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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


martedì, 18 agosto 2009

Senigallia, resistenza al Summer Jamboree

Minima sopravvivenza al Summer Jamboree










staccato da: Maddeche alle ore agosto 18, 2009 21:48 | link |
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categorie: fatti privati, iniziative collaterali

venerdì, 14 agosto 2009

Senigallia, ri-occupazione in via Mamiani

Ri-occupazione in via Mamiani

Clamoroso al Rione Porto. Le case occupate ieri dal Mezza Canaja e dal Coordinamento Migranti Terza Italia, sono state ri - occupate dai legittimi proprietari alle 9 di oggi, con una breve manifestazione in cui sono stati riapposti i sigilli all'immobile ed è stato affisso un avviso di inagibilità.

l'occupazione di ieri dell'immobile in via Mamiani

Niccolo' Rossi riappone i sigilli all'ingresso dell'appartamento

il portoncino dell'immobile con l'avviso di inagibilità


staccato da: Maddeche alle ore agosto 14, 2009 10:12 | link |
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categorie: politica, edilizia, vita cittadina, mezzacanaja

lunedì, 10 agosto 2009

Senigallia, la Rotonda

RAMacerie


Terribile crollo alla Rotonda. Nessun ferito, ma danni per decine di Euro. La struttura chiusa per qualche ora, lunghe code al casello del pontile.

Il Sindaco: "Nessun allarme, la Rotonda è in costante evoluzione: diventerà quadrata"

La protesta dei pensionati: "Tutta colpa di quei balli americani indiavolati, con la mazurka una cosa del genere non sarebbe mai successa".


Ieri mattina, quella che poteva essere una tranquilla domenica di mare e sole per migliaia di bagnanti si è trasformata in una giornata da incubo, quando, verso le dieci del mattino, una parte dell'intonaco dell'ingresso della Rotonda ha ceduto di schianto provocando una gran nuvola di polvere e attimi di panico fra la folla. Fortunatamente il crollo non ha coinvolto nessuno, dato che gli addetti alle pulizie avevano appena finito il lavoro e i Cavalieri della Rotonda, il gruppo di pensionati che promuove il ritorno del ballo liscio alla Rotonda, non era ancora entrato in servizio.

"Stavamo preparando le fisarmoniche e i sassofoni quando un boato terribile ci ha spaventato" ha dichiarato Alderino Coppa, voce solista del gruppo "io sono completamente sordo, ma i colleghi me l'hanno raccontato, dev'essere stato terribile. Siamo scappati verso la terraferma e per una volta non abbiamo fatto gli scongiuri sul mosaico di Cucchi".

Le prime squadre della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco hanno potuto raggiungere il luogo del crollo soltanto via mare, dato che il pontile era già bloccato da migliaia di bagnanti, che, incuranti del pericolo, stavano sfilando di fronte al cumulo di macerie, pensando si trattasse di un'installazione dell'artista macedone Lukas Hurno Patash, che esporrà il suo "Pensiero Relativo Mediterraneo" a partire da oggi fino all'esaurimento dei buoni pasto con cui gli è stata rimborsata la trasferta.

Il pontile della Rotonda è stato sgomberato e transennato in pochi minuti e la zona del crollo è stata controllata dai tecnici dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. "Non si tratta di un cedimento strutturale" ha dichiarato l'ingegner Morveno Baci Lepore, dirigente del Nucleo Cedimenti Estivi dei Vigili del Fuoco "il distacco dell'intonaco è avvenuto in fasi successive, impossibile distinguere fra le croste esposte alla Rotonda e quelle formate dal crollo. Nel dubbio abbiamo rimosso tutto, prescrivendo ai tecnici comunali una ristrutturazione completa dell'edificio, che appare fatiscente e bisognoso di cure. Gli ottant'anni di vita della Rotonda si vedono tutti".

L'intervento dei tecnici comunali, coordinati dall'Assessore Mangialardi, che per l'occasione ha assunto la delega al Bricolage e Fai da te, è stato rapido ed essenziale: l'intonaco ammalorato è stato rimosso e sostituito con dell'intonaco nuovo con una spesa di soli 200.000 Euro, cifra resa disponibile dalla vendita di FOR.MA., la partecipata comunale, che per l'occasione è stata ceduta ad una cordata di distillatori croati, in vacanza a Senigallia per la presentazione e prova delle loro grappe da conversazione disimpegnata.

Soltanto a tarda sera la Rotonda è stata riaperta al pubblico, con migliaia di visitatori che si sono prenotati per la degustazione gratuita dei vini DOC prevista per oggi. I coupons gratuiti sono andati subito esauriti e per protesta un gruppo di turisti bergamaschi ha occupato il piano superiore dell'edificio, chiedendo l'azzeramento della graduatoria e la riapertura dei termini per l'assegnazione dei coupons.

L'estenuante trattativa con i rivoltosi si è conclusa a tarda notte, con un blitz del personale dell'enoteca Calisandri, che ha consegnato agli esasperati turisti bergamaschi una cassetta di Verdicchio "Contrada della Scimmia", un'edizione esclusiva che per motivi precauzionali non è stata ancora destinata al consumo alimentare.


nella foto (ANSIA - notteinbianco):
l'Assessore Mangialardi illustra in conferenza
stampa l'intervento di riparazione della Rotonda
e la trattativa con i rivoltosi
staccato da: Maddeche alle ore agosto 10, 2009 18:37 | link |
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categorie: cronaca vera, rotonda, vita cittadina

sabato, 08 agosto 2009

Senigallia, Immobiliare Mezza Canaja


Agenzia Immobiliare Mezza Canaja

A Senigallia un nuovo protagonista del mercato immobiliare: il Mezza Canaja.
No intermediari, affitti popolari e sistemazioni dignitose, questo è il nuovo modo di contrastare l'emergenza casa in città.

Nicola Mancini: "Il portafoglio clienti si allarga e scegliere fra ottomila case sfitte è un bel problema".



In un momento in cui il mercato immobiliare senigalliese viaggia a prezzi di migliaia di Euro per settimana d'affitto, l'Immobiliare Mezza Canaja sbaraglia la concorrenza dell'edilizia d'accatto e occupa due appartamenti sfitti in posizione centralissima e prestigiosa, proponendo un canone mensile di 50 Euro.

Gli appartamenti sono di proprietà della Curia, ma non c'è nessuna protesta anticlericale nell'occupazione: le case sono vuote e sfitte da una decina d'anni, sono in discrete condizioni e in una zona dove non esistono problemi di sicurezza, proprio di fronte alla Caserma Avogadro.

Gli assegnatari degli appartamenti sono una famiglia di origine marocchina residente in Italia da 26 anni e un ragazzo italiano, Felipe Giuli, che era già stato interessato da un'azione dimostrativa del Mezza Canaja lo scorso gennaio.

Quella del Mezza Canaja è una mossa che rompe le regole del mercato: la casa come diritto e non più come investimento drogato dai facili profitti estivi esentasse.
In una città dove non si costruiscono case popolari e dove il rilancio economico viene visto in un complesso immobiliare da 6.000 Euro al mq, la Fortezza dell'ex Sacelit Italcementi, destinato ai turisti o all'investimento immobiliare, non certo alla residenza dei senigalliesi, costretti a traslocare nei Comuni vicini.



Nella mission dell'Immobiliare Mezza Canaja vi è l'apertura di una graduatoria autogestita delle case popolari e l'avvio di un tavolo di concertazione con l'Amministrazione Comunale, la Curia e altri soggetti interessati, per trattare l'argomento "casa" come realizzazione di un diritto e non più come investimento immobiliare.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 08, 2009 19:47 | link |
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categorie: politica, edilizia, vita cittadina, iniziative collaterali, mezzacanaja

lunedì, 03 agosto 2009

L'Aquila, terremoto


Fine della breve esperienza all'Aquila. Il risultato finale è stata la stanchezza, quella dei primi giorni di facchinaggio e il tedio, quello degli ultimi due giorni, in attesa di un ingaggio per guadagnarsi la giornata.


La mejo gioventù

L'Aquila è città universitaria e i ragazzi che ho conosciuto sono straordinari per franchezza, mancanza di ipocrisie e pregiudizi, cultura generale (e particolare), propensione alla polemica costruttiva. Un piacere parlare con loro, non hanno nulla della spocchia che caratterizza altri studenti che ho conosciuto.

Soprattutto la loro franchezza è sorprendente: se dici qualcosa che non condividono fanno di tutto per rendertelo noto, non c'è traccia di piaggeria in loro, non conoscono quel comportamento che obbliga i giovani in cerca di prospettive ad annuire di fronte a qualsiasi minchiata. Sanno benissimo che la loro strada sarà lastricata di precariato e delusioni, ma per adesso si accontentano di rendersi utili in quello che hanno studiato e appreso: la tutela dei Beni Culturali.

compagni di lavoro alla biblioteca di Collemaggio

il cantiere della biblioteca di Collemaggio

La tutela dei Beni Culturali

Il lavoro principale consiste nel fotografare, catalogare, imballare e trasportare al sicuro le opere d'arte, che vengono estratte dagli edifici pericolanti dalle squadre dei Vigili del Fuoco. Detto così è un lavoro semplice, sorvolando sulle complicazioni burocratiche, sui frequentissimi conflitti di competenza fra Sovrintendenze e funzionari, sulle lotte intestine fra uffici per avere la supremazia territoriale.

Ma non sono solo questi i problemi. Quando tutto sembra deciso, si mettono in moto una decina di persone, fra Vigili e volontari. Si arriva sul posto, magari all'interno della "zona rossa" del Centro Storico, per recuperare l'archivio di una chiesa "capo quarto"* come quella di Santa Maria Paganica e si incontra il parroco che non vuole che l'archivio venga toccato e catalogato da "un'armata Brancaleone", dopo che una squadra dei Vigili del Fuoco ha rischiato la vita per un giorno intero per estrarre tre casse di documenti dalle macerie.

Secondo il parroco i documenti possono essere trattati soltanto da un "patologo del libro" una figura professionale specialistica che per lavorare ha bisogno di un laboratorio, in mezzo ad una piazza non può fare nulla. Gli animi si riscaldano e Silvio, il coordinatore dei Vigili del Fuoco, perde la pazienza. I suoi uomini sono stanchi, stravolti da una giornata di lavoro duro e pericoloso, ma non c'è nulla da fare: i documenti resteranno sotto chiave nella canonica a rischio di crollo e potremo soltanto fotografare le copertine il giorno dopo, con l'autorizzazione della Curia.

la trattativa con il parroco di Santa Maria Paganica

la chiesa di Santa Maria Paganica,
una delle più importanti del Centro Storico


i Vigili del Fuoco del cantiere di Santa Maria Paganica

In un altro caso un pretino di campagna, di origine indiana, si è rifiutato di far estrarre le statue danneggiate dalla sua chiesa per motivi religiosi e pratici: non voleva che i Vigili rischiassero la vita per un nuovo crollo e non voleva far spostare le statue, che dovevano condividere il destino della chiesa, restaurate quando la chiesa sarebbe stata restaurata. Scelte pienamente condivisibili.

Ma quella del volontario dei Beni Culturali è un'attività che riserva anche emozioni da groppo in gola. Sabato mattina abbiamo riconsegnato la statua della Madonna del Castello alla parrocchia di Sant'Eusanio Forconese, comune di 400 abitanti nella valle dell'Aterno, a 20 km dall'Aquila. Domenica doveva essere portata in processione e, dopo lunga trattativa e quintali di carta bollata, la Sovrintendenza ha acconsentito al trasloco temporaneo per due giorni, e la gioia dei parrocchiani è stata la ricompensa di una mattinata di snervante attesa, fra ordini e contrordini di partenza.

Uno dei parrocchiani, dopo averci aiutato a scaricare la statua, è corso in cima alla collina, dove si trova una chiesetta rimasta intatta, per suonare le campane ed avvisare tutti che la Madonna era tornata al paese. Una corsa da un chilometro. Nella piccola tendopoli, gestita dai volontari del Lazio, si era creato un clima straordinario, come se il ritorno della Madonna avesse ripagato tutti di quattro mesi di privazioni. Abbiamo salutato il parroco polacco a monosillabi e, per una volta, ho messo da parte la macchina fotografica.

l'interno della Basilica di Collemaggio
lato anteriore

l'interno della Basilica di Collemaggio
lato posteriore

i miei compagni di lavoro della Protezione Civile di Monsano
Stefano e Simone, padre e figlio e (al centro) Roberto, un ragazzo d'oro massiccio


* il Centro Storico dell'Aquila è diviso in quattro "quarti", intestati ai principali castelli che hanno fondato la città: Paganica, Coppito, Pizzoli  e Preturo. La chiesa di Santa Maria in Paganica è la più importante del quarto di Paganica.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 03, 2009 23:18 | link |
commenti (5)
categorie: globale, terremoto laquila

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