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misfatteria varia | La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.

Gli articoli contrassegnati con il bollino "CRONACA VERA" sono più che altro prodotti di fiction originati da una notizia reale e sono destinati ad un pubblico adulto che riesce a capire quando si scherza e quando no.


domenica, 20 settembre 2009

Parenti serpenti

Come sbagliare tutto e fare un figurone. Come fare politica in forma anonima. Come avere una piccola galassia immobiliare e trasformarla in una supernova. Come perdere la pace in famiglia.

(prima parte senza figure, la seconda parte nei prossimi giorni)

Uno dei protagonisti del caso Villa Bucci è senz'altro Claudio Cavallari e il suo Sprint on line. Nessuno gli riconoscerà mai questo merito, dato che Claudio è generalmente detestato sia a destra che a sinistra.
E' un soggetto difficile Claudio, ma è stato il primo a pubblicare le visure camerali delle società collegate a Villa Bucci e al Dr. Andrea Rodano, imprenditore immobiliare, ex Sindaco di Monterado e marito di Luana Angeloni.

Dopo la sua pubblicazione su Sprint sono "pervenute" alla redazione di Vivere Senigallia alcune visure camerali ed è esplosa la polemica sui conflitti d'interesse del Sindaco, che ha riempito le pagine della cronaca politica degli ultimi quindici giorni.

Al momento la situazione è bloccata: il Sindaco ha preso la cosa malissimo, commettendo una caterva di errori, dimenticando che un Sindaco di centro sinistra deve distinguersi per limpidezza e trasparenza, sgombrando il suo percorso amministrativo da qualsiasi sospetto.

Sulla questione ha risposto ad una domanda per volta: "non ho comprato Villa Bucci" e poi: "l'ha comprata una Società riconducibile a mio marito, ma lui è poco meno di un fattorino lì dentro" e poi: "anche se fosse che mio marito è uno dei proprietari di Villa Bucci non ci sono stati favoritismi e vantaggi di alcun genere dovuti alla mia carica" e quindi: "l'Opposizione ha gettato veleno e discredito su di me, ho dimostrato che tutte le procedure seguite sono corrette"  e per finire una capatina dall'avvocato: "se volete continuare il dibattito andiamo in Tribunale".

Una strategia di comunicazione pessima, omissiva e reticente, che ha fatto esplodere alla grande un conflitto d'interessi che sembrava solo appannaggio del centro destra, dato che, grazie ad un insopportabile (e fasullo) luogo comune, la cifra morale degli amministratori di centro sinistra viene ritenuta superiore.

Peggio del Sindaco poteva fare soltanto l'Opposizione di centro destra, che puntualmente c'è riuscita. Anche qui valanghe di errori: senza aver mai letto in vita loro il Piano Cervellati o Ballardini, hanno subito accusato il Sindaco di aver distribuito vantaggi e aumenti di cubatura in famiglia. Mancato clamorosamente il bersaglio, hanno virato sulla questione del Liceo Scientifico, su cui il buon Cavallari pesta i piedi da quattro anni, perdendoci anche una causa legale. Tutta la città sa che anche quello è stato un affare minato dai conflitti d'interesse e su cui l'Opposizione ha dormito per un sacco di tempo.
Costretti a difendersi sui tono dei loro stessi comunicati stampa (noi non abbiamo insultato nessuno!) e costretti alla difensiva sul testo dei comunicati stampa del Sindaco, hanno finito per adottare melanconicamente la solita strategia: non parteciperanno più alle Commissioni Consiliari. Un bel successo.

Il candidato Sindaco Mancini ha preso un'altra strada, tentando di tenere il punto sul conflitto d'interessi e di risvegliare l'orgoglio di un centro sinistra che forse non esiste più, quello degli anni '70. Vano il tentativo di coinvolgere Ceresoni nella diatriba, che ha risposto con un'autopromozione dei suoi cinque anni al governo della Città.

Chiedere da subito l'istituzione di una Commissione Consiliare d'inchiesta sulle due pratiche (villa Bucci ed ex liceo scientifico) poteva essere la mossa vincente. Non avanzare ipotesi e fare complottismo, ma pretendere una verifica puntuale dei fatti, sia nello spazio (aumenti di cubatura e variazioni d'uso) che nel tempo (lunghezza delle procedure e tempi di svolgimento delle pratiche).
Quello del tempo è un aspetto interessante, dalle parole di Luigi Rebecchini, segretario cittadino di Rifondazione: "In linea teorica ci può essere l'imbarazzo di un dipendente di un ufficio tecnico o di un controllore quando si trovano davanti una società il cui socio è vicino a chi governa?".

Verificare una serie di pratiche simili (a Villa Bucci e liceo Scientifico) e confrontarne il percorso all'interno degli uffici comunali, avrebbe tolto ogni dubbio sull'assenza di favoritismi di sorta. Nessuno avrebbe potuto negare l'istituzione di una Commissione d'inchiesta: il minimo cenno contrario sarebbe stato letto ed interpretato come un'ammissione di responsabilità.
L'Opposizione avrebbe fatto la sua bella figura di solerte controllore della cosa pubblica e il Sindaco avrebbe avuto l'occasione di veder certificata la sua condotta da una Commissione, almeno per quello che riguarda i tempi e le procedure adottate sulle pratiche edilizie in questione. Per il conflitto d'interesse ci saranno altre occasioni: è stato lo stesso centro sinistra a non volere una legge di regolamentazione, figuriamoci se può rappresentare un problema.

(fine prima parte)

staccato da: Maddeche alle ore settembre 20, 2009 17:57 | link |
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categorie: politica, campagna elettorale, edilizia, misfatteria varia

lunedì, 07 settembre 2009

Senigallia, ancora villa Bucci


Comune di Senigallia Srl

Soluzioni in vista per il caso Villa Bucci. Autocritica della Maggioranza: "Conflitto interessi problema cronico del Centrodestra. Noi più bravi di loro. Augh."

Il caso Villa Bucci non lascia le pagine della cronaca politica. Gli incredibili errori di comunicazione del Sindaco fanno il paio con le rivelazioni al timer dell'Opposizione, destinata ad assistere ad una replica del caso Sacramati - ex GIL. Anche allora sembrava fatta: la perdita secca di due milioni di Euro dei contribuenti pareva destinata a scatenare un esame di coscienza collettivo dell'Amministrazione e una pioggia di teste cadenti. Cose che succedono al cinema, ora anche in 3D.

Il conflitto d'interessi del Sindaco è stato l'argomento di una lunga sessione di autocritica della Maggioranza, che si è svolta in una località segreta, il sottopassaggio del Senbhotel, che per l'occasione è stato riqualificato come centro di cultura trans - adriatico.

Le quattro mozioni di autocritica presentate sono state superate in blocco da un emendamento dell'ala negazionista del Partito Democratico, i "falchi" della Maggioranza, che stabilisce l'intangibilità del Sindaco e reintroduce lo Jus primae noctis nel territorio del Comune di Senigallia, una misura destinata più a confondere le idee agli avversari politici che ad avere effetti pratici.

Durante la riunione è stato proiettato un documentario sui conflitti d'interesse di Berlusconi e ai partecipanti è stata consegnata una breve nota critica di duecento pagine sulla superiorità etica del centrosinistra, con riferimenti letterari a Victor Hugo, Emile Zola, Emilio Salgari e Julies Verne, di cui sono state ricordate alcune pagine di straordinario realismo.

La riunione si è protratta fino a tarda notte, ma le distanze fra i "falchi" e le "colombe" della Maggioranza sono rimaste praticamente invariate: mentre i primi hanno partecipato ad una battuta di pesca al delfino, i secondi hanno offerto la colazione alla Caritas.

Sul fronte finanziario, l'affidamento di rilevanti quote del Comune di Senigallia ad un fondo azionario delle isole Kurili sembra essere la soluzione al conflitto d'interessi adottata dal Consiglio d'Amministrazione del prestigioso ente pubblico. Una scorciatoia finanziaria già percorsa in passato, non scevra di rischi, compreso quello di un declassamento del rating da parte di Standard & Poor's, dalla tripla C alla quadrupla F, il rating riservato ai pitbull da combattimento.

Qualche problema può presentarsi anche per gli Assessorati all'Urbanistica e al Bilancio, che, proprietà di una holding panamense, potrebbero porre il veto alla decisione del CdA.
L'estrema misura, affidare la questione del conflitto d'interessi ad una Commissione mista di ristoratori e panettieri, sembra per il momento una lontana ipotesi.
staccato da: Maddeche alle ore settembre 07, 2009 19:33 | link |
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categorie: campagna elettorale, edilizia, cronaca vera, vita cittadina, misfatteria varia

sabato, 27 giugno 2009

Senigallia, Piano del Porto

Piano del Porco


Decretazione d'urgenza per il porto. "Una Grande Opera, ci sarà posto anche per il mare".

Il piano d'area del Porto è stato finalmente approvato nella serata di giovedì, dopo un acceso dibattito in Sala Consiliare che ha raggiunto il culmine quando l'Opposizione si è rifiutata di pagare il conto del pasticciere, dopo aver verificato che il gelato alla fiamma era previsto come supplemento e non era stato inserito nel menu del buffet, come concordato nella riunione dei Capigruppo.

La seduta del Consiglio è stata immediatamente sospesa e l'Opposizione ha richiesto a gran voce le dimissioni dello chef, ritenuto responsabile del mancato accordo sul menu. Dopo una breve riunione dei Capigruppo la situazione di stallo si è sbloccata quando il Sindaco Mangialardi ha fatto passare un emendamento per pagare il conto di tasca sua e un secondo emendamento per delegare ogni decisione in materia di Porto alla Giunta.
Soddisfatti per l'accordo raggiunto, i Consiglieri d'Opposizione hanno tuttavia mantenuto la richiesta  di dimissioni dello chef, riservandosi di produrre "la più ampia documentazione" sulle sue inadempienze. La seduta del Consiglio si è conclusa con la tradizionale bicchierata nella Sala Bacardi e i membri dell'Opposizione si sono presi la loro bella rivincita a calcetto balilla, 2 a 0 a tavolino, dato che i Consiglieri di Maggioranza erano già andati a festeggiare al Naomi di Marina di Montemarciano.

Il nuovo Piano del Porto è stato quindi approvato con decretazione d'urgenza, l'impegno della Giunta per approvare entro il 30 giugno il piano del Porto e l'Area Sacelit sta per essere rispettato e l'industria edilizia può festeggiare, dato che si stanno muovendo commesse per decine di milioni di Euro.

Anche il premier Berlusconi ha avuto parole di elogio per il Porto di Senigallia. Visitando in elicottero le zone colpite dal mangialardi, il premier si è soffermato in particolar modo sulla qualità delle infrastrutture: "Sono rimasto impressionato dalle soluzioni adottate per la viabilità" ha dichiarato durante un breve incontro con le popolazioni colpite dall'assessore "il viadotto a chiocciola fra la stazione e il faro è straordinario, mentre il sottopassaggio gonfiabile della darsena sopraelevata è una gioia per gli occhi. Ho qualche perplessità sulla larghezza della strada di comunicazione fra i lungomari, ma possiamo intervenire con degli incentivi per l'acquisto di Micromachines, in decretazione d'urgenza".
staccato da: Maddeche alle ore giugno 27, 2009 10:04 | link |
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categorie: consiglio comunale, edilizia, cronaca vera, assessori, misfatteria varia

mercoledì, 17 giugno 2009

Senigallia, Complanare

Facebook per i più piccini

Il SI' Complanare sbarca su Facebook. Non aderiscono cinque milioni di utenti italiani, tutti contrari alla Complanare.

Mangialardi: "Un successo strepitoso, i miei quattro nickname hanno aderito in massa".


Il dibattito sulla Complanare tocca il gradino più basso dell'evoluzione sul web. Stanchi di rispondere ai test su "Quale quaderno Pigna ti senti di essere?" o "Quali fiori vorresti al tuo funerale?", un gruppo di utenti senigalliesi di Facebook è passato alle vie di fatto e ha trasferito la guerra fra poveri della Complanare dalla piazza al web.

Un altro straordinario successo dovuto al CaterRaduno, che lo scorso anno ha ispirato la nascita del gruppo "Angeloni bella gnocca", sull'irresistibile tormentone matrimoniale di Massimo Cirri e che quest'anno ha voluto fare sul serio, sbattendo la porta in faccia ai localismi egoisti dei comitati nel nome di un limpido ambientalismo ecumenico: quello di FIAT, ENI ed ENEL, aziende che ci fanno spegnere la luce per il risparmio energetico e nella penombra progettano centrali nucleari e inceneritori.

Ancora incredulo del gran numero di adesioni ricevuto, il fondatore del gruppo SI' Complanare, Francesco Gasparetti (Gaspa), blogger senigalliese, pubblicherà nei prossimi giorni il progetto esecutivo della Complanare, completo dei particolari costruttivi degli svincoli, con una breve nota descrittiva sulle opere di mitigazione ambientale previste.

Nel programma estivo del gruppo è prevista anche un'escursione sui luoghi della Complanare, allo svincolo del Maestrale e all'uscita delle Saline, evitando il monotono tratto di Borgo Coltellone, che non offre spunti tecnici apprezzabili.

Un ulteriore regalo ai sostenitori della causa, che hanno fatto della completezza d'informazione, della consapevolezza e della trasparenza una bandiera da portare con orgoglio in ogni loro scelta.
staccato da: Maddeche alle ore giugno 17, 2009 23:26 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, complanare, misfatteria varia

domenica, 24 maggio 2009

Senigallia, via Verdi

Riqualifico
ergo sum


Si riqualifica senza tanti complimenti. Strade in discrete condizioni passano avanti a strade mai toccate dalla civiltà.

Una breve passeggiata in via Verdi, dove la scala delle priorità va a rovescio e la Legge della giungla funziona alla perfezione.


Via Verdi è da sempre una delle arterie strategiche della Città. Il suo nucleo iniziale esiste da più di cento anni e se non fosse stato per l'idea (rimasta tale) del Parco della Cesanella, probabilmente oggi collegherebbe il Centro Storico con la Cesanella e il Cesano, un lunghissimo serpentone che qualche lungimirante Amministratore degli anni '70 ha voluto interrompere con l'idea (ancora tale) del Parco.

Con gli anni via Verdi è diventata una bretella alternativa alla Statale per raggiungere il Centro, stretta e trafficata, una Complanare in sedicesimi. E con gli anni non è mai diventata quella importante strada residenziale che raccorda e connette comodamente migliaia di residenti al Centro città, seguendo la cosidetta "mobilità lenta", un mito dei nostri tempi, parcheggiato dentro a qualche Piano del Traffico.

In via Verdi pedoni e ciclisti lottano per la sopravvivenza: gran parte della strada è completamente priva di marciapiedi, ogni piano orizzontale è diventato parcheggio e i grandi pioppi che l'affiancano fungono da dissuasori per i sorpassi. L'introduzione del senso unico, attuata nel 1993 dopo una serie di esperimenti, ha liberato spazi per le auto in sosta, ma ha lasciato pedoni e ciclisti alle prese con i problemi di sempre, aggravati dalla necessità di circolare contromano, per non allungare il tragitto casa - destinazione di qualche chilometro. Chi frequenta via Verdi queste cose le sa, neanche perdo tempo ad esporle.

Alle carenze strutturali della strada, i decenni passati hanno aggiunto la scriteriata politica urbanistica della Città, ogni frustolo di terra è stato edificato e l'abbattimento delle villette per ricavare condomini è diventata redditizia consuetudine. Da una unità immobiliare con un suo motivo si passa a dodici inconsulti mini appartamenti in un lampo, il tempo di una concessione. E in un lampo via Verdi si fa sempre più stretta, costretta a trovare spazi per le auto dei nuovi residenti.
Ultimo in ordine di tempo è un maxi condominio di 32 appartamenti, che sta crescendo in fondo alla strada, dove c'era la rivendita del gasolio e la Lagostekne, che si affacciava sulla statale.

Trentadue appartamenti al cambio attuale corrispondono ad oltre 60 automobili da parcheggiare sul risicato suolo pubblico, dato che il condominio, conformemente al Regolamento Edilizio, ha pochissimi posti auto privati esterni e moltissimi garage, il posto dove la gente mette tutto tranne che l'auto.
Il garage - ripostiglio è un conquista dei nostri tempi. Case piccole e senza ripostiglio nè soffitta, che tanto c'è il garage. Il risultato di questa edilizia d'accatto è ben evidente: le strade sono piastrellate di macchine e l'Amministrazione si alambicca sulla necessità di garantire marciapiedi e posti auto per tutti. Questa edilizia non risolve i problemi, li scarica sulla Città.

Consapevole dei problemi di via Verdi, l'Amministrazione ha deciso di mettere mano al portafoglio per riqualificare l'asse viario: un milione e centomila Euro circa, da spendere in tre rate, 2009, 2010 e 2011 (delibera della Giunta nr. 44 del 24 febbraio 2009).
Via Verdi è stata divisa in tre comparti e nelle prossime settimane inizierà la riqualificazione del primo comparto.

Il primo comparto è ovviamente quello più vicino alla Città, verso Borgo Pace, il più antico, il più trafficato, il più pericoloso, quello con meno marciapiedi e con i pedoni più coraggiosi.

Nulla di tutto ciò: il primo comparto che sarà riqualificato è quello che ne ha meno bisogno, l'ultimo tratto verso Nord, il più recente, quello che ha i marciapiedi su entrambi il lati (alcuni costruiti negli anni '90) e in cui la vita di pedoni e ciclisti è più facile, sarebbe sufficiente l'introduzione del senso unico verso il Centro per risolvere gran parte dei problemi di mobilità. In quel tratto le condizioni dei marciapiedi sono accettabili, non siamo certo ai livelli della Cesanella, ma l'Amministrazione Comunale ha deciso che quel tratto di via Verdi è quello che ha più bisogno di cure, e i primi 350.000 Euro saranno spesi là.

via Verdi - primo comparto, verso Borgo Pace
marciapiedi quasi assenti
numerose intersezioni
pedoni ovunque

via Verdi - secondo comparto
marciapiedi assenti
ciclisti ovunque

via Verdi - secondo comparto
marciapiedi assenti
pedoni e ciclisti ovunque

via Verdi - terzo comparto
sarà riqualificato per primo
marciapiedi in entrambi i lati
quello a destra risale agli anni '90

via Verdi - terzo comparto
riqualificazione a breve
marciapiedi in buone condizioni su entrambi i lati

Si potrebbe analizzare il rapporto esistente fra l'Amministrazione e le sue scelte, chiedersi come facciano determinate istanze a scavalcare le altre, quali siano gli input che convincono l'Amministrazione ad operare contro ogni logica, riqualificando ciò che è già in buono stato e ignorando ciò che si trova in pessime condizioni, o che non ha nulla in pessime condizioni, non può essere in pessime condizioni un marciapiede che non esiste.

Si potrebbe concludere che i residenti in fondo a via Verdi sono più bravi degli altri ad alzare la voce o sbattono i pugni sul tavolo con più forza nelle occasioni che contano.
Si potrebbe concludere che, per gli altri, questa è una lezione da mandare a memoria.

staccato da: Maddeche alle ore maggio 24, 2009 00:17 | link |
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categorie: edilizia, vita cittadina, misfatteria varia

lunedì, 18 maggio 2009

Comunicazione fuori target

La campagna elettorale di Ancona tocca (era inevitabile) l'argomento affissioni. Denunciato un diluvio di manifesti elettorali fuori dagli spazi di competenza da parte di Bugaro, candidato PDL.
Noi poveri provinciali.



Queste foto le ho scattate a Roma (sulla Portuense, ma è così dappertutto) due giorni fa: centinaia di manifesti vengono attaccati, gli uni sugli altri, in tutti gli spazi elettorali disponibili e si staccano sotto il loro stesso peso, per essere sostituiti da nuovi strati di manifesti, fino al completamento di un nuovo ciclo di distacco.

Tutto questo per sole 13 liste e circa 160 candidati per le Europee, si può immaginare quello che succede alle Amministrative, quando vi sono circa trenta liste, quindici candidati Sindaco e centinaia di candidati al Consiglio Comunale.

La finestra interattiva manifesto - elettore dura pochi minuti, il tempo di una pizza e quei manifesti di Sinistra e Libertà erano già stati coperti da altri manifesti.
Ci si chiede se tutto ciò abbia un senso, e se sì quale.


Per il resto Roma è meravigliosa, ogni volta che ci torno mi stritola il cuore.

staccato da: Maddeche alle ore maggio 18, 2009 18:22 | link |
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categorie: politica, misfatteria varia

lunedì, 02 marzo 2009

Senigallia, il Consigliere Paradisi


Se non avesse fatto l'avvocato, Roberto Paradisi avrebbe fatto il fabbro.

Perchè picchia come un fabbro.


Ho messo dei sacchetti di sabbia vicino al PC, voi dovreste fare altrettanto, è robba che scotta.



staccato da: Maddeche alle ore marzo 02, 2009 23:42 | link |
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sabato, 28 febbraio 2009

Senigallia, Caffè Centrale


Cronaca nera

Lettura del giornale da sbadiglio oggi, fra caterve di comunicati stampa e parcometri in omaggio. Mai uno sbarco degli alieni, mai una valanga che ci travolga tutti e rimetta in moto l'economia.

Poi, improvvisa, una notizia di cronaca nera fra gli annunci a pagamento.

Il Caffè Centrale in fallimento.

senigallia; news
Roba da pelle d'oca, presto un altro wine bar in centro storico, l'ennesimo posto dove il gestore ti guarda storto se gli chiedi un caffè invece di un prosecco da 5 Euro.
Dove sei un povero scemo se non conosci vita, origini, vitigni, accostamenti e abitudini sociali di almeno trenta vini.
Dove ti devi presentare fico e tirato a lucido altrimenti gli stoni con l'arredamento e gli fai perdere clienti un tanto all'ora.

Ma soprattutto: dove le facciamo le conferenze stampa?

staccato da: Maddeche alle ore febbraio 28, 2009 17:00 | link |
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categorie: centro storico, corriere adriatico, misfatteria varia

sabato, 24 gennaio 2009

Senigallia, case popolari

L'edilizia a due velocità

Cifre tonde per l'edilizia popolare a Senigallia: previste trecento nuove case, erano duecentottanta nel 2007, saranno trecentocinquanta nel 2010, anno elettorale.
Previsto un calo per il 2011, fase post - elettorale.

Scatta la trappola del Mezza Canaja: la Giunta Angeloni - Mangialardi scatena un'offensiva mediatica sul tema delle case popolari, affidandola al suo Assessore di punta, Gennaro Campanile, tornato alla fidata betoniera, già stanco della delega al Turismo.

Nell'ultimo decennio per ogni alloggio di edilizia popolare costruito e consegnato sono stati costruiti e venduti ben 70 appartamenti residenziali e turistici.
Come può avvenire ciò? I casi emblematici delle Torri Gemelle e di Villa Aosta.

Con una paziente raccolta di tutti i comunicati stampa degli ultimi anni, Gennaro Campanile, il Gigante Buono della Giunta, è riuscito a completare punti sufficienti per dichiarare che nei prossimi anni Senigallia si doterà di ben trecento nuovi alloggi di edilizia popolare pubblica.
Nel conto è stato inserito di tutto: case esistenti da ristrutturare, palazzi nuovi, convenzioni fantasma e variante Arceviese, che proprio in questi giorni è stata seriamente smembrata dalla Provincia, le cui osservazioni, se accolte, ridurranno di fatto le possibilità edificatorie del comparto.

Nella realtà dei fatti, l'ultimo completamento di nuova edilizia residenziale pubblica a Senigallia risale a svariati anni fa, con la consegna di dieci appartamenti in via Umberto Giordano. Successivamente sono stati consegnati 22 alloggi nel complesso CAMAC di via Piave, destinati a chi già risiedeva nelle baracche dei terremotati della vecchia via Piave, che sono state demolite per far posto al complesso.

L'edificazione di case popolari è impresa difficile a Senigallia. Quella che dovrebbe essere una pratica edilizia che bada al sodo, più e meglio degli speculatori immobiliari senza scrupoli, riesce a fare architettura d'accademia e ad avere una produttività pari a zero.

Il caso delle Torri Gemelle del Parco della Pace è emblematico. O quello di Villa Aosta, altrimenti detta la Tribù dei Piedi Neri.

La costruzione delle Torri Gemelle inizia nel giugno del 2004, le due torri spiccano sul parco e rendono orgoglioso l'ERAP, felice di partecipare ad un progetto di bioarchitettura come quello del CAMAC, felice di mettere i piedi (in tutti i sensi) in una zona prestigiosa della città.
Gli appartamenti previsti sono soltanto quindici, una cosa che un costruttore medio realizza in un anno, vendendo sulla carta e pagando i fornitori con le caparre.

E invece l'ERAP, pur stanziando oltre 800.000 Euro per l'appalto, a quattro anni e mezzo dall'apertura del cantiere ancora non vede le torri finite e, quello che dovrebbe essere un progetto di edilizia economica e popolare, presenta delle viste mozzafiato sulla città, un rivestimento esterno in legno (pessima idea) e un'ardita silhouette sul Parco. Ma anche continue e definitive infiltrazioni d'acqua, dato che le torri (e tutto il complesso CAMAC) sono costruite sul fosso detto "della Pacchiona", un fosso aperto che è stato interrato e tombato nel dopoguerra. In pratica sono riusciti a costruire un imponente complesso edilizio sopra un'area umida.

Una pompa è in funzione ininterrottamente da quattro anni e mezzo negli scantinati delle torri: quando è stata spenta per qualche giorno, l'acqua si è portata a livello, ad un metro d'altezza nei garages. La prima impresa che ha preso l'appalto, dopo un anno di lavori ha gettato la spugna. Motivazione ufficiale: il palazzo pende, le fondazioni non sono stabili, il terreno non è adatto alla costruzione di un palazzo di sei piani.

Fatte le sue debite considerazioni, l'ERAP ha citato in giudizio l'impresa e ha affidato l'appalto alla seconda classificata, che, con tempi biblici, sta completando il lavoro. Nei quattro anni e mezzo passati, sono stati costruiti oltre ottanta appartamenti a Borgo Ribeca e Coltellone, cinquanta appartamenti alla Cesanella, cinquanta a Montignano, cinquanta a Marzocca, cento alle Saline, la Striscia di Gaza al Cesano con i suoi centoventi appartamenti, cento a Borgo Passera, solo per elencare gli interventi più rilevanti.

Non sappiamo quando il lussuoso residence dell'ERAP (ormai il termine è d'obbligo) sarà completato e gli appartamenti saranno consegnati agli aventi diritto, che nel frattempo, complice crisi economica e affitti alle stelle, saranno moltiplicati esponenzialmente.

A Villa Aosta, o Tribù dei Piedi Neri, l'Accademia architettonica dell'ERAP ha dato il meglio di se stessa. Pur essendo proprietaria di soli 39 appartamenti su 82 dell'impianto originario, ha pensato bene di varare un PRU (Piano di Recupero Urbano) ambizioso: elevazione degli edifici, area verde sul fosso della Giustizia, barriere fonoassorbenti, percorsi pedonali e ristrutturazione di tutti gli edifici, con il contributo economico di tutti i residenti.
Sponsor: il Comune di Senigallia, mai come in questo caso distante dalle esigenze e dal pensiero dei suoi cittadini.
Con gli occhi pieni di piste ciclabili, percorsi pedonali e aree verdi attrezzate, a Palazzo hanno dimenticato le precarie condizioni degli appartamenti occupati, il generale degrado dell'area e i dieci appartamenti che sono rimasti sfitti perchè troppo malmessi.

Il contributo degli altri inquilini è stato il punto critico: la maggior parte degli altri proprietari non ha voluto partecipare all'affare. Acquistata la casa dopo una vita di sacrifici, si sono visti chiedere circa 20 - 30.000 Euro a testa per la riqualificazione di un'area il cui degrado è in massima parte colpa dell'ERAP, che ha mandato in malora gli edifici, ha chiuso e sbarrato molti appartamenti per evitare occupazioni abusive e si è fondamentalmente dimenticata della Tribù dei Piedi Neri per decenni.

L'inutile opera di convincimento dell'ERAP nei confronti degli altri inquilini è durata circa quattro anni, un lasso di tempo sufficiente per ristrutturare e recuperare una decina di appartamenti chiusi, assegnarli agli aventi diritto e rendere dignitoso il comparto edilizio, quello che si appresta a fare l'ERAP a partire da quest'anno, dopo aver redatto progetti validi come carta straccia.

In tutto questo articolo sono presenti soltanto venticinque nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica, la cui costruzione o recupero è stata spalmata su cinque anni, forse sei. Guardo con timore alla prospettiva dei trecento nuovi appartamenti prospettati oggi dall'Assessore Campanile.

senigallia; case popolarile Torri Gemelle del Parco della Pace

senigallia; case popolariil complesso di Villa Aosta, detto la Tribù dei Piedi Neri

il progetto di Villa Aosta lo trovate qui

il primo articolo della Piaga di Velluto - 19 marzo 2006 - sulle Torri Gemelle

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 24, 2009 23:33 | link |
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categorie: edilizia, senigallia, misfatteria varia

venerdì, 23 gennaio 2009

Senigallia, problema casa

In via dei Matti numero zero

Il Mezza Canaja ci porta a casa di Felipe, 27 anni, idraulico, disoccupato, due anni in Afghanistan come sminatore negli Incursori della Marina, per casa un garage ma con un affitto alle stelle.

E' abbastanza per farci un articolo, considerando che Felipe è un ragazzo normale, tutto casa e lavoro, nel senso che ha problemi in tutti e due i posti.


Ancora una volta abbiamo violato la privacy di una persona che ne farebbe volentieri a meno. Ma Felipe Giuli Andres, italiano e senigalliese da quando aveva sette anni, in realtà una privacy non ce l'ha.

All'anagrafe Felipe risulta senza residenza, ma vive in via Respighi, zona parco della Pace, quartiere modello, in un monolocale abusivo di circa 40 mq, ufficialmente non abitabile, ufficiosamente un bell'appartamento, dato che Felipe paga un affitto in nero di ben 550 Euro al mese.

Per i parametri di Senigallia, città di affittacamere abusivi, quella di Felipe è un'ottima sistemazione: appartamenti regolari e dignitosi vengono affittati da settembre a maggio, poi gli inquilini vengono fatti sloggiare, per la stagione d'oro, l'estate, e gli inquilini stanziali potranno tornare a settembre.

Il contratto di affitto non esiste, Felipe l'ha scoperto dopo qualche tempo, quando ha richiesto il cambio di residenza e non ha potuto dimostrare di abitare lì, perchè lì non si poteva abitare.  Quando ha chiesto informazioni alle forze dell'ordine e ha segnalato i fatti, non sono scattati i doverosi controlli a sirene spiegate, ma ha ricevuto un bonario consiglio: trovati un'altra sistemazione, perchè in quel posto sei irregolare.

La difficile situazione di Felipe non si esaurisce con il disagio abitativo: ha perso il lavoro qualche mese fa, alla Marotta Yachting, dove faceva l'idraulico, licenziato in tronco, buttato fuori da un mercato del lavoro in crisi, quello della nautica di lusso, uno dei comparti dove precariato e sfruttamento della manodopera sono prevalenti. L'orgoglio del nostro sistema produttivo.

Adesso Felipe lavora come idraulico in nero, non ha diritto al sussidio di disoccupazione perchè ha lavorato come apprendista ed è stato promosso "operaio" troppo tardi. Quando gli parliamo dei controlli che hanno fatto in questi giorni nei cantieri, con una sola impresa multata, sorride: "Ma dove hanno guardato?"
In caso d'infortunio Felipe non esiste, per l'assistenza sanitaria avrebbe problemi anche a farsi mettere un cerotto e si dovrebbe curare a casa, come un clandestino.

il bagno di Felipe, con l'unico termosifone

La casa di Felipe ha un solo termosifone, in bagno, muffa e umidità invece sono ovunque e lui ci abita da quattro mesi, senza alternative, in un mercato degli affitti difficile come quello di Senigallia, nessuno è disponibile ad ospitare un lavoratore in nero senza garanzie.
O almeno: di buchi illegali come quello dove vive ce ne sono tanti, basta non andare tanto per sottile e non pretendere di avere un Progetto di Vita.


l'angolo cottura di Felipe

Nel mese di maggio 2008 ci eravamo occupati anche di Tamara che aveva uno stipendio precario e un affitto regolare, con minaccia di sfratto. Dopo uno scambio incrociato di comunicati stampa, fra Comune e Mezza Canaja, a Tamara è stato accordato un contributo per le spese d'affitto, almeno fino a marzo 2009.
Resta la sensazione che ai Servizi Sociali sia necessario l'interesse della stampa per avviare pratiche di assistenza.

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 23, 2009 12:19 | link |
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domenica, 18 gennaio 2009

Senigallia, Palazzo Gherardi


Pupazzo Gherardi


Non c'è pace per la Giunta Angeloni - Mangialardi. Nessun risarcimento per il furto di palazzo Gherardi. Accuse di lassismo: dimissionario l'Assessore alle Belle Arti.

Nella bufera anche il Partito Democratico: la vecchia sede in piazza Simoncelli poteva essere un ingresso dell'ex Liceo.
Altolà della Margherita: "Noi non c'entriamo, nel 2004 non eravamo ancora fusi e ora lo siamo in tutti i sensi".

Le opere rubate spariscono anche dal web. Appello di Mangialardi ai malviventi: "Rubatevi anche i cinque relitti del Navalmeccanico, non sarete perseguiti".

La Piaga di Velluto prosegue le sue ricerche su Ebay: un anno fa una foto del Carducci identica all'originale è stata venduta a 49 Euro.

Disponibili fino a pochi mesi fa su questo link (*) di VivereSenigallia, le immagini delle opere rubate nel 2004 a palazzo Gherardi sono sparite anche dal web, forse coinvolte nel crash server della nota testata online.
Due redattori della Piaga di Velluto erano sulle loro tracce da mesi, dopo il ritrovamento, all'inizio del 2007, di una foto del Carducci identica a quella rubata, nella sezione Arte e Antiquariato di Ebay.
L'asta era ancora aperta ma il nostro redattore ha preferito acquistare una lampada solare trifacciale a batterie e, quando ha trovato i soldi per la foto, era stata già venduta a 49 Euro. Oggi la foto non è più visibile sul sito ed è sparita anche da Google ricerca immagini.

Sul fronte delle indagini per il furto dei quadri non si registrano novità: l'ultima ipotesi investigativa prevede che i ladri abbiano voluto rimpinguare il magro bottino in opere d'arte con un furto d'insaccati. Il RIS di Parma ha acquisito i filmati delle telecamere a circuito chiuso della Roveldett, che si trova al piano terra del palazzo.

Anche l'uso della famosa "uscita di sicurezza" del Liceo Classico Perticari è al vaglio degli inquirenti. La sede del Liceo era collegata alla vecchia sede del PCI - PDS - DS attraverso un portoncino che poteva essere usato anche come uscita di sicurezza. Questo particolare, se l'accesso era ancora aperto nel 2004, allargherebbe il cerchio dei possessori delle chiavi del palazzo.

L'ultima novità sul furto riguarda il risarcimento del danno. La compagnia assicuratrice ha fatto un egregio lavoro, negando l'indennizzo per il furto, con la motivazione che le opere rubate non erano adeguatamente custodite.
Palazzo Gherardi non dispone di un sistema di antifurto, i triceratopi imbalsamati e il fratello dell'Uomo del Similaun custoditi nel laboratorio di paleontologia non hanno costituito un adeguato deterrente per i malintenzionati.

Il risarcimento non avverrà anche perchè la denuncia del furto non è stata reiterata di anno in anno, considerando la spesa annua per le coperture assicurative di 333.000 Euro (a base d'asta) ci siamo giocati un risarcimento per una manciata di raccomandate.
Le opere rubate erano state valutate poco più di 80.000 Euro dalla perizia assicurativa, una cifra ridicola, considerando il danno d'immagine di una Città che non riesce a tutelare il suo patrimonio.

Sul fronte politico il mancato risarcimento del furto ha già portato le sue conseguenze: l'Assessore alle Belle Arti si è dimesso, consegnando la sua delega nelle mani del Sindaco e tenendo per sè solo la delega alle Pari Individualità ed Etica Sostenibile, in attesa del rimpasto programmato per giugno.

(*) Aggiornamento: Michele Pinto ci informa che questo link è stato aggiornato: le foto delle opere rubate le trovate qui.
La foto del Carducci manca ancora all'appello.

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 18, 2009 12:02 | link |
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mercoledì, 14 gennaio 2009

Senigallia, piazza del Duca


Triste fine di un'opera d'arte



Rimossi dopo otto anni di servizio, i lampioni di piazza del Duca, capolavori del design igienico - sanitario, hanno trovato una giusta collocazione, aderente alle aspettative della cittadinanza.


Installati nel 2000, nel complesso degli scriteriati lavori di riqualificazione di piazza del Duca (quelli che hanno trasformato una piazza cinquecentesca in un'aviosuperficie e in un centro sportivo per l'infanzia) probabilmente saranno convertiti in parabole satellitari e utilizzati per consentire l'accesso alla pay tv per le famiglie bisognose della città.
I pali di sostegno potrebbero trovare un adeguato pensionamento presso qualche distributore di carburanti senza tante pretese.

Capaci di suscitare subito un acceso dibattito sulla loro congruenza storica ed architettonica, i lampioni hanno trovato una felice sintesi per opera di Lucia, studentessa di architettura: "Da una certa prospettiva sembrano quattro spermatozoi ingrifati"  ebbe a dire poche ore dopo l'inaugurazione della piazza.
La sostituzione dei quattro lampioni risale al maggio 2008, quando sono stati sostituiti con dei comuni lampioni in ghisa a quattro lanterne, ben più adatti al contesto.



Giustizia è fatta, dirà qualcuno, ma ancora non è detto: i quattro lampioni sono stati abbandonati nel Magazzino Lampioni comunale e fiancheggiano minacciosi via Arceviese, a fianco del mattatoio.
Il rischio che prendano vita propria e tornino a riqualificare qualche zona del centro Storico di Senigallia è ancora elevato. Occorre vigilare.

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 14, 2009 19:00 | link |
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sabato, 10 gennaio 2009

cronache plausibili, studio aperto

staccato da: Maddeche alle ore gennaio 10, 2009 09:25 | link |
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venerdì, 12 dicembre 2008

Senigallia, arredo urbano

Trappole antiuomo

La Città di Senigallia non sa come comportarsi con il verde urbano.
In via Bari gli alberi sono stati tagliati rasoterra, in un delirio di onnipotenza da boscaioli.
In Corso Matteotti, primo stadio della "Città di Lungo Corso", gli alberi vengono difesi all'ultimo sangue, quello di ciclisti e pedoni.

senigallia news, arredo urbanoCorso Matteotti con le nuove trappole antiuomo

La scorsa estate, in pieno Ferragosto, i magnifici pini di via Bari sono stati abbattuti in massa, per un'opera di riqualificazione della strada, in realtà una ferita al Piano Regolatore che si chiuderà fra un decennio.

In Corso Matteotti, al contrario, la difesa dei preziosi peri da fiore (Pyrus calleryana chanticleer) che arredano la strada, è diventata talmente prioritaria da mettere in pericolo caviglie, ginocchia e occhi degli incauti pedoni e ciclisti.
Ogni albero della strada è difeso da un subdolo "salvapiante" un oggetto di arredo urbano alto circa 60 cm, che serve per evitare danneggiamenti al tronco dell'albero, minzioni dei cani e biciclette legate con la catena.

senigallia, verde urbanola trappola antiuomo nel dettaglio

Questa meritoria funzione viene esercitata a scapito della sicurezza dei pedoni, in particolar modo dei bambini, che si trovano gli speroni sporgenti dei salvapiante proprio all'altezza degli occhi, mentre i pedoni adulti se la potranno cavare con delle escoriazioni alle ginocchia. Inoltre gli speroni sembrano perfettamente adattati per incastrarsi fra i raggi delle ruote delle biciclette.

Il marciapiede di Corso Matteotti svolge una duplice funzione di marciapiede pedonale e pista ciclabile con una certa promiscuità, quella voluta dal Caos.

Al centro delle due corsie (molto trafficate, specialmente in estate) si trova la fila dei peri da frutto, che da qualche giorno sono stati protetti con i salvapiante, i cui speroni interessano sia la corsia pedonale che quella ciclabile. Facile intuire che (per la legge dei Grandi Numeri) la possibilità che un ciclista o un pedone vada ad inciampare negli speroni è elevata, incrementando il già corposo contenzioso legale fra il Comune e gli utenti della strada.

I salvapiante esistono da sempre, nei cataloghi li troverete normalmente alti 180 cm o più, proprio perchè qualche architetto dello scorso secolo si è posto il problema di come salvare il tronco delle piante e la faccia dei pedoni.
Quelli installati in Corso Matteotti sono adatti per le installazioni nei parchi urbani, dove la possibilità che qualcuno vada a sfiorare gli alberi è remota, proprio perchè si può camminare ovunque, non vi è un percorso definito.

senigallia, arredo urbanoun comune salvapiante

L'acquisto di quel tipo di salvapiante è stato dettato sicuramente da questioni di economicità (costano meno di quelli alti) e voglio sperare che sia il frutto di una distrazione e non di una tempesta di cervelli all'Ufficio Tecnico.
Una soluzione per risolvere il problema della sicurezza in Corso Matteotti c'è, e neanche dispendiosa, a richiesta può applicarla Cittadinanza Fattiva:

fase 1 - occorrente: una smerigliatrice angolare con disco da 230 mm (volgarmente detta frullino), un gruppo elettrogeno di piccole dimensioni (3 kw), vernice antiruggine e color grigio micaceo, due operatori e una transenna per lavori in corso

fase 2 - dopo aver transennato adeguatamente l'area di lavoro, con la smerigliatrice si tagliano gli speroni dei salvapiante all'altezza del secondo anello, arrotondando opportunamente gli eventuali spigoli vivi rimasti

fase 3 - verniciare il metallo rimasto nudo con la vernice antiruggine e la vernice effetto micaceo, onde evitare che la ruggine, col tempo, faccia giustizia e divori la trappola antiuomo messa a tutela del verde urbano.

senigallia, verde urbanola freccia rossa indica il punto dove tagliare gli speroni


staccato da: Maddeche alle ore dicembre 12, 2008 22:23 | link |
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lunedì, 03 novembre 2008

E gli specchi di Archimede?

L'ondata securitaria attraversa l'Italia ma non giunge alla Cesanella. Circa la metà dei lampioni stradali del quartiere non fa luce. Inutile affannarsi a cambiare le lampadine, la colpa è dei lecci, belli e frondosi, che con la loro ricca chioma impediscono ai fotoni l'accesso alla strada, un fenomeno chiamato ombra. Gli alberi fanno ombra, anche di notte e con la luce artificiale.

Questo non vuol dire che gli alberi vanno rasi al suolo come in via Bari, tutt'altro, il decisionismo governativo (cento decisioni in 9 minuti, tutte sbagliate, per dirla con Michele Serra)  non deve diventare modalità di lavoro, approccio quotidiano. Si studia il fenomeno (l'ombra) e si trova una soluzione per salvare capra e cavoli, la giovinetta nella selva oscura alle dieci di sera, l'anziano dall'incerto passo, la badante che ricorda con nostalgia gli immensi viali illuminati di Kiev. Ma salvare anche il leccio, produttore d'ossigeno e di ombra e casa per gli uccellini, gli stessi che si mangiano milioni di zanzare d'estate, mentre noi mettiamo ad arrostire migliaia di pasticche azzurrine (non provateci con il Viagra, chissà che succede).



Colei che ha scoperto l'insolito fenomeno è Elena Starna, "ragazza terribile" e collaboratrice di 60019.it. Elena non è nuova a queste scoperte, la Cesanella non ha segreti per lei, quello che a noi sembra quotidiano disservizio le fa sgranare gli occhioni e le fa prendere carta e penna o macchina fotografica (vedi nota in fondo).

Un anno fa si è accorta di un altro curioso fenomeno della Cesanella: gli studenti della Mercantini erano costretti ad aspettare l'autobus per andare a scuola sul ciglio stradale di via Enrico Mattei, una delle strade più pericolose della Città. Un lungo rettilineo dove il limite dei 50 non si riferisce alla velocità, ma agli incidenti stradali per anno.

Dopo una rapida segnalazione al Sindaco Elena ricevette subito soddisfazione, e con lei tutti gli studenti guard rail. La soluzione del Comune si materializzò in una forma spartana ed economica, non priva di un certo successo: un cartello che suggerisce ai ragazzi: "L'autobus per andare a scuola aspettalo qui" una formula breve che poteva essere integrata da un: "In caso di pioggia portati l'ombrello"  per seguire il filone letterario del buonsenso.


La piazzola per i ragazzi, ottenuta con uno strato di ghiaia, ha avuto il merito di anticipare l'ondata recessiva mondiale del 2008: da questi piccoli segni possiamo capire che aria tira per gli Enti locali e per l'economia in generale, più che da quattrocento pagine scritte di suo pugno da un Draghi qualsiasi.

Quello riportato da Elena è uno dei tanti problemi della Cesanella, quartiere di 1200 famiglie, in eterna lotta con le varie Amministrazioni, per il parco, la viabilità, i marciapiedi e, da oggi, i lampioni che non fanno luce.


nota: Elena Starna mi ha correttamente fatto sapere che la segnalazione al Sindaco della fermata dell'autobus in mezzo al traffico di via Mattei è stata fatta da Laura Mengucci (Pacchiarotta) altra "ragazza terribile" della Cesanella. Un grazie a tutte e due.



staccato da: Maddeche alle ore novembre 03, 2008 19:48 | link |
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sabato, 27 settembre 2008

Lezioni di democrazia e lezioni di stile

La fotografia più famosa del 2008 è stata utilizzata per tappezzare la città di manifesti. Una scelta vincente, la foto è di straordinaria intensità, il gesto del Sindaco è forte ed emblematico, non privo di una certa geometrica solennità. L'eleganza simmetrica degli arti farebbe la felicità di un ginnasta, gli occhi socchiusi mostrano un'ispirazione superiore o una forza interiore che nessun argomento della Minoranza avrebbe potuto scalfire.

la foto originale di Andrea Cesanelli

Lo sguardo di sfida del Presidente Paradisi sembra rinforzare il gesto, pur astenendosi dal replicarlo, per marcare una diversità culturale che si coglie nei piccoli gesti, quelli che non si fanno. La presenza sullo sfondo di un collaboratore tecnico del Comune, contribuisce ad attualizzare il momento, renderlo vivo, sfumando il perentorio invito del Sindaco in un background urbano, rendendolo un gesto di uso comune, a scuola, nel lavoro, negli affetti. Un piccolo gesto che apre un mondo di sentimenti, che mette a nudo la nostra essenza, al di là di ogni ipocrisia. Un gesto utile, quando non abbiamo tempo per esplicarci e soprattutto quando nulla ci tange degli astanti.

La foto del manifesto è stata un ottimo veicolo mediatico, senz'altro più di cento comunicati stampa. I promotori dell'iniziativa, alcuni gruppi di Opposizione Consiliare, l'hanno resa ancor più efficace, taroccandola leggermente rispetto all'originale, rendendola più immediata e fruibile. Il gesto assume maggior risalto con la cancellazione del soggetto sullo sfondo, facendogli perdere la sua urbana confidenza e il suo background culturale, mentre il Presidente Paradisi assume sembianze minacciose, acquistando parte della massa corporea del soggetto cancellato.

il manifesto dell'Opposizione
il soggetto sullo sfondo è sparito

Anche il resto del manifesto è piuttosto efficace: l'unico appunto si può fare sui puntini di sospensione sulla parola "culo", entrata da tempo nel parlato del Consiglio Comunale.
Il mio grande maestro di giornalismo, Nereo Rincolvati, soleva dire:
"La parolaccia va usata per intero, i puntini di sospensione le tolgono forza e credibilità, la fanno sembrare l'uggiolio di un cane. E un cane non dice parolacce".

Con quel piccolo ritocco fotografico, la denuncia del manifesto si è rafforzata e il messaggio di un Consiglio Comunale senza regole e senza democrazia è passato, l'obbiettivo della campagna è stato raggiunto, a Senigallia non ci sono regole, non c'è democrazia.

Tuttavia se nel Consiglio Comunale si possono infrangere tutte le regole, quando si rientra nella società civile le regole vanno rispettate, soprattutto se hanno un costo zero.

Pubblicare sui manifesti una fotografia scaricata da internet senza chiedere il permesso al suo autore e senza citarlo nella pubblicazione dell'Opera è una violazione del diritto d'autore. Una mancanza tutto sommato veniale, ma, se compiuta da coloro che quotidianamente si ergono a difensori della morale pubblica, dell'etica politica e, soprattutto, dell'integrità culturale, la mancanza diventa grave, imperdonabile.

L'autore della foto è Andrea Cesanelli, giovane blogger senigalliese, fotografo dilettante, di recente diventato "uomo ovunque" nella vita cittadina. Il suo blog Foto Senigallia è uno dei preferiti da Google quando si ricerca il termine "Senigallia", ma Andrea è un ragazzo modesto e si sarebbe accontentato di una minuscola etichetta sul manifesto: "Foto di Andrea Cesanelli". Per saperlo bastava leggere VivereSenigallia.

Chi frequenta il web sa che il materiale fotografico o scritto è reso generalmente disponibile con l'unica avvertenza di citare sempre l'autore. Questa è una regola aurea universale, ignorata da chi frequenta il web solo quando gli segnalano che c'è qualcosa di utile da prendere.

Consiglieri del Coordinamento Civico, del Popolo delle Libertà e del Gruppo Misto, c'è ancora tempo per rimediare e per scusarsi, basterebbe un comunicato stampa o un'email a Cesanelli o una scatola di cioccolatini.
Ma non fate un manifesto: rischiereste di combinare altri guai.


staccato da: Maddeche alle ore settembre 27, 2008 11:12 | link |
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domenica, 31 agosto 2008

Da Niccolò Rossi, esponente cittadino di Forza Italia, ricevo, con preghiera di pubblicazione, il testo della petizione di protesta contro l'abbattimento dei sedici pini in via Bari.

RACCOLTA FIRME CONTRO L’INGIUSTIFICATO ABBATTIMENTO DI ALBERATURE NELLE STRADE DI SENIGALLIA


Il giorno 4 agosto 2008 i cittadini di Via Bari sono stati svegliati dal rumore della motoseghe degli operai del Comune che stavano abbattendo tutti gli alberi presenti ai lati della strada. Una fatto di estrema gravità per le seguenti ragioni:

1)  Non era necessario abbattere tutte le piante, visto che il Dottor Agronomo incaricato dal Comune per verificare la salute e la stabilità delle essenze arboree, nella sua perizia, aveva prescritto l’abbattimento di solo 6 alberi su un totale di 16 presenti nella strada.

2)  L’amministrazione comunale, che oggi invia ai residenti una tardiva lettera di giustificazione, non ha mai discusso ed aperto un confronto con i residenti sulla possibilità del rifacimento del manto stradale e dell’eventualità dell’abbattimento delle alberature.

3)  I cittadini non sono stati nemmeno adeguatamente avvisati che si stavano per effettuare lavori di abbattimento o sistemazione della strada. Insomma il Comune di Senigallia ha adottato la tecnica del blitz per evitare qualsiasi protesta o osservazione contraria. Non possiamo accettare questo comportamento! Ed oggi, anche se il danno, totalmente irreparabile, è stato già compiuto, con questa raccolta di firme vogliamo:

1)  Esprimere tutto il nostro dissenso e la nostra indignazione per una decisione arbitraria ed ingiustificata, frutto di un atteggiamento autoritario assunto dall’amministrazione comunale.

2)  Chiedere all’Amministrazione Comunale di fermare qualsiasi ulteriore azione di taglio di alberature presenti ai lati delle strade urbane ed extraurbane della nostra città.

3)  Chiedere che il Comune ogniqualvolta vi sia la necessità di procedere all’abbattimento di alberi, compia una adeguata informazione a tutti i cittadini ed apra un effettivo e reale dibattito per trovare le soluzioni condivise e dal minor impatto ambientale.


scarica il modulo della petizione in PDF

Una sola domanda per il momento affolla la mia testolina: perchè per la riqualificazione di via Marche gli alberi sono stati tutelati, creando un gioiello cittadino con strada a senso unico, marciapiede pedociclabile ampio e funzionale e alberature imponenti, mentre in via Bari, una traversa di via Marche, gli alberi sono stati abbattuti proprio per tutelare strada e marciapiedi?

Quale delle due scelte è sbagliata, quella di via Marche o quella di via Bari? Quante possono essere le scelte che fa l'Amministrazione Comunale sul verde urbano?

la Piaga di Velluto ha già trattato l'argomento qui
sul taglio degli alberi in via Bari trovate altre informazioni qui

via Bari oggi
(putroppo non abbiamo la foto di prima del taglio)




staccato da: Maddeche alle ore agosto 31, 2008 10:27 | link |
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sabato, 09 agosto 2008

Tutti in ferie tranne i boscaioli

L'Assessorato alle Devastazioni colpisce ancora: trasformare un'opera utile e meritoria, la riqualificazione di una strada, in un insensato scempio di alberi e nella fiera della motosega.

Mangialardi: "Certe decisioni sono dolorose ma necessarie e conviene prenderle quando sono tutti in ferie. Occhio non vede, cuore non duole".

Via Bari, zona Piano Regolatore, non sarà più la stessa per decenni. Ha perso i suoi splendidi alberi, abbattuti da un branco di incompetenti che non hanno voglia di trovare soluzioni.

Un altro pezzo di Senigallia che ci lascia, altre persone che dovrebbero tornare a far danni a casa loro. Una volta c'erano i Verdi per queste cose, non che facessero molto, ma ora siamo completamente senza difese.


Il quartiere del Piano Regolatore ha due caratteristiche, è la zona più tranquilla della città ed è quella con le alberature più imponenti, un autentico patrimonio cittadino che andrebbe salvaguardato e tutelato.


La riqualificazione di via Marche, eseguita due anni fa, aveva rappresentato un ottimo compromesso fra la salvaguardia delle alberature e la costruzione di un ampio marciapiede ciclabile, lasciando alle auto il transito in senso unico. La via è percorsa continuamente da pedoni e ciclisti e anche i bambini vanno a scuola in tutta sicurezza. Sembra di stare in Svezia.

via Marche

L'esperienza positiva non è servita a nulla: qualche giorno fa una banda di teppisti (non c'è altra definizione, mentre li cercano in spiaggia loro colpiscono altrove) prezzolati dall'Ufficio Tecnico comunale, ha raso al suolo tutti gli alberi di via Bari, ben sedici pini di grandi dimensioni, dispensatori di ombra e frescura, ossigeno e bellezza.

via Bari dopo il taglio degli alberi

Le persone povere di spirito considerano gli alberi del Piano Regolatore una calamità: le radici spaccano i marciapiedi, l'asfalto si deforma e la strada si riempe di buche. La risposta dell'Amministrazione è ondivaga, non c'è nessuna programmazione sul patrimonio del verde urbano, le decisioni si prendono di volta in volta, dipende da chi si trova nella stanza dei bottoni in quel momento.

E in questo momento nella stanza dei bottoni c'è il maschio alfa  della Giunta, Maurizio Mangialardi, l'uomo che seppellisce progetti e pianificazioni sotto colate di cemento, taglia dubbi ed obiezioni con la motosega e si riunisce soltanto con il suo cellulare, l'unico contatto che ha con la Città.
Da più parti viene indicato come il futuro Sindaco di Senigallia.
Dio ce ne scampi, vale anche per i non credenti.

Una parziale riqualificazione di via Pescara (parallela di via Bari) ha tutelato e messo in sicurezza gli alberi, tagliando le radici superficiali e ricostruendo i marciapiedi danneggiati. La foto di via Pescara ci consente di vedere come doveva presentarsi via Bari prima della strage di alberi.

via Pescara, parzialmente riqualificata tutelando gli alberi
così doveva essere via Bari, prima dello scempio

La riqualificazione di via Marche, dopo una lunga e dolorosa trattativa con il Gruppo Società ed Ambiente, ha salvaguardato gli alberi e ora la strada si presenta come un fiore all'occhiello della città.

Ma nel caso di via Bari si è preferito agire di nascosto, un rapido taglio secco in pieno agosto, quando siamo tutti distratti dalle ferie, nell'illusione che i cittadini in transito non si accorgessero di nulla, tutti presi ad evitare le buche su strade e marciapiedi.
La scelta del taglio secco è stata presa sicuramente per motivi di cassa: il lavoro di riqualificazione si semplifica, si pianteranno nuovi e stentati alberelli (che negli anni richiederanno centinaia di ore di lavoro per le necessarie cure) e fra trent'anni via Bari tornerà come l'originale. Non ci resta che stare a vedere, ma intanto mandiamoli tutti a casa. Così, sulla fiducia.

staccato da: Maddeche alle ore agosto 09, 2008 08:12 | link |
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giovedì, 26 ottobre 2006

E' panico in città.
Una nuova, misteriosa struttura, è apparsa all'improvviso in centro e solo la certezza che si tratta di una scelta architettonica ha potuto tranquillizzare la popolazione.
Il Vescovo ha annullato la messa di riparazione prevista per questa sera.

In via Annibal Caro, a due passi dal centro storico, durante lo scorso weekend è stato tolto il velo ad una costruzione che ha gettato nel panico i cittadini, già duramente provati dalla sindrome del lunedì mattina. Dal nulla è apparso un imponente muro di mattoni che cela un edificio, la cui unica colpa è quella di essere stato progettato da un architetto che evidentemente considera le finestre strumenti del demonio, destinate a soddisfare la sciocca vanità e curiosità degli umani.

Numerose le ipotesi che sono state formulate intorno all'origine del misterioso manufatto: la più accreditata vuole che il progettista abbia voluto anticipare il Piano Cervellati, che prevede la ricostruzione degli edifici nell'ex ghetto ebraico in piazza Simoncelli e, in un momento di visionaria audacia, abbia voluto ricostruire una porzione del Muro del Pianto.

Un'altra ipotesi vuole che in una improvvisata variante al Piano Regolatore, sia stata edificata una sede distaccata del Cimitero Comunale, per introdurre i benefici del decentramento anche nelle onoranze funebri, un settore economico che da tempo manifesta scarsa vivacità.

Tutte queste ipotesi sono presto divenute leggende metropolitane quando si è accertata la funzione esclusivamente residenziale dell'edificio: il fatto che dietro a quel muro ci abiteranno delle persone simili a noi ha ridimensionato l'ansia colletiva e i cittadini hanno cominciato ad apprezzare il muro, trovandolo "solido e concreto".

La Piaga ha voluto andare oltre il generico e conformista apprezzamento e ha cercato i modelli da cui scaturiscono determinate scelte architettoniche, una ricerca filologica di cui anche il progettista dell'edificio potrà giovarsi. Una ricerca sul territorio che ci circonda, quello da cui possiamo trarre le ispirazioni più immediate e genuine. Una ricerca che è finita presto, a Montignano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

staccato da: Maddeche alle ore ottobre 26, 2006 23:25 | link |
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