è contraria all'ipotesi di ricostruzione, che altera la configurazione dell'area un tempo occupata dal ghetto. Una ricostruzione che riporti indietro le lancette del tempo, si caratterizza, al di là delle intenzioni, come un'operazione di revisionismo, che non permetterebbe più di comprendere i luoghi, di leggere in essi le vicende della città e degli uomini, che l'hanno abitata." (...)
Giorgio Sagrati, Presidente Gruppo Società e Ambiente, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008
(...) "Come non mancano alcuni dubbi e perplessità; doveroso ricordarli in questa sede. Un tema caldo è l'ipotesi di ricostruzione nell'area dell'ex ghetto, cioè Piazza Simoncelli. Noi abbiamo espresso più di una volta le nostre perplessità; questo spazio riteniamo faccia ormai parte di una realtà acquisita della città, uno spazio aperto, con funzioni ormai specifiche. Non dico più di quanto ha detto l'Ingegner Morpurgo per la Comunità Ebraica, solo vorrei ricordare che la piazza va riqualificata con un progetto adeguato che ne mantenga e ne arricchisca sia le attuali funzionalità che la memoria storica." (...)
Roberto Chiostergi, Associazione MeetUp, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008
(...) "Anche Piazza Simoncelli, nella sua forma attuale, rappresenta ormai un netto storico, bisognoso di riqualificazione, ma netto storico. L'ipotesi di riedificazione dell'ex ghetto nella piazza, pur se eseguita con modalità e finalità di recupero storico, rappresenta un ennesimo intervento di edilizia speculativa, che toglie spazi e fruibilità al territorio, che ha generato l'equivoco di Palazzo Gherardi, un giorno proprietà comunale e il giorno dopo proprietà privata per residenze di lusso." (...)
Paola Martinelli, ex Consigliere Comunale, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008
(...) "Sono perplessa poi, e anche di questo si è parlato, sull'ipotesi di ricostruzione in Piazza Simoncelli, ma le mie perplessità non sono di carattere ideologico. Penso che nella memoria storica ormai di tutti gli abitanti di Senigallia, questa è diventata una piazza anche se prima c'erano costruzioni. La Piazza risale al 1892 circa ed è stata vissuta da quel momento come una piazza, anche male usata, ma pur sempre una piazza, intesa anche come luogo di socializzazione. Riempirla forse servirebbe a ridestare il senso di meraviglia e di scoperta verso la Piazza del Duca e del Foro Annonario, ma di certo, secondo me, sarebbe vissuta come chiusura di una piazza, non chiusura di uno spazio, quindi ormai luogo moderno, ma non certo spazio." (...)
Il podcast (la registrazione audio) del Consiglio Grande la trovate a questo indirizzo.
Qui trovate il PDF del verbale di quella seduta.
Questo è quanto è stato espresso sull'argomento, fra dichiarazioni e Consiglio Grande. E pensare che l'inizio non è stato un granchè:
(...)"Mi rendo conto che la proposta contenuta nel piano Cervellati contrasta con una parte dell'identità cittadina che ha accettato il vuoto di piazza Simoncelli come segno della storia, ma su questo punto occorre un confronto serio e l'ultima parola spetterà al Consiglio Comunale. Il progetto di Cervellati per piazza Simoncelli non prevede una mera ricostruzione di edifici. La piazza manterrà infatti tutte quelle funzioni che ha acquisito nel corso degli anni come il parcheggio, il mercato e il collegamento con il porto. Nel piano infatti è previsto un parcheggio sotterraneo e un attraversamento su un cortile interno agli edifici”(...)
e:
(...) "Piazza Simoncelli è un vuoto urbanistico che va riempito perchè altera gli equilibri spazio-architettonici e la proposta di Cervellati ha una sua logica e coerenza che la Giunta ha fatto propria, insieme a tutto il piano che è stato trasmesso in Consiglio. Rispetto agli obiettivi di ridurre il traffico, individuando i parcheggi a ridosso della cinta muraria, e di incrementare la residenzialità, ci può stare che si usino aree pubbliche per dare anche ai ceti più bassi la possibilità di abitare nel centro storico. Questo non vuol dire che ci mettiamo a costruire in tutte le piazze. In piazza Simoncelli il ripristino di edifici, da adibire ad edilizia residenziale pubblica, ha una sua logica urbanistica e architettonica. Il piano è coerente, la proposta è forte e comunque se ne discuterà. Io vorrei comunque che questo piano non restasse una mera elencazione di propositi ma che incidesse realmente. E non mi pare affatto cosa scandalosa”. (...)
Luana Angeloni, Sindaco di Senigallia, dichiarazione, 30/01/2008
lunedì, 01 settembre 2008
A casa di Lorenzo, produttore di energia
Nella percezione comune il fotovoltaico viene visto come un esercizio per amanti dell'hi-tech, enti pubblici, ambientalisti irriducibili o ricchi annoiati della loro ultima piscina verticale.
Contro questi luoghi comuni occorreva un testimonial d'eccezione, una persona normale, al di sopra di ogni sospetto.
Sono stato a casa di Lorenzo, 33 anni, idraulico: "Avevo i soldi per cambiare la macchina o investire in BOT. Ho scelto di produrre energia, farla finita con tutte le bollette e guadagnarci sopra".
Mi occorre una premessa: il mio tasso tecnologico è pari a zero, ma come consumatore sono una belva. Quando l'ENEL mi ha telefonato per propormi la tariffa bioraria li ho maltrattati, perchè trovavo stupido chiedere ad un cliente se volesse risparmiare qualcosa sulla bolletta, lo trovavo doveroso. Fate conto che questo articolo lo ha scritto un analfabeta tecnologico, ma consumatore incazzato. Fine della premessa.
Lorenzo è un ragazzo di famiglia contadina, la sua casa si trova a Corinaldo, lungo la provinciale Corinaldese. Di mestiere è operaio idraulico, con la famiglia si occupa anche della terra, quando lo vado a trovare sta preparando il terreno per i cavoli da seme.
Una persona solida, sposato, un figlio, un altro in arrivo, qualche grillo per la testa, la passione per i motori, nel suo garage troviamo un go-kart, una Honda 1000 e una Opel Calibra trasformata da corsa.
Sopra il suo tetto invece troviamo trentasei mq di pannelli fotovoltaici, con una potenza di 4,5 kwP (kilowatt di picco, la potenza massima che può produrre l'impianto in condizioni ottimali), un impianto che lo libererà dalla bolletta ENEL, gli consentirà di portare alla rottamazione il bombolone del GPL e gli farà guadagnare soldi. Un passo per volta.
Io sono uno pratico, Lorenzo. Quanto è costato il giocattolo sul tetto?
Tutto l'impianto, pannelli, inverter, supporti e installazione è costato sui 28.000 Euro, circa 6.000 Euro a kw prodotto. Potevo spendere qualcosa di meno, ma ho voluto un compromesso di qualità.
In parole povere come funziona l'impianto?
La corrente continua prodotta dal pannello fotovoltaico arriva all'inverter in garage, che la trasforma in corrente alternata, idonea per la rete ENEL. Dopo l'inverter, la corrente prodotta viene immessa nella rete ENEL e misurata per mezzo di un contatore. Un altro contatore misura la corrente che consumo, quella che viene incentivata dal Conto Energia.
Quanta corrente prevedi di produrre?
In questi giorni assolati, produco (si noti bene: produce, Lorenzo è un produttore di energia, un concorrente di ENI ed ENEL) 30 kw/h al giorno. Il minimo che dovrei produrre, in normali condizioni di nuvolosità invernale, dovrebbe stare intorno ai 4-5 kw/h al giorno. In un anno dovrei produrre oltre 5.500 kw/h.
Quindi, d'inverno, producendo meno corrente, non puoi usare la lavatrice e il ferro da stiro?
Niente affatto, la mia casa rimane collegata alla rete elettrica, la corrente mi viene fornita dall'ENEL, la differenza sta nel fatto che io, al contrario delle utenze normali, produco corrente che viene immessa e resa disponibile nella rete. Se spengo i pannelli non rimango senza corrente.
Per questa spesa che hai sostenuto dove stanno gli incentivi?
Una volta l'incentivo stava nel recupero di una parte delle spese per l'impianto. Adesso l'incentivo viene fissato dal Conto Energia. Per ogni kw prodotto e consumato ricevo 42 centesimi dal GSE (Gestore dei servizi elettrici). L'incentivo andrà diminuendo gradualmente negli anni, spero di pari passo con la diminuizione del costo degli impianti.
Perchè non ti pagano la corrente che produci ma quella che consumi?
Perchè io sono un produttore - consumatore, l'incentivo sulla produzione c'è per i grossi impianti che fanno solo produzione. Considerando l'incentivo, l'azzeramento della bolletta ENEL e il fatto che produrrò il riscaldamento acqua e ambienti elettricamente, con le pompe di calore, prevedo di recuperare la spesa in 10 anni, ma sono molto meno ottimista di chi mi ha venduto l'impianto, vedremo chi ha ragione. Una cosa che contesto è che l'incentivo per i pannelli semi integrati come i miei è minore dell'incentivo per i pannelli integrati, quelli che sostituiscono le tegole. Il motivo non è tecnico, la produzione è la stessa, ma estetico, un ragionamento che possiamo fare solo in Italia.
Quanto durerà l'impianto fotovoltaico?
Dopo venti anni la produzione è garantita come l'80% di quella attuale. Credo che trent'anni sia la vita utile dei pannelli. In Germania hanno degli impianti di vecchia generazione di trent'anni fa che ancora producono.
Qualche suggerimento per chi volesse seguire il tuo esempio?
Installare un impianto uguale o superiore alle proprie necessità e convertire tutti gli impianti di casa a corrente elettrica. Farsi fare più preventivi, perchè la concorrenza nel settore c'è, e non cercare il risparmio a tutti i costi, qui la qualità conta. Sono sette anni che mi documento sul fotovoltaico. I pannelli vanno tenuti puliti, anche se spesso basta la pioggia per pulirli.
Domanda stupida. Se fa la grandine?
I pannelli sono garantiti per chicchi di grandine grossi come una noce. Per tutto il resto c'è l'assicurazione, che ti copre anche la mancata produzione, costa duecento Euro all'anno.
Quanto ti pagherà il GSE alla fine del 2008?
Facendo i conti, da quando l'ENEL mi ha collegato, e lo ha fatto in ritardo, a fine luglio, facendomi perdere quasi un mese di produzione, ho incassato sui 200 Euro. Ma il mio interesse per l'incentivo è relativo, fra qualche anno l'incentivo non ci sarà più, quello che mi interessa è tagliare i costi energetici di casa, quello è il vero guadagno. L'incentivo è legato alla politica, oggi c'è domani no. Se si riparla di energia nucleare, c'è il rischio che manchino i fondi per incentivare il fotovoltaico.
Tu sei antinuclearista?
Io sto con la terra e con il sole, ci vivo in mezzo. In Germania hanno il 30% di sole in meno di noi, eppure sono molto più avanti di noi nel fotovoltaico. Siamo il paese del sole e ancora abbiamo dubbi? Ti faccio vedere il mio sogno.
E qui Lorenzo mi scartabella un preventivo che si è fatto fare per un impianto fotovoltaico da 500 kwP, 4.000 mq di pannelli, sufficiente per rendere autonoma una lottizzazione di centocinquanta appartamenti, costo 2,5 milioni di Euro, 16.000 Euro per appartamento.
Mi vengono in mente tutte le lottizzazioni che vedo crescere in giro, dove il massimo del progresso viene visto nei pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua sanitaria e nell'allaccio del metano. Ma le piscine sono sempre più frequenti.
Lorenzo ha intenzione di realizzarlo il suo sogno. Vuole farsi finanziare con un mutuo. E' un ragazzo solido, quando inaugurerà l'impianto lo tornerò a trovare.
l'inverter, installato in garage, trasforma la corrente
continua prodotta dai pannelli in corrente alternata per la rete ENEL
i contatori ENEL, a destra quello di scambio
a sinistra quello incentivato e al centro
quello dell'appartamento del padre, che verrà dismesso
la casa di Lorenzo