Uno sforzo di concentrazione
Il Parco della Cesanella fa parlare di sè dagli anni '70. Da formidabile veicolo per vendere case "con vista parco", al piano particolareggiato nel giro di quasi trent'anni, nel 2000.
Il ritrovamento della planimetria del 1998 assume caratteri di ricerca archeologica: in undici anni del Parco, dell'area circhi, dell'ippodromo (o quello che diavolo è), dell'area cani, dei giardini botanici e dei percorsi ciclabili, nemmeno l'ombra.
Ma nel frattempo l'industria edilizia ha marciato alla grande, con un centinaio d'appartamenti "vista parco" costruiti, molti altri da costruire e, nel 2009, un pezzo del parco che sparisce, molto più grande di quello che era previsto.
La Piaga di Velluto non ha mai preteso niente dai suoi lettori: una volta abbiamo fatto pubblicare il Piano Cervellati online, un'altra volta abbiamo verniciato un sottopassaggio, tutte cose che rientrano nella normalità, il minimo sindacale di cittadinanza.
Ma oggi ci vuole un minimo di concentrazione: per capire come sia possibile che lo scambio di 15.000 mq del Parco della Cesanella, contro i previsti (circa) 4.000, possa essere un buon affare per la Cesanella.
Io non ci sono arrivato.
Per cominciare, teniamo a mente questa dichiarazione:
"Stiamo parlando di un terreno con potenzialità edificatorie che non produce un solo metro cubo in più rispetto a quanto previsto dal piano particolareggiato della Cesanella e rispetta tutte le norme di attuazione per le altezze degli edifici nel quartiere -ha detto Mangialardi- il piano particolareggiato del 2000 ha previsto delle aree del patrimonio comunale che producono una superficie lorda (edificabile ndr). Questa superficie, inizialmente pensata dove c'è il campo di calcio della chiesa, non è mai stata allocata. Adesso siamo arrivati alla identificazione concreta di quest'area, posizionata in modo compatibile con le abitazioni già esistenti e adeguatamente lontana dalle antenne della telefonia mobile. Tutto qui".
Questa è la dichiarazione (ripresa da Vivere Senigallia perchè il verbale della seduta non è disponibile) dell'Assessore all'Urbanistica, Maurizio Mangialardi, alla Commissione Consiliare del 16 febbraio scorso, dove l'argomento principale è stata la prevista alienazione di 15.000 mq del Parco a fronte di un (presunto) incasso di circa 3,5 milioni di Euro.
In estrema sintesi, l'Assessore ha detto questo: il Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella del 2000 prevedeva un'area edificabile di circa 4.000 mq, attualmente occupato dal campo sportivo parrocchiale della Cesanella. Noi abbiamo scelto di rendere edificabile un'altra area (più appetibile?) mantenendo gli stessi indici di edificabilità.
Secondo l'Assessore l'area era "pensata", ma in realtà era "fissata" dal Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, varato nel 2000. Quest'area, che avrebbe tolto solamente 4.000 (marginali) mq al Parco, è stata "scambiata" con un'area di 15.000 mq che ha mantenuto la stessa superficie edificabile (circa 3.700 mq) ma che trasformerà un'area quattro volte più grande in: verde condominiale e privato, strade di lottizzazione, parcheggi e percorsi pedonali condominiali, quindi "privati". Quindicimila mq di fatto "privati".
L'affarone per il Parco della Cesanella è presto fatto: perde 15.000 mq di superficie da una parte e ne guadagna 4.000 dall'altra, già occupata da un campo sportivo parrocchiale. Il saldo in negativo è di 11.000 mq.
Di nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq prevista dal Piano Particolareggiato era già fornita di strade di accesso (via Guercino), area verde (il Parco fronte casa) e parcheggi, mentre la nuova lottizzazione di 15.000 mq toglierà tutte queste infrastrutture private (verde, parcheggi, strade, accessi) al Parco della Cesanella.
Di ulteriore nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq rimasta al Parco (quella vicina alla chiesa) dovrebbe essere proprietà del Seminario Vescovile e del Comune di Senigallia (dati del 2000).
Se l'identità dei proprietari dell'area da 15.000 mq abbia importanza io non l'ho capito, forse sono rimasto accecato dal fatto che il Parco, con quest'abile mossa di finanza creativa, ha perso 11.000 mq di superficie, ovvero due dei "quaranta campi da calcio che possono stare nel Parco della Cesanella" per usare un'esemplificazione dell'Assessore Campanile. Ne sono rimasti trentotto, ma siamo solo al 2009, per il fischio finale sul Parco c'è tempo.
Ora viene il bello, le figure, e chissà che tutto non diventi più semplice:
La prima versione del Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, del 1998, che mi è pervenuta per email da un ignoto benefattore.
Lo ringrazio, ma ha fatto il lavoro a metà, visto che c'era poteva anche scrivere l'articolo.
Le aree edificabili sono bordate in rosso, l'area con i due punti interrogativi è quella edificabile da 15.000 mq, l'area con scritto NO è quella da 4.000 mq del campo sportivo parrocchiale.
Se sovrapponete le due aree appare chiara la differenza di superficie, tutta sottratta al Parco.
Il Piano Particolareggiato prevede area - circo, parcheggi, laghetto, area cani, ippodromo (o altri impianti sportivi), giardini di Babilonia (area pomicioni), anello ciclabile, percorsi vita ecc. ecc..
Le aree edificabili (tranne quella ??) stanno ai margini del Parco e l'integrità dell'area verde è garantita.
La versione definitiva del Piano Particolareggiato (anno 2000).
E' utile ricordare che un Piano Particolareggiato definisce un'area (in questo caso il Parco della Cesanella) fin nei minimi dettagli, comprese le infrastrutture (fogne, pali della luce, strade) e le reti viarie ciclabili e pedonali. Le aree in azzurro sono edificabili, alcune completate, altre in via di completamento.
Nel 2000 l'area edificabile è ancora quella da 4.000 mq (NO), mentre l'area da 15.000 mq (??) è ancora inserita nel Parco, con il suo percorso stradale (ciclabile? pedonale? percorso vita?) non meglio identificato.
Nel 2009, il dramma.
La versione 2009 del Piano Particolareggiato.
L'area da 4.000 mq (NO) sparisce direttamente dalla divisione per zone omogenee (azzonamento), mentre quella da 15.000 mq (??) diventa azzurra, edificabile.
Ripeto: il Parco "guadagna" 4.000 mq da una parte (nove campi da pallacanestro) e ne rimette 15.000 dall'altra (trentasei campi da pallacanestro).
Per finire questo inutile (la variante è stata votata) pippone archeologico, due considerazioni:
fra le controindicazioni della variante urbanistica, il Consigliere Bacchiocchi indicava anche una possibile azione legale da parte dei proprietari che hanno comprato casa a fianco (lato NORD) della nuova area edificabile. Nel loro caso è presumibile un danno patrimoniale: da casa con "vista sul Parco" la variante l'ha trasformata a casa con "vista su altre case". Bacchiocchi è un tecnico, un esperto, e credo che abbia visto giusto, il contenzioso legale del Comune di Senigallia sarà destinato ad ingrossarsi.
La seconda considerazione è positiva, propositiva: qualche tempo fa, sulla rubrica Scrivi al Sindaco, un proprietario fondiario ha proposto al Comune di prendere in affitto un terreno di 7 ettari per fare gli orti per gli anziani, un mito per le amministrazioni di centrosinistra, da qualche parte una felice realtà.
Ecco la risposta del Sindaco:
"l'ipotesi di assegnare piccoli appezzamenti di terreno ad anziani per la coltivazione ad orto è un'idea che il Comune ha più volte preso in esame. Le modalità di realizzazione di questo progetto richiedono però una vicinanza delle aree alla città, per ovvie ragione di praticità, e assegnano priorità a superfici di proprietà comunale, per ragioni di economicità che comprenderà bene. Ciò premesso, nel ringraziarla per la proposta che mi ha inviato, capirà che allo stato dei fatti risulta difficilmente praticabile."
Cordiali saluti.
Il Sindaco
Luana Angeloni
L'area degli "orti per gli anziani" che risponde a tutte le caratteristiche indicate dal Sindaco ce l'abbiamo nel Parco della Cesanella. Dove il Piano Particolareggiato prevede i giardini di Babilonia, si potrebbe realizzare un'area di circa un ettaro che farebbe la felicità dei pensionati col pollice verde.
Attenzione: l'area è centrale nel parco, ma non è una scelta casuale. La piaga dei grandi parchi urbani (e quello della Cesanella lo potrebbe diventare) è la consegna di vaste aree poco frequentate ai teppisti e agli spacciatori. Adibire una vasta area del Parco all'uso e alla frequentazione quotidiana di numerose persone, potrebbe inibire e ridurre i fenomeni vandalici in modo fisiologico. Se l'area per gli orti venisse adeguatamente regolamentata e convenzionata con un gruppo organizzato di pensionati, si potrebbe avere in cambio la gestione e la manutenzione di una vasta area del parco anche al fuori degli orti, con conseguente risparmio di risorse comunali. Diciamo un paio di campi da calcio aggratis.
E per finire un:
attenzio' popolazio'
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