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cervellati | La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


giovedì, 03 settembre 2009

Senigallia, villa Bucci


Regalo di nozze


Bufera su Villa Bucci, esplode la campagna elettorale. Allerta della Protezione Civile per Senigallia: ci aspettano otto mesi durissimi.

Stop alle polemiche del Sindaco: "Non ho comprato Villa Bucci, è solo un regalo di nozze".

Esultano i pensionati comunisti: "Finalmente una Casa del Popolo al Rione Porto".

Le polemiche sull'acquisto di Villa Bucci da parte di una Società riconducibile al marito del Sindaco non ha scatenato quell'ondata di sdegno popolare che si temeva. Pochissimi i blocchi stradali, ancora meno i cassonetti dati alle fiamme, mentre Villa Bucci è stata messa sotto discreta sorveglianza da alcuni commercianti bengalesi, pronti ad aprire le bancarelle nel caso che l'edificio diventi meta del turismo del raccapriccio.

Pratico ed oculato come sempre, il senigalliese medio ha seguito lo spirito di emulazione, organizzandosi in proprio per risolvere qualche problema economico. Sull'onda dell'entusiasmo le società a scatole cinesi sono le più gettonate del momento, superando di gran lunga bar e ristoranti.

"Non riuscivamo più a tirare avanti" racconta Floriana, casalinga precaria "mio marito è pescatore in mobilità e i soldi non bastavano mai. Abbiamo creato una società, la FightClub Srl e con quella abbiamo acquisito il 30% della Betoniera Futura SpA, capogruppo della Carpenteria Amica Srl. Ora siamo proprietari del 51% del complesso Senbhotel e presto cambieremo il colore di quei balconi".

Anche i giovanissimi hanno trovato una strada da intraprendere, mettendoci intuito, abilità e un certo gusto estetico che non guasta: "Io e il mio ragazzo non riuscivamo a trovare casa" a parlare è Deborah, studentessa universitaria in cassa integrazione "lui non voleva spostarsi da Senigallia e con la paghetta settimanale abbiamo acquisito alcune quote della Ninja Immobiliare, perchè ci piaceva il nome, proprietaria del 7% del gruppo Occasioni In Cemento SpA. Con le nostre quote in due mesi abbiamo scalato la Senigallia Ottimista Srl e ora abbiamo tre milioni di Euro da spendere per comprare casa. Pensavamo a qualcosa sul lungomare, ma una cosa semplice, non impegnativa".

Anche un gruppo di insegnanti precari che manifestava dal tetto della scuola Pascoli ha trasferito la protesta in un prestigioso immobile del Centro Storico, acquistato per l'occasione. Sala stampa, area security, meeting center e mensa per lo sciopero della fame sono le nuove strutture di cui dispongono i manifestanti, che non hanno voluto rendere noti i dettagli dell'operazione immobiliare che ha consentito il trasloco della protesta.


una rara immagine di Luana Angeloni nel 1987
sullo sfondo la Casa del Popolo di Borgo Bicchia

1950 - costruzione della Casa del Popolo di Borgo Bicchia
(tratto da Borgo Bicchia - storia e immagini)

villa Bucci

staccato da: Maddeche alle ore settembre 03, 2009 19:16 | link |
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categorie: campagna elettorale, centro storico, cronaca vera, cervellati

martedì, 03 febbraio 2009

Senigallia, foto storiche, viale leopardi

Cent'anni fa / 3

Con le foto d'epoca siamo in viale Leopardi, ai margini del reticolo viario più antico della Città, la prova è nella piccola area archeologica che si trova sotto il teatro La Fenice, dove è stato portato alla luce un incrocio di strade di epoca romana.
Fra le attuali via Battisti, via San Martino e via Mastai si trova il primo nucleo della Città romana, e gli osservatori più attenti si saranno chiesti per quale motivo via Mastai e Corso II Giugno siano parallele ma non troppo e per quale motivo alcune traverse del Corso siano perpendicolari ad esso, mentre altre sono perpendicolari a via Mastai.
Se non ve lo siete mai chiesto, chiedetevelo, percorrerete via Mastai con maggiore rispetto.

Via Leopardi è sempre stata una delle vie più importanti di Senigallia, l'attuale denominazione dovrebbe risalire alla fine dell'800 e in precedenza era chiamata via Flaminia.
La prima foto ci mostra una prospettiva della strada, che non ha nulla a vedere con l'attuale, una vera sorpresa.



Il fosso al centro della foto è un residuo del fossato difensivo della cinta pentagonale murata. In realtà viale Leopardi non si trova in una depressione del terreno: assieme al Centro Storico costituisce uno spartiacque fra il fiume Misa e il Cavo (fosso) della Penna, che è stato interrato ai primi del '900, quando vennero eretti gli attuali argini del Misa, costituendo l'attuale viale IV Novembre. Uno spartiacque che ha il suo punto più elevato nel sito dell'ex Politeama Rossini, una collinetta sul mare, quando il mare lambiva la Rocca.

Nella foto attuale il Razionalismo italiano la fa da padrone: l'imponente sagoma dell'ex GIL, completato alla fine degli anni '30, ha cancellato la magnifica prospettiva del viale. Inutile prendersela più di tanto.

La seconda serie di foto ci mostra la fontana "delle Anatre" (erroneamente chiamata delle Oche, per la praticità del popolino) e soprattutto Porta Saffi (o Porta Ancona), uno degli accessi alla città. Porta Saffi è stata demolita in seguito al terremoto del '30 (vedi foto), sull'onda della spietata (ma necessaria) ristrutturazione della città, che ha cancellato o capitozzato palazzi, aperto nuove vie, modificato prospettive, ma che ha anche aperto e fatto respirare la Città verso l'attuale Piano Regolatore e il quartiere Portone.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche

Sullo sfondo della foto attuale, la palazzina che separa Corso II Giugno da via Mastai, capitozzata dal terremoto, è inspiegabilmente esclusa dalla lista dei palazzi soggetti a possibile sopraelevazione nel Piano Cervellati. La prospettiva dell'ingresso ai corsi se ne gioverebbe, quella attuale è ben misera.

Le due anatre della fontana vengono da lontano: inizialmente poste in numero di quattro sulla fontana di piazza del Duca, completata nel 1602, rappresentavano la bonifica delle Saline intrapresa con successo dai Della Rovere. Verso la metà dell'800 le anatre scompaiono misteriosamente dalla fontana della piazza, probabili vittime di un restauro, e vengono sostituite dagli attuali leoni.
Una delle anatre, superstite, venne destinata alla fontana di largo Puccini (fontana delle Oche), rimanendo in perfetta solitudine fino al 1946, quando venne ritrovata, nei magazzini del teatro La Fenice, una seconda anatra che venne spedita a farle compagnia (1).

La terza coppia di foto ci mostra gli attuali giardini Catalani rispetto a un secolo fa: qualcuno dirà che abbiamo sprecato un sacco di spazio per i parcheggi.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche
L'ultima coppia di foto riguarda l'attuale Porta Mazzini o Porta della Maddalena o Colonna, eretta con l'ampliamento settecentesco della Città (1746 - 1760), quello che ha spostato ad angolo retto il fiume Misa dietro alla Caserma Avogadro, strappando al fiume una consistente porzione di terra, e che ha tentato di spostare il baricentro della città vecchia verso il Duomo e il Vescovato, un ampliamento voluto da papa Benedetto XIV.

Alle estremità dell'attuale via Cavallotti vennero erette due porte: Porta Cappuccina, su ponte Garibaldi e Porta della Maddalena, su via Leopardi. La prima venne demolita ai primi del '900 con la costruzione degli attuali argini del Misa e di Ponte Garibaldi. La seconda presenta due facce: banale e disordinata quella esterna (sembra finta), probabilmente ristrutturata sotto Pio IX e "alleggerita" dal terremoto del '30, armonica e potentemente barocca la facciata interna.

senigallia foto storiche
senigallia foto storiche
senigallia foto storichela facciata interna di Porta Mazzini
(tratta da "Il Rione Porto di Senigallia" che potete scaricare qui in PDF)


Il mio modesto tentativo di "leggere" un secolo di viale Leopardi finisce qui. Ho lasciato senza risposta qualche questione per ignoranza (perchè le anatre oggi sono sei fra piazza del Duca e largo Puccini? Hanno nidificato? Com'era Porta Maddalena prima del restauro di Pio IX? Perchè facciamo le vasche nel Corso che anticamente era un fosso insalubre? Perchè abbiamo costruito il teatro La Fenice in mattoncini rossi? Perchè il "diverticolo"  della Flaminia che si trova sotto La Fenice non ha mantenuto il suo status di strada principale? Quando lo ha perso?).

Se qualcuno avesse le risposte a queste domande (o volesse porre altre questioni) può farlo nei commenti. Se il contributo si rivelerà utile lo pubblicherò sulla pagina principale della Piaga di Velluto. Non spingete.

La prossima puntata la facciamo nell'ex Ghetto di piazza Simoncelli, argomento di grande attualità e nel fosso della Penna, con i suoi stabilimenti industriali.

(1) "Potere e Res Aedificatoria" - Marinella Bonvini Mazzanti (1992)


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 03, 2009 19:53 | link |
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categorie: centro storico, foto storiche, cervellati

mercoledì, 14 gennaio 2009

Senigallia, piazza del Duca


Triste fine di un'opera d'arte



Rimossi dopo otto anni di servizio, i lampioni di piazza del Duca, capolavori del design igienico - sanitario, hanno trovato una giusta collocazione, aderente alle aspettative della cittadinanza.


Installati nel 2000, nel complesso degli scriteriati lavori di riqualificazione di piazza del Duca (quelli che hanno trasformato una piazza cinquecentesca in un'aviosuperficie e in un centro sportivo per l'infanzia) probabilmente saranno convertiti in parabole satellitari e utilizzati per consentire l'accesso alla pay tv per le famiglie bisognose della città.
I pali di sostegno potrebbero trovare un adeguato pensionamento presso qualche distributore di carburanti senza tante pretese.

Capaci di suscitare subito un acceso dibattito sulla loro congruenza storica ed architettonica, i lampioni hanno trovato una felice sintesi per opera di Lucia, studentessa di architettura: "Da una certa prospettiva sembrano quattro spermatozoi ingrifati"  ebbe a dire poche ore dopo l'inaugurazione della piazza.
La sostituzione dei quattro lampioni risale al maggio 2008, quando sono stati sostituiti con dei comuni lampioni in ghisa a quattro lanterne, ben più adatti al contesto.



Giustizia è fatta, dirà qualcuno, ma ancora non è detto: i quattro lampioni sono stati abbandonati nel Magazzino Lampioni comunale e fiancheggiano minacciosi via Arceviese, a fianco del mattatoio.
Il rischio che prendano vita propria e tornino a riqualificare qualche zona del centro Storico di Senigallia è ancora elevato. Occorre vigilare.

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 14, 2009 19:00 | link |
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categorie: edilizia, centro storico, senigallia, vita cittadina, cervellati, misfatteria varia

lunedì, 22 dicembre 2008

Senigallia, Centro Storico

senigallia; cronaca Centro Storico in abbandono

Crolla un cornicione di Palazzo Fagnani in Corso II Giugno.

Code e tamponamenti lungo lo Struscio, diversi contusi.

La Protezione Civile in allerta: "Non si esclude la possibilità che qui crolli tutto, Giunta compresa".

Il Sindaco: "I cittadini non hanno nulla da temere, abbiamo già messo in vendita il palazzo, anche se non è comunale".


senigallia; centro storico
Senigallia sta vivendo ore difficili. La caduta di un cornicione di Palazzo Fagnani ha messo a nudo una realtà destinata ad emergere. La città non ha percorsi alternativi a Corso II Giugno per lo Struscio, una carenza infrastrutturale che in queste ore si rivela in tutta la sua drammaticità.

Palazzo Fagnani è stato immediatamente posto in vendita dall'Amministrazione Comunale, a nulla sono valse le proteste dell'amministratore del condominio e dei legittimi proprietari.
"La vendita è il sistema migliore per mettere in sicurezza gli edifici pericolanti"
  ha dichiarato l'Assessore alle Cartolarizzazioni Diffuse, Mangialardi "i risultati ottenuti con Palazzo Gherardi hanno tracciato la strada".

L'area dove si è verificato il crollo del cornicione è stata transennata: squadre di volontari della Protezione Civile hanno creato uno stretto collo di bottiglia lungo il Corso, che ha costretto i cittadini a lunghe e snervanti code nei varchi di accesso alla vitale arteria cittadina.
Punti di rifornimento per acqua e generi di conforto sono stati aperti in piazzetta Doria, Caffè Centrale e nel palazzo Comunale, dove la folla inferocita ha preso d'assalto la buvette della Sala Consiliare, portando via migliaia di tramezzini scaduti, due Consiglieri dell'Opposizione e dozzine di delibere consiliari di buon governo mai applicate.

Dopo ore di trattative i tramezzini sono stati rilasciati e conferiti nell'organico, mentre le delibere consiliari sono state definitivamente distrutte, a seguito di un'ordinanza del Sindaco. Non si hanno notizie sui Consiglieri d'Opposizione, ma non se ne avevano neanche prima.
I rivoltosi sono usciti dal palazzo e, scortati dalle forze dell'ordine, hanno raggiunto il più vicino centro commerciale con un buono sconto offerto dall'Amministrazione Comunale.

Approfittando della confusione, una banda di rapinatori ha svaligiato due gioiellerie in via Mastai e asportato l'albero di Natale in piazza Roma. Scappati a piedi verso piazza Garibaldi, i rapinatori sono stati bloccati da un corteo di scolaresche della Pascoli che protestavano contro la legge Gelmini.
Costretti a liberarsi della refurtiva, i malviventi si sono dileguati, promettendo agli alunni di portare a conoscenza dei loro colleghi in Parlamento i motivi della protesta. Sono attivamente ricercati da squadre di psicologi ed Assessori, per capire i motivi del furto dell'albero e per organizzare un dibattito pubblico sulla questione morale.

La viabilità dello Struscio è stata parzialmente ripristinata in tarda serata, con l'apertura di due percorsi alternativi a Corso II Giugno, in piazza del Duca e in via Mastai. La provvidenziale decisione ha consentito a molti cittadini del Porto e delle Saline di tornare a casa e riabbracciare le famiglie, dopo le ore passate in apprensione. I tornei di calcetto in piazza del Duca sono stati sospesi e la pista di pattinaggio è stata scongelata e utilizzata per riunire i gruppi familiari.

Via Mastai è stata rapidamente inaugurata e messa a disposizione della Città. La via più antica del Centro Storico ha rappresentato una simpatica novità per i cittadini, che non erano a conoscenza della sua esistenza e che si erano sempre chiesti cosa vi fosse al di là dei palazzi di Corso II Giugno.
L'Amministrazione Comunale ha colto l'occasione per riqualificarla ed effettuare una "ricucitura" con il resto della Città Pentagonale, misura già prevista dal Piano Cervellati, nel breve capitolo dedicato al Centro Storico, nascosto fra l'intervento urbanistico del bastione di via Rodi e il recupero edilizio dell'ex palestra Nirvana in via Baroccio.

La situazione dello Struscio dovrebbe normalizzarsi nella giornata di domani: tutti i cornicioni di Palazzo Fagnani saranno rimossi e conferiti nei rifiuti speciali. Al loro posto saranno installati dei cornicioni in PVC estruso ad effetto marmo, rifiniti con silicone neoprenico, una tecnologia innovativa studiata per i Centri Storici in abbandono.


staccato da: Maddeche alle ore dicembre 22, 2008 00:20 | link |
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giovedì, 04 settembre 2008

Piazza Grande

Il Piano Cervellati tiene ancora banco nel dibattito cittadino. La presentazione dell'ennesimo polo turistico - alberghiero, giacente da mesi nei cassetti, non è servita a distrarre l'attenzione dai punti più discussi del Piano.

Con una mossa scorretta e sforbiciando a man bassa, la Piaga di Velluto riporta tutte le dichiarazioni contrarie alla riedificazione dell'ex Ghetto che è riuscita a trovare. Questo ed altro per salvare piazza Simoncelli dal cemento. Da ritagliare ed incollare.


Stefano Schiavoni, capogruppo consiliare DS (ora PD), comunicato stampa, 29/06/2006:

(...) "ricostruzione di spazi vuoti: se il ripristino/ricostruzione risulta opportuno in tutti quei casi in cui si interviene su parti mancanti o pericolanti o per eliminare il degrado e per riqualificare la città, più difficile ci appare il ripristino di nuovi volumi su aree divenute da molto tempo spazi pubblici, pensiamo a Piazza Simoncelli, a Via Armellini e parte del rione Porto" (...)

Ettore Coen, rappresentante della comunità ebraica di Senigallia, dichiarazione, 12/01/2008:

(...) “Motivare la nostra contrarietà è facile -afferma Ettore Coen, della comunità ebraica- il piano Cervellati prevede la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 1930 mentre la demolizione del ghetto ebraico iniziò nel 1848 sotto il pontificato di Pio IX, quindi il vuoto che si è creato in piazza Simoncelli non è stato provocato da una calamità ma da una precisa volontà dell'uomo. La ricostruzione del ghetto sarebbe un falso storico. Condividiamo l'intento del piano Cervellati di ricostruire gli edifici nella loro antica munificenza ma questo non ha nulla a che vedere con il ghetto” (...)

(...) "Dal saccheggio del 1799, quando molti ebrei fuggirono trucidati ed altri scapparono, la nostra comunità non si è più ripresa e per noi quel vuoto lasciato in piazza Simoncelli rappresenta meglio di ogni altra cosa una comunità che non c'è più”. (...)

Ettore Baldetti, insegnante, ex Assessore alla Cultura, articolo, 16/01/2008:

(...) "avendo letto la proposta del “Piano Cervellati” di prevedere una zona edificata nella piazza Simoncelli, dove insisteva fino alla metà dell’Ottocento il ghetto degli ebrei, avverto il dovere civico di comunicare il mio disappunto" (...)

(si consiglia la lettura integrale dell'intervento del prof. Baldetti, poche righe articolate e di rara efficacia)

Manfredo Coen, Comunità ebraica Ancona, dichiarazione, 17/01/2008

(...) "Sono assolutamente contrario alla previsione di ricostruire il ghetto ebraico in piazza Simoncelli - afferma Manfredo Coen, ex consigliere della Comunità ebraica di Ancona - questo significherebbe cancellare la memoria storica di quello che accadde quando il ghetto fu abbattuto per una precisa volontà umana" (...)

CSOA Mezza Canaja, comunicato stampa, 25/01/2008

(...) "pensiamo che in realtà Piazza Simoncelli non sia un vuoto, ma che essa abbia assunto la sua funzione di luogo della memoria, e che quindi non ci sia la possibilità di ricostruire il ghetto" (...)

Stefano Schiavoni, capogruppo consiliare PD, dichiarazione, 31/01/2008

(...) "Come Partito Democratico sosteniamo la visione urbanistica del piano Cervellati ma solleviamo forti perplessità sulla previsione di ricostruzione del ghetto ebraico - afferma il capogruppo Stefano Schiavoni - la città avverte l'esigenza di mantenere la memoria di quello che è accaduto in quel luogo, rispetto anche alla vicenda storica che, sotto il pontificato di Pio IX, portò alla decisione di demolire il ghetto. Per noi quel vuoto, che l'architetto considera un vuoto urbanistico da riempire, deve invece restare tale per quello che rappresenta" (...)

Ettore Coen, dichiarazione, 11/02/2008

(...) "Credo che la soluzione migliore per ricordare quello che ha rappresentato per secoli piazza Simoncelli è arrivata dal contributo dell'archittetto Diamantini che già da tempo ci ha prospettato l'idea di un rifacimento della pavimentazione della piazza, con sampietrini bicolore - aggiunge Coen - un selciato che ridisegna la planimetria dell'antico ghetto ebraico. Questo sarebbe il modo migliore per rendere testimonianza del nostro passato" (...)

Giovanni Sergi, responsabile del dipartimento regionale Urbanistica di Forza Italia, dichiarazione, 26/02/2008

(...) "Riscoprire attraverso una appropriata campagna di scavi e studi archeologici i documenti delle fasi edificatorie sedimentatesi nel sottosuolo in questi due millenni significherebbe fare finalmente luce sulla storia urbana di Senigallia dall’età romana al Millequattrocento, periodo di cui abbiamo poche conoscenze a causa dell’assoluta scarsità di documentazione storica. Forza Italia richiede quindi che l’Amministrazione comunale di Senigallia rinunci all’attuale previsione di costruire nuovi edifici e un parcheggio sotterraneo nell’area di piazza Simoncelli, previsione che risulta assolutamente incompatibile con la tutela e la valorizzazione degli importanti beni culturali contenuti nel sottosuolo" (...)

Lanfranco Bertolini, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008

(...) "Voglio solamente suggerire dei temi, non sono tutti, ma un tema importante ad esempio che il Piano non affronta a fondo è sicuramente quello delle piazze e fra queste inserirei anche la Piazza Simoncelli, cui si è fatto riferimento prima, acquisita ormai come spazio urbano, in un certo senso, quindi da non considerarsi suolo da edificazione, ma neanche da considerare spazio per parcheggi, sia chiaro." (...)

Remo Morpurgo, rappresentante Comunità Ebraica, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008

(...) "Il Piano propone la ricostruzione del ghetto. È bene dire chiaramente che la Comunità Ebraica di Ancona è contraria all'ipotesi di ricostruzione, che altera la configurazione dell'area un tempo occupata dal ghetto. Una ricostruzione che riporti indietro le lancette del tempo, si caratterizza, al di là delle intenzioni, come un'operazione di revisionismo, che non permetterebbe più di comprendere i luoghi, di leggere in essi le vicende della città e degli uomini, che l'hanno abitata." (...)

Giorgio Sagrati, Presidente Gruppo Società e Ambiente, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008

(...) "Come non mancano alcuni dubbi e perplessità; doveroso ricordarli in questa sede. Un tema caldo è l'ipotesi di ricostruzione nell'area dell'ex ghetto, cioè Piazza Simoncelli. Noi abbiamo espresso più di una volta le nostre perplessità; questo spazio riteniamo faccia ormai parte di una realtà acquisita della città, uno spazio aperto, con funzioni ormai specifiche. Non dico più di quanto ha detto l'Ingegner Morpurgo per la Comunità Ebraica, solo vorrei ricordare che la piazza va riqualificata con un progetto adeguato che ne mantenga e ne arricchisca sia le attuali funzionalità che la memoria storica." (...)

Roberto Chiostergi, Associazione MeetUp, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008

(...) "Anche Piazza Simoncelli, nella sua forma attuale, rappresenta ormai un netto storico, bisognoso di riqualificazione, ma netto storico. L'ipotesi di riedificazione dell'ex ghetto nella piazza, pur se eseguita con modalità e finalità di recupero storico, rappresenta un ennesimo intervento di edilizia speculativa, che toglie spazi e fruibilità al territorio, che ha generato l'equivoco di Palazzo Gherardi, un giorno proprietà comunale e il giorno dopo proprietà privata per residenze di lusso." (...)

Paola Martinelli, ex Consigliere Comunale, intervento al Consiglio Grande, 29/05/2008

(...) "Sono perplessa poi, e anche di questo si è parlato, sull'ipotesi di ricostruzione in Piazza Simoncelli, ma le mie perplessità non sono di carattere ideologico. Penso che nella memoria storica ormai di tutti gli abitanti di Senigallia, questa è diventata una piazza anche se prima c'erano costruzioni. La Piazza risale al 1892 circa ed è stata vissuta da quel momento come una piazza, anche male usata, ma pur sempre una piazza, intesa anche come luogo di socializzazione. Riempirla forse servirebbe a ridestare il senso di meraviglia e di scoperta verso la Piazza del Duca e del Foro Annonario, ma di certo, secondo me, sarebbe vissuta come chiusura di una piazza, non chiusura di uno spazio, quindi ormai luogo moderno, ma non certo spazio." (...)

Il podcast (la registrazione audio) del Consiglio Grande la trovate a questo indirizzo.
Qui trovate il PDF del verbale di quella seduta.

Questo è quanto è stato espresso sull'argomento, fra dichiarazioni e Consiglio Grande. E pensare che l'inizio non è stato un granchè:

(...)"Mi rendo conto che la proposta contenuta nel piano Cervellati contrasta con una parte dell'identità cittadina che ha accettato il vuoto di piazza Simoncelli come segno della storia, ma su questo punto occorre un confronto serio e l'ultima parola spetterà al Consiglio Comunale. Il progetto di Cervellati per piazza Simoncelli non prevede una mera ricostruzione di edifici. La piazza manterrà infatti tutte quelle funzioni che ha acquisito nel corso degli anni come il parcheggio, il mercato e il collegamento con il porto. Nel piano infatti è previsto un parcheggio sotterraneo e un attraversamento su un cortile interno agli edifici”(...)

e:

(...) "Piazza Simoncelli è un vuoto urbanistico che va riempito perchè altera gli equilibri spazio-architettonici e la proposta di Cervellati ha una sua logica e coerenza che la Giunta ha fatto propria, insieme a tutto il piano che è stato trasmesso in Consiglio. Rispetto agli obiettivi di ridurre il traffico, individuando i parcheggi a ridosso della cinta muraria, e di incrementare la residenzialità, ci può stare che si usino aree pubbliche per dare anche ai ceti più bassi la possibilità di abitare nel centro storico. Questo non vuol dire che ci mettiamo a costruire in tutte le piazze. In piazza Simoncelli il ripristino di edifici, da adibire ad edilizia residenziale pubblica, ha una sua logica urbanistica e architettonica. Il piano è coerente, la proposta è forte e comunque se ne discuterà. Io vorrei comunque che questo piano non restasse una mera elencazione di propositi ma che incidesse realmente. E non mi pare affatto cosa scandalosa”. (...)

Luana Angeloni, Sindaco di Senigallia, dichiarazione, 30/01/2008





staccato da: Maddeche alle ore settembre 04, 2008 23:41 | link |
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categorie: politica, senigallia, cervellati

martedì, 26 agosto 2008

Clamoroso al Comunale

Fra insulti e aggressioni la Maggioranza si approva addosso il Piano Cervellati. Negato ogni esercizio di democrazia, sfiorata la rissa, insultata l'Opposizione, aggredita una troupe della CNN, intervenuti i Vigili Urbani. Tutto questo per approvare il Piano che dovrebbe fare più bella la nostra città. Impresa ardua, dopo quello che abbiamo visto oggi.

Che la discussione del Piano Cervellati non fosse una seduta tranquilla del Consiglio Comunale lo si era capito di prima mattina, quando la maggioranza con un colpo di mano ha ribaltato l'ordine del giorno della seduta, mettendo la discussione di mozioni ed emendamenti all'ultimo punto dell'ordine del giorno.

Memori dei nove secondi per ogni intervento concessi nel marzo scorso per l'approvazione della Variante Arceviese, i Consiglieri di Opposizione hanno iniziato subito a protestare, intralciando lo svolgimento della seduta e utilizzando un megafono, nel vano tentativo di far discutere mozioni ed emendamenti al Piano o almeno di intralciare lo svolgimento della seduta.

Con bulgara sicumera la Maggioranza ha proseguito il suo cammino, limitandosi agli adempimenti minimi previsti per la discussione in aula, cercando di portare a casa il risultato, l'approvazione del Piano senza se e senza ma.

Dopo quattro anni di riposo in un cassetto, il Piano Cervellati è stato approvato in una manciata di ore, con sedici voti favorevoli sui sedici necessari (compreso quello del Consigliere Monachesi) e un assurdo esercizio di autocrazia, che ha trasformato la Sala Consiliare in una palestra per buttafuori, quando l'Assessore Volpini, un mite e sportivo medico di famiglia, ha travolto i suoi colleghi di Giunta per aggredire fisicamente il Consigliere Cicconi Massi, reo di utilizzare il megafono per disturbare la votazione.

Immediatamente si è scatenato il finimondo fra i banchi, con insulti pesantissimi fra le parti a cui ha partecipato anche il Sindaco, che è andata ad insultare il Consigliere Mancini in un violento alterco a cui voleva porre rimedio l'Assessore Volpini, tentando di aggredire anche il Consigliere di Rifondazione. Volpini è stato portato via a forza, mentre in aula si sono visti i Vigili Urbani, in formazione antisommossa. Una cosa che non succedeva dal novembre 2006, con l'incursione del Mezza Canaja in Consiglio.

Già, il Mezza Canaja, li hanno massacrati per un vigile urbano caduto a terra, oggi a finire per terra è stato Mangialardi, travolto da Volpini, chissà se nei prossimi giorni ci sarà un comunicato stampa di condanna per l'episodio.

Il Piano Cervellati è approvato, tutto quello che si è tentato di dire in questi mesi su piazza Simoncelli, Rione Porto e Palazzo Gherardi è diventato carta straccia. Persino un primo esperimento di trasparenza e partecipazione, la pubblicazione del Piano online, non è servita a nulla. Dozzine di comunicati stampa emessi da associazioni, partiti, sindacati, studiosi e comuni cittadini si sono persi durante una sciagurata seduta del Consiglio in cui ha vinto il più forte, come nella giungla.

Potevano stupirci con effetti normali, ma ancora una volta non ci sono riusciti.


Di seguito pubblico l'immediato comunicato stampa che mi è pervenuto dal Consigliere Mancini, sulla Piaga di Velluto c'è posto per tutti, senza prendersi a sediate:

Senigallia, 26 agosto 2008. 

DICHIARAZIONE 

Potremmo definire “arrogantocrazia” quanto abbiamo oggi visto in Consiglio Comunale, dove è stata rappresentata una nuova puntata di una azione di governo sempre più basata sull’arroganza e la prepotenza.

Le mozioni su Palazzo Gherardi, Piazza Simoncelli, Rione Porto e case popolari, da me presentate, che nell’ordine del giorno precedevano la discussione del Piano Cervellati  e che sarebbero state utili e qualificanti per il Piano stesso (verso il quale non siamo in toto contrari), con un colpo di mano della maggioranza sono state rinviate a fine seduta, annullando così la loro efficacia e mortificando il contributo che con esse il Consiglio, l’opposizione ed il sottoscritto avrebbero potuto esprimere.

E’ seguito poi un gran parapiglia, durante il quale le opposizioni (me compreso) hanno protestato con forza e la maggioranza ha provveduto ad approvare senza discussione alcuna o emendamenti il Piano (con pure due tentativi di aggressione verso i consiglieri di minoranza Cicconi Massi e me da parte dell’assessore Volpini, mentre il Sindaco apostrofava chi non era d’accordo con lei col titolo di “fascisti” e “squadristi”).

Così, al di là di alcuni aspetti positivi del Piano, la maggioranza ha votato di costruire, tra l’altro, un palazzo in Piazza Simoncelli e di riempire con appartamenti tutti i “vuoti” che oggi sono le vie traverse del Rione Porto e, inoltre, di destinare Palazzo Gherardi alla residenza e di lasciare il tutto nelle mani del mercato, che è libero – come si sa – solo per chi ha tanto denaro.

Certamente una maggioranza, una Giunta ed un Sindaco, che non hanno la capacità di sostenere un confronto di idee su questi temi sono certamente arrivati alla frutta anche perché, non discutendo, impediscono che si manifesti l’ampio dissenso vivo nella maggioranza stessa.

Mentre un sindaco in genere dovrebbe essere il garante della democrazia di tutti i cittadini, a Senigallia abbiamo questo Sindaco che esprime solo una parte del suo partito e della sua maggioranza.

E’ ora che vada a casa.

Roberto Mancini




staccato da: Maddeche alle ore agosto 26, 2008 19:09 | link |
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categorie: politica, consiglio comunale, centro storico, senigallia, cervellati, clamoroso al comunale

lunedì, 25 febbraio 2008

Pupazzo Gherardi

Compatto e come un sol uomo, sono andato a firmare la petizione del Comitato Salviamo i Classici contro la vendita di palazzo Gherardi. Ora ho l'ultimo libro di Camilleri e la consapevolezza che l'Opposizione a Senigallia è una condizione dello spirito. Avrei dovuto capire subito che si trattava di una trappola: non c'era nessun gazebo nella libreria Sapere.

La notizia su Vivere Senigallia è di quelle toste: avviata un'altra raccolta di firme contro la vendita di Palazzo Gherardi, dopo la raccolta di qualche anno fa, che evidentemente è andata persa. Impaziente di salire sul carro del vincitore (già 500 le firme raccolte, secondo il comunicato) e rintronato dalla tonante retorica del Consigliere Paradisi, nel pomeriggio ho raggiunto la libreria Sapere per portare il mio tributo alla cultura cittadina.
In realtà il mio livello culturale potrebbe occupare la cassetta della posta di quel palazzo.
Carducci non ha mai visitato una mia scuola, ma una volta a Torrette è venuto il direttore della Centrale del Latte di Ancona per ringraziarci di una scaffalatura che avevamo costruito nel reparto saldatura e che abbiamo donato alla centrale.

Il tributo, dicevo. Le ragazze della libreria non sapevano nulla della raccolta firme, non c'era nessun modulo da firmare, anche se ci hanno messo un certo impegno nel cercarlo, al punto che stavo per firmare una bolla d'accompagnamento. Avrei firmato qualsiasi cosa, anche un assegno in bianco, perchè l'imbarazzo è stato tutto mio, non sono abituato a entrare in un negozio e chiedere una cosa che non esiste.
Se entri in una libreria e vuoi fare un atto di civiltà, c'è solo una cosa che puoi fare: comprare un libro, cibo per la mente. Eccolo il tributo alla cultura.

Quanto alla raccolta firme ho scaricato il modulo dall'articolo su Vivere Senigallia e lo farò arrivare per posta al prof. Moraca.
Semplificazione amministrativa.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 25, 2008 22:41 | link |
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sabato, 23 febbraio 2008

La Cittadella degli Averi

Lo staff tecnico della Piaga di Velluto ha già elaborato il progetto per la Cittadella degli Averi, un affare immobiliare da quaranta milioni di Euro. Con Palazzo Gherardi ed ex Ghetto, Senigallia si avvia ad avere la prima enclave per ricchi dell'Adriatico.

Dopo la Cittadella dei Saperi si avvia un ciclo, che si chiuderà con il progetto della Cittadella dei Piaceri, la trasformazione della Rotonda in un bordello di lusso galleggiante, con collegamenti offshore alla Croazia e al mercato dei nuovi ricchi della Russia.
Entusiasmo in Confindustria, polemico il Sindaco di Montecarlo: "E il Gran Premio dove lo fanno? Alla curva della Penna?"


Quando abbiamo assunto l'incarico, la sfida era da far tremare i polsi: trasformare Palazzo Gherardi in un condominio per milionari, risolvendo il problema del posto auto, senza trasformare i Portici Ercolani in un garage per SUV.

Fortunatamente il Piano Cervellati ci è venuto incontro, con la proposta di riedificare l'ex Ghetto di Piazza Simoncelli nelle dimensioni originali. Con la fusione dei due interventi di riqualificazione abbiamo elaborato un progetto che prevede quaranta unità immobiliari di assoluto prestigio in pieno Centro Storico, con vista e approdo sul fiume, servite da un piccolo ma completo centro commerciale che si configura come promettente icona adriatica del lusso.

Gli indispensabili ottanta posti auto saranno ricavati dal già previsto parcheggio sotterraneo dell'ex Ghetto, collegato al "Complesso Gherardi" con due gallerie, la "Gherardi" e la "Simoncelli", che consentiranno anche di raggiungere il pontile sul Misa.

Dal Cayenne  al Pershing, con una rapida puntata da Bulgari per l'happy hour, reso possibile dai nuovi diamanti naturali solubili nel Martini. Questo lo stile di vita che si vorrà creare, per ripopolare il Centro Storico di Senigallia con una categoria sociale attualmente in gran spolvero: i ricchi.

il complesso "Gherardi - Simoncelli" ©  La Piaga di Velluto

Le soluzioni che servivano per realizzare la speculazione edilizia le ha fornite il Piano Cervellati, con le innovative idee del pontile sul Misa e del parcheggio interrato in piazza Simoncelli.
Altra grande risorsa è stata la planimetria 07A del Piano, indicante la proprietà degli edifici. Palazzo Gherardi non è indicato fra gli edifici di proprietà comunale e noi temevamo che vi fosse stato un errore nella compilazione della planimetria.
In realtà non vi è stato nessun errore: Palazzo Gherardi è stato considerato in vendita fin dal 2004, anno di redazione del Piano Cervellati. Tutto il dibattito di questi anni sul destino del palazzo è servito per fare un po' di democrazia, prima di attuare una decisione già presa da tempo.

particolare della planimetria 7A - in rosso gli edifici dello Stato, in verde gli edifici comunali, in viola gli edifici ecclesiastici

Dopo le Piramidi e il complesso Pieralisi, un'altra pietra miliare della speculazione edilizia sta per essere posata in città.
Il primo ha travolto con un'ondata di cemento l'ultimo tratto di spiaggia veramente libero del litorale e creato un ecomostro per cui siamo giustamente famosi. Il secondo, spacciato per un volano per l'economia, ha trasformato una villetta con giardino in centoventi appartamenti turistici, senza creare un solo posto di lavoro.
Il terzo intervento restituisce finalmente dignità alla speculazione edilizia. Costruire per speculare, ma nel quadro del grande progetto di recupero del Centro Storico.


staccato da: Maddeche alle ore febbraio 23, 2008 12:40 | link |
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martedì, 05 febbraio 2008

Il Cervellati, questo sconosciuto

Fra le pieghe del Piano Cervellati, dove l'occhio dell'urbanista ha ceduto al dogma del suo "netto storico" ed è caduto anche lui nella trappola del Rione Porto, da sempre scambiato per una scatola di Lego.

Le tavole del Piano Cervellati pubblicate online (una vera gioia per gli occhi) nascondono alcune sorprese nel Rione Porto, che potrebbe vedere la scomparsa di quattro vie: via Corfù, via Scarpante, via Cipro e parte di via Rodi.

Il Rione Porto è stato per secoli la palestra di architetti e urbanisti. Il quartiere povero della città ha subito numerose trasformazioni nella sua travagliata vita. Arrivava l'architetto con carta bianca e radeva al suolo povere case, qui per costruire una porta alla città, là per allargare una via.

Gli ultimi che si sono cimentati nell'opera di reinventare il Rione Porto sono stati il Sindaco Angeloni e l'Assessore alle Riqualificazioni, Mangialardi. La loro "Città di Lungo Corso" non trova riscontri storici, è puro marketing urbanistico a buon mercato.
Buono per i gonzi che plaudono alla riqualificazione e alla chiusura pedonale di via Carducci, tentativo di struscio, flop commerciale, ghetto con tanto di catene e dogana, selva oscura, con un albero ogni tre metri, neanche fosse un vivaio. Con l'adozione delle telecamere di sicurezza e dell'impianto hi-fi, oggi anche studio televisivo. Tutto tranne quello che è sempre stato: un accesso del centro, un luogo di transizione, utile, perchè c'erano le botteghe tanto care al Cervellati (e che non esistono più) qualche artigiano, i parcheggi e tanta gente che ci viveva e ci vive.

Nulla di tutto ciò traspare nell'analisi del Cervellati, il suo problema sono le mura da riscoprire, il recupero della porta Lambertina, il ripristino della barriera murata, il rigore prospettico, gli edifici pettinati come soldatini. Se solo avesse svoltato l'angolo e si fosse affacciato in via Alessandria, avrebbe visto una schiera di case fatiscenti, probabile alloggio di qualche decina di invisibili. E si sarebbe domandato sui motivi del declino del Rione: l'abbandono, l'acquisto di interi isolati da parte di speculatori immobiliari che avevano un mercato immobiliare proprio, estraneo alla città e destinato agli immigrati, tutto tranne che esigenti in fatto di spazio e decoro e disposti a pagare senza far tante storie.

Ma il Cervellati vuole applicare anche al Rione Porto (che non nomina mai nella relazione, "ex quartiere dei pescatori" lo chiama) il suo "netto storico", la conformazione della città entro le mura che l'architetto bolognese ha individuato correlando le varie carte catastali dalla metà dell'800 fino al 1931. E' un lavoro tranciante il suo: un quinto del Centro Storico di Senigallia è rappresentato dal Rione, eppure solo via Carducci merita di essere inserita nelle tavole dei prospetti degli edifici. Tutto il resto non esiste, è disordine creato dal terremoto, va inquadrato in una riviera unica di edifici, nessun rispetto per abitudini, storie e relazioni che si affacciano dalle finestre e che domani potrebbero non poterlo più fare.

E' un lavoro su planimetria, nessuno dei tecnici è mai stato al Rione Porto a farsi una passeggiata, seguendo le viuzze  e le strade che ha disegnato il terremoto o scoprendo le piazzette aperte con l'abbattimento di una casa pericolante. Viuzze e piazzette che la gente del Rione vive e usa da ottant'anni, senza che nessuno si sia mai chiesto per qual motivo vi sia quel disordine urbanistico, utile a far circolare le persone, l'aria, a parcheggiare la macchina e a non soffocare in una riviera di case senza interruzione.

Questa planimetria mostra gli edifici (in rosso scuro) che potranno essere ricostruiti perseguendo il già insopportabile "netto storico". Via Corfù è destinata a scomparire, interrotta dalla possibile ricostruzione di cinque edifici, stessa sorte per via Cipro, per via Scarpante e la sua piazzetta, il Vicolo Corto della città, lunga dieci metri e che non appare neanche nelle mappe online. Via Rodi, oggetto di un intervento di riqualificazione urbana, finirà sul lungo Misa con un percorso pedociclabile, senza chiedersi come faranno, coloro che ci abitano, a usare l'automobile per muoversi.

Il Rione Porto nella tavola 10P del Piano Cervellati: in rosso scuro gli edifici che potrebbero essere ricostruiti. Via Corfu', via Scarpante e via Cipro potrebbero scomparire, mentre via Rodi potrebbe essere interrotta da un'area verde.

Via Corfu' nella vista dal piazzale della chiesa del Porto. Potrebbe essere interrotta da una serie di edifici.

Via Corfu' (a sinistra) e via Narente, al centro la sede della Croce Rossa. Questa prospettiva potrebbe scomparire.

Via Scarpante e la sua piazzetta. Potrebbe essere riempita con edifici.

Alcuni edifici di via Alessandria, a 10 metri da via Carducci. Chissà se anche qui si vuole recuperare la perduta magnificenza...

Via Carducci quando era l'accesso della città. Mai stata una piazza o un luogo di struscio.




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 05, 2008 22:46 | link |
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venerdì, 01 febbraio 2008

Tutti architetti con il Cervellati

L'architettura passione nascosta dei senigalliesi. La pubblicazione del Piano Cervellati sul web scatena una serie impressionante di comunicati stampa e il dibattito del bar si eleva. Tutti sentono il bisogno di dire la propria su un progetto urbanistico vecchio e già in parte disatteso.
Politici, sindacalisti, commercianti, ognuno prende posizione, anche se poi approverà quello che dovrà approvare.
La protesta degli abitanti del Centro Storico: "il Cervellati ha detto che abbiamo 75 metri quadri a testa, ma non ci ha detto dove sono".


Il piano Cervellati ed il suo "netto storico"  sono il nuovo enigma che appassiona la città. Gruppi di solutori più che abili si sono alleati per capire se il vero Centro Storico di Senigallia sia quello di Papa Pio IX o quello del catasto del 1931, con la città ridisegnata da un formidabile urbanista, il terremoto.
La questione non è irrilevante: c'è di mezzo la sciagurata riedificazione dell'ex ghetto ebraico e la cancellazione di piazza Simoncelli, che nel sentire comune è una piazza utile, dove parcheggiare la macchina e fare il mercato. Un senso di colpa serpeggia fra i cittadini: in cento anni nessuno si è accorto del "vuoto urbanistico".

La presentazione del Piano al pubblico da parte dello stesso Cervellati ha cancellato alcuni luoghi comuni che l'opinione pubblica si era creata in questi anni: "Piazza del Duca ha perso la sua monumentalità ed importanza per colpa di piazza Simoncelli"  ha detto il Cervellati durante l'incontro. L'impressione generale era che piazza del Duca avesse perso le sue caratteristiche per colpa dei campi da calcetto in marmo bianco e dei lampioni che sembrano degli spermatozoi sugli attenti.

Un altro luogo comune da rivedere è che non esistono parcheggi in Centro Storico: il Cervellati ne propone ben quattro interrati, tranne quello in Piazza Garibaldi, l'unico su cui l'Amministrazione Comunale, dopo aver affermato che i parcheggi interrati sono antieconomici, sta facendo dei sondaggi per verificarne la fattibilità.

In molti si sono accorti della probabile speculazione edilizia che si nasconde dietro le grandi manovre in piazza Simoncelli: la vendita di Palazzo Gherardi e la ricostruzione dell'adiacente ghetto con il parcheggio interrato, costituiranno una straordinaria occasione immobiliare per residenze di lusso in pieno centro, con indici di edificabilità da brivido, parcheggio privato e vista sul fiume, una cosa che l'industria edilizia aspettava da tempo, stufa di costruire microappartamenti negli orti.


L'interesse è puntato tutto su piazza Simoncelli, ma l'adozione integrale del Piano cancellerà anche tre vie cittadine, fra cui via Scarpante, un vero gioiello minimalista, la via più corta della città e anche un'altra piazzetta creata dal terremoto sarà riempita con delle palazzine. Anche questa è una bella sfida per i solutori più che abili.

Gli ultimi sviluppi vedono la richiesta, da parte dell'Opposizione, di una serie di dibattiti aperti alla cittadinanza e alle parti sociali sul Piano Cervellati, attraverso una mozione che sarà presentata in Consiglio.
La proposta è molto interessante, gruppi di psicologi la stanno esaminando per capire come sia possibile che una mozione che inizia con questa affermazione:

"Considerato che il Centro Storico della città, presenta oggi delle problematiche a cui l'Amministrazione Comunale non ha saputo dare soluzione in questi anni"

possa esser approvata dalla Maggioranza, che ammetterebbe di sostenere un'Amministrazione di incapaci. E per una Maggioranza che difende con le unghie e con i denti i suoi membri in palese conflitto d'interessi, ci sembra onestamente troppo.

Visto il buon successo che abbiamo raccolto la scorsa settimana con la lettera aperta, si era pensato di far finire tutto a tarallucci e vino.
Si sta organizzando una cena, in località e data segreta, fra i sottoscrittori della lettera aperta.
Per il momento aderiscono: la Piaga di Velluto, Quilly, Mbuto, Claudia, qualcuno di Popinga, Lucacecco (che porta due amiche, chissa?). Se vuoi partecipare all'evento, scrivi alla Piaga o a Quilly.

Se non vuoi partecipare all'evento perderai l'occasione di conoscere un branco di perfetti sconosciuti.




staccato da: Maddeche alle ore febbraio 01, 2008 13:34 | link |
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lunedì, 28 gennaio 2008

Dare continuità alla manovra

La potente lobby dei blog senigalliesi imperversa in città. Consegnata la lettera aperta in Comune, da oggi la città ha più marciapiedi, meno traffico, più donne e bambini. La differenziata funziona meglio, raggiungendo il 130% dei rifiuti totali.
Tutto questo grazie a partecipazione ed aggregazione.
Anche le polveri sottili si sono aggregate, diventando uno sciame di meteore che ha lasciato il Sistema Solare. L'aria è più pulita e il filtro antiparticolato torna ad essere un costoso optional.

Questa mattina alle ore 9,30 la lettera aperta è stata consegnata all'Ufficio Protocollo del Comune. L'operazione può dirsi conclusa.


Gli elaborati del Piano Cervellati sono già disponibili sulla pagina web del Comune. Sessantasette mega, un quarto d'ora per scaricarli  in banda larga.

Aperta la cartella zippata, fa un certo senso leggere che gli allegati hanno la data del 2004, la data di redazione del Piano.

Siamo nel 2008 e abbiamo aspettato quattro anni per un Piano che, nelle prudenti parole del suo creatore nell'incontro di questa sera in Sala Consiliare
"non risolverà i problemi del commercio, del calo demografico e dei parcheggi, quelli dovranno essere risolti all'esterno, guardando fuori del Centro Storico."

Una grande onestà o una grande furbizia da parte del Professore. Se avesse aggiunto: "il Piano Cervellati non vi risolverà i problemi del Centro Storico, ma neanche ne creerà di nuovi" mi sarei sentito più sollevato.

Cominciamo bene.


staccato da: Maddeche alle ore gennaio 28, 2008 23:16 | link |
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domenica, 27 gennaio 2008

...donne vado via...

Ancora poche ore per mettersi in regola con la sottoscrizione della lettera aperta, che sarà consegnata domattina all'ufficio protocollo del Comune.

Questo è l'elenco aggiornato dei sottoscrittori della lettera:

Luciano Mancinelli, Sauro Giovanetti, Luisa Del Grande, Marcello Gambarara, Anna Bernardini, Anna Maria Balducci, Fabrizio Chitti, David Fiacchini, Gianluca Quaglia, Elio Marinelli, Claudia Pallotta, Leonardo Barucca, Patrizia Tardelli, Franco Giannini, Paolo Belogi, Ettore Baldetti, Graziano Barzetti, Davide Marzocchi, Giorgio Sagrati, Maurizio Morettini, Cinzia Ruggeri, Renato Pizzi, Franco Casagrande, Paolo Cavatorta, Alessandro Frati, Mariangela Paradisi, Andrea Garbin, Daniele Sole

Valeria Bellagamba e Leonardo Badioli per il blog http://librisenzacarta.it/

Marco Scaloni, Andrea Scaloni, Franco Scaloni e Gianluigi Mazzufferi per il blog http://scaloni.it/popinga/

Gianluca Maracchini per il blog http://www.asanguefreddo.it/

Andrea Cesanelli, Laura Mengucci, Gianluca Perini, Lorenzo Manfredi e Lorenzo Franceschini per il blog http://beppegrillo.meetup.com/294/

Simone Tranquilli per il blog http://quilly.splinder.com/


se il vostro nome non risulta dovete inviarmi una email di adesione con il vostro nome e cognome.

Non basta fare un commento per iscriversi.

I nickname dei commentatori di VivereSenigallia non saranno inseriti, è una scelta che ho fatto per dare rilevanza fisica ai sottoscrittori.
Mi dispiace, avete contribuito alla grande, ma questo è un atto ufficiale e non vorrei prestare il fianco a contestazioni di forma.

I bloggers che aderiscono con nome e cognome saranno citati accanto al loro link. Specificatelo sulla email, perchè non vi conosco tutti.

Sottoscrivendo la lettera con il vostro nome, finirete nell'archivio della Storia della città di Senigallia, per un tempo indeterminato e gratuitamente.

Signori, è stato un piacere.



staccato da: Maddeche alle ore gennaio 27, 2008 07:31 | link |
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venerdì, 25 gennaio 2008

Aggiornate i blog: il Piano Cervellati sarà pubblicato online

La notizia, pubblicata sulla newsletter comunale di oggi, la trovate su 60019.it e su VivereSenigallia

E' una vittoria di tutti, dei bloggers, dei cittadini, dei commentatori di VS, delle associazioni che hanno aderito, del Sindaco e dell'Amministrazione.

Anche l'arch. Cervellati si unisce ai festeggiamenti: "che bello, sono online".

Un grazie particolare alla redazione del Corriere Adriatico che ha dato un giusto rilievo alla nostra iniziativa, raggiungendo anche chi (e sono tanti) non frequenta il web.

Inviterei i miei compagni di cordata a dirmi cosa devo fare della lettera aperta. Inviarla o no ufficialmente?


staccato da: Maddeche alle ore gennaio 25, 2008 17:10 | link |
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Adesioni/2 aggiornamento  delle ore 00.00 del 26/01/2008

Arrivano altre adesioni di cittadini alla lettera aperta sul Piano Cervellati:

Ettore Baldetti, Graziano Barzetti, Davide Marzocchi, Giorgio Sagrati, Maurizio Morettini, Cinzia Ruggeri, Renato Pizzi. Franco Casagrande, Paolo Cavatorta, Alessandro Frati, Andrea Garbin (blog senigalliese)
Mariangela Paradisi



E' ancora possibile aderire: clicca qui per inviarmi un'email


La lettera aperta in forma cartacea con i nomi dei sottoscrittori sarà consegnata al Comune di Senigallia lunedì 28 gennaio

e tu, cosa aspetti ad entrare nella Storia?


avviso a tutti i commentatori di VS e bloggers: la lettera in forma cartacea non conterrà i vostri nickname, non vorrei farmi ridere in faccia dall'impiegato del Comune



staccato da: Maddeche alle ore gennaio 25, 2008 00:33 | link |
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