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ambiente | La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


mercoledì, 18 novembre 2009

Senigallia, privatizzazione dell'acqua

L'Acqua del Rubinetto

L'argomento acqua pubblica va in Consiglio Comunale. Con ben due mozioni distinte contro la privatizzazione del servizio idrico, da sinistra e centrosinistra. Totale assenza del Partito Democratico e dei Verdi su una questione che dovrebbe mandare la sinistra a tutto vapore.


Nel Consiglio Comunale di domani avrà luogo uno strano esperimento. Saranno presentate due mozioni, una dall'Opposizione (dai Consiglieri Mancini e Bacchiocchi) e una dalla Maggioranza (Monachesi dell'IDV) aventi lo stesso argomento, il mantenimento dell'acqua come bene e risorsa pubblica, contro la privatizzazione introdotta dal decreto legge "salva infrazioni comunitarie" (D.L. 135/2009) che sarà votato in Senato nella seduta di domani, facendo ricorso al voto di fiducia.

Quella del mantenimento dell'acqua pubblica è una guerra che si svolge su due piani, nazionale e locale.
Sul piano nazionale abbiamo un servizio pubblico che fa gola alla finanza bancaria. L'emissione di bollette dell'acqua costituisce uno straordinario e regolare flusso di cassa, "denaro vero" che entra senza necessità di grandi promozioni o innovazioni. L'acqua è un prodotto che si vende da sè, è impossibile farne a meno e non ha prodotti alternativi.

Al contrario della telefonia (che richiede una continua pressione pubblicitaria e d'innovazione tecnologica per mantenere quote di mercato) o del gas metano (in realtà in mano a pochi gruppi globali) l'acqua produce reddito senza problemi.
Ovvero, un problema c'è, ma è difficile coglierlo per chi stila bilanci e si confronta solo con i consigli d'amministrazione: l'acqua è un elemento essenziale per la vita, al pari dell'aria, e non si può trasformare in business  ciò che è essenziale per vivere.

Fra i vari servizi pubblici, nessuno è legato al territorio come quello dell'acqua. Possiamo acquistare l'energia elettrica dalla Francia o dalla Svizzera, il gas dalla Russia o dall'Algeria, ma l'acqua è una risorsa limitata e presente solo nel territorio dell'utilizzatore finale.

Questo "localismo" dell'acqua è un pregio ed assieme un difetto: la gestione locale di consorzi, Enti di bonifica e Comuni, che dovrebbero essere stimolati a garantire un servizio impeccabile al proprio territorio (e alla propria gente), si è dimostrata spesso carente per qualità del bene ed efficienza del servizio. Neanche l'introduzione delle Autorità di bacino è servita ad uniformare verso l'alto la qualità dei servizi. Accanto a soggetti distributori e Comuni virtuosi abbiamo intere Regioni che scialacquano le risorse idriche e non garantiscono il servizio a tutti.

Il "fattore territorio" è anche il caposaldo su cui si fonda la strategia per impedire la privatizzazione dell'acqua: ogni Comune dovrebbe modificare il proprio Statuto, introducendo una dichiarazione in cui si definisce il servizio idrico integrato (acqua, fognature e depurazione) come un  servizio pubblico locale "privo di rilevanza economica", in contrasto con quanto disposto dall'art. 15 del D.L. 135/2009.
Con questa dichiarazione nello Statuto, nessun Comune potrebbe fare cassa vendendo quote della sua partecipazione dell'ente di distribuzione idrica cui appartiene. La normativa resterebbe inapplicabile e una modifica dello Statuto dovrebbe passare di nuovo il vaglio del Consiglio Comunale.

Sul piano ancora più locale, a Senigallia, le cose sono andate in questo modo.

Il primo ad occuparsi del problema è stato il Gruppo Società e Ambiente, che ha organizzato un convegno sull'argomento, invitando come relatore principale Rosario Lembo, esponente del Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell'acqua.

Un convegno interessante, ma in realtà poco partecipato, clamorose le assenze della classe politica cittadina su un tema marginale come quello dell'acqua pubblica. Nonostante tutto, un buon risultato quel convegno lo ha ottenuto: sono state raccolte circa 400 firme per la petizione sul mantenimento dell'acqua pubblica, grazie anche all'impegno del Movimento Lento Ciclabile, del MeetUp e (modestamente) della Piaga di Velluto, con una distribuzione straordinaria di bottiglie dell'Acqua del Rubinetto, l'unica acqua minerale con cui ci potete anche fare la doccia.

Sulla questione dell'acqua pubblica, la politica cittadina ha i riflessi lenti e una settimana dopo il convegno del GSA ancora nessuno sembra interessato. L'apparizione della questione sul piano nazionale sembra smuovere un po' le acque, qualche comunicato stampa e poco più.
Sinistra e centrosinistra sembrano assenti, nonostante il buon servizio reso dal GSA che ha pubblicato in tutti i modi il testo della mozione da presentare in Consiglio.

Il primo a fare sul serio è Roberto Mancini, candidato Sindaco di Rifondazione, che presenta una mozione l'11 novembre e dopo di lui l'IDV emette un comunicato stampa e annuncia una mozione in Consiglio, parallela (e convergente?) a quella di Mancini e Bacchiocchi. In realtà il comunicato stampa dell'IDV (qui) è in parte il sunto di un ottimo articolo di Paolo Rumiz (qui) pubblicato sul sito di Repubblica, ma si apprezza ugualmente lo sforzo di parlare di un argomento di interesse pubblico.

Diversa è la questione del Partito Democratico e dei Verdi. Si parla d'altro, le Primarie di coalizione e le inaugurazioni last minute, d'altronde la questione acqua è stata trattata dall'IDV, compagine di Maggioranza ed estranea alla contesa per il candidato Sindaco, con la testa sgombra per parlare di altri argomenti.

la galleria delle Sorgenti di Gorgovivo

Mozioni ed ordini del giorno sull'acqua pubblica sono in discussione nel Consiglio Comunale di domani, una puntata da non perdere. Il motivo d'interesse potrebbe essere quello di capire quale sia la differenza fra la mozione di Mancini - Bacchiocchi (la trovate qui) e quella di Monachesi e se l'esito finale sia il massimo consenso fra i Consiglieri, dato che l'unica motivazione del centrodestra sembra essere quella di recepire urgentemente una serie di direttive europee, fra cui quella sulla gestione della risorsa idrica.
Ma a Senigallia, in piena campagna elettorale, con una petizione firmata in quattro giorni da 400 persone, siamo proprio certi che recepire le assurde direttive europee sia proprio cosi' importante?

Qui trovi anche l'Ordine del Giorno presentato da Mancini e Bacchiocchi

Qui trovi il testo del D.L. in esame al Senato. L'art. 15 riguarda la privatizzane dell'acqua

staccato da: Maddeche alle ore novembre 18, 2009 00:14 | link |
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categorie: politica, ambiente, consiglio comunale

giovedì, 08 ottobre 2009


Attenzio'
popolazio'



(clicca sull'immagine per leggere meglio)

e inoltre:

Un contributo per la campagna elettorale

Qualche giorno fa il Movimento Lento Ciclabile Senigallia (MLCS) ha consegnato le osservazioni al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU).
Un breve stralcio delle osservazioni è stato pubblicato sui giornali, La Piaga di Velluto pubblica la versione integrale delle osservazioni, un lavoro corposo (e non ancora completo) che ci mostra la Città vista da pedoni e ciclisti.
Un valido contributo per candidati Sindaco all'affannosa ricerca di qualcosa di ecocompatibile da mettere su quel maledetto programma di governo della Città.

Clicca qui per le osservazioni al PGTU

Clicca qui per la rassegna (in completamento) dei punti critici della Città

Clicca qui se vuoi vedere una donna nuda

staccato da: Maddeche alle ore ottobre 08, 2009 23:00 | link |
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categorie: ambiente, campagna elettorale, vita cittadina, iniziative collaterali

lunedì, 14 settembre 2009

In omaggio per i lettori


Nasce il Bollino Verde

Non fatevi trovare impreparati. Liberate il cittadino consapevole che è in voi. La Piaga di Velluto vigila sulla vostra sicurezza.

Evoluzione cromatica: dal Bollino Blu, emblema di limpidi cieli azzurri, al Bollino Verde, che rievoca verdi prati e campi ubertosi, con i loro prodotti genuini, magari a km zero.

Il Comune di Senigallia ha definitivamente emesso la certificazione di controllo sulle caldaie, introducendo il Bollino Verde, che garantirà gratuitamente la sicurezza e l'efficienza della vostra caldaia.

Una campagna informativa sarà avviata a breve e il regolamento di attuazione diverrà il pane quotidiano per tutti gli "utilizzatori finali" (senza offesa).
La sinergia fra Comune, enti di controllo e categorie di manutentori sarà la migliore garanzia per la vostra sicurezza, l'efficienza della vostra caldaia e la compatibilità ambientale delle vostre emissioni.

In attesa di dare il vostro contributo per un pianeta più sano e più bello, stampate e incollate sulla vostra caldaia il Bollino Verde della Piaga di Velluto.
Questo semplice gesto garantirà la vostra caldaia per il breve periodo in cui si troverà priva di tutele normative.
Non fatevi trovare impreparati, dimostrate di avere spirito d'intrapresa e capacità organizzative, siate un buon esempio per i vostri condomini, uscite da quel luogo comune che vede il consumatore come un soggetto pigro e disinteressato.



Istruzioni per l'utilizzo del Bollino Verde della Piaga di Velluto:

1)  salvate l'immagine del Bollino Verde sul disco fisso del vostro PC;

2)  stampate il Bollino Verde a colori, preferibilmente su carta adesiva e applicatelo sulla carrozzeria della vostra caldaia;

3)  l'applicazione del Bollino Verde non vi esenta dall'esecuzione dei controlli obbligatori alla vostra caldaia;

4)  non cambiate il colore del Bollino Verde per esigenze estetiche: il Bollino vi tutela soltanto se è di colore verde;

5)  il Bollino Verde deve essere applicato su tutte le caldaie a combustione, non deve essere utilizzato per stufe elettriche, cucine economiche e caminetti;

6)  se la vostra caldaia è condominiale stampate il Bollino Verde ingrandito, in modo che tutti i condomini abbiano la copertura;

7)  se la vostra caldaia è installata all'esterno, applicate uno strato di Domopak sul Bollino: manterrà la sua efficienza più a lungo.

staccato da: Maddeche alle ore settembre 14, 2009 18:43 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, cittadinanza fattiva

martedì, 01 settembre 2009

Senigallia, lotta al cencro

Attenzio'
popolazio'

Da Niki Morganti, membro dello Studio Naturalistico Diatomea, ricevo e pubblico un appello per liberare la nostra spiaggia di Marina Vecchia da una pianta infestante, il Cencro o Nappola delle spiaggie (Cenchrus Incertus).

Si tratta di un'operazione colta e consapevole, non è un "puliamo il mondo" qualsiasi, non dobbiamo liberare la spiaggia da tonnellate di rifiuti, anche perchè la spiaggia è fondamentalmente pulita.

Lascio la parola a Niki:

Ciao a tutti,

quest'anno per diverse cause non siamo riusciti a contenere al 100% il Cencro (Cenchrus Incertus), la pianta con le spine che infesta la spiaggia a "marina vecchia".
Eradicarla è importante in quanto si tratta di una pianta alloctona (cioè non nativa delle nostre zone) e per di più infestante:
prende il posto delle piante che di dovrebbero essere.

Quest'anno grazie al cambiamento di metodo di pulizia dell'arenile (non più con la fresa ma col decespugliatore prima che questa pianta fruttifichi, cioè prima che metta le spine) le cose sono già un po' migliorate. Ma non basta.

L'ultima sessione della pulizia non è stata effettuata e questa può essere l'occasione per sensibilizzare la gente (cittadini, i pochi turisti rimasti, i bagnanti e i residenti del lungomare Mameli) sulla conservazione di questo patrimonio che noi senigalliesi possiamo
vantare: le dune e la spiaggia con la vegetazione.

Infatti sabato 5 settembre dalle ore 8 organiziamo una mattinata di pulizia della spiaggia dal Cencro: munitevi di guanti (le spine pungono un bel po'), buste di plastica, berretto e tanta pazienza!
Prima di sabato la ditta appaltatrice della pulizia dell'arenile dovrebbe dare una "passata" ma non arriverà in tutti i punti della spiaggia (il mezzo per la pulizia non glielo consente), quindi noi dovremo fare il lavoro di fino, di precisione.
Che ne dite? Vi va?

Prima di sabato la ditta appaltatrice della pulizia dell'arenile dovrebbe dare una "passata" ma non arriverà in tutti i punti della spiaggia (il mezzo per la pulizia non glielo consente), quindi noi dovremo fare il lavoro di fino, di precisione.
Che ne dite? Vi va?

Quindi, appuntamento sabato 5 settembre alle ore 8:00 presso il Palapaye sul lungomare Mameli.

Con passione, pazienza e determinazione riuscire a raggiungere l'obiettivo di recuperare, valorizzare e salvaguardare le nostre dune!!

info: nikimorganti(chiocciola)virgilio.it

(Questo ce l'ho aggiungo io: se avete un cane e lo portate in spiaggia a Marina Vecchia - ovviamente fuori dalla stagione estiva - sapete certamente che razza di rottura di scatole sia questa pianta. Ora abbiamo scoperto che è anche infestante, un motivo in più per sradicarla senza pietà).


staccato da: Maddeche alle ore settembre 01, 2009 18:56 | link |
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categorie: ambiente, cittadinanza fattiva, iniziative collaterali

sabato, 20 giugno 2009

Senigallia, complanare

Attenzio'
Popolazio'




staccato da: Maddeche alle ore giugno 20, 2009 19:13 | link |
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categorie: ambiente, edilizia, vita cittadina, complanare, iniziative collaterali

mercoledì, 17 giugno 2009

Senigallia, Complanare

Facebook per i più piccini

Il SI' Complanare sbarca su Facebook. Non aderiscono cinque milioni di utenti italiani, tutti contrari alla Complanare.

Mangialardi: "Un successo strepitoso, i miei quattro nickname hanno aderito in massa".


Il dibattito sulla Complanare tocca il gradino più basso dell'evoluzione sul web. Stanchi di rispondere ai test su "Quale quaderno Pigna ti senti di essere?" o "Quali fiori vorresti al tuo funerale?", un gruppo di utenti senigalliesi di Facebook è passato alle vie di fatto e ha trasferito la guerra fra poveri della Complanare dalla piazza al web.

Un altro straordinario successo dovuto al CaterRaduno, che lo scorso anno ha ispirato la nascita del gruppo "Angeloni bella gnocca", sull'irresistibile tormentone matrimoniale di Massimo Cirri e che quest'anno ha voluto fare sul serio, sbattendo la porta in faccia ai localismi egoisti dei comitati nel nome di un limpido ambientalismo ecumenico: quello di FIAT, ENI ed ENEL, aziende che ci fanno spegnere la luce per il risparmio energetico e nella penombra progettano centrali nucleari e inceneritori.

Ancora incredulo del gran numero di adesioni ricevuto, il fondatore del gruppo SI' Complanare, Francesco Gasparetti (Gaspa), blogger senigalliese, pubblicherà nei prossimi giorni il progetto esecutivo della Complanare, completo dei particolari costruttivi degli svincoli, con una breve nota descrittiva sulle opere di mitigazione ambientale previste.

Nel programma estivo del gruppo è prevista anche un'escursione sui luoghi della Complanare, allo svincolo del Maestrale e all'uscita delle Saline, evitando il monotono tratto di Borgo Coltellone, che non offre spunti tecnici apprezzabili.

Un ulteriore regalo ai sostenitori della causa, che hanno fatto della completezza d'informazione, della consapevolezza e della trasparenza una bandiera da portare con orgoglio in ogni loro scelta.
staccato da: Maddeche alle ore giugno 17, 2009 23:26 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, complanare, misfatteria varia

domenica, 24 maggio 2009

La Piaga di Velluto Web Touring


Attenzio'
Popolazio'


In attesa degli eventi estivi,
La Piaga di Velluto Web Touring organizza:



visita alle sorgenti di Gorgovivo
  - Serra San Quirico -

Un contributo al dibattito sulla privatizzazione dell'acqua, andando a vedere di persona la nostra fortuna: una straordinaria risorsa idrica all'interno del Monte Revellone, captata da ben tredici pozzi collegati da chilometri di galleria.

Alcuni dei pozzi sono di una bellezza assoluta, come quello scavato a mano negli anni '60, in condizioni di lavoro durissime, dove si vede l'acqua che sgorga direttamente dalle rocce.
O quello in cui un copioso getto d'acqua fuoriesce direttamente da un piano di faglia.


Qualche giorno fa gli impianti sono stati aperti al pubblico per due giorni e presi d'assalto da migliaia di persone, con code tipo ufficio postale il giorno delle pensioni.

Grazie alle mie conoscenze altolocate ho la possibilità di organizzare una visita in forma privata per una trentina di persone.

Il programma della visita è semplice: si arriva a Serra San Quirico con mezzi propri (circa 60 km) e si visita la galleria principale dell'impianto guidati da un tecnico della captazione.

La visita dura un'ora circa e chi vuole può integrare la mattinata con un'altra visita ai ristoranti della zona.

In caso di maltempo la visita si svolgerà ugualmente.

Portatevi una felpa e scarpe adatte perchè nella galleria c'è una temperatura costante di circa 14°C.

La visita può essere organizzata a giugno o a settembre: gli eventuali partecipanti facciano sapere la loro preferenza e il numero delle persone che portano, nei commenti o per email, grazie.

primi anni '70
la costruzione della galleria
www.jesielasuavalle.it
staccato da: Maddeche alle ore maggio 24, 2009 11:29 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, cittadinanza fattiva, iniziative collaterali

sabato, 11 aprile 2009

10 - 100 - 1000 new town

Scatta il piano casa di Berlusconi: "Ricostruiremo L'Aquila dove meno se lo aspetta, in riva al mare".

Da Enti inutili a Enti sopravvalutati, le Provincie: "Faranno tutto gratis, pianificazione, progettazione, trattative e corruzione".

I sismologi in coro: "Ora possiamo prevedere i terremoti. Domani ce ne saranno una ventina in Abruzzo".


Appena rientrato dalla sua tournee di Londra e del meeting NATO, Silvio Berlusconi ha subito affrontato la questione del dopo terremoto in Abruzzo, inviando un pullman di progettisti e architetti sul litorale di San Martino Adriatico, dove sorgerà la nuova L'Aquila.

"Un progetto affascinante" lo definisce Raul Festa Palanchino, amministratore delegato della SISMA - Opportunità Edilizie, presentando il pieghevole che illustra il progetto "qui sorgerà Villanuova Adriatica, una città da centomila abitanti che avrà tutto, uffici postali, banche, negozi, scuole, rotatorie e lungomare. Nessuno sentirà la nostalgia di casa in un progetto a misura d'uomo, dove ci saranno vivaci quartieri per i giovani, dignitose residenze per gli anziani e razionali sistemazioni per le famiglie".

Villanuova Adriatica sarà molto più di una new town: le villette a schiera saranno mansardate o terrazzatissime, tutte caposchiera con libera vista, con i doppi servizi in camera e possibilità di angoli cottura ovunque, anche in soppalco verandato. I barbecue saranno alimentati a pannelli solari, in accordo con le ultime severe normative sul risparmio energetico. E' prevista una piccola corte esclusiva con essenza ornamentale e prato all'inglese o rivestimento in cocciopesto a gradoni montati a spina di pesce.

"Villanuova Adriatica sarà una verà città con tradizioni e storia proprie" recita il depliant del progetto "avrà un suo Santo patrono e i suoi riti natalizi e pasquali, c'è già un pool di esperti antropologi al lavoro per definire questi dettagli. Perchè i nuovi insediamenti saranno una finestra sul futuro ma con solide fondamenta sul passato: in questa zona, nel VI secolo A.C., si erano insediati i Panniuri, un popolo proveniente dalla Cappadocia, subito sterminati dai Sanniti, ma che hanno lasciato importanti vestigia della loro civiltà, fra cui un cranio di agnello, la più antica testimonianza sulla cottura dell'abbacchio".

"L'insediamento di Villanuova Adriatica sarà finanziato dai proventi del turismo invernale de L'Aquila, che, sopraelevata di 500 metri, diverrà una località di sport invernali fra le più ambite del Centro Sud. Cento Provincie italiane si occuperanno dei progetti e della pianificazione urbanistica, se non saranno sufficienti ne istituiremo altre, pescando fra le città candidate".




Con i terremoti non si scherza, ma la vita dovrà pur ricominciare da qualche parte.
A sentir parlare di new town, mentre ancora si pilucca tra le macerie e di fronte all'ennesima pessima prova della nostra industria edilizia, mi si è accapponata la pelle.

Il decreto anti - sciacalli dovrebbere comprendere anche coloro che hanno costruito le case con la sabbia del mare (utile soltanto per fare il rivestimento degli intonaci) e quelli che hanno messo in "regime di proroga" le norme antisismiche, pronte dal 2003 e la cui entrata in vigore è prevista soltanto al 30 giugno 2010, grazie ai buoni uffici della lobby dei costruttori, ben presente in Parlamento.

Per i primi sarà sufficiente una perizia sulle macerie e una visita della GdF nell'ufficio tecnico comunale, per rintracciare i costruttori dell'edificio. La non prescrivibilità almeno trentennale del reato sarà necessaria. Gli sciacalli rubano cose, quelli hanno rubato vite umane.
Per i secondi non possiamo fare nulla, nascondono le loro malefatte con termini che sono entrati nel linguaggio comune, nel "vissuto" di un Paese che da anni non cresce di un centimetro: milleproroghe.

Aumentano i dubbi e le incertezze sul numero delle vittime del sisma: alcuni bloggers (sempre loro, inesauribili cagacazzi) parlano di numerosi clandestini alloggiati negli scantinati della città (qui e qui). Non dichiarati, nè da vivi, nè da dispersi.
In assenza di conferme possiamo soltanto stare a guardare. Nessun dubbio sul fatto che i bloggers stiano cercando il loro quarto d'ora di celebrità, ma fra loro e il TG1 che apre l'edizione con i dati di ascolto sul terremoto o il sito de La Repubblica che vuole trasformare una tragedia collettiva in un festival del cinema, la scelta è facile, intuitiva.

Leggendo fra i commenti del sito che ho linkato l'altro giorno (qui), troverete numerosissime segnalazioni provenienti da L'Aquila, in cui traspare l'angoscia dei commentatori. Forse questo è stato il terremoto più annunciato della Storia, mettendo da parte le polemiche sul caso del ricercatore Gioacchino Giuliani, cui i sismologhi italiani (gli stessi che non si sono accorti che la terra a L'Aquila trema regolarmente dal 14 dicembre scorso) non hanno risparmiato nulla.

Giuliani sarà anche uno sciamano, ma, senza saperne nulla di sismologia, io a uno che mi prevede un terremoto disatroso, sbagliando di 50 km e di sei giorni, qualche Euro (ne chiedeva 500.000) per fare le sue ridicolizzate stazioni di monitoraggio, autocostruite e foderate di piombo, glieli darei. Magari affiancandolo con qualche occhiuto ricercatore, di quelli che passano le giornate a fianco del loro fidato sismografo, ma non di quelli che affermano che i terremoti non si possono prevedere, con la stessa sicumera con cui si affermava che la Terra è piatta.

Ai giapponesi non interessa prevedere i terremoti: loro hanno fatto una scelta diversa. Che venga il terremoto, le nostre case sono pronte.
In Italia non abbiamo fatto scelte, o meglio, abbiamo scelto di costruire e basta. L'edilizia non è all'altezza e a dormire in macchina siamo disponibili in tanti (vedi Ascoli) pur di aver salva la vita. Un patrimonio a rischio sismico di otto milioni di edifici non si può mettere in sicurezza in pochi anni, ma si potrebbe tentare di limitare i danni.

Qui trovate una memoria di Giuliani sul suo progetto, in cui spuntano fuori Università, imprenditori italiani e americani, oltre ad una certa Società collegata al Ponte sullo Stretto di Messina.


staccato da: Maddeche alle ore aprile 11, 2009 10:00 | link |
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categorie: politica, ambiente, edilizia, globale, cronaca vera

giovedì, 26 febbraio 2009

Senigallia, Cesanella, pippone storico - archeologico


Uno sforzo di concentrazione

Il Parco della Cesanella fa parlare di sè dagli anni '70. Da formidabile veicolo per vendere case "con vista parco", al piano particolareggiato nel giro di quasi trent'anni, nel 2000.
Il ritrovamento della planimetria del 1998 assume caratteri di ricerca archeologica: in undici anni del Parco, dell'area circhi, dell'ippodromo (o quello che diavolo è), dell'area cani, dei giardini botanici e dei percorsi ciclabili, nemmeno l'ombra.

Ma nel frattempo l'industria edilizia ha marciato alla grande, con un centinaio d'appartamenti "vista parco" costruiti, molti altri da costruire e, nel 2009, un pezzo del parco che sparisce, molto più grande di quello che era previsto.


La Piaga di Velluto non ha mai preteso niente dai suoi lettori: una volta abbiamo fatto pubblicare il Piano Cervellati online, un'altra volta abbiamo verniciato un sottopassaggio, tutte cose che rientrano nella normalità, il minimo sindacale di cittadinanza.

Ma oggi ci vuole un minimo di concentrazione: per capire come sia possibile che lo scambio di 15.000 mq del Parco della Cesanella, contro i previsti (circa) 4.000, possa essere un buon affare per la Cesanella.
Io non ci sono arrivato.

Per cominciare, teniamo a mente questa dichiarazione:

"Stiamo parlando di un terreno con potenzialità edificatorie che non produce un solo metro cubo in più rispetto a quanto previsto dal piano particolareggiato della Cesanella e rispetta tutte le norme di attuazione per le altezze degli edifici nel quartiere -ha detto Mangialardi- il piano particolareggiato del 2000 ha previsto delle aree del patrimonio comunale che producono una superficie lorda (edificabile ndr). Questa superficie, inizialmente pensata dove c'è il campo di calcio della chiesa, non è mai stata allocata. Adesso siamo arrivati alla identificazione concreta di quest'area, posizionata in modo compatibile con le abitazioni già esistenti e adeguatamente lontana dalle antenne della telefonia mobile. Tutto qui".

Questa è la dichiarazione (ripresa da Vivere Senigallia perchè il verbale della seduta non è disponibile) dell'Assessore all'Urbanistica, Maurizio Mangialardi, alla Commissione Consiliare del 16 febbraio scorso, dove l'argomento principale è stata la prevista alienazione di 15.000 mq del Parco a fronte di un (presunto) incasso di circa 3,5 milioni di Euro.

In estrema sintesi, l'Assessore ha detto questo: il Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella del 2000 prevedeva un'area edificabile di circa 4.000 mq, attualmente occupato dal campo sportivo parrocchiale della Cesanella. Noi abbiamo scelto di rendere edificabile un'altra area (più appetibile?) mantenendo gli stessi indici di edificabilità.

Secondo l'Assessore l'area era "pensata", ma in realtà era "fissata" dal Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, varato nel 2000. Quest'area, che avrebbe tolto solamente 4.000 (marginali) mq al Parco, è stata "scambiata" con un'area di 15.000 mq che ha mantenuto la stessa superficie edificabile (circa 3.700 mq) ma che trasformerà un'area quattro volte più grande in: verde condominiale e privato, strade di lottizzazione, parcheggi e percorsi pedonali condominiali, quindi "privati". Quindicimila mq di fatto "privati".

L'affarone per il Parco della Cesanella è presto fatto: perde 15.000 mq di superficie da una parte e ne guadagna 4.000 dall'altra, già occupata da un campo sportivo parrocchiale. Il saldo in negativo è di 11.000 mq.
Di nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq prevista dal Piano Particolareggiato era già fornita di strade di accesso (via Guercino), area verde (il Parco fronte casa) e parcheggi, mentre la nuova lottizzazione di 15.000 mq toglierà tutte queste infrastrutture private (verde, parcheggi, strade, accessi) al Parco della Cesanella.

Di ulteriore nessuna importanza il fatto che l'area di 4.000 mq rimasta al Parco (quella vicina alla chiesa) dovrebbe essere proprietà del Seminario Vescovile e del Comune di Senigallia (dati del 2000).

Se l'identità dei proprietari dell'area da 15.000 mq abbia importanza io non l'ho capito, forse sono rimasto accecato dal fatto che il Parco, con quest'abile mossa di finanza creativa, ha perso 11.000 mq di superficie, ovvero due dei "quaranta campi da calcio che possono stare nel Parco della Cesanella" per usare un'esemplificazione dell'Assessore Campanile. Ne sono rimasti trentotto, ma siamo solo al 2009, per il fischio finale sul Parco c'è tempo.

Ora viene il bello, le figure, e chissà che tutto non diventi più semplice:


senigallia, parco cesanellaLa prima versione del Piano Particolareggiato del Parco della Cesanella, del 1998, che mi è pervenuta per email da un ignoto benefattore.
Lo ringrazio, ma ha fatto il lavoro a metà, visto che c'era poteva anche scrivere l'articolo.

Le aree edificabili sono bordate in rosso, l'area con i due punti interrogativi è quella edificabile da 15.000 mq, l'area con scritto NO è quella da 4.000 mq del campo sportivo parrocchiale.
Se sovrapponete le due aree appare chiara la differenza di superficie, tutta sottratta al Parco.
Il Piano Particolareggiato prevede area - circo, parcheggi, laghetto, area cani, ippodromo (o altri impianti sportivi), giardini di Babilonia (area pomicioni), anello ciclabile, percorsi vita ecc. ecc..
Le aree edificabili (tranne quella ??) stanno ai margini del Parco e l'integrità dell'area verde è garantita.


senigalliaLa versione definitiva del Piano Particolareggiato (anno 2000).
E' utile ricordare che un Piano Particolareggiato definisce un'area (in questo caso il Parco della Cesanella) fin nei minimi dettagli, comprese le infrastrutture (fogne, pali della luce, strade) e le reti viarie ciclabili e pedonali. Le aree in azzurro sono edificabili, alcune completate, altre in via di completamento.

Nel 2000 l'area edificabile è ancora quella da 4.000 mq (NO), mentre l'area da 15.000 mq (??) è ancora inserita nel Parco, con il suo percorso stradale (ciclabile? pedonale? percorso vita?) non meglio identificato.


senigallia, cesanellaNel 2009, il dramma.
La versione 2009 del Piano Particolareggiato.
L'area da 4.000 mq (NO) sparisce direttamente dalla divisione per zone omogenee (azzonamento), mentre quella da 15.000 mq (??) diventa azzurra, edificabile.
Ripeto: il Parco "guadagna" 4.000 mq da una parte (nove campi da pallacanestro) e ne rimette 15.000 dall'altra (trentasei campi da pallacanestro).

Per finire questo inutile (la variante è stata votata) pippone archeologico, due considerazioni:
fra le controindicazioni della variante urbanistica, il Consigliere Bacchiocchi indicava anche una possibile azione legale da parte dei proprietari che hanno comprato casa a fianco (lato NORD) della nuova area edificabile. Nel loro caso è presumibile un danno patrimoniale: da casa con "vista sul Parco" la variante l'ha trasformata a casa con "vista su altre case". Bacchiocchi è un tecnico, un esperto, e credo che abbia visto giusto, il contenzioso legale del Comune di Senigallia sarà destinato ad ingrossarsi.

La seconda considerazione è positiva, propositiva: qualche tempo fa, sulla rubrica Scrivi al Sindaco, un proprietario fondiario ha proposto al Comune di prendere in affitto un terreno di 7 ettari per fare gli orti per gli anziani, un mito per le amministrazioni di centrosinistra, da qualche parte una felice realtà.
Ecco la risposta del Sindaco:

"l'ipotesi di assegnare piccoli appezzamenti di terreno ad anziani per la coltivazione ad orto è un'idea che il Comune ha più volte preso in esame. Le modalità di realizzazione di questo progetto richiedono però una vicinanza delle aree alla città, per ovvie ragione di praticità, e assegnano priorità a superfici di proprietà comunale, per ragioni di economicità che comprenderà bene. Ciò premesso, nel ringraziarla per la proposta che mi ha inviato, capirà che allo stato dei fatti risulta difficilmente praticabile."
Cordiali saluti.
Il Sindaco
Luana Angeloni


L'area degli "orti per gli anziani" che risponde a tutte le caratteristiche indicate dal Sindaco ce l'abbiamo nel Parco della Cesanella. Dove il Piano Particolareggiato prevede i giardini di Babilonia, si potrebbe realizzare un'area di circa un ettaro che farebbe la felicità dei pensionati col pollice verde.
Attenzione: l'area è centrale nel parco, ma non è una scelta casuale. La piaga dei grandi parchi urbani (e quello della Cesanella lo potrebbe diventare) è la consegna di vaste aree poco frequentate ai teppisti e agli spacciatori. Adibire una vasta area del Parco all'uso e alla frequentazione quotidiana di numerose persone, potrebbe inibire e ridurre i fenomeni vandalici in modo fisiologico. Se l'area per gli orti venisse adeguatamente regolamentata e convenzionata con un gruppo organizzato di pensionati, si potrebbe avere in cambio la gestione e la manutenzione di una vasta area del parco anche al fuori degli orti, con conseguente risparmio di risorse comunali. Diciamo un paio di campi da calcio aggratis.



E per finire un:

attenzio' popolazio'

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staccato da: Maddeche alle ore febbraio 26, 2009 00:06 | link |
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domenica, 01 febbraio 2009

Senigallia, nanoparticelle, clamoroso al San Rocco

senigalliaTrasferta ultrà


Gli Angeloni Boys non ci stanno: ricorso e trasferta a Modena dopo la sconfitta al San Rocco del 22 gennaio, contro il Versus Complanare.

Alcuni Assessori della Giunta Angeloni andranno in trasferta a Modena dal dottor Montanari. Straordinarie misure di sicurezza, saranno accompagnati da duecento tifosi del Versus Complanare.


Il 2 - 0 a tavolino del derby di San Rocco non è piaciuto alla dirigenza degli Angeloni Boys, che presenteranno ricorso e incontreranno il dottor Montanari il prossimo 11 febbraio. Com'è noto, la squadra di governo della Città di Senigallia ha disertato in massa l'incontro contro l'agguerrita compagine del comitato.

Una clamorosa serie di contrattempi ha impedito la partecipazione di numerosi Assessori e Consiglieri alla conferenza di Montanari, fra cui la lesione del quadricipite della coscia destra di Ceresoni, infortuno rimediato in un tackle scivolato sulle proteste per l'abbattimento dei pini di via Bari.


Nessuno ha potuto sostituire l'ariete d'attacco dei Boys, la Testa Pensante del gol: l'Assessore Campanile era impegnato con gli esami di pattinaggio sul ghiaccio, Mangialardi doveva finire i controsoffitti al bocciodromo della Cesanella, Volpini era dal medico, Velia Papa aveva un provino, il Sindaco stava facendo le valigie e Patrizia Giacomelli è risultata troppo decentrata per occuparsi di nanoparticelle.


Il risultato di questa diserzione in massa è stato il 2 a 0 a tavolino, una pesante squalifica per il San Rocco e una trasferta obbligatoria a Modena, dove il dottor Montanari sarà costretto a dare ripetizioni, assistito da una folta rappresentanza del comitato Versus Complanare, a cui queste "ripetizioni in privato" sembrano non piacere.


La trasferta dell'11 febbraio si preannuncia "calda": il pullman degli Assessori sarà scortato dalla Polizia Stradale da casello a casello, non saranno ammesse soste negli Autogrill e gli Assessori non potranno portare bandiere o striscioni inneggianti la Complanare. Durante l'incontro con Montanari gli Assessori potranno fare delle domande pertinenti all'argomento nanoparticelle e a questo scopo hanno aperto
un'apposita pagina web.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 01, 2009 23:22 | link |
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domenica, 11 gennaio 2009

Senigallia, polveri sottili, nanopolveri, Montanari


Attenzio' popolazio'



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staccato da: Maddeche alle ore gennaio 11, 2009 11:43 | link |
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lunedì, 08 dicembre 2008

Sindrome Pimby e Panico in Borsa

Questa sera un paio di link:

La Regione Marche ha ricevuto il Premio Pimby (Please In My Backyard) per "l'impegno del governo regionale in materia di infrastrutture". L'infrastruttura oggetto del premio è una strada, la terza corsia dell'A14.

Qui trovate una valutazione di Stefano Bernardini, autorevole voce del Comitato Versus Complanare.

Qui trovate
il sito dell'Associazione Pimby. Fra i soci sostenitori numerosi enti indipendenti di ricerca, istituzioni ed Università. C'è anche qualche multinazionale del petrolio e delle grandi infrastrutture, in un ruolo marginale e disinteressato.

Qui trovate la mia (vecchia?) proposta della Complanare Civica, attuale come non mai. E' resa disponibile per la politica cittadina, un'alternativa al muro contro muro.


Sul titolo ENEL avvengono strane manovre. Qui trovate la prima puntata di un avvincente racconto di Borsa. Qui trovate la seconda puntata, sul mio sito economico di riferimento.


staccato da: Maddeche alle ore dicembre 08, 2008 22:20 | link |
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sabato, 18 ottobre 2008

attenzio' popolazio'



staccato da: Maddeche alle ore ottobre 18, 2008 10:50 | link |
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giovedì, 09 ottobre 2008

A Senigallia era l'Ecocamp, ora è l'Ecogate, farà in tempo a diventare l'Ecoplace

Cambiate nome ai vostri oggetti, torneranno come nuovi. Non fatelo con i vostri cari, si offenderanno.
(Nereo Rincolvati - La brevità come valore affettivo - Torino, 1988)


Il progetto delle ex colonie al Ciarnin scatena malumori in città. Spezzare il lungomare per poche centinaia di metri sembra un favore fatto a pochi privilegiati. Occorre un cambio di rotta, una nuova prospettiva. La politica è anche questo, fornire prospettive anche se non sono dietro l'angolo, l'importante è che siano in riva al mare. L'Ecogate è una di queste.


Tenuto in congelatore per oltre quattro anni, il progetto Ecocamp (oggi Ecogate) torna a far capolino nel dibattito cittadino nel momento opportuno, contemporaneamente alla presentazione e alla discussione consiliare del piano d'area delle ex colonie al Ciarnin, un progetto complesso e gravato da incognite, prima fra tutte la volontà di realizzare gli interventi, divisi fra pubblico e privato.

Anche il progetto Ecocamp aveva tre protagonisti, i Comuni di Senigallia, Falconara e Montemarciano, consorziati per una serie di interventi atti ad incentivare il turismo sostenibile e la tutela di vaste aree della fascia litoranea.
Nel frattempo il progetto sembra diventato appannaggio esclusivo di Senigallia, Montemarciano ha costruito i parcheggi in riva al mare e Falconara sembra distratta, fra CPT, centrali a megawatt, buco di bilancio e cambio di amministrazione.

L'idea di fondo è semplice, la sua attuazione complessa: si tratta di spostare tutti i campeggi sul lungomare fra il Ciarnin e Marzocca in una vasta area agricola (35 ettari) posta fra l'incrocio della strada delle Saline presso la chiesa del Ciarnin e il futuro (probabile) innesto della Complanare sulla Statale Adriatica.
Come location è una ciofega, fronte statale e ferrovia, alle spalle l'autostrada, a sinistra la strada delle Saline, a destra la (probabile) Complanare. Il mare a poche centinaia di sofferti metri, laggiù in fondo.
E qui viene in soccorso l'attuazione complessa: l'Ecogate sarà un giardino ecocompatibile, ecosostenibile, ecomorale ed ecodifferenziato, uno di quei posti dove il prefisso "eco" precede tutti i sostantivi, dove ti senti un verme se ti mangi una costata alla griglia e hai lasciato il miglio al canarino. Ma non sarà così, migliaia di jesini riporteranno tutto ad una dimensione più umana.
Il litorale oggi occupato dai campeggi verrà rinaturalizzato, costituendo una sorta di parco litoraneo, altra intenzione tutta da verificare, una tesi complottista propria della Piaga di Velluto prevede che l'area occupata dai campeggi si liberi per nuove speculazioni edilizie, ma queste son solo maldicenze, non ci insisto.

Il progetto Ecogate per il momento ha solo ottenuto un netto rifiuto da parte dei dodici concessionari dei campeggi interessati dal progetto, che hanno avviato un ricorso TAR contro il progetto, con richieste di risarcimento.

L'Ecogate sarà presentato domani alla Rotonda, con inizio alle ore 16,30 ma non andateci disarmati: stampatevi e leggetevi l'estratto della prima versione del progetto, anno 2005. Non farete la figura di quello che si presentò ad una convention di ipertesi con un panino alla salsiccia.






staccato da: Maddeche alle ore ottobre 09, 2008 18:29 | link |
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lunedì, 01 settembre 2008

A casa di Lorenzo, produttore di energia


Nella percezione comune il fotovoltaico viene visto come un esercizio per amanti dell'hi-tech, enti pubblici, ambientalisti irriducibili o ricchi annoiati della loro ultima piscina verticale.

Contro questi luoghi comuni occorreva un testimonial d'eccezione, una persona normale, al di sopra di ogni sospetto.

Sono stato a casa di Lorenzo, 33 anni, idraulico: "Avevo i soldi per cambiare la macchina o investire in BOT. Ho scelto di produrre energia, farla finita con tutte le bollette e guadagnarci sopra".


Mi occorre una premessa: il mio tasso tecnologico è pari a zero, ma come consumatore sono una belva. Quando l'ENEL mi ha telefonato per propormi la tariffa bioraria li ho maltrattati, perchè trovavo stupido chiedere ad un cliente se volesse risparmiare qualcosa sulla bolletta, lo trovavo doveroso. Fate conto che questo articolo lo ha scritto un analfabeta tecnologico, ma consumatore incazzato. Fine della premessa.

Lorenzo è un ragazzo di famiglia contadina, la sua casa si trova a Corinaldo, lungo la provinciale Corinaldese. Di mestiere è operaio idraulico, con la famiglia si occupa anche della terra, quando lo vado a trovare sta preparando il terreno per i cavoli da seme.

Una persona solida, sposato, un figlio, un altro in arrivo, qualche grillo per la testa, la passione per i motori, nel suo garage troviamo un go-kart, una Honda 1000 e una Opel Calibra trasformata da corsa.
Sopra il suo tetto invece troviamo trentasei mq di pannelli fotovoltaici, con una potenza di 4,5 kwP (kilowatt di picco, la potenza massima che può produrre l'impianto in condizioni ottimali), un impianto che lo libererà dalla bolletta ENEL, gli consentirà di portare alla rottamazione il bombolone del GPL e gli farà guadagnare soldi. Un passo per volta.

Io sono uno pratico, Lorenzo. Quanto è costato il giocattolo sul tetto?

Tutto l'impianto, pannelli, inverter, supporti e installazione è costato sui 28.000 Euro, circa 6.000 Euro a kw prodotto. Potevo spendere qualcosa di meno, ma ho voluto un compromesso di qualità.

In parole povere come funziona l'impianto?

La corrente continua prodotta dal pannello fotovoltaico arriva all'inverter in garage, che la trasforma in corrente alternata, idonea per la rete ENEL. Dopo l'inverter, la corrente prodotta viene immessa nella rete ENEL e misurata per mezzo di un contatore. Un altro contatore misura la corrente che consumo, quella che viene incentivata dal Conto Energia.

Quanta corrente prevedi di produrre?

In questi giorni assolati, produco (si noti bene: produce, Lorenzo è un produttore di energia, un concorrente di ENI ed ENEL) 30 kw/h al giorno. Il minimo che dovrei produrre, in normali condizioni di nuvolosità invernale, dovrebbe stare intorno ai 4-5 kw/h al giorno. In un anno dovrei produrre oltre 5.500 kw/h.

Quindi, d'inverno, producendo meno corrente, non puoi usare la lavatrice e il ferro da stiro?

Niente affatto, la mia casa rimane collegata alla rete elettrica, la corrente mi viene fornita dall'ENEL, la differenza sta nel fatto che io, al contrario delle utenze normali, produco corrente che viene immessa e resa disponibile nella rete. Se spengo i pannelli non rimango senza corrente.

Per questa spesa che hai sostenuto dove stanno gli incentivi?

Una volta l'incentivo stava nel recupero di una parte delle spese per l'impianto. Adesso l'incentivo viene fissato dal Conto Energia. Per ogni kw prodotto e consumato ricevo 42 centesimi dal GSE (Gestore dei servizi elettrici). L'incentivo andrà diminuendo gradualmente negli anni, spero di pari passo con la diminuizione del costo degli impianti.

Perchè non ti pagano la corrente che produci ma quella che consumi?

Perchè io sono un produttore - consumatore, l'incentivo sulla produzione c'è per i grossi impianti che fanno solo produzione. Considerando l'incentivo, l'azzeramento della bolletta ENEL e il fatto che produrrò il riscaldamento acqua e ambienti elettricamente, con le pompe di calore, prevedo di recuperare la spesa in 10 anni, ma sono molto meno ottimista di chi mi ha venduto l'impianto, vedremo chi ha ragione. Una cosa che contesto è che l'incentivo per i pannelli semi integrati come i miei è minore dell'incentivo per i pannelli integrati, quelli che sostituiscono le tegole. Il motivo non è tecnico, la produzione è la stessa, ma estetico, un ragionamento che possiamo fare solo in Italia.

Quanto durerà l'impianto fotovoltaico?

Dopo venti anni la produzione è garantita come l'80% di quella attuale. Credo che trent'anni sia la vita utile dei pannelli. In Germania hanno degli impianti di vecchia generazione di trent'anni fa che ancora producono.

Qualche suggerimento per chi volesse seguire il tuo esempio?

Installare un impianto uguale o superiore alle proprie necessità e convertire tutti gli impianti di casa a corrente elettrica. Farsi fare più preventivi, perchè la concorrenza nel settore c'è, e non cercare il risparmio a tutti i costi, qui la qualità conta. Sono sette anni che mi documento sul fotovoltaico. I pannelli vanno tenuti puliti, anche se spesso basta la pioggia per pulirli.

Domanda stupida. Se fa la grandine?

I pannelli sono garantiti per chicchi di grandine grossi come una noce. Per tutto il resto c'è l'assicurazione, che ti copre anche la mancata produzione, costa duecento Euro all'anno.

Quanto ti pagherà il GSE alla fine del 2008?

Facendo i conti, da quando l'ENEL mi ha collegato, e lo ha fatto in ritardo, a fine luglio, facendomi perdere quasi un mese di produzione, ho incassato sui 200 Euro. Ma il mio interesse per l'incentivo è relativo, fra qualche anno l'incentivo non ci sarà più, quello che mi interessa è tagliare i costi energetici di casa, quello è il vero guadagno. L'incentivo è legato alla politica, oggi c'è domani no. Se si riparla di energia nucleare, c'è il rischio che manchino i fondi per incentivare il fotovoltaico.

Tu sei antinuclearista?

Io sto con la terra e con il sole, ci vivo in mezzo. In Germania hanno il 30% di sole in meno di noi, eppure sono molto più avanti di noi nel fotovoltaico. Siamo il paese del sole e ancora abbiamo dubbi? Ti faccio vedere il mio sogno.

E qui Lorenzo mi scartabella un preventivo che si è fatto fare per un impianto fotovoltaico da 500 kwP, 4.000 mq di pannelli, sufficiente per rendere autonoma una lottizzazione di centocinquanta  appartamenti, costo 2,5 milioni di Euro, 16.000 Euro per appartamento.

Mi vengono in mente tutte le lottizzazioni che vedo crescere in giro, dove il massimo del progresso viene visto nei pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua sanitaria e nell'allaccio del metano. Ma le piscine sono sempre più frequenti.

Lorenzo ha intenzione di realizzarlo il suo sogno. Vuole farsi finanziare con un mutuo. E' un ragazzo solido, quando inaugurerà l'impianto lo tornerò a trovare.

l'inverter, installato in garage, trasforma la corrente
continua prodotta dai pannelli in corrente alternata per la rete ENEL

i contatori ENEL, a destra quello di scambio
a sinistra quello incentivato e al centro
quello dell'appartamento del padre, che verrà dismesso

la casa di Lorenzo




staccato da: Maddeche alle ore settembre 01, 2008 12:05 | link |
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sabato, 09 agosto 2008

Tutti in ferie tranne i boscaioli

L'Assessorato alle Devastazioni colpisce ancora: trasformare un'opera utile e meritoria, la riqualificazione di una strada, in un insensato scempio di alberi e nella fiera della motosega.

Mangialardi: "Certe decisioni sono dolorose ma necessarie e conviene prenderle quando sono tutti in ferie. Occhio non vede, cuore non duole".

Via Bari, zona Piano Regolatore, non sarà più la stessa per decenni. Ha perso i suoi splendidi alberi, abbattuti da un branco di incompetenti che non hanno voglia di trovare soluzioni.

Un altro pezzo di Senigallia che ci lascia, altre persone che dovrebbero tornare a far danni a casa loro. Una volta c'erano i Verdi per queste cose, non che facessero molto, ma ora siamo completamente senza difese.


Il quartiere del Piano Regolatore ha due caratteristiche, è la zona più tranquilla della città ed è quella con le alberature più imponenti, un autentico patrimonio cittadino che andrebbe salvaguardato e tutelato.


La riqualificazione di via Marche, eseguita due anni fa, aveva rappresentato un ottimo compromesso fra la salvaguardia delle alberature e la costruzione di un ampio marciapiede ciclabile, lasciando alle auto il transito in senso unico. La via è percorsa continuamente da pedoni e ciclisti e anche i bambini vanno a scuola in tutta sicurezza. Sembra di stare in Svezia.

via Marche

L'esperienza positiva non è servita a nulla: qualche giorno fa una banda di teppisti (non c'è altra definizione, mentre li cercano in spiaggia loro colpiscono altrove) prezzolati dall'Ufficio Tecnico comunale, ha raso al suolo tutti gli alberi di via Bari, ben sedici pini di grandi dimensioni, dispensatori di ombra e frescura, ossigeno e bellezza.

via Bari dopo il taglio degli alberi

Le persone povere di spirito considerano gli alberi del Piano Regolatore una calamità: le radici spaccano i marciapiedi, l'asfalto si deforma e la strada si riempe di buche. La risposta dell'Amministrazione è ondivaga, non c'è nessuna programmazione sul patrimonio del verde urbano, le decisioni si prendono di volta in volta, dipende da chi si trova nella stanza dei bottoni in quel momento.

E in questo momento nella stanza dei bottoni c'è il maschio alfa  della Giunta, Maurizio Mangialardi, l'uomo che seppellisce progetti e pianificazioni sotto colate di cemento, taglia dubbi ed obiezioni con la motosega e si riunisce soltanto con il suo cellulare, l'unico contatto che ha con la Città.
Da più parti viene indicato come il futuro Sindaco di Senigallia.
Dio ce ne scampi, vale anche per i non credenti.

Una parziale riqualificazione di via Pescara (parallela di via Bari) ha tutelato e messo in sicurezza gli alberi, tagliando le radici superficiali e ricostruendo i marciapiedi danneggiati. La foto di via Pescara ci consente di vedere come doveva presentarsi via Bari prima della strage di alberi.

via Pescara, parzialmente riqualificata tutelando gli alberi
così doveva essere via Bari, prima dello scempio

La riqualificazione di via Marche, dopo una lunga e dolorosa trattativa con il Gruppo Società ed Ambiente, ha salvaguardato gli alberi e ora la strada si presenta come un fiore all'occhiello della città.

Ma nel caso di via Bari si è preferito agire di nascosto, un rapido taglio secco in pieno agosto, quando siamo tutti distratti dalle ferie, nell'illusione che i cittadini in transito non si accorgessero di nulla, tutti presi ad evitare le buche su strade e marciapiedi.
La scelta del taglio secco è stata presa sicuramente per motivi di cassa: il lavoro di riqualificazione si semplifica, si pianteranno nuovi e stentati alberelli (che negli anni richiederanno centinaia di ore di lavoro per le necessarie cure) e fra trent'anni via Bari tornerà come l'originale. Non ci resta che stare a vedere, ma intanto mandiamoli tutti a casa. Così, sulla fiducia.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 09, 2008 08:12 | link |
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categorie: ambiente, senigallia, misfatteria varia

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