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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


sabato, 27 giugno 2009

Senigallia, Piano del Porto

Piano del Porco


Decretazione d'urgenza per il porto. "Una Grande Opera, ci sarà posto anche per il mare".

Il piano d'area del Porto è stato finalmente approvato nella serata di giovedì, dopo un acceso dibattito in Sala Consiliare che ha raggiunto il culmine quando l'Opposizione si è rifiutata di pagare il conto del pasticciere, dopo aver verificato che il gelato alla fiamma era previsto come supplemento e non era stato inserito nel menu del buffet, come concordato nella riunione dei Capigruppo.

La seduta del Consiglio è stata immediatamente sospesa e l'Opposizione ha richiesto a gran voce le dimissioni dello chef, ritenuto responsabile del mancato accordo sul menu. Dopo una breve riunione dei Capigruppo la situazione di stallo si è sbloccata quando il Sindaco Mangialardi ha fatto passare un emendamento per pagare il conto di tasca sua e un secondo emendamento per delegare ogni decisione in materia di Porto alla Giunta.
Soddisfatti per l'accordo raggiunto, i Consiglieri d'Opposizione hanno tuttavia mantenuto la richiesta  di dimissioni dello chef, riservandosi di produrre "la più ampia documentazione" sulle sue inadempienze. La seduta del Consiglio si è conclusa con la tradizionale bicchierata nella Sala Bacardi e i membri dell'Opposizione si sono presi la loro bella rivincita a calcetto balilla, 2 a 0 a tavolino, dato che i Consiglieri di Maggioranza erano già andati a festeggiare al Naomi di Marina di Montemarciano.

Il nuovo Piano del Porto è stato quindi approvato con decretazione d'urgenza, l'impegno della Giunta per approvare entro il 30 giugno il piano del Porto e l'Area Sacelit sta per essere rispettato e l'industria edilizia può festeggiare, dato che si stanno muovendo commesse per decine di milioni di Euro.

Anche il premier Berlusconi ha avuto parole di elogio per il Porto di Senigallia. Visitando in elicottero le zone colpite dal mangialardi, il premier si è soffermato in particolar modo sulla qualità delle infrastrutture: "Sono rimasto impressionato dalle soluzioni adottate per la viabilità" ha dichiarato durante un breve incontro con le popolazioni colpite dall'assessore "il viadotto a chiocciola fra la stazione e il faro è straordinario, mentre il sottopassaggio gonfiabile della darsena sopraelevata è una gioia per gli occhi. Ho qualche perplessità sulla larghezza della strada di comunicazione fra i lungomari, ma possiamo intervenire con degli incentivi per l'acquisto di Micromachines, in decretazione d'urgenza".
staccato da: Maddeche alle ore giugno 27, 2009 10:04 | link |
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categorie: consiglio comunale, edilizia, cronaca vera, assessori, misfatteria varia

martedì, 23 giugno 2009

Castelleone di Suasa, panem et circenses

Panem et circenses

Quando la Barilla ha girato uno spot con la colonna sonora de Il Gladiatore ho smesso di piagnucolare come un vitello mentre Massimo Decimo Meridio, accarezzando il grano, raggiunge la moglie (gnocca) e il figlioletto (birba cagacazzi) nei Campi Elisi.
Ho visto quel film una ventina di volte e ho un fratello che può doppiarlo con un labiale perfetto, lo mettete dietro al televisore, gli fate sentire la prima battuta, abbassate il volume e ascoltate lui. E' disponibile per feste di compleanno o gruppi di fan a pagamento e vale tutti i suoi soldi. Per il resto è una persona normale, clan familiare, lavoro, bollette, etc..

La scena del primo combattimento al Colosseo del gladiatore Massimo è una delle migliori scene d'azione del cinema mondiale, superata soltanto dallo sbarco in Normandia di Spielberg e dalla battaglia principale di Braveheart. Ma forse è solo una questione di budget e di numero di comparse.
Quando Massimo ruba il cavallo e guida le sue truppe alla vittoria, torno bambino e mi metto a galoppare per la stanza. Quando sono solo. In compagnia, fingo di avere sete e vado a piagnucolare in cucina perchè non posso galoppare. La compagnia ormai ha capito il problema e proietta Harry ti presento Sally, almeno si piagnucola tutti insieme e il cavallo resta fuori, perchè ingombra e puzza di stalla.

Poi è arrivata la Barilla e l'incanto è finito. Ci vorrebbe una legge per certe cose. Come quando Vasco Rossi ha ceduto Vita spericolata alla Chicco. Non si può.

Tutta questa vana introduzione per la rievocazione storica Panem et Circenses, che si è svolta domenica scorsa al parco archeologico di Castelleone di Suasa. Una lieta sorpresa, poco pubblicizzata, che ha sofferto il maltempo e ha dovuto ridimensionare il programma, sembra che dei figuranti di Cesena e Arezzo siano rimasti a casa.

Finalmente qualcosa di diverso dalle classiche rievocazioni storiche medioevali, il flagello delle Marche, con la solita sfilata dei costumi, il rullo dei tamburi, le gare di tiro con l'arco e quattromila fotografi davanti che ti impallano la visuale.




Pur essendo un solo gruppo di figuranti, quelli della Colonia Julia Fanestris (Fano) se le sono date di santa ragione con i Galli Senoni della Teuta Senones Pisaurensis (Pesaro) in una scaramuccia, hanno celebrato un funerale romano e hanno iniziato una vergine Vestale al suo ufficio. Vitello allo spiedo per cena. Tutto questo nella spianata del parco archeologico, quanto mai adatta a questo tipo di rappresentazioni.

soldati romani al campo

guerrieri galli


funerale romano

prefiche al funerale romano

la salma viene bruciata al cospetto del sacerdote


Una manifestazione che è stato un primo esperimento della Pro Loco Suasa per promuovere il sito archeologico. Una manifestazione che dovrebbe essere promossa con più coraggio, cercando di coinvolgere più gruppi di rievocazione storica e cercando di far parcheggiare le onnipresenti macchine da un'altra parte, in mezzo alla scaramuccia non c'entravano niente.
Al prossimo anno, credo.

staccato da: Maddeche alle ore giugno 23, 2009 19:22 | link |
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categorie: fatti privati, iniziative collaterali

domenica, 21 giugno 2009

staccato da: Maddeche alle ore giugno 21, 2009 07:53 | link |
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sabato, 20 giugno 2009

Senigallia, complanare

Attenzio'
Popolazio'




staccato da: Maddeche alle ore giugno 20, 2009 19:13 | link |
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categorie: ambiente, edilizia, vita cittadina, complanare, iniziative collaterali

Senigallia, Vaticano spa

Attenzio'
Popolazio'


incontro con l'autore

a Senigallia
auditorium di San Rocco
Piazza Garibaldi

venerdì 26 giugno 2009
ore 21.00


attenzione: robba esplosiva

portare estintore e sacchetti di sabbia
lasciare i bambini a casa
fare testamento


staccato da: Maddeche alle ore giugno 20, 2009 07:25 | link |
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categorie: vita cittadina, iniziative collaterali

mercoledì, 17 giugno 2009

Senigallia, Complanare

Facebook per i più piccini

Il SI' Complanare sbarca su Facebook. Non aderiscono cinque milioni di utenti italiani, tutti contrari alla Complanare.

Mangialardi: "Un successo strepitoso, i miei quattro nickname hanno aderito in massa".


Il dibattito sulla Complanare tocca il gradino più basso dell'evoluzione sul web. Stanchi di rispondere ai test su "Quale quaderno Pigna ti senti di essere?" o "Quali fiori vorresti al tuo funerale?", un gruppo di utenti senigalliesi di Facebook è passato alle vie di fatto e ha trasferito la guerra fra poveri della Complanare dalla piazza al web.

Un altro straordinario successo dovuto al CaterRaduno, che lo scorso anno ha ispirato la nascita del gruppo "Angeloni bella gnocca", sull'irresistibile tormentone matrimoniale di Massimo Cirri e che quest'anno ha voluto fare sul serio, sbattendo la porta in faccia ai localismi egoisti dei comitati nel nome di un limpido ambientalismo ecumenico: quello di FIAT, ENI ed ENEL, aziende che ci fanno spegnere la luce per il risparmio energetico e nella penombra progettano centrali nucleari e inceneritori.

Ancora incredulo del gran numero di adesioni ricevuto, il fondatore del gruppo SI' Complanare, Francesco Gasparetti (Gaspa), blogger senigalliese, pubblicherà nei prossimi giorni il progetto esecutivo della Complanare, completo dei particolari costruttivi degli svincoli, con una breve nota descrittiva sulle opere di mitigazione ambientale previste.

Nel programma estivo del gruppo è prevista anche un'escursione sui luoghi della Complanare, allo svincolo del Maestrale e all'uscita delle Saline, evitando il monotono tratto di Borgo Coltellone, che non offre spunti tecnici apprezzabili.

Un ulteriore regalo ai sostenitori della causa, che hanno fatto della completezza d'informazione, della consapevolezza e della trasparenza una bandiera da portare con orgoglio in ogni loro scelta.
staccato da: Maddeche alle ore giugno 17, 2009 23:26 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, complanare, misfatteria varia

martedì, 16 giugno 2009

Senigallia, Versus Complanare


L'ultimo scoop della Piaga di Velluto


Un testo inedito, la lettera che il Comitato Versus Complanare ha inviato alla redazione di Caterpillar lo scorso anno e che non ha mai avuto risposta, a dimostrazione del solido legame affettivo esistente fra Senigallia e la popolare trasmissione radiofonica.

La stessa lettera è stata consegnata alla redazione del CaterRaduno nei giorni scorsi, nel tentativo di avere una risposta dai destinatari, sempre nel quadro degli ottimi rapporti esistenti fra la cittadinanza senigalliese e la trasmissione ospite.

Un contributo al dibattito sulla Complanare, argomento scomodo come un letto pieno di briciole.


Cari conduttori di Caterpillar,

vi scriviamo da Senigallia…non aggiungiamo altro sulla città che da qualche anno conoscete meglio di noi…o quasi. Infatti per chi ci vive da sempre e non solo sotto la luce dei riflettori  le ombre sono molteplici.   Apprezziamo molto il vostro programma radiofonico che  ascoltiamo volentieri, ci appassionano i temi che trattate e condividiamo le iniziative che sostenete soprattutto in fatto di ambiente, energia alternativa e stili di vita  solidali.

Tra pochi giorni sarete di nuovo sulla nostra spiaggia a beneficiarci di  spettacoli di intrattenimento, radio, eventi, con i baci e gli abbracci ad un sindaco presentato come l’Angelo della democrazia. E qui permetteteci  di constatare tanta retorica pseudo-alernativa; infatti su Senigallia si sentiranno tante belle  parole, belle, ma solo parole. Mentre i fatti sono ben altri.
 
Tanto per rimanere sui temi a voi cari , si  propaganda tanto la solidarietà, la vivibilità, l’ambiente, la salute dei senigalliesi ma le decisioni fondamentali vanno in ben altra direzione. E’ il caso di quel mostruoso intervento che va sotto il nome di ‘complanare’ e che accompagna – come il vento la tempesta – la realizzazione della terza corsia autostradale della A14.
Asfalto e cemento, che inghiottiranno case, scuole, ospedale e interi quartieri immersi nel verde. Asfalto, cemento – e mettiamoci pure tutte le “salutari” sostanze inquinanti derivanti dal traffico di auto e tir – a colate industriali. Per la felicità di mamme, bambini ed anziani!
 
A onor del vero la nostra è un’opinione condivisa dalla maggior parte dei residenti di due borghi Coltellone e Ribeca, a due passi dal centro città che saranno devastati dalla costruzione di questa insensata opera stradale. E’ cronaca di questi giorni le diverse iniziative che si stanno organizzando contro  questo progetto, tra cui una recente  “infuocata” assemblea dei cittadini con  gli amministratori locali.
(Basta consultare la stampa e siti locali.)
 
Purtroppo in questa  opposizione a tale “irragionevole” intervento urbano non ci  sentiamo sostenuti dalle associazioni ambientaliste presenti nel territorio che purtroppo, pur se nella città è salito il dibattito, non hanno fatto sentire la loro voce. 
Oltre a portarvi a conoscenza che  in questa città non  tutto è“velluto” o bandiera blu, ci  piacerebbe avere anche noi, cittadini preoccupati,  una voce tra le tante manifestazioni del   caterRaduno,   una voce  alternativa al “che bello” o “va tutto bene”!!! Si intende non  vogliamo attaccare il sindaco e giunta (lo faremo nelle sedi opportune) né  soddisfare  smanie di protagonismo,  né esser guastafeste,  semplicemente esprimere la nostra opinione su come ci piacerebbe vivere nella nostra città e come concepiamo il futuro sostenibile a Senigallia  (e restando fedeli allo spirito del raduno!).

Per ora…grazie dell’ attenzione e comunque quando verrete a Senigallia Vi invitiamo a venire  a constatare di persona i luoghi interessati al “futuro massacro urbanistico”,  saremmo ben lieti di darvi tutte le informazioni e mostrarvi nei dettagli la planimetria del progetto…siamo solo a due passi dalla mare e… in bicicletta potrebbe essere una bella passeggiata….sempre che ve la sentiate   di  rischiare di venir travolti da auto e moto, data la strettezza della via e  la totale assenza di   pista ciclabile (di tanto in quanto appare  qualche rimasuglio di  marciapiede risalente all’età della pietra!). Eppure un display di ultima generazione ci dice: usa la testa  a Senigallia vai in bicicletta! Ma proprio per l’incolumità della mia testa,  la bicicletta sono costretta a lasciarla in garage….

 Le referenti del Comitato “Versus Complanare e…non solo”

Anna Manoni, Francesca Angeletti, Susanna Vignoli


www.versuscomplanare.com


staccato da: Maddeche alle ore giugno 16, 2009 22:06 | link |
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categorie: politica, senigallia, vita cittadina, complanare

lunedì, 15 giugno 2009

Senigallia, foto storiche, Chiesa della Maddalena

Cent'anni fa / 9.0

Ignorata dai percorsi turistici estivi (e dai fotografi), la chiesa della Maddalena è forse la più misteriosa chiesa della Città di Senigallia. Senz'altro la più discreta. Se non bastano le reliquie della Santa, il cui culto fu all'origine della Fiera, trafugate dal Colleoni in piena decadenza della Città, con la posizione di questa chiesa possiamo fare anche qualche ipotesi sulla Senigallia romana e altomedievale. Un po' di fantarcheologia a buon mercato.

La chiesa della Maddalena è la pietra angolare dell'ampliazione settecentesca di Senigallia. Compresa nella cerchia delle scomparse mura romane e medievali della Città, la chiesa è stata lasciata fuori dalle mura cinquecentesche dei Della Rovere, assieme a pochi altri edifici rilevanti, in quell'area esterna alla Città medioevale che qualcuno definì la Terra Vecchia.
In realtà si trattava di una vasta area coltivata a orto con poche casupole nelle immediate vicinanze della Città, dove si trovava anche l'osteria della Posta, luogo di riposo e sosta per viandanti e pellegrini, dato che Senigallia si trovava lungo uno dei più trafficati itinerari per Roma.


la Chiesa della Maddalena, in via Cavallotti,
con il suo particolare orientamento

Quando gli architetti pontifici progettarono l'ampliazione se la trovarono lì, blasonata e solitaria, con il suo strano orientamento obliquo che li costrinse a movimentare un po' la trama dell'ampliazione, aprendo qualche strada in diagonale e facendo corrispondere l'attuale via Cavallotti con lo spigolo settentrionale della chiesa.

Le origini della chiesa della Maddalena sono oscure: inizialmente intitolata a San Gregorio, venne costruita intorno al 1200 sulle rovine di un tempietto di epoca romana, che probabilmente aveva un suo orientamento rituale diverso dal cardo e decumano della Città.

La chiesa venne arricchita con le veneratissime reliquie di Santa Maria Maddalena (Maria di Magdala) e di suo fratello Lazzaro ( alzati e cammina! ), portate in dote da una misteriosa principessa di Marsiglia al Conte Sergio, suo sposo. Le reliquie della Santa, la più controversa ed interpretata figura dei Vangeli, furono oggetto di entusiastica venerazione in Città, con l'istituzione di un periodo di sei giorni di fiera e festeggiamenti intorno al 22 luglio, festa della Santa. La Fiera della Maddalena, che sarebbe diventata la Fiera di Sant'Agostino (1).

Il declino della chiesa della Maddalena sarebbe arrivato fin troppo presto: nel 1264 Senigallia venne saccheggiata e distrutta dalle truppe di Manfredi di Sicilia, comandate da Percivalle Doria, che rase al suolo la città, lasciando in piedi solo l'episcopio e trentasei "edifici vecchi". La Città rimase nell'abbandono completo per un paio d'anni e lentamente tornò alla vita sotto Sigismondo Pandolfo Malatesta, che la rifondò e le restituì una dignità, utilizzando con disinvoltura i beni demaniali della Chiesa per incentivare la crescita demografica, indebitandosi fino al collo. Per capire l'entità del declino della Città, basti pensare che nel 1350 Senigallia era classificata al 30° posto per importanza fra le "città della Marca" (2).

La chiesa della Maddalena rimase abbandonata fuori dalla Città, all'esterno delle piccole mura malatestiane, e in queste condizioni, nel 1443, la trovò Fra' Bellino Crotti da Rumano (Bergamo), confessore di Bartolomeo Colleoni, il famoso capitano di ventura.
Il Colleoni si trovava nei pressi di Senigallia per dirimere alcune questioni per conto degli Sforza di Milano e Fra' Bellino gli fece presente che le autorevoli reliquie di Maddalena (e di Lazzaro) avrebbero trovato una sede più consona a Bergamo piuttosto che "in una chiesetta campestre, che fuori di Sinigaglia per la lunga guerra giva senza culto".

Il Colleoni, uomo d'arme e politica, di fronte alla proposta di trafugare delle reliquie, rispose al suo confessore con un capolavoro di opportunismo: "a sè, come soldato e uomo pieno di molti peccati, non si conveniva nei fatti di Dio o dei santi tramettere (intromettersi). Ma a lui (Fra' Bellino) come sacerdote e ministro delle cose divine s'apparteneva, ed era lecito d'esse reliquie fare quanto ben gli paresse". (3)

Le reliquie della Maddalena furono trafugate assieme a quelle del fratello Lazzaro e portate in due chiese del bergamasco, a Rumano e a Covo. Probabilmente solo le reliquie di San Lazzaro si sono conservate fino ad oggi, mentre non si hanno notizie di quelle di Santa Maria Maddalena.

La perdita delle reliquie non sconvolse la Città: l'episodio rientrò nel quadro della decadenza cittadina, della perdita d'identità. Senigallia si stava ripopolando con persone provenienti da ogni parte d'Italia, attirate dagli incentivi economici del Malatesta e dalla possibilità di avviare lucrosi traffici grazie alla Fiera franca. Persone che non andavano tanto per il sottile, a tutto interessate tranne che alle tradizioni e consuetudini della Città che li aveva accolti.

La decadenza della Città ebbe fine con l'avvento dei Della Rovere, nel 1474, dinastia che regnò felicemente, con brevi interruzioni, per oltre centocinquant'anni.
Preoccupati di consolidare e rafforzare una Città ridotta ai minimi termini, i Della Rovere edificarono le mura, completarono la Rocca, innalzarono il Palazzo del Duca e finanziarono (con sobrietà) il Palazzo Comunale. Una serie di opere destinate a caratterizzare come civile e laica tutta l'area compresa fra l'attuale Corso e la Rocca, l'unica zona del Centro Storico dove non vi sono chiese. Ma i Della Rovere si occuparono anche del Culto, riedificando, fra le altre, la Chiesa della Maddalena, dimenticata e cadente, intorno al 1490. La stessa chiesa ospitò le spoglie mortali di Giovanni della Rovere, prima che venissero traslate, definitivamente, nella Chiesa delle Grazie.

una rara foto d'epoca della Chiesa della Maddalena

L'ampliazione settecentesca riportò alla ribalta la Chiesa della Maddalena, inserendola in un contesto urbano composto da una lunga via trionfale delimitata da due porte cittadine, Porta Maddalena o Colonna (Porta Mazzini) e Porta Cappuccina, a pochi passi di distanza dal nuovo Episcopio. La chiesa ospitò anche uno dei numerosi "ospitali" cittadini, dal 1808 al 1930, anno del terremoto, che diede impulso alla costruzione dell'Ospedale Civile, nel 1935, sui terreni confiscati ai Cappuccini dopo l'Unità d'Italia.

Oggi la Chiesa della Maddalena se ne sta lì, discreta e dimessa e sembra quasi voltare le spalle al Duomo e all'Episcopio, in perenne attesa di tempi migliori.
Ed è proprio la sua inconsueta posizione ad aprile il capitolo della fanta - archeologia sul Centro Storico. Alla prossima puntata.

(1) G. Moroni - Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica: da San Pietro fino ai nostri giorni (1854)
(2) Mons. Angelo Mencucci - Senigallia e la sua Diocesi: Storia - Fede - Arte (1995)
(3) Pietro Spino - Istoria della vita, e fatti dell'eccellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Colleoni (1732)

staccato da: Maddeche alle ore giugno 15, 2009 23:55 | link |
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categorie: centro storico, foto storiche

domenica, 14 giugno 2009

Senigallia:CaterRaduno 2009

Ultima puntata del CaterRaduno 2009

in videoreality


staccato da: Maddeche alle ore giugno 14, 2009 17:33 | link |
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categorie: vita cittadina, complanare

sabato, 13 giugno 2009

Una Città dove tutto è possibile

Senigallia, una Città dove è possibile che l'Amministrazione Comunale ti aiuti (a pagamento) ad avviare un'attività.

Dove la stessa Amministrazione ti mette i bastoni fra le ruote, perchè decide che la tua attività è meno importante del Polo Turistico Destinato a Rilanciare l'Economia Cittadina.
E quindi ti costruisce una rotatoria di fronte al negozio. Una rotatoria che non serve a nessuno, serve solo a nascondere l'incapacità dei progettisti e l'assenza del governo cittadino.

Dove è possibile che nessuna banca ti voglia finanziare, perchè non ti occupi di edilizia.
E i soldi puoi trovarli a Pianello di Ostra.

Dove si mettono a rischio trenta posti di lavoro, fra il silenzio generale dell'Amministrazione, dell'Opposizione, dei partiti, dei sindacati, della Curia, delle categorie, degli ordini professionali e della classe dirigente in generale.

Dove l'Opposizione ha protestato per settimane contro la chiusura di una lavanderia (due posti di lavoro) e passa il tempo a fotografare due manifesti elettorali fuori posto e non dice una parola contro il declino economico e residenziale del Centro Storico.

Io non la voglio una città così.

Pubblico l'intervista che abbiamo fatto a Matteo Montanari, socio della Cooperativa Sena Gallica (19 dipendenti), la pescheria con laboratorio, che fra qualche tempo potrebbe essere costretta a traslocare assieme al supermercato, con 9 dipendenti. Un trasloco che avverrà nell'incertezza più assoluta.




L'intervista è di Simone "Quilly" Tranquilli, qui trovate il resto dell'inchiesta che abbiamo realizzato sulla rotatoria della stazione, che spero abbia fatto perdere un centinaio di voti al Partito Democratico.

Non che mi aspettassi gran che.


staccato da: Maddeche alle ore giugno 13, 2009 00:03 | link |
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venerdì, 12 giugno 2009


"Da noi la donna è un pezzo di mobilio".


"Anche da noi. La mettiamo sempre sotto al tavolo".
staccato da: Maddeche alle ore giugno 12, 2009 18:48 | link |
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Senigallia, elezioni Europee 2009

Quello che le segreterie non dicono

Crolla il PD. Vola l'IDV. Nel freezer il PDL. Esplode il voto anti-baluba alle Saline. Non scatta la protesta anti - Complanare.

Attenzione al pulviscolo della Sinistra, dannoso per gli occhi.

L'analisi del voto a Senigallia, elaborata dal Centro Studi Condominiali della Piaga di Velluto. Altro che Europee, quello da analizzare è lo scenario condominiale.

Il crollo del PD su scala cittadina non fa più notizia. Il monocolore Angeloni - Mangialardi annoia l'elettore democratico, che non trova più necessario il suo contributo e travasa altrove il voto.
In una breve conferenza stampa di fronte allo specchio, la senatrice Silvana Amati ha chiuso la questione crollo elettorale del PD: "Nulla di cui preoccuparsi: siamo andati meglio a Senigallia che a Padova o a Verona, la tenuta è forte e da noi la Lega è arrivata a malapena al 5%, mentre a Verona è al 33%. C'è una fiducia composta ma convinta nelle prossime tornate elettorali, ma ora devo andare perchè mi scade il disco orario. Uh, quanto s'è fatto tardi".

L'analisi del voto casa per casa è l'oggetto della resa dei conti all'interno della Segreteria del PD. Qualcuno non ha fatto il suo dovere e l'apporto dei militanti, punto di forza del vecchio PCI, è clamorosamente mancato.
L'ammissione delle affissioni elettorali abusive appaltate ad una cooperativa romana è stato il più clamoroso autogol che si potesse fare. Da cineteca. Il militante medio ha dato le dimissioni dal Partito e nulla più distingue il PD dal PDL, che almeno può pentirsi liberamente di non aver fatto campagna elettorale.

Il PDL ha subito un leggero calo in Città, complice la scarsezza del personale politico locale, incapace di fare una vera opposizione (hanno appaltato tutto a Mancini e Bacchiocchi), ma inflessibile nel fotografare quattro manifesti messi fuori posto e a costruirci sopra una campagna elettorale. Se Berlusconi viene a Senigallia li licenzia in tronco.

Attenzione al pulviscolo che viene da Sinistra. Se viene a contatto con gli occhi è irritante, almeno quanto la pretesa di dividersi in tre un buon 9%. Gli altri partiti non dividono niente, ma non sanno cosa sia un'analisi politica ben fatta con una caterva di "distinguo". Si può fare meglio: l'8% e quattro partiti, si ottiene un numero che va bene su tutto, anche sulla pagella.

Vola l'IDV e non è certo una novità. Il Centro Studi Condominiali della Piaga di Velluto ha trovato un clamoroso 14% in tre sezioni elettorali che comprendono via Capanna, Borgo Molino e Borgo Bicchia, roccaforte del PD.
Forse i militanti del Partito Democratico di Borgo Bicchia hanno trovato qualcuno che gli chiede di attaccare i manifesti gratis. Borgo Molino è noto per l'estrema volatilità del voto: qualche anno fa portò ai Verdi il 30% dei voti, complice il nascente centro commerciale, un caso politico che raggiunse la ribalta nazionale.

Meno prevedibile il clamoroso successo della Lega Nord, che supera il 5%, senza che ci sia nessuno con cui congratularsi. In Città è scattata la caccia all'esponente e a questo punto potrebbe bastare il comunicato stampa di un qualsiasi pensionato che ce l'ha a morte con i baluba per scatenare le redazioni. Orsù, avete fatto meglio di tanti altri, venite allo scoperto, non abbiate paura, anche se il vostro voto esprime proprio quell'emozione.

Anche qui l'analisi condominiale ha scoperto un picco clamoroso di consensi. In zona Saline, via dei Gerani, via dei Garofani e vie di altre essenze, la Lega Nord ha capitalizzato l'8,35%, percentuale da brivido. E' una zona di grossi condomini, probabilmente c'è qualche immigrato che parcheggia la macchina fuori posto o batte i tappeti (quelli invenduti) sulle parti in comune. Basta poco a spostare le intenzioni di voto, dagli scenari europei alle piastrelle del retrocucina.

L'analisi condominiale del voto si conclude al Rione Porto, dove in tanti cercano di vedere una difficile convivenza con gli immigrati. La Lega Nord qui raccoglie meno della media (4,78%) e non possiamo certo dire che gli immigrati hanno votato contro.

staccato da: Maddeche alle ore giugno 12, 2009 00:07 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, senigallia, vita cittadina

giovedì, 11 giugno 2009

Attenzio'
Popolazio'


( doppia attenzio' )

chi l'ha detto?


chi l'ha detto che il progetto di Portoghesi sia il meglio che ci possa capitare?


chi l'ha detto che la classe operaia
non esiste più?



(clicca per ingrandire tutto)


staccato da: Maddeche alle ore giugno 11, 2009 21:45 | link |
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domenica, 07 giugno 2009

Angeli e demoni


In silenzio elettorale si può parlare di cinema.

L'ultimo blockbuster clerocatastrofico.
Angeli e demoni.


Dopo aver letto un libro è utile vedere il film che ne hanno fatto. Per scoprire quanto sia facile essere scrittori piuttosto che registi, specialmente quando spendete una montagna di soldi per il vostro film e contemporaneamente dovete renderlo potabile. Almeno lo scrittore non spende montagne di soldi, una responsabilità in meno.

(qui si svela la trama, o almeno si dice chi sono i cattivi)

La trama è semplice, lineare, quasi banale. Il parroco del CERN di Ginevra viene ucciso pochi minuti dopo aver isolato l'antimateria nella sacrestia dell'acceleratore di particelle. Un contenitore di antimateria viene trafugato e portato nella tomba di San Pietro, nei sotterranei della basilica. Alimentato a batterie, il contenitore trattiene l'antimateria per poco tempo. Se nessuno si ricorda di cambiare le pile, l'antimateria tende ad espandersi e a vaporizzare il Vaticano, proprio durante la Sede Vacante e il Conclave per l'elezione del nuovo papa.

Lo stesso killer del parroco rapisce quattro cardinali papabili per vendicarsi di uno sgarro fatto nel '600 alla confraternita degli Illuminati, un gruppo di scienziati messi all'Indice e perseguitati. Ne ucciderà uno ogni ora, a partire dalle venti (...21, 22, 23, capito?), mentre alle ventiquattro si scorderà di sostituire le pile del contenitore di antimateria.

La ricerca dei cardinali rapiti e del contenitore coinvolgerà l'insopportabile e saccente dottor Langdon, l'esperto di simboli, incapace di leggere una lista della spesa o di trovare la toilette degli uomini al ristorante, ma capace di decifrare un bassorilievo al buio, durante una strage di carabinieri e poliziotti, dopo essere precipitato in un ossario e aver assistito al rogo di un cardinale sospeso nel vuoto al centro di una chiesa.
Se la vostra lavatrice fa le bizze questo è l'uomo che fa per voi, purchè gli facciate trovare qualche cadavere lungo le scale di casa.

Nella sua indagine Langdon è assistito dalla scienziata Vittoria Vetra, assistente del parroco del CERN, una tuttologa esperta di antimateria, latino e medicina, anche piuttosto gnocca, pur mantenendo una luce d'intelligenza nello sguardo. Per attizzare le masse femminili, Langdon è stato affiancato a Pierfancesco Favino, nella parte di un poliziotto della Gendarmeria Vaticana, autista, vittima sacrificale (qualcuno dei buoni deve morire e Vittoria è troppo gnocca e intelligente per farlo) e testimonial della nuova Lancia Delta 1.8, l'auto che bypassa le zone pedonali.


I cattivi sono rappresentati dal killer, uno sconosciuto che agisce da solo, uccide moltitudini di Carabinieri e cardinali, risparmia Langdon (ma perchè mai?) ed esplode con l'auto della fuga, senza mai parlare della sua vita privata e della sua infanzia. Magari aveva un problema e non lo sapremo mai.
Un altro cattivo è il capo delle Guardie Svizzere Richter, che ostacola in tutti i modi Langdon, viene riabilitato nel finale e muore, consegnando a Langdon una chiave, con cui il simbologo tenterà di usare la toilette del commissariato.
In realtà la chiave servirà per capire chi è il vero cattivo, il Camerlengo, il sostituto temporaneo del Papa, fisico da marine, sguardo ceruleo e fede incrollabile, capace di avvelenare il Papa, far uccidere tre papabili, interrompere un Conclave, pilotare un elicottero, salvarsi col paracadute, tentare di farsi eleggere Papa per acclamazione, passarla liscia e decidere di arrostirsi sotto l'altare maggiore di San Pietro, dopo aver fallito una di queste attività.

Da bravo simbologo Langdon non conosce nè latino nè italiano, due lingue che si imparano a scuola ma senza dover cappottare le piramidi. Dopo lunghe indagini sulla sua fede ("lei crede in Dio?" gli chiede il Camerlengo - "quale? non potrebbe spiegarsi meglio?" risponde Langdon) viene autorizzato a consultare dei testi negli Archivi Vaticani, che devasterà definitivamente, prima con l'aiuto di Vittoria e poi con l'aiuto di una Guardia Svizzera tabagista.

Ma la visita agli archivi consentirà a Langdon di arrivare sempre in leggero ritardo sui luoghi dei delitti, tranne per l'ultimo, previsto alle 23, nella fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona, incredibilmente deserta, in una delle scene più incongruenti del film.
Langdon si ritrova da solo, in uno dei luoghi più  frequentati di Roma, con un papabile in braccio che sta per affogare, zavorrato con dei pesi da palestra. Nessuno lo può aiutare (alle undici di sera piazza Navona è deserta) e non riesce a trovare il simbolo del tappo della fontana, la prima cosa che ha cercato sfruttando le sue capacità di simbologo. Alla fine salverà il papabile (che diventerà Papa) con l'aiuto di alcuni tiratardi che passavano di lì per caso.
Questa scena fa il paio con quella in cui chiede ad un brigadiere dei Carabinieri dove si trova l'EST, all'interno di una chiesa buia, subito dopo una mattanza di poliziotti e Carabinieri. Il povero sottufficiale gli risponde senza esitazioni e morirà poco dopo, disobbedendo agli ordini ma facendo fare un figurone all'Arma.

Nonostante il contributo di Langdon il film è destinato al lieto fine. Il Camerlengo cattivo arrostirà per sua scelta, il papabile sarà eletto e Langdon riceverà in regalo un opuscolo su Galileo, quello che gli mancava per stabilire definitivamente che la Terra è rotonda.
Nessuna notizia di Vittoria, la scienziata gnocca. Il suo ultimo contributo alla trama l'abbiamo avuto sulle pile scariche del contenitore di antimateria, contributo sufficiente al Camerlengo per portare la lattina dell'Apocalisse in elicottero e farla esplodere in alta quota, con lievi danni per il Vaticano. Per il resto Vittoria ha fatto perdere le sue tracce: licenziata dal CERN per le assenze ingiustificate, ma ben più gnocca di Margherita Hack, sarà l'ospite fisso di Fazio a Che tempo che fa, perchè è anche esperta in meteorologia.
staccato da: Maddeche alle ore giugno 07, 2009 11:34 | link |
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categorie: nuovo cinema inferno

giovedì, 04 giugno 2009

Senigallia, edilizia per tutte le tasche

Cesanella, frazione di Beverly Hills

Quattro ville sul parco a un milione di Euro ciascuna. L'industria edilizia non conosce crisi, anche lontano dal mare si possono spendere 6.000 Euro al mq. Risparmiandoli sulla bolletta.


Quattro ville sul parco, il parco della Cesanella. Il parco ancora non c'è, ma le ville saranno presto un felice realtà, nella loro costosissima dimensione di 150 mq hi-tech, dove persino il cartellone del cantiere è alimentato a fotovoltaico.
Un poker di miliardari se le aggiudicherà, con tutte le loro soluzioni per il risparmio energetico, confermando un inaccettabile luogo comune: la casa ecosostenibile deve costare tanto, altrimenti non si vende.
Interi quartieri recentemente costruiti con soluzioni tecniche di retroguardia vengono considerati normalmente appetibili, mentre la casa tecnologicamente avanzata deve far scattare la cupidigia per lo status symbol  per farsi accettare, altrimenti resta confinata nel catalogo degli esperimenti falliti.

Buone notizie anche per chi ha la busta paga a sogliola: dopo soli cinque anni di costruzione le Torri Gemelle in Piazza d'Armi sono pronte e sono state assegnate. Sembrava ieri l'avvio del cantiere ed invece era il giugno del 2004.

Una costruzione travagliata quella delle Torri: la prima impresa vincitrice dell'appalto ERAP (Ente Regionale Abitazione Pubblica) ha gettato la spugna dopo un anno, ritirandosi con le ossa rotte. La motivazione ufficiale: i palazzi pendono, ce li hanno fatti costruire sopra un fosso.

Motivazione in parte vera, le Torri Gemelle sono costruite sopra un fosso tombato, il fosso della Pacchiona, che raccoglieva le acque della collina del Seminario e le portava al mare. Il fosso è stato murato nel dopoguerra, ma nei garage delle Torri le pompe sono continuamente in funzione, due ore di black-out e si ritrovano con un metro d'acqua, problema comune a molte case di Senigallia.

In realtà il motivo dell'abbandono dovrebbe essere stato il draconiano appalto dell'ERAP, che avrebbe mandato in rovina anche l'Organizzazione Todt, figuriamoci un'impresa che vuole pagare stipendi e contributi agli operai. L'appalto iniziale prevedeva un importo di circa 850.000 Euro per la costruzione degli edifici, successivamente integrati con altri 400.000 Euro nel 2007, per il completamento dei lavori.

Le Torri Gemelle di Piazza d'Armi sono in assoluto le case popolari più prestigiose delle Marche: i superattici al sesto piano consentono una formidabile vista panoramica sulla città e sul parco di Piazza d'Armi, roba da fare invidia a chi si imbarca in una vita di sacrifici per comprare un seminterrato con vista contenitori differenziata. Beati i poveri.


staccato da: Maddeche alle ore giugno 04, 2009 23:27 | link |
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categorie: energia, edilizia, frazioni, parco della cesanella

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