Clamoroso al Comunale
Il Consigliere Mancini (PRC) parla di buongoverno e la Maggioranza si dilegua. Mancini: "avevo mangiato pesante, ma non avevo l'alito così cattivo". Tardive scuse della Maggioranza: "abbiamo avuto paura: aveva minacciato di togliersi le scarpe se non lo stavamo a sentire". Nella ressa lungo le scale qualche Consigliere è rimasto contuso. Esulta la Minoranza, per una volta superiore nel numero.
Entusiasmante prova di forza del Partito Democratico nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera. Mostrando di sapersi muovere con ordine e coordinazione, nonostante che il gruppo consiliare non sia ancora costituito, i Consiglieri del PD hanno abbandonato l'Aula durante l'intervento del Consigliere Mancini (PRC), che esponeva un ordine del giorno sulla razionalizzazione dell'attività amministrativa.
Con un intervento ai limiti dell'insolenza, Mancini stava proponendo di ridurre il numero degli Assessori da otto a sei e una razionalizzazione degli incarichi dirigenziali nell'Amministrazione Comunale, usando argomenti che sono entrati nel linguaggio comune della società civile, quali riduzione dei costi della politica, abbattimento degli sprechi e ricerca dell'efficienza.
La mozione è tuttavia risultata offensiva ed insopportabile per i Consiglieri di Maggioranza, che si sono visti costretti ad abbandonare l'aula dall'aggressiva protervia degli argomenti esposti da Mancini. L'abbandono è avvenuto con ordine e discrezione: alcuni Consiglieri sono usciti dalla porta principale, mentre altri, non volendo disturbare il relatore, sono usciti da una porta laterale, dimostrando, se necessario tatto e senso di responsabilità.
Alla fine del suo intervento Mancini ha dovuto constatare l'assenza dei Consiglieri di Maggioranza, nonostante il tentativo di mediazione del Consigliere Bacchiocchi, che, prima di abbandonare l'aula, ha proposto di votare la mozione di Mancini per punti, proposta non accolta dal Presidente Silvano Paradisi. L'efficienza e la coesione dei Consiglieri del PD, ha colpito e commosso anche il Consigliere Curzi dei Verdi, che ha abbandonato l'Aula portando la propria solidarietà ai colleghi di Maggioranza, in un rapido summit di fronte alla macchina del caffè.
Le successive operazioni di voto hanno visto, forse per la prima volta, l'esordio nel Consiglio Comunale di Senigallia, di un "pianista". Il Consigliere Schiavoni capogruppo Ds, è stato sorpreso e severamente redarguito dall'attento Consigliere Roberto Paradisi, mentre toglieva i tesserini magnetici dai seggi dei Consiglieri assenti, che, sconvolti e smarriti dal provocatorio intervento di Mancini, si erano dimenticati di farlo.
Com'è noto, il Consigliere che non partecipa al voto deve togliere il tesserino magnetico dal suo seggio, altrimenti, ai fini del numero legale, risulta essere presente e votante. Schiavoni, dimostrando ancora una volta senso di responsabilità e dedizione al bene comune, si è caricato dell'incombenza, liberando il commesso comunale di tale gravosa responsabilità. Il suo gesto ha tuttavia scatenato la severa reprimenda del Consigliere Paradisi e la curiosa ilarità della Minoranza, per la prima volta testimone di un gesto da cronache parlamentari in una città di provincia.
La votazione dell'ordine del giorno presentato da Mancini è stata dichiarata nulla per mancanza di numero legale, nonostante gli sforzi del Consigliere Marcellini, rimasto ben saldo al suo posto, dimostrando, se ve n'era bisogno, che le istanze della società civile sul buongoverno troveranno ascolto nel Partito Democratico, non appena sarà svolta la distribuzione degli incarichi e delle competenze amministrative.
In allegato: il testo della mozione del Consigliere Mancini
Mozione sulla razionalizzazione degli assetti politici e amministrativi
PRESO ATTO che è in corso un dibattito a livello nazionale circa la razionalizzazione degli assetti delle giunte provinciali e comunali e della presenza di rappresentanti politici nei consigli di amministrazione di società partecipate dagli enti locali;
CONSIDERATO che la composizione di giunte e consigli di amministrazione è finalizzata all’efficienza ed alla capacità operativa di rispondere ai bisogni delle comunità locali e non alle esigenze di rappresentanza delle forze politiche;
VALUTATO, in particolare, che la distribuzione di deleghe ad un numero ridotto di assessori può assicurare una migliore visione d’insieme dell’azione amministrativa, evitando rischi di dispersione e frammentazione;
RILEVATO che la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri di amministrazione comporta altresì una diminuzione dei costi a carico dei bilancio delle amministrazioni locali e, in ultima analisi, dei cittadini contribuenti;
il Consiglio Comunale,
- invita il Sindaco a rivedere l’attuale distribuzione degli incarichi di giunta in modo tale da prevedere un numero di assessori non superiore a sei unità, sufficiente al governo della città di Senigallia;
- impegna il Sindaco e la Giunta ad un intervento finalizzato alla riduzione del numero dei rappresentanti politici, e dei relativi compensi, all’interno dei consigli di amministrazione delle società partecipate;
- invita il Sindaco a razionalizzare e diminuire il ricorso alla dirigenza esterna a contratto tramite una adeguata organizzazione degli uffici e la valorizzazione delle professionalità interne disponibili.
Senigallia, 31 ottobre 2007.
Roberto Mancini