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consiglio comunale | La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


mercoledì, 25 novembre 2009

Senigallia, si svuota l'IDV

Clamoroso al Barberini

Laura Lavatori, coordinatrice cittadina dell'IDV, rassegna le dimissioni ed esce dal partito. Con lei Fabrizio Chitti e Claudio Bugari.
"Le nostre proposte stritolate da logiche partitiche e da accordi fra PD e IDV regionale. Candidati alle Primarie blindati, terra bruciata intorno a Marcellini".


Nel pomeriggio di oggi si è svolta una conferenza stampa all'Osteria Barberini di alcuni esponenti cittadini dell'IDV, fra cui Laura Lavatori, coordinatrice cittadina del partito.
Nell'occasione Laura Lavatori ha annunciato le sue dimissioni dalla carica e la sua uscita dall'IDV, motivandole con l'impossibilità di fare politica a livello cittadino a causa di accordi sovracomunali su programmi e candidati alle Primarie.

Durissime le accuse rivolte al coordinamento regionale dell'IDV e alla coalizione di centro sinistra di Senigallia.

"Ogni nostra proposta sulle primarie e sul programma della coalizione è stata bloccata da accordi sovracomunali. A livello cittadino potevamo soltanto dare l'assenso a decisioni già prese in altre sedi e ogni mia dichiarazione in contrasto con tali decisioni sarebbe stata smentita direttamente dai miei referenti nel partito".

"Alcuni elementi del centrosinistra cittadino volevano che appoggiassi apertamente le scelte fatte, ma quando ho proposto un nome diverso, Marcellini, ho trovato tutti gli spazi chiusi".

"Era nostra intenzione appoggiare la candidatura di Marcellini alle Primarie di coalizione del centrosinistra per dare completezza e ampiezza al confronto fra programmi e candidati, ma abbiamo ricevuto una serie di veti incrociati, sia dal centrosinistra cittadino che dall'IDV regionale. Non poteva essere modificato nulla, perchè era stato già tutto deciso".

"Io sono stata "sopportata" all'interno della Maggioranza perchè dovevo sottoscrivere l'accordo sul programma, in qualità di coordinatrice dell'IDV. In realtà i rapporti si sono deteriorati da tempo, è più di un mese che non sono invitata alle riunioni di Maggioranza".

"Lasciamo l'IDV per avviare un percorso di trasparenza estraneo ai giochi di potere di chi ha già stabilito incarichi, poltrone e riconoscimenti elettorali. Stiamo valutando se ci sono spazi per una lista civica estranea a tutto ciò e Marcellini potrebbe rappresentare una delle possibilità".




staccato da: Maddeche alle ore novembre 25, 2009 21:35 | link |
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categorie: politica, campagna elettorale, consiglio comunale, clamoroso al comunale

mercoledì, 18 novembre 2009

Senigallia, privatizzazione dell'acqua

L'Acqua del Rubinetto

L'argomento acqua pubblica va in Consiglio Comunale. Con ben due mozioni distinte contro la privatizzazione del servizio idrico, da sinistra e centrosinistra. Totale assenza del Partito Democratico e dei Verdi su una questione che dovrebbe mandare la sinistra a tutto vapore.


Nel Consiglio Comunale di domani avrà luogo uno strano esperimento. Saranno presentate due mozioni, una dall'Opposizione (dai Consiglieri Mancini e Bacchiocchi) e una dalla Maggioranza (Monachesi dell'IDV) aventi lo stesso argomento, il mantenimento dell'acqua come bene e risorsa pubblica, contro la privatizzazione introdotta dal decreto legge "salva infrazioni comunitarie" (D.L. 135/2009) che sarà votato in Senato nella seduta di domani, facendo ricorso al voto di fiducia.

Quella del mantenimento dell'acqua pubblica è una guerra che si svolge su due piani, nazionale e locale.
Sul piano nazionale abbiamo un servizio pubblico che fa gola alla finanza bancaria. L'emissione di bollette dell'acqua costituisce uno straordinario e regolare flusso di cassa, "denaro vero" che entra senza necessità di grandi promozioni o innovazioni. L'acqua è un prodotto che si vende da sè, è impossibile farne a meno e non ha prodotti alternativi.

Al contrario della telefonia (che richiede una continua pressione pubblicitaria e d'innovazione tecnologica per mantenere quote di mercato) o del gas metano (in realtà in mano a pochi gruppi globali) l'acqua produce reddito senza problemi.
Ovvero, un problema c'è, ma è difficile coglierlo per chi stila bilanci e si confronta solo con i consigli d'amministrazione: l'acqua è un elemento essenziale per la vita, al pari dell'aria, e non si può trasformare in business  ciò che è essenziale per vivere.

Fra i vari servizi pubblici, nessuno è legato al territorio come quello dell'acqua. Possiamo acquistare l'energia elettrica dalla Francia o dalla Svizzera, il gas dalla Russia o dall'Algeria, ma l'acqua è una risorsa limitata e presente solo nel territorio dell'utilizzatore finale.

Questo "localismo" dell'acqua è un pregio ed assieme un difetto: la gestione locale di consorzi, Enti di bonifica e Comuni, che dovrebbero essere stimolati a garantire un servizio impeccabile al proprio territorio (e alla propria gente), si è dimostrata spesso carente per qualità del bene ed efficienza del servizio. Neanche l'introduzione delle Autorità di bacino è servita ad uniformare verso l'alto la qualità dei servizi. Accanto a soggetti distributori e Comuni virtuosi abbiamo intere Regioni che scialacquano le risorse idriche e non garantiscono il servizio a tutti.

Il "fattore territorio" è anche il caposaldo su cui si fonda la strategia per impedire la privatizzazione dell'acqua: ogni Comune dovrebbe modificare il proprio Statuto, introducendo una dichiarazione in cui si definisce il servizio idrico integrato (acqua, fognature e depurazione) come un  servizio pubblico locale "privo di rilevanza economica", in contrasto con quanto disposto dall'art. 15 del D.L. 135/2009.
Con questa dichiarazione nello Statuto, nessun Comune potrebbe fare cassa vendendo quote della sua partecipazione dell'ente di distribuzione idrica cui appartiene. La normativa resterebbe inapplicabile e una modifica dello Statuto dovrebbe passare di nuovo il vaglio del Consiglio Comunale.

Sul piano ancora più locale, a Senigallia, le cose sono andate in questo modo.

Il primo ad occuparsi del problema è stato il Gruppo Società e Ambiente, che ha organizzato un convegno sull'argomento, invitando come relatore principale Rosario Lembo, esponente del Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell'acqua.

Un convegno interessante, ma in realtà poco partecipato, clamorose le assenze della classe politica cittadina su un tema marginale come quello dell'acqua pubblica. Nonostante tutto, un buon risultato quel convegno lo ha ottenuto: sono state raccolte circa 400 firme per la petizione sul mantenimento dell'acqua pubblica, grazie anche all'impegno del Movimento Lento Ciclabile, del MeetUp e (modestamente) della Piaga di Velluto, con una distribuzione straordinaria di bottiglie dell'Acqua del Rubinetto, l'unica acqua minerale con cui ci potete anche fare la doccia.

Sulla questione dell'acqua pubblica, la politica cittadina ha i riflessi lenti e una settimana dopo il convegno del GSA ancora nessuno sembra interessato. L'apparizione della questione sul piano nazionale sembra smuovere un po' le acque, qualche comunicato stampa e poco più.
Sinistra e centrosinistra sembrano assenti, nonostante il buon servizio reso dal GSA che ha pubblicato in tutti i modi il testo della mozione da presentare in Consiglio.

Il primo a fare sul serio è Roberto Mancini, candidato Sindaco di Rifondazione, che presenta una mozione l'11 novembre e dopo di lui l'IDV emette un comunicato stampa e annuncia una mozione in Consiglio, parallela (e convergente?) a quella di Mancini e Bacchiocchi. In realtà il comunicato stampa dell'IDV (qui) è in parte il sunto di un ottimo articolo di Paolo Rumiz (qui) pubblicato sul sito di Repubblica, ma si apprezza ugualmente lo sforzo di parlare di un argomento di interesse pubblico.

Diversa è la questione del Partito Democratico e dei Verdi. Si parla d'altro, le Primarie di coalizione e le inaugurazioni last minute, d'altronde la questione acqua è stata trattata dall'IDV, compagine di Maggioranza ed estranea alla contesa per il candidato Sindaco, con la testa sgombra per parlare di altri argomenti.

la galleria delle Sorgenti di Gorgovivo

Mozioni ed ordini del giorno sull'acqua pubblica sono in discussione nel Consiglio Comunale di domani, una puntata da non perdere. Il motivo d'interesse potrebbe essere quello di capire quale sia la differenza fra la mozione di Mancini - Bacchiocchi (la trovate qui) e quella di Monachesi e se l'esito finale sia il massimo consenso fra i Consiglieri, dato che l'unica motivazione del centrodestra sembra essere quella di recepire urgentemente una serie di direttive europee, fra cui quella sulla gestione della risorsa idrica.
Ma a Senigallia, in piena campagna elettorale, con una petizione firmata in quattro giorni da 400 persone, siamo proprio certi che recepire le assurde direttive europee sia proprio cosi' importante?

Qui trovi anche l'Ordine del Giorno presentato da Mancini e Bacchiocchi

Qui trovi il testo del D.L. in esame al Senato. L'art. 15 riguarda la privatizzane dell'acqua

staccato da: Maddeche alle ore novembre 18, 2009 00:14 | link |
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categorie: politica, ambiente, consiglio comunale

sabato, 27 giugno 2009

Senigallia, Piano del Porto

Piano del Porco


Decretazione d'urgenza per il porto. "Una Grande Opera, ci sarà posto anche per il mare".

Il piano d'area del Porto è stato finalmente approvato nella serata di giovedì, dopo un acceso dibattito in Sala Consiliare che ha raggiunto il culmine quando l'Opposizione si è rifiutata di pagare il conto del pasticciere, dopo aver verificato che il gelato alla fiamma era previsto come supplemento e non era stato inserito nel menu del buffet, come concordato nella riunione dei Capigruppo.

La seduta del Consiglio è stata immediatamente sospesa e l'Opposizione ha richiesto a gran voce le dimissioni dello chef, ritenuto responsabile del mancato accordo sul menu. Dopo una breve riunione dei Capigruppo la situazione di stallo si è sbloccata quando il Sindaco Mangialardi ha fatto passare un emendamento per pagare il conto di tasca sua e un secondo emendamento per delegare ogni decisione in materia di Porto alla Giunta.
Soddisfatti per l'accordo raggiunto, i Consiglieri d'Opposizione hanno tuttavia mantenuto la richiesta  di dimissioni dello chef, riservandosi di produrre "la più ampia documentazione" sulle sue inadempienze. La seduta del Consiglio si è conclusa con la tradizionale bicchierata nella Sala Bacardi e i membri dell'Opposizione si sono presi la loro bella rivincita a calcetto balilla, 2 a 0 a tavolino, dato che i Consiglieri di Maggioranza erano già andati a festeggiare al Naomi di Marina di Montemarciano.

Il nuovo Piano del Porto è stato quindi approvato con decretazione d'urgenza, l'impegno della Giunta per approvare entro il 30 giugno il piano del Porto e l'Area Sacelit sta per essere rispettato e l'industria edilizia può festeggiare, dato che si stanno muovendo commesse per decine di milioni di Euro.

Anche il premier Berlusconi ha avuto parole di elogio per il Porto di Senigallia. Visitando in elicottero le zone colpite dal mangialardi, il premier si è soffermato in particolar modo sulla qualità delle infrastrutture: "Sono rimasto impressionato dalle soluzioni adottate per la viabilità" ha dichiarato durante un breve incontro con le popolazioni colpite dall'assessore "il viadotto a chiocciola fra la stazione e il faro è straordinario, mentre il sottopassaggio gonfiabile della darsena sopraelevata è una gioia per gli occhi. Ho qualche perplessità sulla larghezza della strada di comunicazione fra i lungomari, ma possiamo intervenire con degli incentivi per l'acquisto di Micromachines, in decretazione d'urgenza".
staccato da: Maddeche alle ore giugno 27, 2009 10:04 | link |
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categorie: consiglio comunale, edilizia, cronaca vera, assessori, misfatteria varia

venerdì, 12 giugno 2009

Senigallia, elezioni Europee 2009

Quello che le segreterie non dicono

Crolla il PD. Vola l'IDV. Nel freezer il PDL. Esplode il voto anti-baluba alle Saline. Non scatta la protesta anti - Complanare.

Attenzione al pulviscolo della Sinistra, dannoso per gli occhi.

L'analisi del voto a Senigallia, elaborata dal Centro Studi Condominiali della Piaga di Velluto. Altro che Europee, quello da analizzare è lo scenario condominiale.

Il crollo del PD su scala cittadina non fa più notizia. Il monocolore Angeloni - Mangialardi annoia l'elettore democratico, che non trova più necessario il suo contributo e travasa altrove il voto.
In una breve conferenza stampa di fronte allo specchio, la senatrice Silvana Amati ha chiuso la questione crollo elettorale del PD: "Nulla di cui preoccuparsi: siamo andati meglio a Senigallia che a Padova o a Verona, la tenuta è forte e da noi la Lega è arrivata a malapena al 5%, mentre a Verona è al 33%. C'è una fiducia composta ma convinta nelle prossime tornate elettorali, ma ora devo andare perchè mi scade il disco orario. Uh, quanto s'è fatto tardi".

L'analisi del voto casa per casa è l'oggetto della resa dei conti all'interno della Segreteria del PD. Qualcuno non ha fatto il suo dovere e l'apporto dei militanti, punto di forza del vecchio PCI, è clamorosamente mancato.
L'ammissione delle affissioni elettorali abusive appaltate ad una cooperativa romana è stato il più clamoroso autogol che si potesse fare. Da cineteca. Il militante medio ha dato le dimissioni dal Partito e nulla più distingue il PD dal PDL, che almeno può pentirsi liberamente di non aver fatto campagna elettorale.

Il PDL ha subito un leggero calo in Città, complice la scarsezza del personale politico locale, incapace di fare una vera opposizione (hanno appaltato tutto a Mancini e Bacchiocchi), ma inflessibile nel fotografare quattro manifesti messi fuori posto e a costruirci sopra una campagna elettorale. Se Berlusconi viene a Senigallia li licenzia in tronco.

Attenzione al pulviscolo che viene da Sinistra. Se viene a contatto con gli occhi è irritante, almeno quanto la pretesa di dividersi in tre un buon 9%. Gli altri partiti non dividono niente, ma non sanno cosa sia un'analisi politica ben fatta con una caterva di "distinguo". Si può fare meglio: l'8% e quattro partiti, si ottiene un numero che va bene su tutto, anche sulla pagella.

Vola l'IDV e non è certo una novità. Il Centro Studi Condominiali della Piaga di Velluto ha trovato un clamoroso 14% in tre sezioni elettorali che comprendono via Capanna, Borgo Molino e Borgo Bicchia, roccaforte del PD.
Forse i militanti del Partito Democratico di Borgo Bicchia hanno trovato qualcuno che gli chiede di attaccare i manifesti gratis. Borgo Molino è noto per l'estrema volatilità del voto: qualche anno fa portò ai Verdi il 30% dei voti, complice il nascente centro commerciale, un caso politico che raggiunse la ribalta nazionale.

Meno prevedibile il clamoroso successo della Lega Nord, che supera il 5%, senza che ci sia nessuno con cui congratularsi. In Città è scattata la caccia all'esponente e a questo punto potrebbe bastare il comunicato stampa di un qualsiasi pensionato che ce l'ha a morte con i baluba per scatenare le redazioni. Orsù, avete fatto meglio di tanti altri, venite allo scoperto, non abbiate paura, anche se il vostro voto esprime proprio quell'emozione.

Anche qui l'analisi condominiale ha scoperto un picco clamoroso di consensi. In zona Saline, via dei Gerani, via dei Garofani e vie di altre essenze, la Lega Nord ha capitalizzato l'8,35%, percentuale da brivido. E' una zona di grossi condomini, probabilmente c'è qualche immigrato che parcheggia la macchina fuori posto o batte i tappeti (quelli invenduti) sulle parti in comune. Basta poco a spostare le intenzioni di voto, dagli scenari europei alle piastrelle del retrocucina.

L'analisi condominiale del voto si conclude al Rione Porto, dove in tanti cercano di vedere una difficile convivenza con gli immigrati. La Lega Nord qui raccoglie meno della media (4,78%) e non possiamo certo dire che gli immigrati hanno votato contro.

staccato da: Maddeche alle ore giugno 12, 2009 00:07 | link |
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martedì, 24 marzo 2009

Senigallia, Consiglio Comunale

Consiglio Comunale

La seconda rata del Consiglio Comunale sulla Variante Arceviese era prevista per stasera alle 20.
La puntata non è andata in onda a causa della mancanza del numero legale, mancavano quattro Consiglieri di Maggioranza e l'Opposizione da tempo non garantisce più il numero legale.

La puntata di ieri si è conclusa alle 3 di mattina, con la presentazione di alcuni emendamenti alla Variante che dovevano essere discussi stasera.

Sembrano confermate le previsioni della vigilia, con il taglio netto del comparto edificatorio di Borgo Passera e della relativa strada frazionale, l'unico comparto che potesse dare ordine e un minimo d'infrastrutture alla frazione che è diventata la palestra della speculazione edilizia, l'unico comparto che, evidentemente, non ha avuto sponsor di rilievo.

Per il resto ci saranno minimi aggiustamenti al Piano urbanistico che trasformerà l'entroterra della Città in una "periferia d'Area Vasta".



staccato da: Maddeche alle ore marzo 24, 2009 21:33 | link |
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lunedì, 23 marzo 2009

Senigallia, Consiglio Comunale

Consiglio Comunale

Si parla di Borgo Passera e Villa Sbriscia.
 
Floriano Schiavoni denuncia possibili abusi nella trasformazione di  Villa Sbriscia in villette indipendenti, intervento autorizzato e già avviato.
Chiede inoltre una verifica del costruito nelle zone di completamento di Borgo Passera, quelle edificate con l'indice a 0,86.


nella foto: Villa Sbriscia (ex ristorante Garden)
in una foto di dieci anni fa -
attualmente è in corso una trasformazione edilizia
in 4/5 villette indipendenti

l'attuale trasformazione di Villa Sbriscia
che sarà oggetto di un controllo da parte dello stesso
Ufficio Tecnico che ha autorizzato la trasformazione edilizia

L'osservazione della Provincia riguarda la destinazione d'uso del complesso edilizio (zona di completamento per insediamenti turistico-ricettivi) che non è stata rispettata (stanno costrendo villette residenziali) e raccomanda di limitare le potenzialità edificatorie all'esistente (ridurre la cubatura a quella di Villa Sbriscia prima della trasformazione).

Ecco il testo intergrale dell'osservazione della Provincia:

"
La zona denominata BT10 – Villa Sbriscia è attualmente soggetta alla doppia disciplina normativa dell’art. 16/h Zona BT10 di completamento per insediamenti turistico - ricettivi – ricreativi extraurbani e dall’art. 39 edifici e manufatti storici extraurbani.

Data la necessità di garantire la tutela del manufatto, il CPT, pur concordando con il mantenimento delle destinazioni d’uso ammesse dalla zona BT10 vigenti (zona di completamento per insediamenti turistico-ricettivi), rileva la necessità di limitare le potenzialità edificatorie all’esistente".



Il Sindaco ha risposto che gli uffici tecnici comunali faranno delle verifiche in entrambi i casi segnalati da Schiavoni, ma che le sue contestazioni al momento non sono pertinenti alla discussione della Variante Arceviese.


staccato da: Maddeche alle ore marzo 23, 2009 22:35 | link |
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sabato, 14 febbraio 2009

Senigallia, Parco della Cesanella

Una Città in saldo

Ancora deve vedere la luce ma è già il tesoretto di Senigallia: il Parco della Cesanella.

Il Comune diventa un'agenzia immobiliare: quindicimila mq dello sfortunato parco cittadino andranno al miglior offerente, in pieno mercato immobiliare, nella migliore tradizione di una Città che si rappresenta soltanto con l'edilizia.


Conferenza stampa al Caffè Centrale con un'accoppiata inedita di Consiglieri: Andrea Bacchiocchi e Roberto Mancini. L'occasione è stata la seduta del Consiglio Comunale di ieri, dove è stato presentato un "Piano di alienazione e valorizzazione immobiliare" riguardante un'area di circa 15.000 mq situata nel mai realizzato Parco della Cesanella.

La proposta immobiliare (di questo si tratta) è stata presentata in Consiglio senza allegati nè planimetria e senza che sia stata discussa in Commissione Consiliare per eventuali emendamenti, con grande sconcerto sia della Maggioranza che dell'Opposizione, che, sempre più spesso, vengono scambiati per dei passacarte.

La seduta è stata interrotta all'istante, forse per un mero errore materiale dell'Ufficio Urbanistica, forse per una mossa azzardata dell'Amministrazione che non ha avuto fortuna.

In sintesi, e nel linguaggio comune, l'Amministrazione Comunale ha deciso di mettere in vendita un terreno di sua proprietà sul Parco, mettendo a bilancio il presunto ricavato della vendita, ottimisticamente circa tre milioni e mezzo di Euro, 233 Euro al mq.

La speculazione immobiliare è perfettamente in linea con le leggi vigenti, che consentono alle Amministrazioni Comunali di usare il territorio come fonte alternativa di entrate. In pratica, abolita l'ICI e ridotti i trasferimenti dallo Stato, i Comuni sono stati resi liberi di svendere il proprio territorio sul mercato immobiliare, con delle vere e proprie speculazioni fondiarie.

L'area edificabile in vendita è già stata graziosamente corredata di una planimetria di massima, che già suggerisce modalità costruttive adatte ad ottenere il massimo ingombro (circa 150 mq per piano), utilizzando pareti senza aperture o finestre fra due edifici posti di fronte.

senigallia, cesanellala planimetria dettagliata del fondo in vendita

Da questa planimetria è possibile presumere la nascita di venti lotti edificabili, con classificazione BR3, per un totale di 3.772 mq di superficie utile lorda, una specie dello scempio di Borgo Passera, con le sue villette indipendenti ma interconnesse, vista la distanza di soli sei metri l'una dall'altra.

Nessuna parte del fondo è stata destinata a edilizia convenzionata o agevolata, siamo in pieno mercato immobiliare, senza neanche il fastidioso limite minimo dei 52 mq per appartamento, vigente nell'area del litorale. L'ipotesi di microappartamenti turistici a duecento metri dal mare non è affatto peregrina.

senigallia, cesanellala planimetria del Parco della Cesanella
l'area indicata dalla freccia è il fondo in vendita
le aree in azzurro sono aree edificabili

Nella conferenza stampa Mancini e Bacchiocchi hanno rappresentato la frustrante condizione dei Consiglieri Comunali, costretti a veri e propri tour de force per approvare il bilancio in fretta e furia e che si vedono piovere all'improvviso la (già) prevista vendita di un patrimonio comunale, senza aver potuto discutere alcunchè in Commissione, senza la possibilità di esporre il proprio punto di vista, come nelle migliori democrazie.

senigallia; mancini; bacchiocchiAndrea Bacchiocchi e Roberto Mancini

Dopo l'interruzione del Consiglio Comunale di ieri, la pratica "Parco in saldo" sarà discussa in Commissione Consiliare lunedì 16 febbraio e rientrerà nel programma della seduta consiliare prevista per martedì prossimo, 17 febbraio, giorno in cui era previsto un incontro proprio fra l'Amministrazione Comunale e gli abitanti della Cesanella.

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 14, 2009 22:15 | link |
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venerdì, 06 febbraio 2009

Senigallia, amministrative 2010


Clamoroso al Comunale


Rifondazione Comunista presenta il suo candidato per il 2010: Roberto Mancini.

"Una candidatura in autonomia, si consulterà prima con la Città e poi con i partiti".

Dalla panchina dell'Inter alla candidatura a Sindaco di Senigallia, la straordinaria parabola di Roberto Mancini si compie oggi, durante la conferenza stampa tenuta nella Sala Consiliare.

Una location  di prestigio per un progetto ambizioso: presentare un candidato Sindaco autorevole e condiviso con un anno di anticipo, mettere subito tutto in chiaro, costruire programma e squadra di governo con la Città.

Cinquantatrè anni, professore di Lettere al pedagogico Perticari, Mancini siede in Consiglio Comunale da quattro anni: "Sono in "aspettativa" da Rifondazione, ho la più ampia autonomia, voglio incontrare la città e tutte le sue componenti, condividere un programma fatto di partecipazione, trasparenza, sobrietà e solidarietà. Inizierò un percorso di conoscenza quartiere per quartiere, frazione per frazione, parlerò con tutti, sinistra, centrosinistra, lavoratori, mondo cattolico, ambientalisti, operatori del volontariato, artigiani ed imprenditori, senza pregiudizi o preclusioni. Forse un anno non basterà, forse sono partito appena in tempo".

Forse questo è già un programma di governo comunale: ascoltare la Città prima delle segreterie.

 La Piaga di Velluto augura al candidato Mancini un anno di successi e spera che questa mossa anticipata riesca a smuovere le acque stagnanti della politica cittadina, che ultimamente vive su scambi di comunicati stampa, minacce legali, basse manovre in Consiglio ed annunci con effetto-annuncio.


Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista e Roberto Mancini



staccato da: Maddeche alle ore febbraio 06, 2009 15:33 | link |
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domenica, 04 gennaio 2009

senigallia, video 2008


Il videoriepilogo del 2008, in omaggio per i lettori.

Il prossimo anno facciamo quello del 2009 e così via:






sabato, 22 novembre 2008

Feisbùk

Inizia la campagna elettorale. L'Opposizione scopre le carte e annuncia: "Ci presenteremo alle Comunali". E' il panico nel Partito Democratico, nessuno aveva pensato a questa eventualità.

I nuovi media nell'occhio del ciclone: internet su tutti. Una carrellata sui blog politici cittadini è necessaria. Gli elettori non si spaventino, non è nulla di grave, per chiudere un sito web non serve il tribunale o una legge, basta premere il pulsantino rosso con la crocetta in alto.


L'Opposizione di centrodestra ha rotto gli indugi e ha dichiarato l'inizio della campagna elettorale per le Amministrative 2010. Preso in contropiede dalla raffica di comunicati stampa di Maurizio Perini, il direttivo comunale di Forza Italia ha deciso "in via del tutto eccezionale"  di allearsi con Alleanza Nazionale per affrontare la contesa elettorale, creando un nuovo e inedito soggetto politico cittadino, il Popolo della Libertà. La presentazione dell'inconsueta alleanza elettorale è avvenuta in questi giorni, approfittando dell'effetto traino dovuto all'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, elezione fortemente voluta dal centrodestra, un evento che avrà pesanti ricadute sull'esito del voto amministrativo senigalliese.

Non era mai successo che una coalizione si presentasse alle elezioni prima di Natale, una scelta particolarmente felice, un momento in cui l'opinione pubblica non è distratta dai saldi, evita i negozi, aspetta con fiducia la tredicesima ed ha un sorriso d'indulgenza e una buona parola per tutti. La mossa a sorpresa del centrodestra ha spiazzato gli osservatori politici e messo il Partito Democratico cittadino nella difficile condizione di dover affrontare campagna elettorale ed elezioni nel 2010, passando per il 2009, che era stato indicato da Veltroni come anno sabbatico dell'impegno politico, assieme al 2007 e al 2008.

Una chiave del successo di Barack Obama è stata la sua capacità di aggregare consenso nel web, milioni di americani lo hanno sostenuto online e il social network  ha avuto una parte determinante in quel successo. Aprire un blog diventerà un must  per il candidato Consigliere, mentre frequentare Facebook diverrà obbligatorio dopo un certo tempo, dopo aver capito come funziona.

Il sito ufficiale del Partito Democratico senigalliese è vivace e comunicativo come un forum di tappezzieri. L'eccezionale topica del titolo dovrebbe farci riflettere su cosa si intenda per una nuova Italia. Costruito assemblando pezzi di Paese normale alternati a codice html, ha il suo punto di forza nel comando "Chiudi finestra" posto nel menu del vostro browser. Se non sapete cos'è un browser troverete bello e stimolante il sito del PD cittadino.

Gli unici due esponenti del PD che hanno un blog sembrano essere Gennaro Campanile, Assessore ombra al Turismo e Alberto Bartozzi, uno studente quotidianamente in lotta con quei frikkettoni dello Zenit e che attualmente sta conducendo la sua personale campagna elettorale nelle primarie dei giovani PD.
Il blog di Gennaro Campanile è aggiornato con una certa frequenza, un post ogni volta che cambia incarico, ci aspettiamo qualcosa verso giugno 2009, un aggiornamento sugli eventi dell'estate 2008.
Alberto Bartozzi è un ragazzo di belle e buone intenzioni, che in gran solitudine sembra voglia svecchiare il PD, un partito che invecchia alla velocità della luce e non solo in senso anagrafico.

Maestro assoluto del web e grande innovatore è Luca Conti, Consigliere comunale dei Verdi, che fra un volo e l'altro riesce anche a mettere la crocetta in Consiglio. Dopo aver convinto mezzo mondo sulla necessità di avere un blog, sta sperimentando nuove forme di aggregazione e professionalità online, soprattutto da quando ha scoperto che al ristorante se dichiari di essere soltanto un blogger ti mettono subito alla porta. Se volete seguirlo nei suoi frequenti viaggi o volete un responsabile locale per il riscaldamento globale, potete rintracciarlo su Dopprl.

Più discreta la posizione di Roberto Curzi, compagno di banco di Conti, dal cui blog trapela una certa malinconia e un glabro relativismo, termine che potrete usare ogni volta che vorrete sospendere il giudizio su qualcosa. Coraggio Curzi, sia positivo, si trova in Maggioranza, governi di brutto, lasci pessimismo e moralismo all'Opposizione, si sputtani senza ritegno! Consideri che la televisione non la guarda più nessuno e dia per scontato che la spiaggia fa schifo, ci stupisca con altri effetti!

Anche il sito dell'IDV cittadina è parecchio ingessato, di grande utilità è l'infinita serie di banner  che ci ricordano le battaglie civili in corso e a cui si può aderire senza impegno. Sapere che l'IDV è presente su Second Life è di gran conforto, chissà quanto costa l'isoletta e quanto dista da quelle di Berlusconi.

Da dimenticare infine il sito dei Verdi, mi sono addirittura perso il link.

La vita del lettore di blog si fa più complicata dalle parti dell'Opposizione a dimostrazione che meno si ha potere e più si sente il bisogno di far sentire la propria voce. Il motivo per cui il Sindaco non ha un blog, se escludiamo Scrivi al Sindaco, il blog dove i cittadini scrivono i post e lei lascia i commenti.

Un blog discreto e politicamente corretto è quello di Luigi Cosmo Damiano Rebecchini, ex Assessore, ora segretario cittadino di Rifondazione Comunista. Una posizione esposta la sua, che lo costringe a grande moderazione, piacerebbe leggerlo da privato cittadino, senza incarichi politici. Il suo dente avvelenato sull'uso della Rotonda è il tratto più evidente di quanto si sentisse a suo agio e realizzato fra le Muse di marmo Velia Papa e Luana Angeloni.

Nel centrodestra c'è un grande lavorio su internet. Al momento sullo schermo radar vedo due siti, quello di Paolo Belogi e quello di Azzurri Senigallia. Molto professionale e completo quello di Belogi, coordinatore cittadino di AN, che ha capito una gran cosa: per farsi leggere bisogna scrivere qualcosa ogni tanto, e infatti gli aggiornamenti sono piuttosto frequenti.
Oltre a complimentarmi con lui per la ricchezza di contenuti e per la scelta del colore crema chantilly dello sfondo, devo tuttavia fargli presente che leggere sul monitor una riga lunga trenta centimetri è veramente difficile, dovrebbe accorciare la larghezza dei suoi post. Probabilmente è un problema solo mio: il primo cazziatone che ho preso da blogger, nel 2003, era proprio sulla larghezza delle righe. Per il resto il sito è perfetto, molto completo, c'è persino la possibilità di iscriversi online ad AN, evitando le lunghe code allo sportello.

Azzurri Senigallia ha rappresentato per qualche ora una piacevole novità. Blog non ufficiale di Forza Italia Senigallia, un'occasione di pensiero non ingessato, si è spento lentamente ed oggi fa sembrare ancora attuale la questione dei parcheggi rosa, cavallo di battaglia dell'Opposizione che dovrebbe rimanere nella stalla. La sindrome del "non sapere cosa scrivere"  è frequente fra i bloggers, tutti ne siamo colpiti, ma in politica ci potrebbe essere qualcosa da dire tutti i giorni. Basta saperlo fare.

Questo è lo stato dell'arte della politica cittadina online che a me risulta, se avete qualcosa da segnalare fatelo compilando l'apposita scheda.










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martedì, 14 ottobre 2008

Prova TV


Tecnologie di devastante potenza stanno per abbattersi sul Consiglio Comunale di Senigallia. Domani sera faranno il loro esordio le telecamere del Grande Cittadino, le sedie da ufficio e il distributore automatico di mozioni ed emendamenti. Fumata nera per Fantacalcio e SKY Cinema.

Pubblico delle grandi occasioni per il Consiglio Comunale di domani sera. Numerosi elettori hanno prenotato un posto gratuito in prima fila, nella speranza di essere inquadrati dalla nuova telecamera di controllo e finire nello streaming mondiale accanto al proprio Consigliere di fiducia.

Gettonatissimi gli interventi del Consigliere Paradisi, autentiche lezioni di Filosofia e storia dei Classici, che hanno soppiantato i programmi di Gabriele La Porta nelle simpatie del pubblico senigalliese, stanco di fare le ore piccole per seguire le vicende di Eros e Psiche o di Egisto e Clitennestra.
E soprattutto stanco del Voyager di Giacobbo, in onda nello stesso orario del Consiglio, che ora risulta meno avvincente di un intervento del simpatico avvocato prestatosi alla politica.

Anche le passeggiate nella Sala Consiliare del Consigliere Stefano Schiavoni, capogruppo del PD, sono diventate un cult, la sua nonchalance nei momenti più drammatici delle sedute è diventata un modello di comportamento e, con le infinite possibilità offerte dallo streaming online, sarà possibile ambientare la sua camminata in un orto botanico, fra le calli di Venezia o in un'austera biblioteca universitaria.

Il gran numero di mozioni e di ordini del giorno della seduta odierna è dovuto all'installazione del distributore automatico di mozioni, posizionato nell'area relax e disimpegno, a fianco del distributore di bibite e merendine. I Consiglieri di Opposizione ne hanno fatto un gran uso in questi giorni, anche perchè l'utilizzo, grazie ad un accordo con il gestore, sarà gratuito fino alla fine del 2008.
I Consiglieri di Maggioranza continuano ad usare con fiducia il distributore di bibite e l'unica mozione che presenteranno nella seduta avrà per oggetto la reintroduzione del mignon Caffè Borghetti nella lista dei prodotti in offerta.

L'approdo di Monachesi nel gruppo consiliare dell'IDV non ha placato le polemiche sulla posizione dei Consiglieri negli schieramenti, al punto che il Presidente Paradisi si è visto costretto a dotare la Sala Consiliare di pratiche ed ergonomiche sedie da ufficio, che consentiranno un razionale rimescolamento delle posizioni.
Grazie a questa grande innovazione la banale divisione per schieramenti opposti sembra destinata a diventare un inutile retaggio del passato. I Consiglieri che hanno problemi di alito pesante potranno tenersi a debita distanza da quelli che sono arrivati all'ultimo momento dopo un'ora di palestra e l'esercizio del voto potrà essere espletato per mezzo di pratici telecomandi multifunzione, che torneranno utili anche quando sarà finalmente funzionante il collegamento con SKY Cinema e la connessione al Fantacalcio di Repubblica, novità in arrivo per il 2009.

staccato da: Maddeche alle ore ottobre 14, 2008 22:27 | link |
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sabato, 27 settembre 2008

Lezioni di democrazia e lezioni di stile

La fotografia più famosa del 2008 è stata utilizzata per tappezzare la città di manifesti. Una scelta vincente, la foto è di straordinaria intensità, il gesto del Sindaco è forte ed emblematico, non privo di una certa geometrica solennità. L'eleganza simmetrica degli arti farebbe la felicità di un ginnasta, gli occhi socchiusi mostrano un'ispirazione superiore o una forza interiore che nessun argomento della Minoranza avrebbe potuto scalfire.

la foto originale di Andrea Cesanelli

Lo sguardo di sfida del Presidente Paradisi sembra rinforzare il gesto, pur astenendosi dal replicarlo, per marcare una diversità culturale che si coglie nei piccoli gesti, quelli che non si fanno. La presenza sullo sfondo di un collaboratore tecnico del Comune, contribuisce ad attualizzare il momento, renderlo vivo, sfumando il perentorio invito del Sindaco in un background urbano, rendendolo un gesto di uso comune, a scuola, nel lavoro, negli affetti. Un piccolo gesto che apre un mondo di sentimenti, che mette a nudo la nostra essenza, al di là di ogni ipocrisia. Un gesto utile, quando non abbiamo tempo per esplicarci e soprattutto quando nulla ci tange degli astanti.

La foto del manifesto è stata un ottimo veicolo mediatico, senz'altro più di cento comunicati stampa. I promotori dell'iniziativa, alcuni gruppi di Opposizione Consiliare, l'hanno resa ancor più efficace, taroccandola leggermente rispetto all'originale, rendendola più immediata e fruibile. Il gesto assume maggior risalto con la cancellazione del soggetto sullo sfondo, facendogli perdere la sua urbana confidenza e il suo background culturale, mentre il Presidente Paradisi assume sembianze minacciose, acquistando parte della massa corporea del soggetto cancellato.

il manifesto dell'Opposizione
il soggetto sullo sfondo è sparito

Anche il resto del manifesto è piuttosto efficace: l'unico appunto si può fare sui puntini di sospensione sulla parola "culo", entrata da tempo nel parlato del Consiglio Comunale.
Il mio grande maestro di giornalismo, Nereo Rincolvati, soleva dire:
"La parolaccia va usata per intero, i puntini di sospensione le tolgono forza e credibilità, la fanno sembrare l'uggiolio di un cane. E un cane non dice parolacce".

Con quel piccolo ritocco fotografico, la denuncia del manifesto si è rafforzata e il messaggio di un Consiglio Comunale senza regole e senza democrazia è passato, l'obbiettivo della campagna è stato raggiunto, a Senigallia non ci sono regole, non c'è democrazia.

Tuttavia se nel Consiglio Comunale si possono infrangere tutte le regole, quando si rientra nella società civile le regole vanno rispettate, soprattutto se hanno un costo zero.

Pubblicare sui manifesti una fotografia scaricata da internet senza chiedere il permesso al suo autore e senza citarlo nella pubblicazione dell'Opera è una violazione del diritto d'autore. Una mancanza tutto sommato veniale, ma, se compiuta da coloro che quotidianamente si ergono a difensori della morale pubblica, dell'etica politica e, soprattutto, dell'integrità culturale, la mancanza diventa grave, imperdonabile.

L'autore della foto è Andrea Cesanelli, giovane blogger senigalliese, fotografo dilettante, di recente diventato "uomo ovunque" nella vita cittadina. Il suo blog Foto Senigallia è uno dei preferiti da Google quando si ricerca il termine "Senigallia", ma Andrea è un ragazzo modesto e si sarebbe accontentato di una minuscola etichetta sul manifesto: "Foto di Andrea Cesanelli". Per saperlo bastava leggere VivereSenigallia.

Chi frequenta il web sa che il materiale fotografico o scritto è reso generalmente disponibile con l'unica avvertenza di citare sempre l'autore. Questa è una regola aurea universale, ignorata da chi frequenta il web solo quando gli segnalano che c'è qualcosa di utile da prendere.

Consiglieri del Coordinamento Civico, del Popolo delle Libertà e del Gruppo Misto, c'è ancora tempo per rimediare e per scusarsi, basterebbe un comunicato stampa o un'email a Cesanelli o una scatola di cioccolatini.
Ma non fate un manifesto: rischiereste di combinare altri guai.


staccato da: Maddeche alle ore settembre 27, 2008 11:12 | link |
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martedì, 23 settembre 2008

Soldi facili
Il Tesoretto di Senigallia


In attesa dei probabili trasferimenti dallo Stato, le finanze comunali boccheggiano. Il federalismo fiscale tarda ad apparire e quella che era una bella risorsa, l'ICI, è stata amputata da uno sciagurato atto di governo.

Una sola strada si prospetta per le esauste casse comunali: una pioggia di contravvenzioni. Ma non tutto è perduto, le potenziali entrate ICI delle seconde case di Senigallia farebbero la felicità di ogni bilancio, se solo venisse attuata una Delibera del Consiglio Comunale approvata all'unanimità nel dicembre del 2005 e ignorata dall'Amministrazione da quasi due anni.

Un'Amministrazione che non esita a svendere il territorio quando si tratta di incassare gli oneri di urbanizzazione, ma che quando si tratta di equità fiscale sembra dimenticare gli indirizzi del Consiglio Comunale.

L'antefatto è poco noto: Floriano Schiavoni, uno dei pochi Consiglieri Comunali che meritano il silenzio in Sala, ne ha fatto un cavallo di battaglia, una battaglia di equità fiscale. Il cavallo è rimasto nella stalla e per la battaglia le polveri si sono bagnate. L'Opposizione preferisce cavalcare altri cavalli, anche perchè quello dell'ICI, l'unica forma di federalismo fiscale esistente, è un cavallo azzoppato, fa perdere voti.

Nel dicembre del 2005, Schiavoni presentò in Consiglio un ordine del giorno in cui chiedeva l'aggiornamento degli estimi catastali nel territorio del Comune di Senigallia. Un aggiornamento da farsi in tempi rapidi, dodici mesi, che avrebbe portato un riequilibrio dell'imposta ICI a carico dei proprietari di prime e seconde case in tutto il territorio comunale.

La sua denuncia era solida, tangibile, tutt'altro che ideologica: il proprietario di una comune casa in un quartiere qualsiasi della città (Borgo Molino) pagava l'ICI quasi raddoppiata rispetto a quella del titolare di un appartamento di Villa Pieralisi, condominio fronte mare, uno dei più esclusivi della città. In soldoni, considerando l'aliquota ICI del 2005, 260 Euro contro 180. E' vero, a Borgo Molino sono meglio serviti dall'Autostrada e sono pieni di centri commerciali, ma gli manca l'aria di mare e i locali notturni, cose che a Villa Pieralisi abbondano.

Il motivo di questa insensata disparità fiscale è presto detto: i valori catastali degli immobili di Senigallia sono rimasti ancorati alle stime di settant'anni fa, quando le case fronte mare erano abitate da modesti pescatori ed operai e il valore catastale della zona lungomare non era condizionato dalle poche villette esistenti. Negli ultimi cinquant'anni l'espansione edilizia del lungomare non ha conosciuto soste, il valore degli immobili è centuplicato, ma le rendite catastali sono rimaste quelle degli anni '30, aggiornate del minimo sindacale, ma non certo del loro effettivo valore immobiliare.

Una casa di pescatori trasformata in residence da 6.000 Euro al metro quadrato ha potuto mantenere il suo status di bicocca (e pagare la relativa imposta ICI) dato che, negli anni, nessuno si è mai chiesto se vi fosse la necessità di dare un'aggiornata al valore della proprietà. Il Comune di Senigallia non l'ha mai fatto.

In sua vece, obbligatoriamente e in forza di legge, ha provveduto l'Agenzia per il Territorio, che ha diviso il territorio comunale in sette zone catastali con lo stesso criterio con cui si potrebbe dividere un tronchetto al cioccolato, senza guardare dove sta il ripieno, la mollica e la parte che si è bruciata in forno. Una casa della Cesanella è stata equiparata ad una villetta fronte mare, perchè la divisione della torta, pardon del territorio, è stata fatta senza considerare il reale valore degli immobili e delle zone in cui sorgono, ma usando la squadra e il pennarello. Un lavoro da geometri, di quelli che non si schiodano dall'ufficio se non per comprare le sigarette.

In quella seduta del Consiglio Comunale la proposta di Schiavoni, limpida e superpartes, ottenne un'approvazione unanime, con l'unica macchia di un emendamento che, proposto dal puntiglioso Consigliere dei Verdi Marcello Mariani, chiedeva di far slittare l'avvio dell'aggiornamento di dodici mesi, all'inizio del 2007,dato che la macchina comunale non era in grado, per mancanza di risorse e mezzi, di far fronte al gravoso impegno di decidere quali siano le aree della città più redditizie.

Facendola semplice (come Schiavoni mi ha suggerito in un colloquio notturno) basterebbero un paio di geometri e agenti immobiliari attorno ad un tavolo per risolvere tutto. Facendola difficile, sarebbe bastato affidare l'incarico ad uno studio tecnico, il cui onorario sarebbe stato ampiamente ripagato dai milioni di Euro che il Comune avrebbe incassato in più facendo pagare l'ICI in base all'effettivo valore degli immobili. Che effettivo non è mai, ma ci si avvicina, il resto è alea di mercato.

L'emendamento di Mariani (attualmente Assessore Provinciale all'Ambiente, buon per noi) mise in realtà una pietra tombale sulle buone intenzioni di quel voto unanime. Dall'inizio del 2007 (periodo in cui sarebbe iniziato l'accertamento) nulla è accaduto, un appartamento residenziale fronte mare paga la stessa ICI di una casa alla Cesanella e un appartamento delle Saline continua ad essere equiparato al suo omologo del lungomare, con buona pace di equità fiscale, perequazione e bilancio comunale.

Da fantascienza l'ulteriore bastardata che si potrebbe intentare nei confronti di centinaia (forse migliaia) di proprietari che hanno preso la residenza nella loro casa al mare per pagare l'ICI ridotta, come prima casa, e che ora si trovano a non doverla pagare più, dato che è stata abolita. Un bell'accertamento di residenza, due Vigili Urbani che li vanno a cercare, che guardano se ci sono i panni stesi, se la cassetta delle lettere viene svuotata e se i consumi di acqua e gas procedono come dovrebbero, se la casa fosse abitata tutto l'anno. Fatto l'accertamento, scoperto il furbetto, si torna a fargli pagare l'ICI, come è giusto che sia. Col valore catastale aggiornato.

Dovremmo ricordare quella delibera del 2005 quando, a breve, in Consiglio si scanneranno per aumentare o diminuire di mille Euro la quota d'esenzione dell'Imposta Comunale sul reddito, per rastrellare poche migliaia di Euro, mentre in giro ce ne sono milioni da riscuotere. Basta volerlo.

il verbale di quel Consiglio Comunale lo trovate qui
l'Ordine del giorno di Schiavoni è il nr. 9




staccato da: Maddeche alle ore settembre 23, 2008 20:04 | link |
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martedì, 16 settembre 2008

Una poltrona per due

Torna il Consiglio Comunale a Senigallia, crollo di ascolti in Champions League. Un folto pubblico, due Vigili Urbani, dozzine di fotografi e telecamere da una parte, sempre meno Consiglieri dall'altra. Ennesimo abbandono in massa dell'Opposizione, che non riesce a spostare di un millimetro la rilevante massa del Consigliere Monachesi.

Dopo i megafoni è il turno dei manifesti, lo "smammate" del Sindaco diventa un fenomeno di costume e sostituirà la raccomandata per i licenziamenti in tronco e le separazioni coniugali.

Prosegue inarrestabile la fortunata carriera politica di Ilaria Ramazzotti: dopo aver scalzato Fabrizio Chiappetti nel turnover della Margherita, viene eletta membro della II° Commissione. E' il crollo verticale delle competenze in Urbanistica e Lavori Pubblici, nelle sedute della Commissione sarà introdotto un nuovo supporto multimediale: una scatola di Lego.


Con pochi argomenti all'Ordine del Giorno, l'odierna seduta del Consiglio Comunale ha visto il pienone di pubblico e giornalisti. Dopo la furibonda rissa del 26 agosto si erano create le aspettative per una replica. Aspettative che sono andate in parte deluse.

L'Assessore Volpini, protagonista in negativo della scorsa seduta, si è prescritto una dose massiccia di tranquillanti ed è tornato al consueto torpore vigile che caratterizza la sua presenza in Consiglio. Il Sindaco ha evitato di fare gesti per tutta la seduta, per chiamare un commesso gli ha inviato un SMS. L'Assessore Mangialardi è rimasto incollato per tutta la seduta alla sua sedia, abbandonandola solo per ignorare volutamente e smaccatamente l'ennesimo tentativo del Consigliere Mancini di presentare la sua mozione sul Rione Porto.

Gran parte della seduta si è svolta sulle questioni procedurali: i Consiglieri di Opposizione hanno preferito partecipare in piedi al dibattito. Fra il pubblico si era sparsa la voce che si tenessero pronti ad un nuovo round, in realtà stavano manifestando contro la presenza del Consigliere Monachesi, che, passato praticamente alla Maggioranza, continuava ad occupare uno scranno dell'Opposizione, creando problemi di sovraffollamento e disagio interpersonale. La richiesta verbale di un suo spostamento dall'altra parte dell'emiciclo è stata respinta dal Presidente Paradisi, con la motivazione che dovrà essere inoltrata per iscritto. Un avviso di sfratto a tutti gli effetti.

La risposta di Paradisi ha consentito ai Consiglieri d'Opposizione di tirare fuori i manifesti preparati per l'occasione: una gigantografia del Sindaco nel suo gesto politico più famoso, vista in anteprima in Consiglio e destinata alle pubbliche affissioni. La mossa successiva è stata l'abbandono della seduta, lasciando da soli i Consiglieri Bittoni e Monachesi, curiosamente vicini di banco, che sono rimasti a contendersi la poltrona di capogruppo del Gruppo Misto che, in quanto tale, dovrebbe accogliere Consiglieri provenienti da tutte le direzioni.

La discussione fra i due è servita a evidenziare un vulnus (in senso buono) nel regolamento del Consiglio: il Gruppo Misto attualmente ha come capogruppo Bittoni, dell'Opposizione, e quattro membri, due di Maggioranza e due di Opposizione. L'elezione di un nuovo Capogruppo senza il consenso di quello attuale non è automatica, occorrerà una modifica del regolamento. Una penosa questione regolamentare che mi ha messo sonno e che probabilmente sarà risolta con un lancio di dadi.

Il resto della seduta del Consiglio si è svolta come tradizione con i soli membri della Maggioranza presenti, la sostituzione di Bacchiocchi con Ilaria Ramazzotti nella II° Commissione è stato il punto più rilevante, e la seduta per me si è interrotta improvvisamente dopo l'ennesima bocciatura della mozione Mancini sul Rione Porto. Si era fatta ora di cena e lo stomaco come sempre si era attaccato al citofono.


staccato da: Maddeche alle ore settembre 16, 2008 22:53 | link |
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giovedì, 28 agosto 2008

Mozioni in fascia protetta

Espulsa in malo modo dal Consiglio Comunale, la discussione sul Piano Cervellati può continuare sulla Piaga di Velluto, in fascia protetta.
E si parte con uno scoop: in esclusiva pubblichiamo le quattro mozioni del Consigliere Mancini (PRC), quelle che hanno terrorizzato Sindaco e Maggioranza.
I lettori più sensibili ed impressionabili si fermino qui.


Mozione nr. 1 - Riedificazioni al Rione Porto

Commento: il Piano Cervellati prevede la ricostruzione di alcuni edifici al Rione Porto (viale Carducci e traverse) demoliti dopo il terremoto del 1930. Il fine è quello di recuperare il "netto storico"  del Cervellati, la città consolidata della metà del XIX secolo, desunta dalle sue ricerche cartografiche e dalla sua corrispondenza privata con Pio IX.

La ricostruzione degli edifici comporterà la chiusura di due vie del quartiere, via Corfù e via Narente, che da ottant'anni compongono il tessuto urbano del Rione Porto, fatto di strade, stradine, slarghi, piazzette e vicoli. Il quartiere è ormai consolidato, imporre il "netto storico" rappresenta un mero esercizio di ortodossia urbanistica.

Forse unico fra i Consiglieri, Mancini si è accorto del non trascurabile dettaglio che il Rione Porto è classificato dalla Regione come zona a rischio idrogeologico massimo (rischio 4) condizione che dovrebbe vietare la costruzione di nuovi immobili. Quella che a prima vista sembra una topica, è stata giustificata dal Cervellati con la convinzione che opere infrastrutturali successive (vasche di espansione ed altro) abbassino l'indice di rischio dell'area.
In genere le infrastrutture non sono necessarie per abbassare il rischio: anche la zona di via Tevere era a rischio 4, ma una variante apposita ha consentito ugualmente la nascita di un piccolo quartiere. Il Rione Porto è finito sott'acqua nel 1949 e nel 1976, il rischio idrogeologico è tutt'altro che aleatorio.

La mozione propone di eliminare dal Piano Particolareggiato la previsione di riedificazioni relative alla sola via Corfù e di avviare un percorso di partecipazione alle scelte con i residenti del quartiere.

Scarica la mozione in PDF

Altri dettagli sulla riedificazione del Rione Porto

Mozione nr. 2 - per la riqualificazione di piazza Simoncelli

Commento: la riedificazione dell'ex Ghetto ebraico di piazza Simoncelli è uno dei punti più controversi e dibattuti del Piano Cervellati. Tutti i protagonisti della vita pubblica (partiti, sindacati, associazioni, studiosi, cittadini) hanno espresso una loro posizione in merito, nella stragrande maggioranza contraria alla riedificazione.
Altro punto fermo del "netto storico" del Cervellati, che qui assume le caratteristiche di pertinace ricerca storica e retorica, la riedificazione dell'ex Ghetto, ha col tempo assunto le sembianze di un intervento di speculazione edilizia, complici una serie di equivoci sulla proprietà di Palazzo Gherardi, ancora proprietà comunale, e sulla sua presunta vendita all'asta, mai nettamente (e convincentemente) negata dall'Amministrazione Comunale.

Anche il Cervellati ha candidamente ammesso di aver classificato il pubblico palazzo come proprietà privata, su errate indicazioni dell'Ufficio Urbanistica, che, in quanto ufficio, non ha un nome e un cognome. E tantomeno responsabilità.

La Piaga di Velluto ha pubblicato un avveniristico progetto (elaborato dal suo centro studi), in cui Palazzo Gherardi ed ex Ghetto diventano un unico supercondominio di lusso, con i garage direttamente sotto piazza Simoncelli. Un'ipotesi costruttiva tutt'altro che peregrina.

La mozione, dopo aver ricordato gli usi civici di piazza Simoncelli (solo chi non vive a Senigallia può considerarla un "vuoto urbanistico") fra cui parcheggio, mercato, mostre e fiera, chiede che venga avviato un progetto di riqualificazione della piazza, lasciandola di pubblico utilizzo. Pensate solo a dove potremmo parcheggiare le macchine del Summer Jamboree.

Scarica la mozione in PDF

Mozione nr. 3 - destinazione culturale di Palazzo Gherardi

Commento: anche la destinazione di Palazzo Gherardi ex sede del liceo Classico Perticari, ha scatenato il dibattito cittadino. Sulla cartografia a corredo del Piano Cervellati il palazzo è classificato come proprietà privata, pur essendo ancora pubblico ed oggetto di un lascito testamentario del conte Gherardi, finalizzato ad utilizzi educativi. Il palazzo (circa 2000 mq) è oggetto di appetiti immobiliari. Una parte, dove si trovava la vecchia sede del PCI, è già stata venduta ad un chiacchierato gruppo immobiliar - sanitario, con una operazione che ha fatto sussurrare allo scandalo. Sussurrare perchè la querela sull'argomento potrebbe essere istantanea e tranciante.

Numerose le proposte per trasformarlo in un polo culturale, fra cui quella del Gruppo Società e Ambiente, che proponeva di utilizzare una parte degli oneri di urbanizzazione derivanti dall'area ex Sacelit per ristrutturare il palazzo, in posizione importante e centrale, lasciando all'area fronte mare (oggetto di faraoniche destinazioni culturali) un ruolo più marginale.

Nella mozione si richiede di dichiarare il palazzo come patrimonio indisponibile della città, di modificare la sua classificazione da "privato" a "specialistico - civile" e di destinare parte dell'edificio a museo permanente dedicato a Mario Giacomelli, neanche sembra che Senigallia sia la sua città natale. A Corinaldo per Maria Goretti hanno fatto molto di più.

Scarica la mozione in PDF

Mozione nr. 4 - sostegno alla residenzialità popolare nel Centro Storico

Commento: uno degli obiettivi del Piano Cervellati, forse il più trascurato dall'autore in successivi interventi, è quello del ripopolamento del Centro Storico, la cui popolazione residente assomma a sole 2000 unità. Il Centro Storico si va spopolando, un trend che sembra irreversibile, siamo passati dai seimila abitanti degli anni '50 ai duemila scarsi di oggi. Il Centro Storico è ricco di case abbandonate o fatiscenti, destinate alla locazione estiva o completamente sfitte.

Neanche un sociologo alcolizzato vi dirà mai che per ribaltare il trend basta la buona volontà o l'impeccabile analisi dell'urbanista di grido. Ripopolare il Centro Storico significa metter mano agli incentivi per il recupero degli alloggi, che gli stessi alloggi devono avere caratteristiche popolari ed economiche, vincolati alla residenzialità permanente, ad evitare che si coprano d'oro affittacamere estivi.

Lo stesso ERAP potrebbe essere coinvolto: a Senigallia si sta distinguendo per la costruzione delle Torri Gemelle in piazza d'Armi (con soli 16 appartamenti) per la cancellazione di un'area verde alla Cesanella (44 appartamenti) e per il tentativo abortito di trasformare la Tribù dei Piedi Neri (villa Aosta) in un esperimento architettonico, coinvolgendo nelle spese quarantatrè piccoli proprietari che hanno lavorato una vita per pemettersi una casa decente e che non hanno alcuna vocazione per l'architettura.

La mozione propone che il 50% delle nuove aree edificabili del Centro Storico siano destinati ad edilizia residenziale pubblica, intervento dell'ERAP o ad edilizia agevolata per le prime abitazioni, impegnando la Giunta ad attuare un programma di attuazione fattivo e fattibile, senza esperimenti.

Scarica la mozione in PDF

Per concludere: scusate la lunghezza dell'articolo, ma sulla Piaga di Velluto non cè nessuno che ci dice di "smammare".




staccato da: Maddeche alle ore agosto 28, 2008 19:38 | link |
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mercoledì, 27 agosto 2008

Il contributo di Roberto Curzi

Il Consigliere dei Verdi Roberto Curzi ha lasciato un commento, articolato ma sintetico, sugli atti politici che hanno preceduto la seduta del Consiglio Comunale di ieri.
Come è successo altre volte il suo è un contributo utile a far chiarezza, al contrario delle fontane di retorica che si sono aperte nei vari comunicati stampa che hanno affollato il web ieri sera.
La sua scelta di commentare sulla Piaga di Velluto mi lusinga, non capisco perchè continui a farlo, probabilmente per stare fuori dalla canizza dei comunicati stampa, in cui dozzine di Consiglieri si sono affollati per dire la loro, con esiti spesso contrastanti.

Va bene che questo blog non è un organo informativo e quindi la cosidetta "proprietà intellettuale" è del suo curatore, ma l'ho sempre trovato interessante, disincantato e portatore di elementi di conoscenza reale, non così oggi e mi dispiace, questo resonto al di la delle sfumature satiriche racconta un'altra giornata, non quella vissuta ieri in consiglio.

Ci sono dei precedenti che vanno messi in fila.
Il venti luglio durante la conferenza dei capigruppo il presidente propone una data per la discussione del piano verso la fine dello stesso mese.
L'opposizione dice no, ci vuole piu tempo per approfondire la pratica e comunque va discussa come unico punto all'ordine del giorno perchè la pratica è complessa (ricordo che è in discussione in 2° commissione dalla fine di gennaio).
Il presidente si riserva la decisione e alla fine opta per il rinvio.
Alla successiva Conferenza dei Capigruppo si propone la data del 26 agosto, la maggioranza apppoggia la proposta, per la minoranza non va bene e non si spiega tutta questa fretta. Il presidente si riserva di decidere e alla fine invia le convocazione per il 26 con il piano come unico agomento in discussione.
Fatto questo, come molti di noi e di voi si prende qualche giorno di ferie.

Durante tale periodo il Vice Cameruccio convoca una nuova conferenza utilizzando l' articolo del regolamento che gli attribuisce le funzioni di presidente in assenza del titolare e informa che (guarda il caso) sono giunte in questi giorni 7 mozioni da discutere in consiglio a firma di consiglieri della minoranza.
La maggioranza conferma la propria posizione, la minoranza ritiene le mozioni propedeutiche all'approvazione del piano, il presidente vicario si riserva la decisione.
Alla fine arriva la nuova convocazione che fa slittare la discussione del piano al punto 8 dell'odg. (in pratica come minimo dopo la fiera), decisione legittimata dal regolamento anche se a mio avviso politicamente scorretta.

Arriviamo alla giornata del 26, la maggioranza propone l'anticipo della discussione del piano come il regolamento consente, e lo vota.
Ma la minoranza (non tutta) non ci sta e impedisce il proseguimento della seduta, lo fa la mattina e alla ripresa dei lavori, il pomeriggio, lo fa con le urla e con i megafoni.
Alla fine la maggioranza non può fare altro che fare la maggioranza e vota la pratica così come è, riunciando ai numerosi emendamenti preparati, alla discussione in aula e alle motivazioni del voto.
Ora la domanda è: Chi ha impedito lo svolgimento del processo democratico? rispondete come credete.

Per finire qualche flash sulla giornata:
Note positive
1) Il piano è stato adottato, avremo modo in fase osservazione di migliorarne alcuni aspetti accogliendo le questioni che in questi mesi la città ci ha posto
2) La non partecipazione alla deriva eversiva dell'opposizioni di alcune persone che stimo e rispetto.
 
Note negative;
1)L'offesa fatta all'aula del consiglio e alla città
2)L'aria pesante che scesa sul consiglio, speriamo di poterla migliorare con l'aiuto di tutti
3)Gli eccessi e i moti di violenza, verbale e non, che non sono mai giustificabili

Note comiche;
1)Il capitombolo di Mangialardi
2)Gabriele Cameruccio, uomo mite e in generale persona seria con il megafono i mano come fossimo allo stadio
3) Il Dott. Massaccesi che fa il gesto dell'ombrello al sindaco, ma lui è un vero genio,una istituzione, per carità non me lo toccate.

Scusate per l'invadenza.

Roberto Curzi - Consigliere Comunale dei Verdi

 

staccato da: Maddeche alle ore agosto 27, 2008 12:36 | link |
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martedì, 26 agosto 2008

Clamoroso al Comunale

Fra insulti e aggressioni la Maggioranza si approva addosso il Piano Cervellati. Negato ogni esercizio di democrazia, sfiorata la rissa, insultata l'Opposizione, aggredita una troupe della CNN, intervenuti i Vigili Urbani. Tutto questo per approvare il Piano che dovrebbe fare più bella la nostra città. Impresa ardua, dopo quello che abbiamo visto oggi.

Che la discussione del Piano Cervellati non fosse una seduta tranquilla del Consiglio Comunale lo si era capito di prima mattina, quando la maggioranza con un colpo di mano ha ribaltato l'ordine del giorno della seduta, mettendo la discussione di mozioni ed emendamenti all'ultimo punto dell'ordine del giorno.

Memori dei nove secondi per ogni intervento concessi nel marzo scorso per l'approvazione della Variante Arceviese, i Consiglieri di Opposizione hanno iniziato subito a protestare, intralciando lo svolgimento della seduta e utilizzando un megafono, nel vano tentativo di far discutere mozioni ed emendamenti al Piano o almeno di intralciare lo svolgimento della seduta.

Con bulgara sicumera la Maggioranza ha proseguito il suo cammino, limitandosi agli adempimenti minimi previsti per la discussione in aula, cercando di portare a casa il risultato, l'approvazione del Piano senza se e senza ma.

Dopo quattro anni di riposo in un cassetto, il Piano Cervellati è stato approvato in una manciata di ore, con sedici voti favorevoli sui sedici necessari (compreso quello del Consigliere Monachesi) e un assurdo esercizio di autocrazia, che ha trasformato la Sala Consiliare in una palestra per buttafuori, quando l'Assessore Volpini, un mite e sportivo medico di famiglia, ha travolto i suoi colleghi di Giunta per aggredire fisicamente il Consigliere Cicconi Massi, reo di utilizzare il megafono per disturbare la votazione.

Immediatamente si è scatenato il finimondo fra i banchi, con insulti pesantissimi fra le parti a cui ha partecipato anche il Sindaco, che è andata ad insultare il Consigliere Mancini in un violento alterco a cui voleva porre rimedio l'Assessore Volpini, tentando di aggredire anche il Consigliere di Rifondazione. Volpini è stato portato via a forza, mentre in aula si sono visti i Vigili Urbani, in formazione antisommossa. Una cosa che non succedeva dal novembre 2006, con l'incursione del Mezza Canaja in Consiglio.

Già, il Mezza Canaja, li hanno massacrati per un vigile urbano caduto a terra, oggi a finire per terra è stato Mangialardi, travolto da Volpini, chissà se nei prossimi giorni ci sarà un comunicato stampa di condanna per l'episodio.

Il Piano Cervellati è approvato, tutto quello che si è tentato di dire in questi mesi su piazza Simoncelli, Rione Porto e Palazzo Gherardi è diventato carta straccia. Persino un primo esperimento di trasparenza e partecipazione, la pubblicazione del Piano online, non è servita a nulla. Dozzine di comunicati stampa emessi da associazioni, partiti, sindacati, studiosi e comuni cittadini si sono persi durante una sciagurata seduta del Consiglio in cui ha vinto il più forte, come nella giungla.

Potevano stupirci con effetti normali, ma ancora una volta non ci sono riusciti.


Di seguito pubblico l'immediato comunicato stampa che mi è pervenuto dal Consigliere Mancini, sulla Piaga di Velluto c'è posto per tutti, senza prendersi a sediate:

Senigallia, 26 agosto 2008. 

DICHIARAZIONE 

Potremmo definire “arrogantocrazia” quanto abbiamo oggi visto in Consiglio Comunale, dove è stata rappresentata una nuova puntata di una azione di governo sempre più basata sull’arroganza e la prepotenza.

Le mozioni su Palazzo Gherardi, Piazza Simoncelli, Rione Porto e case popolari, da me presentate, che nell’ordine del giorno precedevano la discussione del Piano Cervellati  e che sarebbero state utili e qualificanti per il Piano stesso (verso il quale non siamo in toto contrari), con un colpo di mano della maggioranza sono state rinviate a fine seduta, annullando così la loro efficacia e mortificando il contributo che con esse il Consiglio, l’opposizione ed il sottoscritto avrebbero potuto esprimere.

E’ seguito poi un gran parapiglia, durante il quale le opposizioni (me compreso) hanno protestato con forza e la maggioranza ha provveduto ad approvare senza discussione alcuna o emendamenti il Piano (con pure due tentativi di aggressione verso i consiglieri di minoranza Cicconi Massi e me da parte dell’assessore Volpini, mentre il Sindaco apostrofava chi non era d’accordo con lei col titolo di “fascisti” e “squadristi”).

Così, al di là di alcuni aspetti positivi del Piano, la maggioranza ha votato di costruire, tra l’altro, un palazzo in Piazza Simoncelli e di riempire con appartamenti tutti i “vuoti” che oggi sono le vie traverse del Rione Porto e, inoltre, di destinare Palazzo Gherardi alla residenza e di lasciare il tutto nelle mani del mercato, che è libero – come si sa – solo per chi ha tanto denaro.

Certamente una maggioranza, una Giunta ed un Sindaco, che non hanno la capacità di sostenere un confronto di idee su questi temi sono certamente arrivati alla frutta anche perché, non discutendo, impediscono che si manifesti l’ampio dissenso vivo nella maggioranza stessa.

Mentre un sindaco in genere dovrebbe essere il garante della democrazia di tutti i cittadini, a Senigallia abbiamo questo Sindaco che esprime solo una parte del suo partito e della sua maggioranza.

E’ ora che vada a casa.

Roberto Mancini




staccato da: Maddeche alle ore agosto 26, 2008 19:09 | link |
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venerdì, 21 marzo 2008

Clamoroso al Comunale

Alle due di notte, in assenza dell'Opposizione, il Consigliere Gaggiottini (PD) abbandona alla chetichella la seduta del Consiglio. Dopo pochi minuti Mancini (PRC) chiede la verifica del numero legale e la seduta viene sciolta.

Tutta la discussione sulla Variante Arceviese svolta finora potrebbe essere annullata e ricominciare da capo martedì prossimo. E' il momento più buio della Giunta Angeloni e della Maggioranza che, pur prendendosi tutti i vantaggi, non riesce a motivare i suoi Consiglieri. Oppure li stressa, non riuscendo ad accontentarsi dei risultati raggiunti.


Nella seduta di ieri sera, verso le 22, dopo un lungo e acceso dibattito sulla elasticità del regolamento Consiliare, l'Opposizione ha ricalcolato i secondi che ogni Consigliere ha a disposizione per dibattere ogni osservazione. Grazie alla concessione di metà del tempo a disposizione dei Consiglieri di Maggioranza, ogni Consigliere dell'Opposizione potrà discutere ogni osservazione per quindici secondi e un decimo di secondo.

Fatti questi conti e concluso che il Consiglio si svolge in condizioni di democrazia sospesa ("boliviana" nella definizione del Consigliere Paradisi) alle 23 l'Opposizione ha abbandonato la seduta.
In un'atmosfera irreale, con i banchi dell'Opposizione deserti, alle ore 24 è cominciata la discussione di un altro lotto di osservazioni riguardante la frazione Vallone, con un ritmo di votazioni da catena di montaggio. Pochi gli emendamenti presentati, in maggioranza a firma di Roberto Mancini, che, a causa della stanchezza e dello stress dei suoi colleghi, è quasi riuscito a farne passare uno. Un emendamento in particolare (sulla controdeduzione nr. 130) presentato dalla Maggioranza, risulta particolarmente vergognoso: al Vallone si autorizza la costruzione di alcuni edifici, proprio all'ingresso della frazione, alti 12 metri, quattro piani, una misura da record per una frazione.

Alle due di notte il fattaccio: Gaggiottini ha abbandonato l'aula passando dall'uscita secondaria e Mancini ha chiesto spiegazioni, atteso qualche minuto e preteso la verifica del numero legale. Com'è noto, dopo gli ultimi contrasti fra Rifondazione e gli altri partiti della Maggioranza, Mancini non garantisce più il numero legale nelle sedute.

Verificata la mancanza del numero legale, il Presidente Paradisi ha dovuto sciogliere la seduta. Il dibattito dell'ordine del giorno sulla Variante Arceviese non è stato completato e c'è la prospettiva che l'ordine del giorno debba essere ridiscusso tutto alla prossima seduta del Consiglio. Il Regolamento del Consiglio non è chiarissimo su questo punto.

Ora i tempi si fanno veramente stretti: entro il 31 marzo la Variante deve essere approvata e anche una variazione di Bilancio deve essere ratificata entro questa data, pena il decadimento. I giorni a disposizione per questi adempimenti cominciano ad essere veramente pochi.


staccato da: Maddeche alle ore marzo 21, 2008 12:06 | link |
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giovedì, 20 marzo 2008

Brevi dal Consiglio Comunale
Variante Arceviese: è il caos procedurale

A pochi giorni dalla scadenza dell'approvazione della Variante, non c'è accordo fra le parti e si naviga a vista sul regolamento. La seduta è prevista anche domani, giovedì santo, con una breve pausa per la lavanda dei piedi.

La seduta odierna comincia tardi (ore 22) a causa di una riunione in extremis dell'Opposizione, che vuole dibattere osservazioni, controdeduzioni ed emendamenti caso per caso (165 casi) mentre la Maggioranza vuole che siano raggruppati per tipologia e votati in massa.
Con un colpo di mano procedurale la Maggioranza si cuce su misura una deroga al regolamento che concede sei secondi e sessantaquattro centesimi di secondo ad ogni Consigliere per dire la propria su ogni osservazione.

Ovvie le proteste dell'Opposizione, che chiede di esaminare la Variante con tutto il tempo che ci vuole, forse quattro sedute complete, contando sul fatto che i colleghi di Maggioranza prima o poi cederanno, facendo mancare il numero legale.
Intanto si comincia ugualmente, con le trenta osservazioni che chiedono il ripristino dell'indice di edificabilità al 0,86 (contro il 0,50 della Variante) e l'abolizione del minimo di 52 mq per le unità immobiliari.

Sembra che queste osservazioni saranno respinte in massa, ma non è impossibile un tentativo a sorpresa da parte di qualcuno per emendarle.
Come non è impossibile che ci saranno dei colpi di mano per far passare le porcate dell'ultimo minuto.
Lo sapremo soltanto domani. Sembra impossibile ma io ho un lavoro che mi riempe piatto e frigo, e se dormo meno di sei ore rischio di perderlo.

Dal Comunale è tutto, a voi studio.


staccato da: Maddeche alle ore marzo 20, 2008 00:08 | link |
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martedì, 18 marzo 2008

Brevi dal Consiglio Comunale
Sul Piano Cervellati si terrà un Consiglio Comunale aperto


Rispettato l'ordine del giorno: anche per via dell'assenza del Sindaco (che è arrivato alle 22) la seduta del Consiglio si è svolta secondo la scaletta prevista.
Una buona notizia: approvata contro tutti i pronostici la mozione dell'Opposizione per un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sul Piano Cervellati. Una cosa che non succedeva dal 1963.

L'unico punto all'ordine del giorno che è stato stralciato (un ennesimo sgarbo a Mancini e a PRC) è la mozione di sostegno alla legge 194 (interruzione volontaria di gravidanza) che ha dovuto far posto alla discussione sulla variante Arceviese, che è iniziata alle 23 e durerà fino alle una.
La discussione proseguirà oggi, mercoledì 19, fino alle una di domani e riprenderà ad oltranza mercoledì prossimo, 26 marzo.

Sul tavolo della discussione alla Variante ci sono 165 controdeduzioni della Giunta alle osservazioni presentate e circa un centinaio di emendamenti, in gran parte presentati dal Consigliere Bacchiocchi (PD), che per presentarli e compilarli ha seguito una forma particolare di training autogeno.

Nei prossimi giorni su Vivere Senigallia pubblicherò una compilation delle osservazioni più curiose e divertenti, senza tralasciare di presentare anche quelle più vergognose, autentiche emanazioni dell'industria della speculazione edilizia.

La mozione dell'Opposizione sulla discussione in un Consiglio Comunale aperto del Piano Cervellati, dopo essere stata dibattuta e massacrata per un'ora (anche per colpa della pessima esposizione del testo curato da qualcuno che voleva solo far polemiche) ha superato la blanda indicazione di voto contrario della Maggioranza ed ha avuto il voto di coscienza favorevole di una manciata di Consiglieri che l'hanno fatta passare: evento piuttosto insolito.

La periodica e ciclica mozione dell'Opposizione sulla così detta "Variante Belardinelli" non è passata, pur con qualche astensione dal voto.

Dal Comunale è tutto, a voi studio.


staccato da: Maddeche alle ore marzo 18, 2008 23:50 | link |
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sabato, 01 dicembre 2007

Brevi dalla città
Clamoroso al Comunale

La Maggioranza assente ingiustificata fa mancare il numero legale in Consiglio. Ancora una prova di coesione del PD con una brillante assenza collettiva. L'Opposizione denuncia la politica della fuga e chiede la precettazione dei Consiglieri al Prefetto. Caute giustificazioni della Maggioranza: "C'era Benigni in TV e un gazebo di Forza Italia lungo le scale". Avviati i lavori al Caffè Centrale per la nuova sede decentrata del Consiglio.

Il Consiglio Comunale fa parlare di sè ancora una volta per una assenza collettiva dei Consiglieri di Maggioranza. In discussione c'era l'Ordine del giorno con la richiesta di dimissioni del Consigliere Belardinelli, in conflitto d'interessi per la sua partecipazione al voto sulla Variante Arceviese. Della Maggioranza presenti soltanto Mancini (PRC) e Donatiello (PD): "Per Benigni ho risolto col videoregistratore" ha dichiarato Mancini "l'innovazione tecnologica ci vede in prima linea".
Dopo cinque verifiche del numero legale il Presidente Paradisi ha sciolto la seduta, aggiornandola alle prossime settimane, compatibilmente con i programmi TV. Furente reazione del Consigliere Roberto Paradisi: "Il Presidente ci ha impedito di parlare spegnendo i microfoni e attivando l'allarme antincendio. La sinistra occupa la stanza dei bottoni e ci mette in difficoltà: anche la macchina del caffè era spenta".

Nuova inaugurazione

Il 9 dicembre si inaugura la Cittadella dei Saperi. Corsi di avviamento alla cultura aperti a tutti i cittadini: già iscritti Sindaco, Assessori e Consiglieri. Emessa un'ordinanza contro l'uso errato del congiuntivo, pesanti le sanzioni previste. In calo comunicati stampa e comunicazione promozionale, aumenta la qualità della vita. Piazza Manni e Foro Annonario diverranno il fulcro della vita cittadina: previsto uno sportello informativo sempre aperto ai bisogni del cittadino, sarà gestito dalla Caritas che il giovedì curerà la distribuzione gratuita del pane.

Due nuovi gazebo

Forza Italia inaugura due nuovi gazebo per la scelta del nome dell'ultimo partito di Berlusconi. Il ballottaggio è fra Popolo della Libertà e Partito della Libertà (comunque PdL) e la decisione sarà presa al raggiungimento del quorum dei trenta milioni di voti necessari. I gazebo sono stati montati a Marzocca e in Piazza Roma e saranno aperti oggi e domani. Gli elettori dovranno presentarsi con il certificato elettorale in mano e un telefonino per i voti supplementari via SMS. Dopo le polemiche che hanno accompagnato i dati sull'affluenza alla raccolta firme contro il governo Prodi, non saranno ammessi più di tre voti per partecipante. Anche questa volta i dati definitivi di adesione per la raccolta firme di Senigallia non saranno diffusi per tutelare la privacy degli eventuali votanti.
Ulteriori informazioni sul PdL le trovate qui (si ringrazia asanguefreddo.it per la segnalazione).


staccato da: Maddeche alle ore dicembre 01, 2007 10:11 | link |
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giovedì, 08 novembre 2007

Clamoroso al Comunale

Il Consigliere Mancini (PRC) parla di buongoverno e la Maggioranza si dilegua. Mancini: "avevo mangiato pesante, ma non avevo l'alito così cattivo". Tardive scuse della Maggioranza: "abbiamo avuto paura: aveva minacciato di togliersi le scarpe se non lo stavamo a sentire".  Nella ressa lungo le scale qualche Consigliere è rimasto contuso. Esulta la Minoranza, per una volta superiore nel numero.

Entusiasmante prova di forza del Partito Democratico nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera. Mostrando di sapersi muovere con ordine e coordinazione, nonostante che il gruppo consiliare non sia ancora costituito, i Consiglieri del PD hanno abbandonato l'Aula durante l'intervento del Consigliere Mancini (PRC), che esponeva un ordine del giorno sulla razionalizzazione dell'attività amministrativa.
Con un intervento ai limiti dell'insolenza, Mancini stava proponendo di ridurre il numero degli Assessori da otto a sei e una razionalizzazione degli incarichi dirigenziali nell'Amministrazione Comunale, usando argomenti che sono entrati nel linguaggio comune della società civile, quali riduzione dei costi della politica, abbattimento degli sprechi e ricerca dell'efficienza.

La mozione è tuttavia risultata offensiva ed insopportabile per i Consiglieri di Maggioranza, che si sono visti costretti ad abbandonare l'aula dall'aggressiva protervia degli argomenti esposti da Mancini. L'abbandono è avvenuto con ordine e discrezione: alcuni Consiglieri sono usciti dalla porta principale, mentre altri, non volendo disturbare il relatore, sono usciti da una porta laterale, dimostrando, se necessario tatto e senso di responsabilità.
Alla fine del suo intervento Mancini ha dovuto constatare l'assenza dei Consiglieri di Maggioranza, nonostante il tentativo di mediazione del Consigliere Bacchiocchi, che, prima di abbandonare l'aula, ha proposto di votare la mozione di Mancini per punti, proposta non accolta dal Presidente Silvano Paradisi. L'efficienza e la coesione dei Consiglieri del PD, ha colpito e commosso anche il Consigliere Curzi dei Verdi, che ha abbandonato l'Aula portando la propria solidarietà ai colleghi di Maggioranza, in un rapido summit di fronte alla macchina del caffè.

Le successive operazioni di voto hanno visto, forse per la prima volta, l'esordio nel Consiglio Comunale di Senigallia, di un "pianista". Il Consigliere Schiavoni capogruppo Ds, è stato sorpreso e severamente redarguito dall'attento Consigliere Roberto Paradisi, mentre toglieva i tesserini magnetici dai seggi dei Consiglieri assenti, che, sconvolti e smarriti dal provocatorio intervento di Mancini, si erano dimenticati di farlo.
Com'è noto, il Consigliere che non partecipa al voto deve togliere il tesserino magnetico dal suo seggio, altrimenti, ai fini del numero legale, risulta essere presente e votante. Schiavoni, dimostrando ancora una volta senso di responsabilità e dedizione al bene comune, si è caricato dell'incombenza, liberando il commesso comunale di tale gravosa responsabilità. Il suo gesto ha tuttavia scatenato la severa reprimenda del Consigliere Paradisi e la curiosa ilarità della Minoranza, per la prima volta testimone di un gesto da cronache parlamentari in una città di provincia.

La votazione dell'ordine del giorno presentato da Mancini è stata dichiarata nulla per mancanza di numero legale, nonostante gli sforzi del Consigliere Marcellini, rimasto ben saldo al suo posto, dimostrando, se ve n'era bisogno, che le istanze della società civile sul buongoverno troveranno ascolto nel Partito Democratico, non appena sarà svolta la distribuzione degli incarichi e delle competenze amministrative.


In allegato: il testo della mozione del Consigliere Mancin
i

Mozione sulla razionalizzazione degli assetti politici e amministrativi

 

PRESO ATTO che è in corso un dibattito a livello nazionale circa la razionalizzazione degli assetti delle giunte provinciali e comunali e della presenza di rappresentanti politici nei consigli di amministrazione di società partecipate dagli enti locali;

 

CONSIDERATO che la composizione di giunte e consigli di amministrazione è finalizzata all’efficienza ed alla capacità operativa di rispondere ai bisogni delle comunità locali e non alle esigenze di rappresentanza delle forze politiche;

 

VALUTATO, in particolare, che la distribuzione di deleghe ad un numero ridotto di assessori può assicurare una migliore visione d’insieme dell’azione amministrativa, evitando rischi di dispersione e frammentazione;

 

RILEVATO che la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri di amministrazione comporta altresì una diminuzione dei costi a carico dei bilancio delle amministrazioni locali e, in ultima analisi, dei cittadini contribuenti;

 

il Consiglio Comunale,

 

- invita il Sindaco a rivedere l’attuale distribuzione degli incarichi di giunta in modo tale da prevedere un numero di assessori non superiore a sei unità, sufficiente al governo della città di Senigallia;

 

- impegna il Sindaco e la Giunta ad un intervento finalizzato alla riduzione del numero dei rappresentanti politici, e dei relativi compensi, all’interno dei consigli di amministrazione delle società partecipate;

 

- invita il Sindaco a razionalizzare e diminuire il ricorso alla dirigenza esterna a contratto tramite una adeguata organizzazione degli uffici e la valorizzazione delle professionalità interne disponibili.

 

Senigallia, 31 ottobre 2007.

 

Roberto Mancini


 


 


 

staccato da: Maddeche alle ore novembre 08, 2007 20:48 | link |
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martedì, 24 aprile 2007

EDIZIONE STRAORDINARIA
Clamoroso al Comunale

Con un colpo a sorpresa la Giunta presenta un super emendamento al Piano Regolatore durante il dibattito sulla Variante Arceviese. Quasi dimezzato l'indice di edificabilità delle aree di completamento (art. 16/a - zona BR1) in tutto il territorio comunale. Passa da 0,86 a 0,5 mq/mq. L'emendamento è firmato da diciassette Consiglieri di Maggioranza. Rabbiosa reazione della Minoranza. La seduta è ancora in corso e probabilmente durerà fino al mattino.

Una vivace discussione sulla Variante Arceviese si stava completando, quando, verso le ventidue, si è diffusa la notizia di un particolare emendamento che sarebbe stato presentato dalla Giunta. Alle 23,40 ha preso la parola il Sindaco per un intervento conclusivo sull'argomento, prima di passare alla discussione dei numerosi (oltre venti) emendamenti presentati. Tutti i Consiglieri, data la tarda ora, pensavano ad un rinvio della seduta, quando gli è stata consegnata la stampa del super emendamento della Giunta sugli indici di edificabilità.

Immediata la reazione del Consigliere Cameruccio, che ha stracciato il foglio in mille pezzi e si è subito attaccato al telefono per richiamare qualche collega che si era defilato. Nelle file della minoranza si è registrato il finimondo, con urla, contestazioni e l'immediata richiesta di rinviare la discussione degli emendamenti alla seduta di questa sera. La Maggioranza è rimasta compatta nelle reazioni, ad esclusione del Consigliere Bacchiocchi, che ha preso la parola per condannare l'emendamento, con toni per lui inconsueti. Mai visto un Bacchiocchi così alterato. Oggi pomeriggio alle 15,30 terrà una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni.

La richiesta della Minoranza di rimandare la seduta ad oggi viene messa ai voti e ovviamente respinta. Nella Maggioranza c'è il timore che la giornata prefestiva di oggi possa fare qualche brutto scherzo sul numero legale. A questo punto la Minoranza chiede di potersi riunire per preparare dei subemendamenti da discutere nella notte. La riunione dura quasi un'ora e un'altra mezz'ora viene persa in questioni procedurali, visto che la Minoranza chiede insistentemente di ricominciare dalla discussione generale sulla Variante. In pratica applica, ed è nel suo pieno diritto, l'ostruzionismo, sperando di ottenere un rinvio. Durante le discussioni sulla procedura ci sono stati robusti battibecchi fra Cicconi Massi e Silvano Paradisi e fra Monachesi e Castriota, ma questo è colore locale. Alle 03,30 la seduta è ancora in corso, dato che sono in discussione e votazione gli emendamenti.

L'emendamento presentato dalla Giunta in pratica riduce a quasi la metà la superficie degli immobili che possono essere costruiti nelle zone di completamento, quelle aree della città che sono edificabili, ma non rientrano in una lottizzazione o in una variante al PRG. Se fate un giro per la città, noterete che vi sono degli enormi edifici costruiti in minuscole aree dove vi era un orto o al massimo un campo di patate o una ridente villetta che è stata rasa al suolo per costruire un condominio di otto appartamenti. Le aree di completamento edificate fino ad oggi, con l'indice a 0,86 sono i peggiori esempi di speculazione edilizia che potete trovare in città. Autentiche miniere d'oro per l'industria edilizia, in particolar modo turistica, ma anche emblemi di una città invivibile.

Si potrà criticare la Giunta per aver fatto un colpo di mano poco partecipativo, dato che l'idea di questo emendamento è di poche settimane fa, circoscritto alla Giunta e solo qualche giorno fa è stato presentato alla riunione di maggioranza. Tuttavia se l'emendamento avesse avuto un iter "pubblico" non sarebbe mai arrivato in Consiglio Comunale. La lobby della rendita fondiaria non avrebbe mai consentito una sua presentazione.

L'emendamento è corredato da una premessa di due pagine molto esplicativa, il miglior documento di urbanistica che abbia mai letto. O forse il più soddisfacente. In ogni caso oggi lo pubblico. L'approvazione di questo emendamento dovrebbe essere accompagnata da una, spero prossima, riforma del regolamento edilizio comunale.

Chi avesse ancora qualche dubbio su cosa rappresenti l'indice di edificabilità di 0,86 può andare qui, oppure qui.


staccato da: Maddeche alle ore aprile 24, 2007 03:18 | link |
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