campagna elettorale | La Piaga di Velluto Questo è un blog pratico:
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Laura Lavatori, coordinatrice cittadina dell'IDV, rassegna le dimissioni ed esce dal partito. Con lei Fabrizio Chitti e Claudio Bugari.
"Le nostre proposte stritolate da logiche partitiche e da accordi fra PD e IDV regionale. Candidati alle Primarie blindati, terra bruciata intorno a Marcellini".
Nel pomeriggio di oggi si è svolta una conferenza stampa all'Osteria Barberini di alcuni esponenti cittadini dell'IDV, fra cui Laura Lavatori, coordinatrice cittadina del partito.
Nell'occasione Laura Lavatori ha annunciato le sue dimissioni dalla carica e la sua uscita dall'IDV, motivandole con l'impossibilità di fare politica a livello cittadino a causa di accordi sovracomunali su programmi e candidati alle Primarie.
Durissime le accuse rivolte al coordinamento regionale dell'IDV e alla coalizione di centro sinistra di Senigallia.
"Ogni nostra proposta sulle primarie e sul programma della coalizione è stata bloccata da accordi sovracomunali. A livello cittadino potevamo soltanto dare l'assenso a decisioni già prese in altre sedi e ogni mia dichiarazione in contrasto con tali decisioni sarebbe stata smentita direttamente dai miei referenti nel partito".
"Alcuni elementi del centrosinistra cittadino volevano che appoggiassi apertamente le scelte fatte, ma quando ho proposto un nome diverso, Marcellini, ho trovato tutti gli spazi chiusi".
"Era nostra intenzione appoggiare la candidatura di Marcellini alle Primarie di coalizione del centrosinistra per dare completezza e ampiezza al confronto fra programmi e candidati, ma abbiamo ricevuto una serie di veti incrociati, sia dal centrosinistra cittadino che dall'IDV regionale. Non poteva essere modificato nulla, perchè era stato già tutto deciso".
"Io sono stata "sopportata" all'interno della Maggioranza perchè dovevo sottoscrivere l'accordo sul programma, in qualità di coordinatrice dell'IDV. In realtà i rapporti si sono deteriorati da tempo, è più di un mese che non sono invitata alle riunioni di Maggioranza".
"Lasciamo l'IDV per avviare un percorso di trasparenza estraneo ai giochi di potere di chi ha già stabilito incarichi, poltrone e riconoscimenti elettorali. Stiamo valutando se ci sono spazi per una lista civica estranea a tutto ciò e Marcellini potrebbe rappresentare una delle possibilità".
L'Assessore Mangialardi risponde sulla questione dello skate park alle Saline:
Agli organi di stampa e informazione
Sono sorte alcune polemiche a proposito della vicenda dello skate park alle Saline, argomento che mi sta particolarmente a cuore. Ricordo infatti che si tratta di un progetto in cui ho creduto, e credo tuttora, e che ho fortemente voluto.
Lo skate park, inaugurato nel maggio del 2004, nacque da un’idea concordata con i ragazzi. Io la appoggiai subito con entusiasmo e per essa riuscii anche ad ottenere dei finanziamenti dalla Provincia. Quello di Senigallia fu il primo spazio dedicato agli skaters in tutta la Provincia, fatto del quale sono molto orgoglioso. Ciò che è avvenuto in seguito, ripreso in questi giorni dai giornali locali, è dunque qualcosa che mi rattrista molto.
Lo skate park è stato infatti chiuso esclusivamente per motivi di sicurezza dei ragazzi, poiché il degrado ha raggiunto livelli tali da non rendere più possibile alcun intervento di manutenzione. Più che di degrado sarebbe meglio parlare di devastazione, per lo più causata dall’uso improprio e non proprio ortodosso che alcuni – immagino una minoranza – ne hanno fatto. Purtroppo il risultato di tutto questo è sotto gli occhi della cittadinanza.
Negli ultimi anni ho avuto con i ragazzi diversi incontri. Se questi sono giudicati “infruttuosi”, il motivo è semplicemente quello che non è più possibile intervenire con la manutenzione ordinaria. L’intero skate park deve insomma essere riprogettato e riconsiderato tenendo conto dell’esperienza di questi cinque anni. Per farlo non bastano però 28.000 euro, come qualcuno ha ipotizzato, ma una cifra ben superiore, direi di circa 50.000 euro, da inserire in un prossimo bilancio.
Questo è il mio obiettivo, oggi come allora, e ne è prova il fatto che la nostra Amministrazione ha ampiamente dimostrato in questi anni una sensibilità per i temi giovanili non paragonabile ad altre realtà della Provincia. Il mio impegno è allora quello che continueremo a rivolgere attenzione alle esigenze dei giovani della città, curando la ricerca di spazi e soluzioni condivise.
Silvana Amati definisce il Candidato Ideale di Centrosinistra®.
Maschio, caucasico, alto, bello. Definitivamente fico.
Scartato Marcellini, tutti gli occhi puntati su Mangialardi. Che si schernisce: "Io non sono il Candidato Ideale. Sono l'Uomo Ideale".
Durante una pausa dei lavori al Senato e prima d'imbarcarsi in una missione all'estero per studiare il sistema elettorale lituano, la senatrice Silvana Amati in un breve intervento ha definito ulteriolmente gli standards di qualità del candidato Sindaco di centrosinistra® per Senigallia.
Agli elettori delle Primarie di centrosinistra®, che si svolgeranno il 22 novembre, viene lasciata ampia discrezionalità sulla scelta del candidato Sindaco, l'unica condizione è che sia di sesso maschile "per ottenere un valore aggiunto di pari opportunità dopo le due Amministrazioni di Luana Angeloni" si legge nella breve nota inviata alle agenzie.
Insofferente da sempre ai diktat di partito, Silvana Amati ha sempre avuto un debole per gli elettori in libertà vigilata e le liste bloccate di candidati: dopo un'aspra battaglia all'ultimo voto, la Senatrice è stata eletta nel collegio delle Marche alle politiche del 2008, grazie al suo secondo posto nella lista dei candidati, posizione che le ha risparmiato una faticosa campagna elettorale e il confronto con l'elettorato, restituendola, in tutta la sua freschezza propositiva, all'Opposizione in Senato.
Forte della sua notevole esperienza politica, la Senatrice Amati vanta un curriculum di tutto rispetto: quindici anni di Consiglio Regionale, dal 1990 al 2005, e quattro anni al Senato, dal 2006 ad oggi, ne hanno forgiato carattere e tempra, senza mai un giorno di pausa da dedicare a se stessa, alle sue ambizioni e alle sue aspirazioni.
Una carriera politica segnata da apri contrasti con le varie dirigenze del partito: dopo aver lasciato il PCI nel 1991, accettò la difficile scommessa del PDS alla "Bolognina", abbandonandolo nel 2000 per confluire nei DS. Dopo una lunga e tormentata convivenza, nell'ottobre del 2007 riconobbe nel Partito Democratico la sua nuova casa, ma sempre in una posizione border line, sempre defilata rispetto alla linea ufficiale del partito, sempre una scomoda pedina nello scacchiere politico regionale e nazionale.
Una serie di fortunate scelte politiche quelle di Silvana Amati: tutti i partiti che ha abbandonato si sono sciolti pochi giorni dopo la sua uscita. Uno straordinario fiuto politico le ha consentito di rimanere sempre ancorata al partito vincente, di aderire alla svolta del rinnovamento ogni volta che gli si è presentata.
Lo stesso straordinario fiuto politico che oggi le consente di indicare con sicurezza il candidato ideale a Sindaco di Senigallia. L'elettore indeciso si faccia guidare con fiducia, la Senatrice Amati sa sempre da che parte mettersi.
nella foto: (ANSIA - ugoledoro - archivioAmati):
Silvana Amati, Fabrizio Volpini e Luana Angeloni
lanciati in uno swing a Castrocaro 2004
Scatta la questione morale. Bufera sul comitato per Mancini Sindaco, un membro è iscritto alla loggia sbagliata.
L'IDV rivendica la trasparenza sui candidati, vedremo i politici "nudi in piazza". Il Sindaco: "Se cominciano da Monachesi li butto fuori dalla Maggioranza".
Fallisce il tentativo di incastrare Mancini con un trans: i Vigili del Fuoco lo liberano dopo quattro ore di lavoro.
E' guerra aperta fra la Maggioranza di centrosinistra® e il candidato Sindaco Roberto Mancini. Uno dei sostenitori di Mancini sarebbe iscritto ad una loggia massonica di Ancona, mentre Mancini non risulterebbe iscritto alla loggia del Centrosinistra® cittadino "Francesco Rutelli" e pertanto non potrebbe utilizzare il termine "centrosinistra"® nei suoi comunicati stampa e nella campagna elettorale. La questione è stata oggetto di un affollato dibattito nella sede della Loggia del Mattone, tradizionalmente riservata a definire gli equilibri urbanistici in città.
La diffida nei confronti di Mancini è stata presentata dalla Loggia dell'Arenile, per una volta alleata con la Loggia di Levante, da sempre avversaria della Loggia di Ponente. Dopo un lungo dibattito è passata la linea delle "colombe": Mancini dovrà aprire una parentesi esplicativa ogni volta che utilizza il termine "centrosinistra"®. Nel caso che il termine ricorra più volte durante un suo intervento, Mancini dovrà emettere un colpo di tosse, mettendosi una mano in tasca fingendo di cercare il fazzoletto. Soltanto l'osservanza di queste semplici norme di comportamento potrebbe risparmiare a Mancini una serie di fermi comunicati stampa di censura per l'utilizzo improprio di un termine politico coperto dal diritto d'autore.
Ma la campagna elettorale si è animata anche per il misterioso tentativo di coinvolgere Mancini in una relazione con un transessuale, nome d'arte Carmela, ottava misura, ex campione di boxe ai giochi panamericani del 2002, che lo ha tamponato lungo la Statale e ha tentato di filmarlo mentre compilava la constatazione amichevole, barricato dietro a un guard rail. Dopo un'estenuante trattativa una squadra di Vigili del Fuoco è riuscita a convincere Carmela a desistere dal tentativo d'abbordaggio, regalandole un paio di estintori montati a orecchino. Sull'episodio indagano i Carabinieri, che hanno sequestrato il filmato e lo hanno subito pubblicato su Youtube, per evitare usi impropri del documento.
Impressionata dall'esplosione della questione morale, la segreteria dell'IDV si è affrettata ad emettere un comunicato stampa in cui rivendica il primato morale dei suoi candidati e garantisce la massima trasparenza sulla consistenza del patrimonio e delle attività del proprio "personale politico".
La notizia ha gettato nello sconforto gli esponenti degli altri partiti, che si sono affrettati a rassegnare le dimissioni, non potendo competere in dirittura morale e coerenza con i rappresentanti dell'IDV, almeno fino a quando non saranno eletti.
Al contrario, è risultata di nessuna rilevanza la notizia (apparsa su Popinga) che tutti i Consiglieri Comunali (anche quelli dell'IDV) sono tenuti a comunicare annualmente la consistenza del loro patrimonio e a trasmettere una copia della loro dichiarazione dei redditi. Impegno e obbligo sempre disatteso, almeno dal 1994, anno della sua entrata in vigore.
I recenti fatti di cronaca politica richiedono l'intervento del CSI Senigallia, un distaccamento di CSI Las Vegas da non confondersi con CSI Miami e tutti gli altri imitatori.
Il probabile lancio di monetine subito ieri sera dal Consigliere Roberto Paradisi ad opera di Nicola Mancini, portavoce del CSOA Mezza Canaja, è stato analizzato nelle sue componenti, balistica e comportamentale, determinando una serie di ipotesi investigative cui è stato assegnato uno spettro di probabilità.
Il contesto
Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, il banchetto della Lega Nord posto in fondo al Corso è stato oscurato da un analogo banchetto non autorizzato, posto in essere da alcuni attivisti del CSOA Mezza Canaja. Durante lo svolgersi delle due manifestazioni, il Consigliere Paradisi sarebbe stato oggetto di un lancio di monetine da parte di membri del centro sociale.
Senza sapere che il Paradisi aveva già denunciato il fatto ai mezzi d'informazione, il portavoce del Mezza Canaja, Nicola Mancini, ha detto di aver consegnato a Paradisi una monetina da un Eurocent quale pagamento della penale dovuta dal Mezza Canaja per l'occupazione delle Ex colonie UNES. Nel compiere il gesto ha pronunciato le seguenti parole: "Tie' Roberto, i soldi della penale...".
Le due versioni dei protagonisti contrastano nella forma, nei metodi e nelle quantità. L'assenza di testimoni oculari attendibili rende necessario il formularsi di alcune ipotesi sulle modalità dell'evento.
L'esame balistico
Assunto, in mancanza di altre testimonianze, che l'oggetto lanciato è una moneta da un Eurocent, se ne riportano le caratteristiche. La moneta ha un diametro di 16,25 mm, un peso di 2,30 grammi ed è in acciaio al 94,35%, con placcatura in rame (5,65%).
Le sue minuscole dimensioni e peso, ne fanno un oggetto inadatto per offendere o provocare: generalmente ritenuta un flagello per le tasche, la moneta da un Eurocent è considerata un inutile oggetto, destinato agli svuotatasche e ai bambini di età superiore ai 36 mesi.
Con l'ausilio di alcune simulazioni grafiche (curate da Simone "Quilly" Tranquilli), si possono mostrare le tre modalità del fatto in ordine di probabilità.
Nelle simulazioni presentate, il soggetto A rappresenta Nicola Mancini, mentre il soggetto B è il Consigliere Roberto Paradisi.
"le mela al purchètt'"
Il tipo di lancio "le mela al purchètt'" è ritenuto il più probabile, in quanto consente, da una distanza di circa un metro, la consegna di un piccolo oggetto con elevata probabilità di farlo arrivare a destinazione. Nelle condizioni di sovraffollamento di quel tratto del Corso, la breve distanza avrebbe consentito al Mancini di inquadrare il destinatario senza incertezze e di eseguire il lancio con una parabola molto alta e lenta, sufficiente al Paradisi per coordinarsi ed intercettare l'oggetto al volo.
Il Consigliere Paradisi è uno sportivo in buona forma, allenatore di volley con un'ottima visione periferica e non avrebbe avuto alcun problema ad intercettare la monetina, nel caso avesse voluto farlo.
Inoltre la frase attribuita al Mancini, "Tiè Roberto, i soldi della penale..." nel vociare del Corso all'ora di punta non sarebbe stata intellegibile da una maggiore distanza, perdendo il suo effetto provocatorio.
Probabilità: 95%
"menata con resto"
Il tipo di lancio "menata con resto" è molto usato nello sport delle bocce e consente di eliminare una boccia avversaria vicina al pallino, sostituendola con la propria. Un lancio della monetina da tre metri di distanza avrebbe avuto scarse probabilità di arrivare a destinazione, o di interessare il destinatario dell'oggetto.
Anche Nicola Mancini appare come un soggetto in buona forma fisica, ma, in assenza di un suo specifico curriculum sportivo, non possiamo considerarlo in grado di effettuare in totale sicurezza tecniche riservate ai professionisti del biliardo o delle bocce.
L'insignificante massa della monetina (2,30 gr.) sarebbe stata oggetto di tutte le leggi della Fisica conosciute (rotazione terrestre, pressione atmosferica, gravità terrestre, fusi orari e ora legale), che, aggiunte alla matematica del Caos, renderebbero questa tipologia di lancio un vero e proprio azzardo della Fisica.
La parabola del lancio, bassa e tesa, avrebbe ovviato ad alcuni di questi problemi, ma, pur essendo la più probabile, sarebbe stata interpretata come un gesto offensivo, giustificando le proteste del Paradisi.
Probabilità: 4,98%
"scontro di civiltà"
La consegna diretta della moneta mano nella mano, si trova in fondo alla scala delle probabilità. Il tentativo di Mancini di toccare Paradisi, se corrisposto, avrebbe scatenato un flusso di energia negativa dalle conseguenze inimmaginabili.
Le forze dell'Ordine e del Caos si sarebbero affrontate in campo aperto, rappresentato dal Corso e dai suoi inermi frequentatori, con conseguenze devastanti per lo Struscio, l'entità superiore che Tutto Regola e Tutto Vede.
Ovviamente il Paradisi non avrebbe mai accettato un oggetto offerto dal Mancini, ma la minima probabilità che ciò sia potuto avvenire dovrebbe renderci edotti su quanto siamo stati vicini all'estinzione.
Probabilità: 0,02%
L'analisi comportamentale
Fra le forme di manifestazione popolare di protesta, il lancio di monetine è generalmente riservato a persone accusate di corruzione o malversazione. A tal fine è utile ricordare il lancio di monetine destinato a Bettino Craxi all'uscita dell'Hotel Raphael nella primavera del 1993.
I contrasti fra il Paradisi e il Mancini rientrano nella sfera dell'ideologia politica pura, non vi sono mai stati precedenti riguardanti reati di corruzione, se escludiamo le accuse di malversazione di denaro pubblico rivolte in più riprese da Paradisi al Mezza Canaja.
Alla luce di questo fatto, un lancio di monetine da parte di Paradisi a Mancini sarebbe stato, seppur censurabile, ben più comprensibile e giustificabile.
La necessità del Mancini di portare a compimento uno sberleffo nei confronti del suo più acerrimo nemico, lo ha costretto ad un gesto che il Paradisi, forse condizionato dai momenti di concitato confronto fisico fra gruppi di persone, ha interpretato come offensivo e violento.
In realtà in fondo a Corso Due giugno, nelle tre ore in cui si sono svolti i sit in, l'atmosfera è apparsa tesa ma fondamentalmente tranquilla. Ne è riprova il fatto che i rappresentanti delle Forze dell'Ordine impegnati non erano schierati in assetto antisommossa, ma erano piuttosto impegnati in capannelli di discussione sulle varie vicende politiche ed economiche nazionali.
Si può pertanto concludere che il Mancini, con il lancio della monetina, ha voluto portare un censurabile sberleffo al Paradisi, il quale, nelle fasi concitate del primo contatto fra i due gruppi rivali, lo ha erroneamente interpretato come gesto violento e provocatorio.
La Lega Nord fa il suo esordio in Città con un banchetto informativo.
Il Mezza Canaja si mette in mezzo con un banchetto autogestito e non autorizzato. Schieramento delle forze dell'ordine ma nessun incidente.
Struscio regolare e temperature miti, qualche incolonnamento di fronte al Caffè Centrale.
Sorpresa e sconcerto in Città perchè i leghisti non parlano il lùmbard: "Ma sono quelli veri?"
In una delle sue più sconcertanti e inspiegabili iniziative, il Mezza Canaja ha oscurato il banchetto informativo della Lega Nord, allestito nel pomeriggio di oggi in fondo al Corso (o in cima al Corso per chi proviene da Sud).
Gli attivisti del Mezza Canaja hanno montato un tavolino di fronte a quello dei leghisti, impedendo ogni attività alla concorrenza, che ha chiamato le forze dell'ordine.
In pochi minuti una ventina di poliziotti e carabinieri hanno presidiato la zona, garantendo come sempre il regolare svolgimento dello struscio.
Non si è registrato alcun incidente di rilievo, anche se il Consigliere Roberto Paradisi ha denunciato di essere stato oggetto di un lancio di monetine da parte degli attivisti del Mezza Canaja, mentre Nicola Mancini, portavoce del Centro Sociale, ha dichiarato di avergli semplicemente consegnato alcune monetine, come pagamento della penale per l'occupazione delle ex Colonie ENEL.
I due banchetti si sono fronteggiati per più di due ore e in nessun momento si è avuta l'impressione che la situazione potesse degenerare in incidenti. A fianco del banchetto della Lega Nord era presente il candidato Sindaco del centro destra Fabrizio Marcantoni e i Consiglieri comunali Paradisi, Girolimetti e Corinaldesi.
nella foto (di Simone "Quilly" Tranquilli):
un presumibile esponente della Lega Nord saluta i fotografi
Nota a margine: un intervento inspiegabile quello del Mezza Canaja. Impedire di fatto la manifestazione di un partito regolarmente rappresentato in Parlamento, e che a Senigallia ha già raccolto il 5% dei consensi alle Europee, costituisce un abuso senza giustificazioni.
Per quanto riguarda i rappresentanti della Lega Nord, vorrei modestamente suggerire che se vogliono partecipare alla campagna elettorale per le Amministrative, dovrebbero presentarsi con un comunicato stampa ufficiale, con nomi e cognomi dei referenti, per evitare che la stampa sia costretta a fare ipotesi.
L'annuncio dell'iniziativa di oggi è avvenuto per mezzo di una comunicazione simile a quella di una riunione di condominio. Un comunicato stampa di presentazione è la cosa più facile da scrivere e lo pubblicano veramente tutti.
Qualche giorno fa il Movimento Lento Ciclabile Senigallia (MLCS) ha consegnato le osservazioni al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU).
Un breve stralcio delle osservazioni è stato pubblicato sui giornali, La Piaga di Velluto pubblica la versione integrale delle osservazioni, un lavoro corposo (e non ancora completo) che ci mostra la Città vista da pedoni e ciclisti.
Un valido contributo per candidati Sindaco all'affannosa ricerca di qualcosa di ecocompatibile da mettere su quel maledetto programma di governo della Città.
Colpo a sorpresa di Mangialardi: si candida alle primarie di coalizione.
E' il panico nella politica cittadina, nessuno aveva pensato a questa eventualità.
Una valanga di firme per la sua candidatura: sono sufficienti per indire un referendum.
Segnali di pace per Mancini: "Ne resterà solo uno".
Con una mossa a sorpresa Maurizio Mangialardi si è candidato Sindaco alle primarie di coalizione del PD e i Verdi, aggregati ad altri partiti del centro sinistra ancora in fase di definizione. Una candidatura in punta di piedi quella di Mangialardi, appena accennata in una pagina intera del Corriere Adriatico dell'edizione di ieri.
Annunciando la sua candidatura, Mangialardi ha avviato la "politica della panchina", una serie di incontri con la popolazione nelle varie aree verdi della città, dove pensionati, studenti e lavoratori potranno incontrare il loro candidato per costruire il programma, che sarà inaugurato prima di Natale.
Iperattivo e realista come sempre, Mangialardi ha anche chiesto a Mancini di rimuovere i vecchi rancori e partecipare alle primarie assieme a lui, garantendogli la stampa in ordine alfabetico dei nomi sulle schede. La risposta di Mancini non è fatta attendere, conciliante e possibilista: "Facciamo le primarie ad aprile 2010" è stata la sua controproposta.
La candidatura di Mangialardi ha colmato un vuoto fra i candidati Sindaco del centro sinistra, fino ad oggi non si era proposto nessuno e la selezione di un casting di candidati sembra l'unica strada percorribile per affiancare qualcuno a Mangialardi.
Le selezioni dei candidati si svolgeranno la seconda e la quarta domenica di ottobre presso la sede del Teatro alla Panna, unanimemente considerato il palcoscenico ideale per la ricerca degli sfidanti.
La selezione sarà durissima: oltre ad un forte radicamento nel territorio, i candidati dovranno manifestare una spiccata propensione per l'ascolto del cittadino, le capacità di mediazione e la prontezza di riflessi nel dibattito in pubblico. L'onestà intellettuale e la coerenza saranno il naturale corredo dei candidati, escludendo di fatto Arlecchino e Pulcinella dalla selezione.
nella foto (ANSIA - Viveresenigallia):
il candidato Mangialardi incontra un pensionato sulle panchine del porto
Come sbagliare tutto e fare un figurone. Come fare politica in forma anonima. Come avere una piccola galassia immobiliare e trasformarla in una supernova. Come perdere la pace in famiglia.
(prima parte senza figure, la seconda parte nei prossimi giorni)
Uno dei protagonisti del caso Villa Bucci è senz'altro Claudio Cavallari e il suo Sprint on line. Nessuno gli riconoscerà mai questo merito, dato che Claudio è generalmente detestato sia a destra che a sinistra.
E' un soggetto difficile Claudio, ma è stato il primo a pubblicare le visure camerali delle società collegate a Villa Bucci e al Dr. Andrea Rodano, imprenditore immobiliare, ex Sindaco di Monterado e marito di Luana Angeloni.
Dopo la sua pubblicazione su Sprint sono "pervenute" alla redazione di Vivere Senigallia alcune visure camerali ed è esplosa la polemica sui conflitti d'interesse del Sindaco, che ha riempito le pagine della cronaca politica degli ultimi quindici giorni.
Al momento la situazione è bloccata: il Sindaco ha preso la cosa malissimo, commettendo una caterva di errori, dimenticando che un Sindaco di centro sinistra deve distinguersi per limpidezza e trasparenza, sgombrando il suo percorso amministrativo da qualsiasi sospetto.
Sulla questione ha risposto ad una domanda per volta: "non ho comprato Villa Bucci" e poi: "l'ha comprata una Società riconducibile a mio marito, ma lui è poco meno di un fattorino lì dentro" e poi: "anche se fosse che mio marito è uno dei proprietari di Villa Bucci non ci sono stati favoritismi e vantaggi di alcun genere dovuti alla mia carica" e quindi: "l'Opposizione ha gettato veleno e discredito su di me, ho dimostrato che tutte le procedure seguite sono corrette" e per finire una capatina dall'avvocato: "se volete continuare il dibattito andiamo in Tribunale".
Una strategia di comunicazione pessima, omissiva e reticente, che ha fatto esplodere alla grande un conflitto d'interessi che sembrava solo appannaggio del centro destra, dato che, grazie ad un insopportabile (e fasullo) luogo comune, la cifra morale degli amministratori di centro sinistra viene ritenuta superiore.
Peggio del Sindaco poteva fare soltanto l'Opposizione di centro destra, che puntualmente c'è riuscita. Anche qui valanghe di errori: senza aver mai letto in vita loro il Piano Cervellati o Ballardini, hanno subito accusato il Sindaco di aver distribuito vantaggi e aumenti di cubatura in famiglia. Mancato clamorosamente il bersaglio, hanno virato sulla questione del Liceo Scientifico, su cui il buon Cavallari pesta i piedi da quattro anni, perdendoci anche una causa legale. Tutta la città sa che anche quello è stato un affare minato dai conflitti d'interesse e su cui l'Opposizione ha dormito per un sacco di tempo.
Costretti a difendersi sui tono dei loro stessi comunicati stampa (noi non abbiamo insultato nessuno!) e costretti alla difensiva sul testo dei comunicati stampa del Sindaco, hanno finito per adottare melanconicamente la solita strategia: non parteciperanno più alle Commissioni Consiliari. Un bel successo.
Il candidato Sindaco Mancini ha preso un'altra strada, tentando di tenere il punto sul conflitto d'interessi e di risvegliare l'orgoglio di un centro sinistra che forse non esiste più, quello degli anni '70. Vano il tentativo di coinvolgere Ceresoni nella diatriba, che ha risposto con un'autopromozione dei suoi cinque anni al governo della Città.
Chiedere da subito l'istituzione di una Commissione Consiliare d'inchiesta sulle due pratiche (villa Bucci ed ex liceo scientifico) poteva essere la mossa vincente. Non avanzare ipotesi e fare complottismo, ma pretendere una verifica puntuale dei fatti, sia nello spazio (aumenti di cubatura e variazioni d'uso) che nel tempo (lunghezza delle procedure e tempi di svolgimento delle pratiche).
Quello del tempo è un aspetto interessante, dalle parole di Luigi Rebecchini, segretario cittadino di Rifondazione: "In linea teorica ci può essere l'imbarazzo di un dipendente di un ufficio tecnico o di un controllore quando si trovano davanti una società il cui socio è vicino a chi governa?".
Verificare una serie di pratiche simili (a Villa Bucci e liceo Scientifico) e confrontarne il percorso all'interno degli uffici comunali, avrebbe tolto ogni dubbio sull'assenza di favoritismi di sorta. Nessuno avrebbe potuto negare l'istituzione di una Commissione d'inchiesta: il minimo cenno contrario sarebbe stato letto ed interpretato come un'ammissione di responsabilità.
L'Opposizione avrebbe fatto la sua bella figura di solerte controllore della cosa pubblica e il Sindaco avrebbe avuto l'occasione di veder certificata la sua condotta da una Commissione, almeno per quello che riguarda i tempi e le procedure adottate sulle pratiche edilizie in questione. Per il conflitto d'interesse ci saranno altre occasioni: è stato lo stesso centro sinistra a non volere una legge di regolamentazione, figuriamoci se può rappresentare un problema.
Soluzioni in vista per il caso Villa Bucci. Autocritica della Maggioranza: "Conflitto interessi problema cronico del Centrodestra. Noi più bravi di loro. Augh."
Il caso Villa Bucci non lascia le pagine della cronaca politica. Gli incredibili errori di comunicazione del Sindaco fanno il paio con le rivelazioni al timer dell'Opposizione, destinata ad assistere ad una replica del caso Sacramati - ex GIL. Anche allora sembrava fatta: la perdita secca di due milioni di Euro dei contribuenti pareva destinata a scatenare un esame di coscienza collettivo dell'Amministrazione e una pioggia di teste cadenti. Cose che succedono al cinema, ora anche in 3D.
Il conflitto d'interessi del Sindaco è stato l'argomento di una lunga sessione di autocritica della Maggioranza, che si è svolta in una località segreta, il sottopassaggio del Senbhotel, che per l'occasione è stato riqualificato come centro di cultura trans - adriatico.
Le quattro mozioni di autocritica presentate sono state superate in blocco da un emendamento dell'ala negazionista del Partito Democratico, i "falchi" della Maggioranza, che stabilisce l'intangibilità del Sindaco e reintroduce lo Jus primae noctis nel territorio del Comune di Senigallia, una misura destinata più a confondere le idee agli avversari politici che ad avere effetti pratici.
Durante la riunione è stato proiettato un documentario sui conflitti d'interesse di Berlusconi e ai partecipanti è stata consegnata una breve nota critica di duecento pagine sulla superiorità etica del centrosinistra, con riferimenti letterari a Victor Hugo, Emile Zola, Emilio Salgari e Julies Verne, di cui sono state ricordate alcune pagine di straordinario realismo.
La riunione si è protratta fino a tarda notte, ma le distanze fra i "falchi" e le "colombe" della Maggioranza sono rimaste praticamente invariate: mentre i primi hanno partecipato ad una battuta di pesca al delfino, i secondi hanno offerto la colazione alla Caritas.
Sul fronte finanziario, l'affidamento di rilevanti quote del Comune di Senigallia ad un fondo azionario delle isole Kurili sembra essere la soluzione al conflitto d'interessi adottata dal Consiglio d'Amministrazione del prestigioso ente pubblico. Una scorciatoia finanziaria già percorsa in passato, non scevra di rischi, compreso quello di un declassamento del rating da parte di Standard & Poor's, dalla tripla C alla quadrupla F, il rating riservato ai pitbull da combattimento.
Qualche problema può presentarsi anche per gli Assessorati all'Urbanistica e al Bilancio, che, proprietà di una holding panamense, potrebbero porre il veto alla decisione del CdA.
L'estrema misura, affidare la questione del conflitto d'interessi ad una Commissione mista di ristoratori e panettieri, sembra per il momento una lontana ipotesi.
Bufera su Villa Bucci, esplode la campagna elettorale. Allerta della Protezione Civile per Senigallia: ci aspettano otto mesi durissimi.
Stop alle polemiche del Sindaco: "Non ho comprato Villa Bucci, è solo un regalo di nozze".
Esultano i pensionati comunisti: "Finalmente una Casa del Popolo al Rione Porto".
Le polemiche sull'acquisto di Villa Bucci da parte di una Società riconducibile al marito del Sindaco non ha scatenato quell'ondata di sdegno popolare che si temeva. Pochissimi i blocchi stradali, ancora meno i cassonetti dati alle fiamme, mentre Villa Bucci è stata messa sotto discreta sorveglianza da alcuni commercianti bengalesi, pronti ad aprire le bancarelle nel caso che l'edificio diventi meta del turismo del raccapriccio.
Pratico ed oculato come sempre, il senigalliese medio ha seguito lo spirito di emulazione, organizzandosi in proprio per risolvere qualche problema economico. Sull'onda dell'entusiasmo le società a scatole cinesi sono le più gettonate del momento, superando di gran lunga bar e ristoranti.
"Non riuscivamo più a tirare avanti" racconta Floriana, casalinga precaria "mio marito è pescatore in mobilità e i soldi non bastavano mai. Abbiamo creato una società, la FightClub Srl e con quella abbiamo acquisito il 30% della Betoniera Futura SpA, capogruppo della Carpenteria Amica Srl. Ora siamo proprietari del 51% del complesso Senbhotel e presto cambieremo il colore di quei balconi".
Anche i giovanissimi hanno trovato una strada da intraprendere, mettendoci intuito, abilità e un certo gusto estetico che non guasta: "Io e il mio ragazzo non riuscivamo a trovare casa" a parlare è Deborah, studentessa universitaria in cassa integrazione "lui non voleva spostarsi da Senigallia e con la paghetta settimanale abbiamo acquisito alcune quote della Ninja Immobiliare, perchè ci piaceva il nome, proprietaria del 7% del gruppo Occasioni In Cemento SpA. Con le nostre quote in due mesi abbiamo scalato la Senigallia Ottimista Srl e ora abbiamo tre milioni di Euro da spendere per comprare casa. Pensavamo a qualcosa sul lungomare, ma una cosa semplice, non impegnativa".
Anche un gruppo di insegnanti precari che manifestava dal tetto della scuola Pascoli ha trasferito la protesta in un prestigioso immobile del Centro Storico, acquistato per l'occasione. Sala stampa, area security, meeting center e mensa per lo sciopero della fame sono le nuove strutture di cui dispongono i manifestanti, che non hanno voluto rendere noti i dettagli dell'operazione immobiliare che ha consentito il trasloco della protesta.
una rara immagine di Luana Angeloni nel 1987
sullo sfondo la Casa del Popolo di Borgo Bicchia
1950 - costruzione della Casa del Popolo di Borgo Bicchia
(tratto da Borgo Bicchia - storia e immagini)