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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


sabato, 28 febbraio 2009

Senigallia, Caffè Centrale


Cronaca nera

Lettura del giornale da sbadiglio oggi, fra caterve di comunicati stampa e parcometri in omaggio. Mai uno sbarco degli alieni, mai una valanga che ci travolga tutti e rimetta in moto l'economia.

Poi, improvvisa, una notizia di cronaca nera fra gli annunci a pagamento.

Il Caffè Centrale in fallimento.

senigallia; news
Roba da pelle d'oca, presto un altro wine bar in centro storico, l'ennesimo posto dove il gestore ti guarda storto se gli chiedi un caffè invece di un prosecco da 5 Euro.
Dove sei un povero scemo se non conosci vita, origini, vitigni, accostamenti e abitudini sociali di almeno trenta vini.
Dove ti devi presentare fico e tirato a lucido altrimenti gli stoni con l'arredamento e gli fai perdere clienti un tanto all'ora.

Ma soprattutto: dove le facciamo le conferenze stampa?

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 28, 2009 17:00 | link |
commenti (5)
categorie: centro storico, corriere adriatico, misfatteria varia

venerdì, 27 febbraio 2009

Senigallia, Parco della Cesanella

Una precisazione

Fra i commenti dell'articolo sul Parco della Cesanella c'è una precisazione di Andrea Bacchiocchi, Consigliere Comunale del Gruppo Misto, che vale la pubblicazione in prima pagina.
Io avevo bonariamente considerato l'area a fianco della parrocchia della Cesanella come area parco, mentre in realtà è un'area edificabile. Sono un povero dilettante. E il Parco ha perso altri 4.000 mq, un altro campo da calcio.

Gli acronimi utilizzati da Bacchiocchi sono stati adeguatamente tradotti per il pubblico. Maggiori informazioni sui parametri e gli indici edilizi potrete trovarle online nel Regolamento Edilizio Comunale.

Precisazione di Andrea Bacchiocchi

Complimenti per la storia effettuata sul parco. Tutto esatto tranne questa "Ripeto: il Parco "guadagna" 4.000 mq da una parte (nove campi da pallacanestro) e ne rimette 15.000 dall'altra (trentasei campi da pallacanestro)."
Il parco non guadagna niente perchè l'area di 4000 mq non è ritornata a parco ma inserita in zonizzazione F2 con le seguenti norme (notare indice):

Art. 20/b - Zone F2 - per attrezzature di carattere religioso

1) DESTINAZIONI D'USO
Le zone F2 sono destinate ad ospitare le collettività religiose e i servizi privati gestiti da religiosi.
2) MODALITA' D'INTERVENTO
a) - manutenzione ordinaria
b) - manutenzione straordinaria
c) - ristrutturazione edilizia
d) - demolizione con ricostruzione
e) - nuova costruzione e/o ampliamento.
3) PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI
UF (Indice di utilizzazione fondiaria) = 0,57 mq/mq
DC (Distacco dai confini)  = m 5
DF (Distacco tra gli edifici) = m 10
DS (Distanza dalle strade) = m 5
H (Altezza delle fronti) = m 9 (salvo il caso di impianti speciali o edifici facenti parte di un progetto complessivo planivolumetrico)
P (Piantumazione) = 5
A.U.S. (Aree per urbanizzazione secondaria) = parcheggi 1 mq ogni 3 mq di SUL; se esterni ai fabbricati devono essere opportunamente alberati.
4) MODALITA' DI ATTUAZIONE
a - intervento edilizio diretto

Scusa Piaga per questa precisazione ma la ritenevo opportuna.

Andrea Bacchiocchi
Consigliere Comunale


l'area edificabile a fianco della Parrocchia della Cesanella
(tratto dal Piano Regolatore Online )
staccato da: Maddeche alle ore febbraio 27, 2009 10:31 | link |
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categorie: politica, frazioni, vita cittadina, parco della cesanella

giovedì, 26 febbraio 2009

Senigallia, Cesanella, pippone storico - archeologico


Uno sforzo di concentrazione

Il Parco della Cesanella fa parlare di sè dagli anni '70. Da formidabile veicolo per vendere case "con vista parco", al piano particolareggiato nel giro di quasi trent'anni, nel 2000.
Il ritrovamento della planimetria del 1998 assume caratteri di ricerca archeologica: in undici anni del Parco, dell'area circhi, dell'ippodromo (o quello che diavolo è), dell'area cani, dei giardini botanici e dei percorsi ciclabili, nemmeno l'ombra.

Ma nel frattempo l'industria edilizia ha marciato alla grande, con un centinaio d'appartamenti "vista parco" costruiti, molti altri da costruire e, nel 2009, un pezzo del parco che sparisce, molto più grande di quello che era previsto.


La Piaga di Velluto non ha mai preteso niente dai suoi lettori: una volta abbiamo fatto pubblicare il Piano Cervellati online, un'altra volta abbiamo verniciato un sottopassaggio, tutte cose che rientrano nella normalità, il minimo sindacale di cittadinanza.

Ma oggi ci vuole un minimo di concentrazione: per capire come sia possibile che lo scambio di 15.000 mq del Parco della Cesanella, contro i previsti (circa) 4.000, possa essere un buon affare per la Cesanella.
Io non ci sono arrivato.

Per cominciare, teniamo a mente questa dichiarazione:

"Stiamo parlando di un terreno con potenzialità edificatorie che non produce un solo metro cubo in più rispetto a quanto previsto dal piano particolareggiato della Cesanella e rispetta tutte le norme di attuazione per le altezze degli edifici nel quartiere -ha detto Mangialardi- il piano particolareggiato del 2000 ha previsto delle aree del patrimonio comunale che producono una superficie lorda (edificabile ndr). Questa superficie, inizialmente pensata dove c'è il campo di calcio della chiesa, non è mai stata allocata. Adesso siamo arrivati alla identificazione concreta di quest'area, posizionata in modo compatibile con le abitazioni già esistenti e adeguatamente lontana dalle antenne della telefonia mobile. Tutto qui".

Questa è la dichiarazione (ripresa da Vivere Senigallia perchè il verbale della seduta non è disponibile) dell'Assessore all'Urbanistica, Maurizio Mangialardi, alla Commissione Consiliare del 16 febbraio scorso, dove l'argomento principale è stata la prevista alienazione di 15.000 mq del Parco a fronte di un (presunto) incasso di circa 3,5 milioni di Euro.

In estrema sintesi, l'Assessore ha detto questo: il Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella del 2000 prevedeva un'area edificabile di circa 4.000 mq, attualmente occupato dal campo sportivo parrocchiale della Cesanella. Noi abbiamo scelto di rendere edificabile un'altra area (più appetibile?) mantenendo gli stessi indici di edificabilità.

Secondo l'Assessore l'area era "pensata", ma in realtà era "fissata" dal Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, varato nel 2000. Quest'area, che avrebbe tolto solamente 4.000 (marginali) mq al Parco, è stata "scambiata" con un'area di 15.000 mq che ha mantenuto la stessa superficie edificabile (circa 3.700 mq) ma che trasformerà un'area quattro volte più grande in: verde condominiale e privato, strade di lottizzazione, parcheggi e percorsi pedonali condominiali, quindi "privati". Quindicimila mq di fatto "privati".

L'affarone per il Parco della Cesanella è presto fatto: perde 15.000 mq di superficie da una parte e ne guadagna 4.000 dall'altra, già occupata da un campo sportivo parrocchiale. Il saldo in negativo è di 11.000 mq.
Di nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq prevista dal Piano Particolareggiato era già fornita di strade di accesso (via Guercino), area verde (il Parco fronte casa) e parcheggi, mentre la nuova lottizzazione di 15.000 mq toglierà tutte queste infrastrutture private (verde, parcheggi, strade, accessi) al Parco della Cesanella.

Di ulteriore nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq rimasta al Parco (quella vicina alla chiesa) dovrebbe essere proprietà del Seminario Vescovile e del Comune di Senigallia (dati del 2000).

Se l'identità dei proprietari dell'area da 15.000 mq abbia importanza io non l'ho capito, forse sono rimasto accecato dal fatto che il Parco, con quest'abile mossa di finanza creativa, ha perso 11.000 mq di superficie, ovvero due dei "quaranta campi da calcio che possono stare nel Parco della Cesanella" per usare un'esemplificazione dell'Assessore Campanile. Ne sono rimasti trentotto, ma siamo solo al 2009, per il fischio finale sul Parco c'è tempo.

Ora viene il bello, le figure, e chissà che tutto non diventi più semplice:


senigallia, parco cesanellaLa prima versione del Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, del 1998, che mi è pervenuta per email da un ignoto benefattore.
Lo ringrazio, ma ha fatto il lavoro a metà, visto che c'era poteva anche scrivere l'articolo.

Le aree edificabili sono bordate in rosso, l'area con i due punti interrogativi è quella edificabile da 15.000 mq, l'area con scritto NO è quella da 4.000 mq del campo sportivo parrocchiale.
Se sovrapponete le due aree appare chiara la differenza di superficie, tutta sottratta al Parco.
Il Piano Particolareggiato prevede area - circo, parcheggi, laghetto, area cani, ippodromo (o altri impianti sportivi), giardini di Babilonia (area pomicioni), anello ciclabile, percorsi vita ecc. ecc..
Le aree edificabili (tranne quella ??) stanno ai margini del Parco e l'integrità dell'area verde è garantita.


senigalliaLa versione definitiva del Piano Particolareggiato (anno 2000).
E' utile ricordare che un Piano Particolareggiato definisce un'area (in questo caso il Parco della Cesanella) fin nei minimi dettagli, comprese le infrastrutture (fogne, pali della luce, strade) e le reti viarie ciclabili e pedonali. Le aree in azzurro sono edificabili, alcune completate, altre in via di completamento.

Nel 2000 l'area edificabile è ancora quella da 4.000 mq (NO), mentre l'area da 15.000 mq (??) è ancora inserita nel Parco, con il suo percorso stradale (ciclabile? pedonale? percorso vita?) non meglio identificato.


senigallia, cesanellaNel 2009, il dramma.
La versione 2009 del Piano Particolareggiato.
L'area da 4.000 mq (NO) sparisce direttamente dalla divisione per zone omogenee (azzonamento), mentre quella da 15.000 mq (??) diventa azzurra, edificabile.
Ripeto: il Parco "guadagna" 4.000 mq da una parte (nove campi da pallacanestro) e ne rimette 15.000 dall'altra (trentasei campi da pallacanestro).

Per finire questo inutile (la variante è stata votata) pippone archeologico, due considerazioni:
fra le controindicazioni della variante urbanistica, il Consigliere Bacchiocchi indicava anche una possibile azione legale da parte dei proprietari che hanno comprato casa a fianco (lato NORD) della nuova area edificabile. Nel loro caso è presumibile un danno patrimoniale: da casa con "vista sul Parco" la variante l'ha trasformata a casa con "vista su altre case". Bacchiocchi è un tecnico, un esperto, e credo che abbia visto giusto, il contenzioso legale del Comune di Senigallia sarà destinato ad ingrossarsi.

La seconda considerazione è positiva, propositiva: qualche tempo fa, sulla rubrica Scrivi al Sindaco, un proprietario fondiario ha proposto al Comune di prendere in affitto un terreno di 7 ettari per fare gli orti per gli anziani, un mito per le amministrazioni di centrosinistra, da qualche parte una felice realtà.
Ecco la risposta del Sindaco:

"l'ipotesi di assegnare piccoli appezzamenti di terreno ad anziani per la coltivazione ad orto è un'idea che il Comune ha più volte preso in esame. Le modalità di realizzazione di questo progetto richiedono però una vicinanza delle aree alla città, per ovvie ragione di praticità, e assegnano priorità a superfici di proprietà comunale, per ragioni di economicità che comprenderà bene. Ciò premesso, nel ringraziarla per la proposta che mi ha inviato, capirà che allo stato dei fatti risulta difficilmente praticabile."
Cordiali saluti.
Il Sindaco
Luana Angeloni


L'area degli "orti per gli anziani" che risponde a tutte le caratteristiche indicate dal Sindaco ce l'abbiamo nel Parco della Cesanella. Dove il Piano Particolareggiato prevede i giardini di Babilonia, si potrebbe realizzare un'area di circa un ettaro che farebbe la felicità dei pensionati col pollice verde.
Attenzione: l'area è centrale nel parco, ma non è una scelta casuale. La piaga dei grandi parchi urbani (e quello della Cesanella lo potrebbe diventare) è la consegna di vaste aree poco frequentate ai teppisti e agli spacciatori. Adibire una vasta area del Parco all'uso e alla frequentazione quotidiana di numerose persone, potrebbe inibire e ridurre i fenomeni vandalici in modo fisiologico. Se l'area per gli orti venisse adeguatamente regolamentata e convenzionata con un gruppo organizzato di pensionati, si potrebbe avere in cambio la gestione e la manutenzione di una vasta area del parco anche al fuori degli orti, con conseguente risparmio di risorse comunali. Diciamo un paio di campi da calcio aggratis.



E per finire un:

attenzio' popolazio'

clicca sull'immagine per leggere meglio




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 26, 2009 00:06 | link |
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categorie: politica, ambiente, edilizia, frazioni, vita cittadina, parco della cesanella

martedì, 24 febbraio 2009

Senigallia, vignetta muta




senigallia; parco cesanella






staccato da: Maddeche alle ore febbraio 24, 2009 23:11 | link |
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categorie: politica, frazioni, vita cittadina, parco della cesanella

lunedì, 23 febbraio 2009

Senigallia, ronde civiche

Fronde Civiche


Senigallia è già in regola con la nuova disciplina sulle Ronde Civiche. Gruppi di esponenti del centrodestra battono la città in lungo e largo alla ricerca del degrado e del raccapriccio.

Manca l'unità d'intenti e il disegno comune, ma gli abitanti dei quartieri li amano e aspettano con ansia la loro visita, armati di pala e piccone.

Genesi e prospettive di un fenomeno che si allarga, fino ad occupare tutto il degrado disponibile.


Inizialmente votata al controllo della spiaggia e dei suoi ombrelloni, la Ronda Civica media senigalliese si è lentamente evoluta nel controllo delle opere pubbliche, strade, marciapiedi e tombini, trasformandosi da minaccioso rigurgito di giustizia privata in elegante esercizio di controllo qualità e consulenza sulle infrastrutture.

Le armi a disposizione dei vigilantes sono letali, comunicato stampa e macchina fotografica, i tempi d'intervento sono minimi, dal Ciarnin al Cesano in una manciata di minuti, le loro fonti affidabili, in ogni bar c'è il pensionato con la delega ai reclami sulle infrastrutture conquistata sul campo.

Quello che manca è la sintesi e la coordinazione fra i vari gruppi, che agiscono con modalità e finalità diverse, chi per raccogliere voti in vista delle prossime elezioni, chi per ottenere consensi in attesa delle Amministrative 2010 e chi per fare pressioni all'interno del suo partito, o gruppo tribale affine, nella speranza di ottenere una candidatura in vista delle Comunali del prossimo anno.

Il risultato di questo caos motivazionale ed organizzativo è sotto gli occhi di tutti: intere frazioni abbandonate a se stesse, con il degrado che si evolve e si tramuta in decadenza, mentre altri quartieri vedono la nascita di comitati anti - ronda, perchè vogliono essere lasciati in pace.
Anche all'interno del centrodestra cittadino il caos è evidente: ogni corrente ha la sua ronda con ordini del giorno e modalità operative differenti, l'impressione netta è che la raccolta di consensi all'interno dei gruppi vaganti generi confusione nell'elettore, che finirà per votare il primo teppista che trova sulla scheda elettorale.
Cerchiamo di fare ordine nel caos.

Niccolò Rossi e Donatella Berardinelli. Le superstar dei vigilantes, attivissimi e ubiqui, hanno costruito una fortunata carriera fatta di comunicati stampa e ispezioni a sorpresa. Memorabile la loro visita alla Striscia di Gaza del Cesano, furono i primi a scoprirla quando era abitata soltanto da centoventi famiglie che se ne stavano per i fatti loro, e a trasformarla in un caso d'accademia sul degrado. Il loro collaudo dei marciapiedi del Portone ha fatto letteratura sull'argomento, mentre la loro petizione per gli alberi di via Bari, a cui la Piaga di Velluto ha aderito, non ha fatto avere più notizie.

foto tratta da Vivere Senigallia

Eleganti e flessibili, con tempi d'intervento minimi, Rossi e Berardinelli sono specialisti in marciapiedi e opere viarie, mentre hanno qualche problema con gli allagamenti e le aree verdi trascurate, a causa della salute cagionevole e le allergie da pollini, che li costringono ad uscire solo con tempo asciutto e calma di vento. Questi limiti fisici rischiano di compromettere una carriera altrimenti destinata al successo.

Floriano Schiavoni. Consigliere Comunale, geometra e tecnico agronomo, Schiavoni ha il suo punto di forza nel giardinaggio, attitudine che lo rende temuto presso i tecnici e gli operai comunali, costretti a guardarsi le spalle mentre potano o annaffiano un albero o mentre reinvasano le piantine d'arredo urbano.
La sua personale battaglia contro i cinghiali che devastano le campagne rischia di fargli perdere consenso fra i suinidi e gli ungulati in generale, che vedono con sfavore le sue mozioni calibro 12.

foto tratta da Vivere Senigallia

Destinato a grandi cose, Schiavoni è forse l'unico Consigliere del centrodestra che capisce d'urbanistica e che sa leggere un bilancio, una capacità che lo rende praticamente insostituibile e rieletto nel 2010.

Il Coordinamento Civico. Dietro questa minacciosa sigla si nasconde un gruppo di Consiglieri Comunali: Roberto Paradisi, Fabrizio Marcantoni, Vincenzo Savini e Daniele Corinaldesi. Massicci e temibili, hanno condotto l'approccio alle Ronde Civiche in maniera ortodossa: torce, cellulari, fischietti e fotografi al seguito, hanno battuto la spiaggia in una memorabile serata dell'estate 2008, un'esperienza mai più ripetuta, dato il crollo di presenze turistiche causato dall'infelice iniziativa.

La devastante potenza delle loro iniziative li rende particolarmente adatti per l'utilizzo in ambiente urbano: dopo un lungo portierato a Palazzo Gherardi, hanno preso in appalto la vigilanza degli Uffici Tecnici comunali, fornendo la loro assistenza per la ricerca dei documenti scomparsi e delle delibere fantasma. Anche i ristoranti cittadini li hanno visti protagonisti: impegnati in una campagna per una sana ed equilibrata alimentazione, curano il menu dei dirigenti comunali dall'antipasto al dessert.

foto tratta da Vivere Senigallia

Beniamini dell'elettorato del centrodestra, i quattro Consiglieri sembrano destinati ad una sicura rielezione: altri cinque anni all'Opposizione potranno essere utili per ricordargli che non solo di denuncia vive la politica, ma anche di programmi e prospettive.

Alessandro Cicconi Massi, Giuseppe Gambelli, Maurizio Perini. Ultimi arrivati nel settore, stanno faticosamente recuperando posizioni, in una difficile rincorsa fra Cesanella, Cesano, lungomare e Rione Porto. Dopo aver tentato vanamente di fare politica, sono pericolosamente entrati in una spirale di comunicati stampa che rischia di stritolarli, fra denunce di degrado in doppia copia, risposte di Mangialardi e controrepliche, un caos organizzativo che richiede ordine e metodo, perchè il settore è affollato e il rischio disaffezione elettorale è dietro l'angolo.

foto tratte da Vivere Senigallia

foto tratta da Sprint on line

Una concentrazione degli sforzi e una maggiore applicazione sul campo gioverebbe al successo delle loro ronde estemporanee. Anche la ricerca di nuove nicchie di mercato sembra diventata indispensabile: la frazione Marzocca, circa tremila elettori, risulta inspiegabilmente tagliata fuori dalle ronde civiche, e l'assenza di degrado rischia di farla precipitare nella classifica sulla qualità della vita.



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 23, 2009 19:38 | link |
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categorie: politica, cronaca vera, vita cittadina

giovedì, 19 febbraio 2009

Senigallia, foto storiche, fosso Penna, ghetto


Cent'anni fa / 4


La carrellata fotografica di oggi comincia dal "lato B" di Senigallia, il cavo della Penna, il fosso a sud del Centro Storico e parallelo al fiume Misa, che non ha mai riscosso grandi simpatie fra i fotografi.
Interrato e deviato presumibilmente fra il 1915 e il 1920, dopo la costruzione degli argini del Misa, il cavo Penna è stato per secoli il confine fra la Città murata e le malsane paludi delle Saline, bonificate dai Duchi Della Rovere (Giovanni, Guidubaldo II e Francesco Maria II) fra il 1500 e il 1600, durante il loro felice e prospero periodo di governo della Città.

La bonifica consistette nella raccolta delle "acque morte" in tre corsi d'acqua, il rio Morignano (a Sud del Ciarnin), il fosso di Sant'Angelo (a fianco di via Rovereto e viale dei Pini) e il cavo della Penna, un sistema idrico che divenne utile anche per attenuare le frequenti piene del Misa.

Attualmente il corso del cavo Penna è occupato da viale IV Novembre, uno dei principali viali cittadini, e l'opera di interramento dev'essere stata di impressionanti dimensioni: ho potuto vedere personalmente un enorme collettore delle acque posto a circa sei metri sotto l'attuale livello della strada, all'incrocio di via Capanna con via IV Novembre.

Interrare il Cavo della Penna divenne una necessità di ordine igienico - sanitario, il successivo terremoto del 1930 fece il resto, avviando l'espansione della Città verso sud, con il quartiere del Piano Regolatore, che ancora ha qualche conto in sospeso con l'acqua, ancora oggi definito "la ciambottàra" dai residenti più anziani.

senigallia
viale IV Novembre cent'anni fa ed oggi
-non ci facciamo una gran figura-

In riva al mare e ben servita dalla ferrovia, alla metà dell'800 Senigallia decise di mettere i piedi in due staffe: stabilimenti balneari e stabilimenti industriali, il tempo avrebbe deciso quale delle due attività sarebbe diventata prevalente. Alla foce del cavo Penna venne costruita una raffineria di zuccheri, a pochi passi dall'Hotel Bagni e dai primi stabilimenti balneari.

A quei tempi la valutazione d'impatto ambientale non era stata ancora inventata e le fabbriche insalubri si mescolavano comodamente con i luoghi di residenza e svago. La ferrovia era utile ad entrambe le attività: trasporto merci e trasporto villeggianti. Le prime aree industriali distanti dai centri abitati avrebbero visto la luce un secolo dopo.


senigallia

Inquadrare la foto di oggi con la foto di un secolo fa è impossibile: l'unico riferimento certo è che ai primi del '900, periodo in cui presumibilmente è stata scattata questa foto, la raffineria era vicina alla fine del suo ciclo produttivo e già negli anni Venti era indicata sulle carte come "ex raffineria". Attualmente l'area industriale è occupata dal Residence Palace e dal Senbhotel, costruiti fra gli anni '60 e '70 e separati dalla ferrovia.

La seconda foto ci mostra la foce del cavo Penna vista da Sud: difficile immaginare che oggi quella spiaggia ospiti decine di alberghi e residence, dall'Hotel Cristallo al Residence Venezia.


senigallia

L'altra serie di foto riguarda un altro soggetto poco amato dai fotografi: il ghetto di Senigallia. L'avvento della fotografia lo trovò in condizioni di abbandono e fatiscenza, certamente non un soggetto da fotografare in una amena località balneare. Le uniche foto di cui dispongo lo ritraggono come sfondo del ben più interessante (per l'epoca) Hotel Roma, l'attuale chiacchieratissimo Palazzo Gherardi.

La storia del ghetto e della comunità ebraica di Senigallia la potete trovare qui, senz'altro più completa delle mie fanfaronate. Soltanto un paio di annotazioni sul periodo in cui venne edificato il ghetto, corrispondente alla fine del felice e "liberale" periodo dei Duchi Della Rovere e al ritorno dello Stato della Chiesa al governo della Città, nel 1632, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, la cui figlia, Vittoria Della Rovere, non potè avanzare pretese.

Una delle prime misure del nuovo corso pontificio fu il confinamento degli ebrei nel ghetto, che, dopo ponderata scelta, venne fondato a metà strada fra il Palazzo del Governo (l'attuale Municipio) e Palazzo del Duca, detestata e decentrata area della Città, che mai entrò nelle simpatie del popolino, per motivi che vedremo un'altra volta.

La scelta del sito rispose ad esigenze politiche e pratiche:
un'ipotesi del professor Ettore Baldetti, tratta di quella che allora era un'area esposta alle intemperie, alle esalazioni malsane del fiume Misa e alle eventuali scorrerie dei predoni (non esistevano i Portici Ercolani e il fiume era a pochi passi), il sito perfetto per ospitare la comunità ebraica, che non godeva certo delle simpatie della Curia. Una sorta di "cuscinetto abitato" fra il centro città e i pericoli esterni.

senigallia
senigallia
Nelle foto il ghetto ci appare come sfondo di un altro soggetto, con i suoi accessi stretti e angusti, opprimente. L'arco di sinistra probabilmente aveva la funzione di porta d'accesso al ghetto che doveva restare chiusa di notte, mentre l'arco di destra consentiva il libero passaggio lungo l'attuale via Gherardi, allora via dell'Ospitale. Il ghetto venne definitivamente demolito alla fine dell'800, in una fase di risanamento generale della Città successivo all'Unità d'Italia.

senigallia

L'ipotesi di riedificare il ghetto, contenuta nel Piano Cervellati, appare alquanto temeraria: la tesi portata avanti dall'architetto bolognese sul "vuoto urbanistico" non può indurci a ricostruire quella che è stata una vergogna della Città di Senigallia, un luogo di detenzione. Sorvolando su considerazioni di ordine tecnico - pratico, che qui porterebbero via troppo spazio.

Nella foto attuale Palazzo Gherardi appare più basso di un piano: venne capitozzato in seguito al terremoto del 1930 e completamente ristrutturato (vedi foto). Stessa sorte toccò ai palazzi di piazza delle Erbe.


senigallia
Nella prossima puntata di questo scempio storico - fotografico vedremo piazza del Duca, la Rocca e il Palazzo del Duca, con una probabile capatina nelle viscere della Città.
Da acuti osservatori del Centro Storico avrete certamente notato la totale assenza di chiese nella zona che sta fra il Corso e il mare, da sempre la parte "civica" della Città.

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 19, 2009 00:28 | link |
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categorie: centro storico, foto storiche

martedì, 17 febbraio 2009

Senigallia, pioggia d'iniziative


Attenzio' popolazio'

doppia attenzio': la sede del seminario di economia del Gruppo Società ed Ambiente è stata spostata presso la Mediateca Comunale in piazza Manni, causa enorme numero di studenti iscritti



senigallia; mezza canaja
senigallia; corso economia alternativa
clicca sulle locandine per ingrandire e per
il programma completo del seminario
sul futuro dell'economia del GSA
(che inizia venerdì 20 febbraio)


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 17, 2009 23:42 | link |
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categorie: politica, globale, vita cittadina, iniziative collaterali

sabato, 14 febbraio 2009

Senigallia, Parco della Cesanella

Una Città in saldo

Ancora deve vedere la luce ma è già il tesoretto di Senigallia: il Parco della Cesanella.

Il Comune diventa un'agenzia immobiliare: quindicimila mq dello sfortunato parco cittadino andranno al miglior offerente, in pieno mercato immobiliare, nella migliore tradizione di una Città che si rappresenta soltanto con l'edilizia.


Conferenza stampa al Caffè Centrale con un'accoppiata inedita di Consiglieri: Andrea Bacchiocchi e Roberto Mancini. L'occasione è stata la seduta del Consiglio Comunale di ieri, dove è stato presentato un "Piano di alienazione e valorizzazione immobiliare" riguardante un'area di circa 15.000 mq situata nel mai realizzato Parco della Cesanella.

La proposta immobiliare (di questo si tratta) è stata presentata in Consiglio senza allegati nè planimetria e senza che sia stata discussa in Commissione Consiliare per eventuali emendamenti, con grande sconcerto sia della Maggioranza che dell'Opposizione, che, sempre più spesso, vengono scambiati per dei passacarte.

La seduta è stata interrotta all'istante, forse per un mero errore materiale dell'Ufficio Urbanistica, forse per una mossa azzardata dell'Amministrazione che non ha avuto fortuna.

In sintesi, e nel linguaggio comune, l'Amministrazione Comunale ha deciso di mettere in vendita un terreno di sua proprietà sul Parco, mettendo a bilancio il presunto ricavato della vendita, ottimisticamente circa tre milioni e mezzo di Euro, 233 Euro al mq.

La speculazione immobiliare è perfettamente in linea con le leggi vigenti, che consentono alle Amministrazioni Comunali di usare il territorio come fonte alternativa di entrate. In pratica, abolita l'ICI e ridotti i trasferimenti dallo Stato, i Comuni sono stati resi liberi di svendere il proprio territorio sul mercato immobiliare, con delle vere e proprie speculazioni fondiarie.

L'area edificabile in vendita è già stata graziosamente corredata di una planimetria di massima, che già suggerisce modalità costruttive adatte ad ottenere il massimo ingombro (circa 150 mq per piano), utilizzando pareti senza aperture o finestre fra due edifici posti di fronte.

senigallia, cesanellala planimetria dettagliata del fondo in vendita

Da questa planimetria è possibile presumere la nascita di venti lotti edificabili, con classificazione BR3, per un totale di 3.772 mq di superficie utile lorda, una specie dello scempio di Borgo Passera, con le sue villette indipendenti ma interconnesse, vista la distanza di soli sei metri l'una dall'altra.

Nessuna parte del fondo è stata destinata a edilizia convenzionata o agevolata, siamo in pieno mercato immobiliare, senza neanche il fastidioso limite minimo dei 52 mq per appartamento, vigente nell'area del litorale. L'ipotesi di microappartamenti turistici a duecento metri dal mare non è affatto peregrina.

senigallia, cesanellala planimetria del Parco della Cesanella
l'area indicata dalla freccia è il fondo in vendita
le aree in azzurro sono aree edificabili

Nella conferenza stampa Mancini e Bacchiocchi hanno rappresentato la frustrante condizione dei Consiglieri Comunali, costretti a veri e propri tour de force per approvare il bilancio in fretta e furia e che si vedono piovere all'improvviso la (già) prevista vendita di un patrimonio comunale, senza aver potuto discutere alcunchè in Commissione, senza la possibilità di esporre il proprio punto di vista, come nelle migliori democrazie.

senigallia; mancini; bacchiocchiAndrea Bacchiocchi e Roberto Mancini

Dopo l'interruzione del Consiglio Comunale di ieri, la pratica "Parco in saldo" sarà discussa in Commissione Consiliare lunedì 16 febbraio e rientrerà nel programma della seduta consiliare prevista per martedì prossimo, 17 febbraio, giorno in cui era previsto un incontro proprio fra l'Amministrazione Comunale e gli abitanti della Cesanella.

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 14, 2009 22:15 | link |
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giovedì, 12 febbraio 2009

Senigallia, ecoripetizioni

senigalliaNanotrasferta


La Giunta Angeloni incontra il dottor Montanari. Scenari apocalittici per l'ambiente.

Ceresoni: "Un incontro che ha lasciato il segno, siamo tornati a Senigallia col motore spento, da Modena la strada è tutta in discesa".

L'ottimismo di Mangialardi: "Le nanoparticelle? Materiale edile per piccoli interventi di riqualificazione urbana".


"Una trasferta utile e positiva"  queste le conclusioni degli Assessori Mangialardi e Ceresoni a conclusione di una giornata passata a contatto con le nanoparticelle del dottor Montanari. Assente all'incontro del 22 gennaio a San Rocco, l'Amministrazione Comunale ha iscritto due rappresentanti al corso di recupero che Montanari tiene a Modena, nel suo laboratorio.

I due partecipanti al corso sono stati sorteggiati fra Mangialardi, Ceresoni e Campanile, ma l'Assessore al Turismo è stato costretto a dare forfait  per presenziare all'inaugurazione del primo centro fitness virtuale di Facebook, mentre Mangialardi e Ceresoni hanno presentato un certificato medico scaduto.

La formazione dei due partecipanti è stata completa ed esaustiva: masterizzato il CD della conferenza di Montanari, lo hanno ascoltato durante il viaggio e durante la breve visita al Centro Storico di Modena, dove Mangialardi ha dato l'avvio ai lavori di riqualificazione di Viale Sgarzeria e venduto il Palazzo Ducale ad una comitiva di turisti olandesi, che ne hanno garantito la riqualificazione e la trasformazione in un polo turistico sul lungomare.

La visita presso il laboratorio Nanodiagnostic di Spilamberto, il regno di Montanari, si è svolta nel rispetto delle normative di sicurezza: i due Assessori hanno indossato la tenuta antipolvere in cotone pettinato e filo da pesca montato a patchwork, con inserti di latex in punto a croce.

Tutti i protocolli di sicurezza sono stati rispettati, anche quando Mangialardi ha aperto un nanocondotto di antimateria, pensando che fosse il distributore automatico del caffè. Immediatamente tutta l'area è stata sottoposta a profilassi preventiva e gli abitanti di Spilamberto sono potuti rientrare a casa in tarda serata, una volta ottenuto l'OK dalla Protezione Civile.

La presentazione di alcune nanoparticelle nell'auditorium del centro sperimentale è stata rimandata per motivi logistici: il buffet nella reception si stava raffreddando e nel frattempo le nanoparticelle si sono mescolate alle polveri sottili, rendendosi irriconoscibili e, soprattutto, invisibili.

La visita al laboratorio Nanodiagnostic si è conclusa con un incontro con i tecnici della Ferrari a Maranello, il cui stabilimento è collegato al laboratorio di Montanari con un'agile pista ciclabile sotterranea lunga 12 chilometri.
Occasione dell'incontro è stata la presentazione dei nuovi motori Ferrari a emissioni zero, gli Ekopork, alimentati a scarti di culatello e coppa di testa. Un breve test sulla pista di Fiorano ha convinto i due amministratori sulla bontà del progetto: donata la Panda di rappresentanza alle maestranze Ferrari, Ceresoni e Mangialardi sono tornati a Senigallia con la Ferrari, fermandosi per un breve rifornimento presso la gastronomia "Grascìon'" di Savignano sul Rubicone.

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 12, 2009 21:30 | link |
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martedì, 10 febbraio 2009

Senigallia, modernariato

A volte tornano

La cronaca nazionale impone rispetto e silenzio. La cronaca locale ruota attorno a un triste caso di corruzione, che ci coglie con l'indigno in riserva.

Nulla riesce più a sorprenderci, l'estinzione è vicina, vedo mosche e bacarozzi a bordo campo a fare stretching.

E' il momento migliore per risolvere una questione che riguarda un simbolo del nostro passato, di rispondere alla necessità di fare chiarezza su un mistero della nostra storia recente: che fine ha fatto il camper elettorale dei Verdi?


Protagonista della campagna elettorale del 2005, il camper di Luciano Montesi, candidato Consigliere Regionale, giace, male in arnese e trascurato, in un'area industriale di Borgo Bicchia, forse la sua ultima dimora.

senigallia, verdi
L'aspetto non inganni: quello che sembra un Ford Transit Mark II, di produzione anteriore al 1986, con un puzzolente motore a nafta da 2400 cmc, sotto il cofano cela un motore ad alimentazione mista fiori appassiti-mozioni bocciate da 114 CV.

La sala stampa e il centro multimediale all'interno sono completamente autosufficienti: i pannelli solari montati sul tetto consentono l'avvio del dibattito e la presentazione di mozioni in contemporanea, sfruttando la cogenerazione dovuta alla piattaforma comune.

L'innovativo mezzo di propaganda elettorale fece breccia nel cuore dei senigalliesi: Luciano Montesi raccolse più di 900 voti di preferenza, numero insufficiente per ottenere il seggio regionale, ma che si rivelò indubbiamente un buon successo personale.

Dopo la diffusione dei risultati elettorali, Montesi ospitò tutti i suoi elettori nella dinner room  del camper, per una memorabile cena di ringraziamento. Nei mesi successivi il camper tornò brevemente alla ribalta delle cronache politiche ospitando una serie di convegni sulle tecniche forestali migratorie, fino al declino e all'abbandono di oggi.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 10, 2009 23:24 | link |
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venerdì, 06 febbraio 2009

Senigallia, amministrative 2010


Clamoroso al Comunale


Rifondazione Comunista presenta il suo candidato per il 2010: Roberto Mancini.

"Una candidatura in autonomia, si consulterà prima con la Città e poi con i partiti".

Dalla panchina dell'Inter alla candidatura a Sindaco di Senigallia, la straordinaria parabola di Roberto Mancini si compie oggi, durante la conferenza stampa tenuta nella Sala Consiliare.

Una location  di prestigio per un progetto ambizioso: presentare un candidato Sindaco autorevole e condiviso con un anno di anticipo, mettere subito tutto in chiaro, costruire programma e squadra di governo con la Città.

Cinquantatrè anni, professore di Lettere al pedagogico Perticari, Mancini siede in Consiglio Comunale da quattro anni: "Sono in "aspettativa" da Rifondazione, ho la più ampia autonomia, voglio incontrare la città e tutte le sue componenti, condividere un programma fatto di partecipazione, trasparenza, sobrietà e solidarietà. Inizierò un percorso di conoscenza quartiere per quartiere, frazione per frazione, parlerò con tutti, sinistra, centrosinistra, lavoratori, mondo cattolico, ambientalisti, operatori del volontariato, artigiani ed imprenditori, senza pregiudizi o preclusioni. Forse un anno non basterà, forse sono partito appena in tempo".

Forse questo è già un programma di governo comunale: ascoltare la Città prima delle segreterie.

 La Piaga di Velluto augura al candidato Mancini un anno di successi e spera che questa mossa anticipata riesca a smuovere le acque stagnanti della politica cittadina, che ultimamente vive su scambi di comunicati stampa, minacce legali, basse manovre in Consiglio ed annunci con effetto-annuncio.


Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista e Roberto Mancini



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 06, 2009 15:33 | link |
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martedì, 03 febbraio 2009

Senigallia, foto storiche, viale leopardi

Cent'anni fa / 3

Con le foto d'epoca siamo in viale Leopardi, ai margini del reticolo viario più antico della Città, la prova è nella piccola area archeologica che si trova sotto il teatro La Fenice, dove è stato portato alla luce un incrocio di strade di epoca romana.
Fra le attuali via Battisti, via San Martino e via Mastai si trova il primo nucleo della Città romana, e gli osservatori più attenti si saranno chiesti per quale motivo via Mastai e Corso II Giugno siano parallele ma non troppo e per quale motivo alcune traverse del Corso siano perpendicolari ad esso, mentre altre sono perpendicolari a via Mastai.
Se non ve lo siete mai chiesto, chiedetevelo, percorrerete via Mastai con maggiore rispetto.

Via Leopardi è sempre stata una delle vie più importanti di Senigallia, l'attuale denominazione dovrebbe risalire alla fine dell'800 e in precedenza era chiamata via Flaminia.
La prima foto ci mostra una prospettiva della strada, che non ha nulla a vedere con l'attuale, una vera sorpresa.



Il fosso al centro della foto è un residuo del fossato difensivo della cinta pentagonale murata. In realtà viale Leopardi non si trova in una depressione del terreno: assieme al Centro Storico costituisce uno spartiacque fra il fiume Misa e il Cavo (fosso) della Penna, che è stato interrato ai primi del '900, quando vennero eretti gli attuali argini del Misa, costituendo l'attuale viale IV Novembre. Uno spartiacque che ha il suo punto più elevato nel sito dell'ex Politeama Rossini, una collinetta sul mare, quando il mare lambiva la Rocca.

Nella foto attuale il Razionalismo italiano la fa da padrone: l'imponente sagoma dell'ex GIL, completato alla fine degli anni '30, ha cancellato la magnifica prospettiva del viale. Inutile prendersela più di tanto.

La seconda serie di foto ci mostra la fontana "delle Anatre" (erroneamente chiamata delle Oche, per la praticità del popolino) e soprattutto Porta Saffi (o Porta Ancona), uno degli accessi alla città. Porta Saffi è stata demolita in seguito al terremoto del '30 (vedi foto), sull'onda della spietata (ma necessaria) ristrutturazione della città, che ha cancellato o capitozzato palazzi, aperto nuove vie, modificato prospettive, ma che ha anche aperto e fatto respirare la Città verso l'attuale Piano Regolatore e il quartiere Portone.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche

Sullo sfondo della foto attuale, la palazzina che separa Corso II Giugno da via Mastai, capitozzata dal terremoto, è inspiegabilmente esclusa dalla lista dei palazzi soggetti a possibile sopraelevazione nel Piano Cervellati. La prospettiva dell'ingresso ai corsi se ne gioverebbe, quella attuale è ben misera.

Le due anatre della fontana vengono da lontano: inizialmente poste in numero di quattro sulla fontana di piazza del Duca, completata nel 1602, rappresentavano la bonifica delle Saline intrapresa con successo dai Della Rovere. Verso la metà dell'800 le anatre scompaiono misteriosamente dalla fontana della piazza, probabili vittime di un restauro, e vengono sostituite dagli attuali leoni.
Una delle anatre, superstite, venne destinata alla fontana di largo Puccini (fontana delle Oche), rimanendo in perfetta solitudine fino al 1946, quando venne ritrovata, nei magazzini del teatro La Fenice, una seconda anatra che venne spedita a farle compagnia (1).

La terza coppia di foto ci mostra gli attuali giardini Catalani rispetto a un secolo fa: qualcuno dirà che abbiamo sprecato un sacco di spazio per i parcheggi.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche
L'ultima coppia di foto riguarda l'attuale Porta Mazzini o Porta della Maddalena o Colonna, eretta con l'ampliamento settecentesco della Città (1746 - 1760), quello che ha spostato ad angolo retto il fiume Misa dietro alla Caserma Avogadro, strappando al fiume una consistente porzione di terra, e che ha tentato di spostare il baricentro della città vecchia verso il Duomo e il Vescovato, un ampliamento voluto da papa Benedetto XIV.

Alle estremità dell'attuale via Cavallotti vennero erette due porte: Porta Cappuccina, su ponte Garibaldi e Porta della Maddalena, su via Leopardi. La prima venne demolita ai primi del '900 con la costruzione degli attuali argini del Misa e di Ponte Garibaldi. La seconda presenta due facce: banale e disordinata quella esterna (sembra finta), probabilmente ristrutturata sotto Pio IX e "alleggerita" dal terremoto del '30, armonica e potentemente barocca la facciata interna.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche
senigallia foto storichela facciata interna di Porta Mazzini
(tratta da "Il Rione Porto di Senigallia" che potete scaricare qui in PDF)


Il mio modesto tentativo di "leggere" un secolo di viale Leopardi finisce qui. Ho lasciato senza risposta qualche questione per ignoranza (perchè le anatre oggi sono sei fra piazza del Duca e largo Puccini? Hanno nidificato? Com'era Porta Maddalena prima del restauro di Pio IX? Perchè facciamo le vasche nel Corso che anticamente era un fosso insalubre? Perchè abbiamo costruito il teatro La Fenice in mattoncini rossi? Perchè il "diverticolo"  della Flaminia che si trova sotto La Fenice non ha mantenuto il suo status di strada principale? Quando lo ha perso?).

Se qualcuno avesse le risposte a queste domande (o volesse porre altre questioni) può farlo nei commenti. Se il contributo si rivelerà utile lo pubblicherò sulla pagina principale della Piaga di Velluto. Non spingete.

La prossima puntata la facciamo nell'ex Ghetto di piazza Simoncelli, argomento di grande attualità e nel fosso della Penna, con i suoi stabilimenti industriali.

(1) "Potere e Res Aedificatoria" - Marinella Bonvini Mazzanti (1992)


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 03, 2009 19:53 | link |
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domenica, 01 febbraio 2009

Senigallia, nanoparticelle, clamoroso al San Rocco

senigalliaTrasferta ultrà


Gli Angeloni Boys non ci stanno: ricorso e trasferta a Modena dopo la sconfitta al San Rocco del 22 gennaio, contro il Versus Complanare.

Alcuni Assessori della Giunta Angeloni andranno in trasferta a Modena dal dottor Montanari. Straordinarie misure di sicurezza, saranno accompagnati da duecento tifosi del Versus Complanare.


Il 2 - 0 a tavolino del derby di San Rocco non è piaciuto alla dirigenza degli Angeloni Boys, che presenteranno ricorso e incontreranno il dottor Montanari il prossimo 11 febbraio. Com'è noto, la squadra di governo della Città di Senigallia ha disertato in massa l'incontro contro l'agguerrita compagine del comitato.

Una clamorosa serie di contrattempi ha impedito la partecipazione di numerosi Assessori e Consiglieri alla conferenza di Montanari, fra cui la lesione del quadricipite della coscia destra di Ceresoni, infortuno rimediato in un tackle scivolato sulle proteste per l'abbattimento dei pini di via Bari.


Nessuno ha potuto sostituire l'ariete d'attacco dei Boys, la Testa Pensante del gol: l'Assessore Campanile era impegnato con gli esami di pattinaggio sul ghiaccio, Mangialardi doveva finire i controsoffitti al bocciodromo della Cesanella, Volpini era dal medico, Velia Papa aveva un provino, il Sindaco stava facendo le valigie e Patrizia Giacomelli è risultata troppo decentrata per occuparsi di nanoparticelle.


Il risultato di questa diserzione in massa è stato il 2 a 0 a tavolino, una pesante squalifica per il San Rocco e una trasferta obbligatoria a Modena, dove il dottor Montanari sarà costretto a dare ripetizioni, assistito da una folta rappresentanza del comitato Versus Complanare, a cui queste "ripetizioni in privato" sembrano non piacere.


La trasferta dell'11 febbraio si preannuncia "calda": il pullman degli Assessori sarà scortato dalla Polizia Stradale da casello a casello, non saranno ammesse soste negli Autogrill e gli Assessori non potranno portare bandiere o striscioni inneggianti la Complanare. Durante l'incontro con Montanari gli Assessori potranno fare delle domande pertinenti all'argomento nanoparticelle e a questo scopo hanno aperto
un'apposita pagina web.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 01, 2009 23:22 | link |
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categorie: politica, ambiente, cronaca vera, senigallia, assessori, complanare

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